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martedì 28 aprile 2020

Domino (2019)

Titolo Originale: Domino
Anno e Nazione: Danimarca, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi 2019
Genere: Poliziesco, Thriller
Produttore: Michel Schønnemann, Els Vandevorst
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura: Petter Skavlan
Cast: Nikolaj Coster-Waldau, Carice van Houten, Guy Pearce
Søren Malling, Eriq Ebouaney, Paprika Steen
Thomas W. Gabrielsson, Ardalan Esmaili, Younes Bachir
Durata: 85 minuti

Il ritorno di Brian De Palma dopo anni dall'ultima volta, con nuovo thriller.
Due agenti di Copenaghen braccano il killer che ha ucciso un loro collega e finiscono nel mezzo di un intrigo internazionale dai delicati equilibri che coinvolge l'Isis e la Cia.

giovedì 4 luglio 2019

La fratellanza (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2019 Qui - La fratellanza (Thriller, Usa 2017): Dopo aver causato accidentalmente la morte di un amico in un incidente d'auto, Jacob finisce in carcere con l'accusa di omicidio colposo. Per sopravvivere ai pericoli della detenzione si schiera con la fratellanza ariana la quale, dopo che l'uomo viene rilasciato per buona condotta, lo costringe a dover compiere un crimine per proteggere la sua ex-moglie e suo figlio. Modesto film carcerario che ricorre a un immaginario di violenza razziale francamente grossolano e già visto. L'estetica dei corpi scultorei, dei tatuaggi e dei neonazisti non trova uno sviluppo originale nel lavoro del regista Ric Roman Waugh (Snitch: L'infiltrato), che appare piuttosto grezzo e bidimensionale anche nella direzione degli attori e nella gestione di atmosfere e messa in scena. Gli elementi cardine di questo prodotto elementare sono la forza muscolare dei personaggi, la tensione congelata in grumi di cattiveria e di vendetta, ma si tratta di elementi che anziché dare forma al dramma carcerario lo appesantiscono a vuoto. Retorico e manicheo nella contrapposizione tra vittime e carnefici, La fratellanza può vantare la prova volenterosa Nikolaj Coster-Waldau, il notissimo Jamie Lannister de Il trono di spade, e nulla più di significativo. Il film infatti, e semplicemente, non vanta un testo forte. L'intuizione di base, la ricerca effettuata sul campo, la critica al sistema carcerario statunitense parevano indirizzarsi verso un orizzonte virtuoso, ma il tutto sfocia nel nulla nel momento in cui l'autore abbandona il territorio studiato per improvvisare un thriller. Dal momento in cui Jacob mette piede fuori dalle celle la pellicola abbandona l'idea di voler sondare la decadenza di un uomo e si converte a contenuti più banali e cinematografici. E insomma, l'impegno riposto nella pellicola è evidente, ma le tematiche toccate avrebbero necessitato di una delicatezza che il regista (più stuntman) non è stato in grado di garantire (purtroppo). Comunque a parte qualche iperbole forzata e dettagli che mettono alla prova la sospensione dell'incredulità (Jacob è assistito dall'avvocato più incompetente della storia), Shot Caller risulta digeribile, ma è evidente sia narrativamente inferiore a molti dei prodotti televisivi e cinematografici già in circolazione. Voto: 5,5

domenica 28 aprile 2019

La Madre (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/01/2019 Qui - Più che un horror, una favola nera, visivamente suggestiva, con trovate originali e momenti di tensione, questo è La Madre (Mama), film horror del 2013 diretto da Andrés Muschietti (sì proprio lui) e prodotto da Guillermo del Toro (sì proprio lui). E' chiaro sin dal principio infatti come il regista voglia puntare molto sulle atmosfere e, per farlo, sfrutta paesaggi molto d'impatto, una strada innevata praticamente deserta, poi un bosco. E ci riesce piuttosto bene, anche successivamente, quando dal prologo si passa alla vicenda vera e propria e ci si sposta in un tranquillo quartiere di periferia, da dove ha inizio la storia di due bambine che dopo 5 anni dalla loro scomparsa vengono ritrovate dallo zio e la sua amica, Nikolaj Coster-Waldau (nel ruolo anche di padre delle bambine) e Jessica Chastain, regredite allo stadio di bestiole spaventate e soprattutto "dipendenti" da "Mama", che negli anni di "solitudine" gli ha procurato loro cibo e tanto amore. Come potete quindi immaginare La Madre, è la classica ghost story, malinconica e commovente, che però utilizza l'elemento del soprannaturale per raccontarci una storia umanissima, che affonda le sue radici nel legame ancestrale e indissolubile tra madre e figlio, che scava nei rapporti familiari, evidenziandone le dinamiche complesse e spesso dolorosissime.

mercoledì 6 marzo 2019

Gods of Egypt (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/04/2017 Qui - Il regista di film cult degli anni '90 come Il Corvo e Dark City, ma anche i discreti recenti Io, Robot e Segnali dal futuro, un cast stellare che sfoggia i nomi di attori di enorme talento (dimostrato più volte) quali Nikolaj Coster-Waldau, Geoffrey Rush, Gerard Butler e Brenton Thwaites, una storia fantasy-epica che avrebbe dovuto echeggiare la maestosità e la grandeur della mitologia egizia. Tutte le premesse lasciavano presagire per il meglio e tutto prometteva che avremmo avuto a che fare con un prodotto di buon livello. Ovviamente tutte le nostre, mie aspettative sono completamente disattese e il prodotto finale che ci ritroviamo è una spanna più in giù della minima sufficienza. Poiché se un titolo troppo generico Gods of Egypt (film del 2016 diretto da Alex Proyas) da un lato potrebbe attrarre spettatori, facendo leva su uno spettacolare effetto sorpresa, dall'altro rischia seriamente di nascondere un film inconcludente, che alla fin fine non dice assolutamente nulla. Purtroppo il film appartiene a quest'ultima tipologia. Una trama confusa, intrecciata male e a volte a caso, sembra infatti sposarsi con la voglia morbosa di spettacolarità, in cui gli effetti speciali sembrano predominare sia sulla recitazione (decisamente mediocre) sia sulla sceneggiatura (molto, ma molto elementare). Una sceneggiatura che, sebbene esposta in modo lineare, racconta in modo abbastanza caotico la storia di quando Osiride, dio che vigila sul popolo del Nilo, decise di lasciare il regno nelle mani del figlio Horus, ma il fratello Set, accecato dalla rabbia, usurpa il trono con la forza, uccidendo il padre e accecando il legittimo erede. Sfuggendo al crudele dominio di Set però, un mortale, il ladro Bek, cerca la prigione di Horus per liberare il dio e liberare così la sua amata e il popolo d'Egitto.

mercoledì 2 gennaio 2019

Second chance (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/06/2016 Qui - Second Chance (En chance til) è uno sconcertate, sconvolgente e drammatico thriller danese che tratta argomenti e dinamiche moralmente discutibili. Il film (del 2014) diretto da Susanne Bier (una delle registe più recensite da me, questa è la terza volta dopo Una folle passione e The Night Manager) affronta infatti la complessa questione morale in cui viene a trovarsi un valido agente di polizia dopo essere stato travolto da una tragedia familiare. Il personaggio principale è interpretato da Nikolaj Coster-Waldau, il Jamie Lannister de Il trono di Spade. I due poliziotti Andres e Simon, buoni amici tra di loro, conducono esistenze molto differenti. Andreas si è accasato, vive con la bella moglie e il figlio (avuto da poco), e sembra avere una vita perfetta, mentre Simon, da poco divorziato, passa la maggior parte del tempo a ubriacarsi in uno strip club. Tutto cambia quando i due chiamati a sedare una lite domestica tra una coppia di drogati, si imbattono in Tristan, amico di un tempo e ora criminale allo sbando, incapace (per non dire di peggio) di prendersi cura della compagna e del figlio (che vive in pessime condizioni igieniche), anche lui di pochi mesi. Quando una tragica fatalità investe la vita di Andreas (che lo porta a confrontarsi con il proprio senso di impotenza, che lo scuote del tutto e che gli farà perdere lentamente la cognizione di cosa sia giusto e cosa no), i destini delle due famiglie si troveranno uniti in una sconvolgente catena di eventi. Difatti in seguito alla morte prematura del piccolo ed al conseguente shock psicologico della moglie, decide di non denunciarne la morte e di sostituire il proprio figlioletto con quella della coppia di tossici. Da questo momento si susseguiranno degli avvenimenti del tutto imprevisti che porteranno alla luce anche una terribile verità e che condurranno il poliziotto a restituire (anche giustamente direi) il neonato sottratto ai propri genitori naturali e ad autodenunciarsi, non senza conseguenze.

sabato 29 dicembre 2018

Oblivion (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/05/2016 Qui - Oblivion è un innovativo, originale e intrigante film di fantascienza del 2013 scritto, diretto e prodotto da Joseph Kosinski (Tron: Legacy), con protagonista il sempreverde Tom Cruise. Spesso certi tipi di film come questo partono, nascono, con aspettative alte senza riuscire a mantenerle. Questo non è il caso di Oblivion, che non solo conferma le attese ma addirittura le supera. Questo è un giocattolo fantascientifico di elevatissima qualità, effetti speciali strabilianti, molto verosimili e del tutto sottese alla storia, stupende ambientazioni, scenografie e colonna sonora, molto curate le scene di azione, dunque tra i migliori film del genere degli ultimi decenni. Qualche lacuna nella sceneggiatura (nei dialoghi sempliciotti e nel tratteggiare i coprotagonisti) lascia un residuo di amaro in bocca, perché poteva essere un capolavoro, ma lo è quasi. Ho subito apprezzato "Oblivion" anzitutto proprio perché non crea false illusioni, il film inizia in un certo modo e crea una precisa idea nello spettatore il quale però poi, a un certo punto, si aspetta decisamente di più. Ebbene, il regista non delude in questo, attuando un'inaspettata serie di risvolti narrativi (semplici ed efficaci) che rendono la storia credibile e intrigante, soprattutto nell'ultima mezz'ora. E con un bel finale interpretabile (diciamo così) e diverso dal solito. Lodevole l'idea di vagare tra le lande, gli anfratti e i resti di edifici di una Terra distrutta e disabitata. Concettualmente, nulla di originale, sia chiaro, ma come struttura narrativa, davvero eccellente, curata, coerente e abbastanza imprevedibile. Un plauso a questo sconosciuto regista anche e soprattutto per l'idea di fondo che permea sottilmente tutto il film, ritrovare se stessi nell'oblio dei ricordi. Ma veniamo alla trama. Tutto inizia attraverso la spiegazione di quanto è avvenuto sulla Terra. Siamo nell'anno 2077. Sessant'anni fa il nostro pianeta è stato il campo di battaglia di una guerra nucleare contro una razza aliena chiamata Scavengers che voleva invadere la Terra. Questo scontro è stato vinto dagli umani ma la Terra è stata completamente devastata. Anche la Luna è stata distrutta (l’immagine di questo satellite fatto a pezzi nel cielo è spettacolare, veramente realistica), generando così notevoli cambiamenti climatici. L’umanità è pertanto costretta a lasciare la Terra per dirigersi verso il pianeta Titano. L’esodo è possibile grazie a dei macchinari che estrapolano le risorse naturali (in particolare l’acqua che viene risucchiata da gigantesche macchine) per poter generare vita su quest'altro pianeta.

lunedì 10 settembre 2018

Tutte contro lui: The Other Woman (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/08/2015 QuiTutte contro lui: The Other Woman è un film del 2014 diretto da Nick Cassavetes con protagoniste Cameron Diaz, Leslie Mann e Kate Upton. Già mettersi contro due donne può risultare fatale. Se poi le signore in questione sono addirittura tre... meglio correre ai ripari! Dovrebbe saperlo bene Mark, sciupa-femmine che si ritrova a spezzare il cuore di ben tre donne. Tra l'altro, non stiamo parlando di donne qualunque, ma di tre bellezze in grado di mozzare il fiato al loro semplice passaggio. Si tratta di Kate, Carly e Amber, interpretate dalle tre stupende donne già citate dapprima. Ma il loro fascino è direttamente proporzionale alla sete di vendetta, per cui per Mark, alias Nikolaj Coster-Waldau, l'attore danese de Il Trono di Spade (Jaime Lannister), si prospettano tempi molto duri. Con un simile intreccio amoroso, non sarà facile dipanare il bandolo della matassa. Ma tutto comincia quando Kate (Leslie Mann) scopre che il marito Mark ha una relazione amorosa con Carly (Cameron Diaz), e in contemporanea quest'ultima viene a sapere che il suo focoso amante è sposato. Le cose, però, sono ancora più complicate, perché l'uomo ha un'ulteriore fiamma, ovvero Amber (Kate Upton).