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venerdì 29 marzo 2024

Hot Summer Nights (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Una normale storia di formazione agli inizi degli anni novanta, fra love story e intreccio poliziesco. Una storia che però non colpisce come dovrebbe, i due elementi non si miscelano bene nell'economia del racconto (piuttosto repentini i passaggi dall'una all'altra tonalità), inoltre non che la storia in sé, nel suo complesso, presenti qualcosa pur vagamente originale, risultando prolissa e poco appassionante a causa di molti momenti che sanno di déjà-vu e di un ritmo poco scorrevole, mai emozionante né nelle parti esistenziali né in quelle thriller. Non necessariamente un brutto film, ma anonimo. Un film che se merita la visione è solo per la bravura del regista (l'esordiente Elijah Bynum) nel girare alcune scene (anche l'uso sapiente della colonna sonora), per i dialoghi niente male, per l'ottima ricostruzione del periodo e per gli attori "bellocci" coinvolti. Finale tanto amaro quanto inevitabile. Voto: 5,5 [Prime Video]

giovedì 4 luglio 2019

La fratellanza (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2019 Qui - La fratellanza (Thriller, Usa 2017): Dopo aver causato accidentalmente la morte di un amico in un incidente d'auto, Jacob finisce in carcere con l'accusa di omicidio colposo. Per sopravvivere ai pericoli della detenzione si schiera con la fratellanza ariana la quale, dopo che l'uomo viene rilasciato per buona condotta, lo costringe a dover compiere un crimine per proteggere la sua ex-moglie e suo figlio. Modesto film carcerario che ricorre a un immaginario di violenza razziale francamente grossolano e già visto. L'estetica dei corpi scultorei, dei tatuaggi e dei neonazisti non trova uno sviluppo originale nel lavoro del regista Ric Roman Waugh (Snitch: L'infiltrato), che appare piuttosto grezzo e bidimensionale anche nella direzione degli attori e nella gestione di atmosfere e messa in scena. Gli elementi cardine di questo prodotto elementare sono la forza muscolare dei personaggi, la tensione congelata in grumi di cattiveria e di vendetta, ma si tratta di elementi che anziché dare forma al dramma carcerario lo appesantiscono a vuoto. Retorico e manicheo nella contrapposizione tra vittime e carnefici, La fratellanza può vantare la prova volenterosa Nikolaj Coster-Waldau, il notissimo Jamie Lannister de Il trono di spade, e nulla più di significativo. Il film infatti, e semplicemente, non vanta un testo forte. L'intuizione di base, la ricerca effettuata sul campo, la critica al sistema carcerario statunitense parevano indirizzarsi verso un orizzonte virtuoso, ma il tutto sfocia nel nulla nel momento in cui l'autore abbandona il territorio studiato per improvvisare un thriller. Dal momento in cui Jacob mette piede fuori dalle celle la pellicola abbandona l'idea di voler sondare la decadenza di un uomo e si converte a contenuti più banali e cinematografici. E insomma, l'impegno riposto nella pellicola è evidente, ma le tematiche toccate avrebbero necessitato di una delicatezza che il regista (più stuntman) non è stato in grado di garantire (purtroppo). Comunque a parte qualche iperbole forzata e dettagli che mettono alla prova la sospensione dell'incredulità (Jacob è assistito dall'avvocato più incompetente della storia), Shot Caller risulta digeribile, ma è evidente sia narrativamente inferiore a molti dei prodotti televisivi e cinematografici già in circolazione. Voto: 5,5

martedì 19 marzo 2019

Il duello (2016)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2017 Qui - Il duello (Drammatico, Usa 2016): Poco convincente e non soddisfacente è questo thriller western drammatico con Liam Hemsworth (Cut Bank) e Woody Harrelson (Codice 999 l'ultimo suo visto), a cui aggiungiamo la bella Alice Braga, William Sadler e William Hurt, perché anche se la storia, quello di un Texas Ranger che deve trovare le prove di alcuni omicidi inspiegabili avvenuti in una piccola città dove "un predicatore" (che ha un conto in sospeso col suo passato) tiene in scacco una cittadina, è alquanto interessante e intrigante, è però, nonostante una buona prima parte, poco originale e largamente prevedibile nonché troppo lungo e leggermente noioso, soprattutto nella seconda parte. La seconda parte è infatti quella meno convincente, non solo per le caratteristiche dei personaggi che cominciano ad essere meno comprensibili, quanto per la pochezza di idee e la prevedibilità della storia. Il finale poi è decisamente brutto e culmina con lo scontro a fuoco più stupido di sempre (in ambito western). Non male il cast, ma la sensazione durante la visione è quella di un prodotto che non soddisfa pienamente le aspettative di chi guarda. E la tentazione di non assegnare la sufficienza si sente parecchio. Voto: 5,5

sabato 2 marzo 2019

Brooklyn (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/03/2017 Qui - Nick Hornby prosegue la sua carriera di sceneggiatore, e così dopo il non eccezionale risultato con Wild, ma soprattutto dopo An Education, film per il quale ricevette una nomination all'Oscar, eccolo nuovamente in un film che definire bello sarebbe riduttivo, perché Brooklyn, film del 2015 diretto da John Crowley, è un film eccezionale, semplice, non banale a lunghi tratti, coinvolgente ed emotivamente intenso. Il film infatti, tratto dall'omonimo romanzo di Colm Toibin, che ha ricevuto l'anno scorso tre nomination all'Oscar, senza però vincere nessuno, anche se si è aggiudicato il premio come miglior film britannico, è essenzialmente un dramma, anzi, melodramma intenso e avvolgente, che se anche non raggiunge la complessità di quelli di Todd Haynes e il suo Carol, film a cui la pellicola sembra avere tanto in comune, soprattutto nello stile, anche se questo film è visivamente più vivace nei colori e sfumature, e quindi più piacevole da vedere, grazie anche alla freschezza di alcune battute e della stessa bravissima protagonista femminile, dato che la carina e dolcissima Saoirse Ronan sfoggia una invidiabile tempra di attrice che in ogni caso potrà ulteriormente perfezionare in futuro, è lo stesso un film interessante e sicuramente più coinvolgente di quell'altro comunque discreto film, film che come ritratto intimista non è assolutamente da buttare, anzi, da elogiare, nonostante il racconto, per la sua vitalità. Comunque la storia, ambientata negli anni '50, dove i colori pastello e i vestiti accessi sono molto vivi e funzionali (stranamente particolare che ho notato e in positivo), racconta di una ragazza irlandese, che non avendo né arte né parte, cerca fortuna a New York, nel quartiere di Brooklyn, ovviamente, dove grazie ai buoni uffici di un prete conterraneo amico, riesce a trovare un lavoro dignitoso. Inesperta e timida ma volenterosa e tenace, impara presto e soprattutto trova l'amore, in un giovane idraulico, persona semplice ma di buoni sentimenti. E quindi dopo un duro periodo di adattamento la serenità finalmente arriva, ma un tragico evento è dietro l'angolo e costringerà Ellis a compiere una scelta difficile. Il suo mondo infatti verrà messo in discussione, fino a quando la coscienza gli darà una mano a scegliere il suo destino.

lunedì 26 novembre 2018

The Gambler (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/02/2016 Qui - The Gambler è un film del 2014 con protagonista Mark Wahlberg, qui anche produttore. La pellicola è il remake del film 40.000 dollari per non morire (The Gambler) del 1974. Jim Bennett è un professore associato universitario di New York, frustrato, scontento del suo lavoro e segretamente schiavo del gioco d'azzardo, che ha una visione drastica del mondo e dell'esistenza: o si ha tutto o non si ha nulla. Rampollo di una ricca famiglia di banchieri, si ritrova alla morte del nonno a dover gestire il difficile rapporto con la madre separata e le pulsioni autodistruttive di una sfrenata dipendenza dal gioco. Durante una sola notte s'indebita al punto da entrare in contatto con persone poco raccomandabili. Gli rimangono solo sette giorni per saldare i debiti e trovare il modo di lasciarsi alle spalle quel genere di vita. Chiede allora un cospicuo prestito a un temutissimo gangster, e a causa dell'aumentare dei debiti, da quel momento inizierà la sua lenta e inesorabile discesa nel mondo della criminalità, fra strozzini allibratori e maniaci del gioco, in un inferno privo di qualunque regola. Coinvolto in una spirale compulsiva senza via d'uscita ma anche in una appassionata storia d'amore con una sua studentessa, finisce per giocarsi tutto in una sola puntata alla roulette. L'amore per la sua bella ed una buona dose di fortuna lo renderanno però un uomo diverso.