Visualizzazione post con etichetta Lake Bell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lake Bell. Mostra tutti i post

martedì 5 maggio 2020

Pets 2 - Vita da animali (2019)

Titolo Originale: The Secret Life of Pets 2
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Animazione, Avventura, Commedia
Produttore: Chris Meledandri, Janet Healy
Regia: Chris Renaud
Sceneggiatura: Ken Daurio, Brian Lynch, Cinco Paul
Personaggi: Max, Duke, Nevosetto, Galletto, Gidget, Mel, Katie
Marghi, Chloe, Sergei, Nonnotto, Norman, Buddy, Pisellino, Chuck
Durata: 78 minuti

Tornano gli scatenati animali domestici nel sequel targato Illumination.
Mentre Max diventa iperprotettivo nei confronti del figlio della sua padrona, Nevosetto libera una tigre dal circo.

giovedì 4 luglio 2019

La fratellanza (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2019 Qui - La fratellanza (Thriller, Usa 2017): Dopo aver causato accidentalmente la morte di un amico in un incidente d'auto, Jacob finisce in carcere con l'accusa di omicidio colposo. Per sopravvivere ai pericoli della detenzione si schiera con la fratellanza ariana la quale, dopo che l'uomo viene rilasciato per buona condotta, lo costringe a dover compiere un crimine per proteggere la sua ex-moglie e suo figlio. Modesto film carcerario che ricorre a un immaginario di violenza razziale francamente grossolano e già visto. L'estetica dei corpi scultorei, dei tatuaggi e dei neonazisti non trova uno sviluppo originale nel lavoro del regista Ric Roman Waugh (Snitch: L'infiltrato), che appare piuttosto grezzo e bidimensionale anche nella direzione degli attori e nella gestione di atmosfere e messa in scena. Gli elementi cardine di questo prodotto elementare sono la forza muscolare dei personaggi, la tensione congelata in grumi di cattiveria e di vendetta, ma si tratta di elementi che anziché dare forma al dramma carcerario lo appesantiscono a vuoto. Retorico e manicheo nella contrapposizione tra vittime e carnefici, La fratellanza può vantare la prova volenterosa Nikolaj Coster-Waldau, il notissimo Jamie Lannister de Il trono di spade, e nulla più di significativo. Il film infatti, e semplicemente, non vanta un testo forte. L'intuizione di base, la ricerca effettuata sul campo, la critica al sistema carcerario statunitense parevano indirizzarsi verso un orizzonte virtuoso, ma il tutto sfocia nel nulla nel momento in cui l'autore abbandona il territorio studiato per improvvisare un thriller. Dal momento in cui Jacob mette piede fuori dalle celle la pellicola abbandona l'idea di voler sondare la decadenza di un uomo e si converte a contenuti più banali e cinematografici. E insomma, l'impegno riposto nella pellicola è evidente, ma le tematiche toccate avrebbero necessitato di una delicatezza che il regista (più stuntman) non è stato in grado di garantire (purtroppo). Comunque a parte qualche iperbole forzata e dettagli che mettono alla prova la sospensione dell'incredulità (Jacob è assistito dall'avvocato più incompetente della storia), Shot Caller risulta digeribile, ma è evidente sia narrativamente inferiore a molti dei prodotti televisivi e cinematografici già in circolazione. Voto: 5,5

mercoledì 26 giugno 2019

40 sono i nuovi 20 (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2019 Qui - 40 sono i nuovi 20 (Commedia, Usa 2017): Figlia di due registi di commedie di successo come Charles Shyer (Il padre della sposa) e Nancy Meyers (Tutto può succedereL'amore non va in vacanza), l'esordiente Hallie Meyers-Shyer cerca di rifarsi allo stile materno con una pellicola godibile e inerente ai rapporti uomo-donna. In questo caso si gioca, e il titolo italiano lo sa bene, sulla fascinazione che i ragazzi ventenni provano per le donne quarantenni, ma al di là di questo spunto, che comunque di per sé non basta a generare situazioni divertenti, non ci sono altre idee degne di nota in una sceneggiatura (mai concreta, mai credibile) che procede col pilota automatico, tra svolte narrative prevedibili (il ritorno dell'ex marito di lei) e gag forzate (e fastidiose estremizzazioni di buonismo ed ottimismo, oltre ad un semplicismo narrativo). La messinscena della neo-regista non è mai vibrante (la fotografia è eccessivamente artificiosa) e si adagia sui bassi standard delle tante pellicole hollywoodiane fatte con lo stampino dello stesso genere (anche la colonna sonora, curata dal candidato all'Oscar John Debney, si riduce ad un semplice ensemble di tracce senza spessore, che potrebbero spazientire più che intrattenere). Il lungometraggio pecca poi nella caratterizzazione dei protagonisti, estremamente monocordi e bidimensionali. La figura della protagonista appare anzitutto vuota, incapace di rispecchiare le sfaccettature emotive e personali di una persona neo-separata. Reese Witherspoon, che da sempre oscilla tra ottime interpretazioni (Quando l'amore brucia l'animaCome l'acqua per gli elefantiMud) e scelte opinabili (WildFuga in tacchi a spillo), risulta inoltre eccessivamente artefatta, soprattutto nei frangenti di felicità. Ottimi sono invece i co-protagonisti Pico AlexanderNat Wolff e Michael Sheen, che devono tuttavia confrontarsi con personaggi ugualmente inconsistenti. E quindi, per colpa di una regista inadatta e di una sceneggiatura leziosa, 40 sono i nuovi 20 è perciò un lungometraggio impersonale e forzato, incapace di coinvolgere veramente. Un film debole nello spunto iniziale e mal costruito. Voto: 5

mercoledì 15 maggio 2019

Pets: Vita da animali (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/03/2018 Qui - Dagli autori di Cattivissimo Me ed i Minions ecco Pets: Vita da animali (The Secret Life of Pets, letteralmente la vita segreta degli animali), film d'animazione del 2016 diretto da Chris Renaud e Yarrow Cheney. Questo nuovo cartone animato sugli animali domestici prodotto da Illumination Entertainment infatti, piuttosto leggero, privo di crudeltà e del tutto innocuo, ci racconta di svariati animali domestici (cani di varia razza e taglia, gatti, canarini, criceti, ecc...) i quali, non appena i loro padroni escono di casa per andare, si suppone, a lavorare, lasciati soli negli appartamenti, si scatenano nelle più strane avventure (in storie però prevedibili e banali). Poiché se vi aspettate qualcosa di originale e stupefacente, vi sbagliate di grosso. I registi, infatti, hanno realizzato un progetto prevedibile e banale, dove a farla da padrone è l'utilizzo di cliché. L'intento dei due sembra proprio quello di voler offrire al pubblico un lavoro classico, senza discostarsi troppo da altre pellicole animate. Divertente sì, ma basato su una sceneggiatura a dir poco ridicola in termini di trama. E' sempre la solita storia, da una parte abbiamo un cane domestico che si trova a dover convivere con un altro essere della sua specie (un cagnolone a metà tra Chewbecca e Boo di Monsters & Co.) e da questo evento prende forma la rivalità tra i due, come spesso accade anche nella vita reale e più in generale tra gli uomini. I due, in assenza della padrona, si troveranno a dover affrontare il cattivo di turno, unendo le forze e diventando così amici. Dall'altra parte, invece, troviamo una cagnolina innamorata di Max, che cercherà di salvarli dalle grinfie del coniglio bianco (che paura!), aiutata da un gruppo di animali. Insomma, niente di più banale, ma a sorprendere è il fatto che (nonostante la totale assenza di una sceneggiatura ben scritta) la pellicola sia in grado di far ridere con molta naturalezza. Sarà che in fondo ci sentiamo un po' tutti bambini dentro, ma certamente l'idea non è del tutto da buttare. I personaggi difatti, alcuni dei quali vengono poco approfonditi caratterialmente, sono molto diversi tra loro, ma sono tutti dotati di una certa forza espressiva.

giovedì 7 febbraio 2019

No Escape: Colpo di Stato (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/11/2016 Qui - No Escape: Colpo di stato (No Escape) è un crudo e avvincente film del 2015 diretto da John Erick Dowdle. Un film con una trama originale ma attuale, che trae ispirazione dalla cronaca estera, un paese del terzo mondo (forse quarto) diventa luogo di una rivolta, che sfocia nel sangue, ed una normale famiglia americana diventa un bersaglio mobile. La famiglia di Jack Dwyer, che lavora per una compagnia che costruisce e mantiene acquedotti, che le difficoltà economiche in patria portano la sua società a trasferirlo con tutta la famiglia (assieme alla moglie ci sono anche due bambine piccole) nel Sud-Est asiatico, nazione non prettamente specificata, si dice Thailandia ma in questo caso non confina con il Vietnam (sarebbe da fantascienza), forse Cambogia? In ogni caso, appena arrivati scoppia una rivoluzione, un gruppo armato, spietato e sanguinolento uccide il primo ministro e scatena una guerra senza scampo per le strade e nei palazzi. Ci vorrà poco per capire che il bersaglio prediletto di tutta questa violenza, oltre al governo, sono gli occidentali e in particolare proprio gli americani come Jack, quelli venuti per lavorare all'acquedotto. Senza nessuna conoscenza militare, nessuna spiccata capacità da uomo d'azione Jack dovrà cercare di mantenere in vita la propria famiglia. No Escape, è un film d'azione molto drammatico, che non dà momenti di tregua né ai protagonisti, né allo spettatore. La storia è infatti raccontata con un ritmo serrato al cardiopalma, sin dal primo minuto. Una storia che vede come protagonista un uomo medio, per nulla avvezzo ad intrighi e situazioni d'azione, in questo la scelta di Owen Wilson è perfetta. Purtroppo i fratelli Dowdle non riescono ad essere coerenti fino in fondo con questo presupposto, gongolano nel lasciarsi prendere la mano da qualche impossibile sequenza d'azione e non rimangono davvero fedeli al lato B, cioè alle dinamiche più elementari e di suspense che la storia di un uomo comune in circostanze eccezionali propone. Preferiscono difatti troppo spesso sottolineare l'amore del padre per le figlie ed esagerare nel fornire elementi di tensione lavorando (goffamente) sulle relazioni intra-familiari. Insomma invece che rimanere sui toni secchi e asciutti, determinati e convincenti si spostano eccessivamente sul melodrammatico, invece che far parlare le azioni fanno parlare le parole. Soprattutto non resistono alla tentazione di dare tratti da eroe al protagonista, annacquando uno dei presupposti migliori. Ma nonostante questi innegabili difetti lo stesso No Escape rimane un esperimento più che riuscito.