Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2019 Qui - Just Getting Started, in Italia intitolato E' solo l'inizio (il titolo originale doveva essere però Villa Capri) è certamente un film piacevole, un film a tema natalizio non malaccio, tuttavia il suddetto, scritto e diretto da Ron Shelton, ex giocatore di baseball statunitense, noto per aver diretto prevalentemente lungometraggi a tematica sportiva, non per caso fu candidato all'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale nel 1989 di Bull Durham: Un gioco a tre mani (film che rappresentava per lui l'esordio assoluto), è anche un film abbastanza mediocre, nonché leggermente "sbagliato". Questo film del 2017 infatti, anche se non fosse stato strutturato come un film prettamente natalizio (cosa che in verità è solo perché ambientato in quel periodo), sarebbe ugualmente risultato un film realizzato male. Si perché E' solo l'inizio (film che segna l'ultima apparizione dell'attrice Glenne Headly, morta l'8 giugno 2017), action comedy dal sapore natalizio interpretato da un cast ragguardevole, che vede Morgan Freeman nei panni dell'ospite attento e premuroso verso i propri ospiti, e Tommy Lee Jones in quelli di un ex militare ora imprenditore, nonché amante delle arti, e di Rene Russo nei panni della terza "incomoda", che difatti racconta di un direttore di un lussuoso resort a Palm Springs (Villa Capri), dal passato misterioso che non solo deve stare attento alla sua incolumità ma che deve fare i conti con Leo, ospite appena arrivato al residence, che sta catturando le attenzioni della bella Suzie (che lì si trova anche per altri motivi), lascia parecchio a desiderare.
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lunedì 24 giugno 2019
martedì 4 giugno 2019
The Circle (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/09/2018 Qui - Privacy contro trasparenza totale, questo è il punto cardine di The Circle. Un film del 2017 tratto da un opera letteraria (omonima) di Dave Eggers e adattata al cinema da James Ponsoldt (conosciuto soprattutto per The End of the Tour, film che tuttavia non ho visto e forse non vedrò mai), il fulcro di una vicenda che vede protagonista Mae una giovane determinata che raggiunge il posto lavorativo dei suoi sogni in The Circle, una azienda leader mondiale di tecnologia e social media, ma scoprirà che l'equilibrio fra sogno e incubo è flebile. Peccato che ciò sembra tutto detto e risaputo, una storia déjà-vu rispetto all'oggi che è già ieri, forse già fuori tempo massimo (non tanto sull'argomento ma sulla novità dello stesso). Infatti è similmente constatare che l'omonimo libro uscito nell'ormai lontano 2013 anticipava molti temi che oggi sono attualissimi: l'invasione dei social nelle nostre vite, la privacy che piano piano va a farsi benedire, i contatti umani che sfociano sempre più in contatti vivi solo su uno schermo e così via. Oggi, dopo quattro anni, queste tematiche le ritroviamo ogni giorno intorno a noi. Al massimo, ci sono alcuni sviluppi che immaginiamo, anzi temiamo possano accadere di qui a breve come, per fare un esempio, la possibilità che qualche società tipo Facebook o Google possa prima o poi costringerci a votare alle prossime elezioni tramite i nostri account. Ecco, da una parte questo è un difetto del film: la protagonista Mae ad un certo punto accetta di vivere in trasparenza la propria vita (ovvero filmare in streaming quello che fa 24 ore su 24) ma il fatto che ormai questa sia una pratica già diffusa abbastanza, se pensiamo alle varie live, dirette, stories e chi più ne ha più ne metta, rende la cosa meno efficace del previsto. Certo, possiamo anche per un attimo soffermarci sul fatto che proprio perché si tratta di un futuro apparentemente prossimo al presente allora c'è da spaventarsi. Ma la struttura generale del film, anche nell'accennare a grandi temi senza tuttavia approfondirli, non permette di notare i pochi pregi, perché presenta fin troppi difetti. E questo nonostante il fatto che i suddetti riescono comunque a rendere interessante il film, l'intrigante inchiesta di Dave Eggers infatti, sull'utilizzo dei social network, della tecnologia e dell'impatto che essi hanno sulla vita privata degli individui, fanno certamente diventare questo un film affascinante (almeno) nelle intenzioni ma purtroppo banale nella realizzazione.
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