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venerdì 29 agosto 2025

I film del mese (Agosto 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/08/2025 Qui - Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la Parte 4 dell'Anime Generation.

Holy Spider (Dramma/Thriller 2022) - Un thriller iraniano ispirato a fatti reali, che racconta la caccia a un serial killer di prostitute nella città di Mashhad. Oltre alla tensione narrativa, il film denuncia una società patriarcale e repressiva, dove l'assassino riceve comprensione e persino approvazione. Atmosfera cupa e disturbante, con sequenze di omicidi crude ma mai gratuite; Regia solida e cast convincente, con personaggi ben delineati; Critica esplicita al fanatismo religioso e all'ipocrisia istituzionale; Ambientazione iraniana resa con realismo e senza didascalismi; Finale amaro e inquietante, che lascia riflettere sull'impatto sociale e culturale della vicenda. Pur non brillando per ritmo, il film coinvolge e colpisce, offrendo uno spaccato potente e scomodo di una realtà poco conosciuta in Occidente. Un'opera coraggiosa e necessaria. Voto: 7+

The Crow - Il corvo (Azione/Fantastico 2024) - Un remake imbarazzante sotto ogni aspetto, paragone impietoso. La storia d'amore è affrettata e poco credibile, i personaggi piatti e privi di carisma (lui troppo "sporco", lei bruttina). La seconda parte tenta di dare profondità, ma si perde in dialoghi piatti e una narrazione che non decolla mai. Il terzo atto scivola in una vendetta violenta e gratuita, con uno splatter tardivo e fuori luogo. Il nemico è abbozzato, senza motivazioni chiare. Le musiche sono fuori tono, la regia priva di visione. Un film che non lascia nulla, se non la sensazione di aver sprecato tempo. Un film mal riuscito, tra i peggiori rifacimenti mai visti. Voto: 3,5

Fall (Azione/Thriller 2022) - Due ragazze decidono di scalare una torre radio abbandonata alta 600 metri per superare un lutto e guadagnare visibilità. L'impresa, assurda e pericolosa, si trasforma presto in un incubo. Il film si regge solo sulle riprese spettacolari che trasmettono vertigine e tensione, mentre tutto il resto (dialoghi, personaggi, trama) è debole, prevedibile e spesso imbarazzante. Un survival mal scritto, con protagoniste antipatiche e colpi di scena telefonati. Voto: 4,5

Thelma (Commedia/Azione 2024) - Una commedia action originale e divertente, ispirata a una storia vera. La protagonista è una novantenne truffata online che, con l'aiuto del nipote nerd e di un vecchio amico, decide di recuperare il denaro perso affrontando un'avventura improbabile ma piena di energia. Il film sorprende per la freschezza della regia, la simpatia del cast (ottima la prova di June Squibb) e il tono leggero con cui affronta temi importanti come l'indipendenza nella terza età, la fiducia e la resilienza. Senza scadere nel melodramma, riesce a trasmettere un messaggio positivo: l'età non è un limite alla vitalità. Un piccolo film che lascia il sorriso. Voto: 6,5

Il giorno dell'incontro (Sportivo/Dramma 2023) - Il film d'esordio alla regia di Jack Huston, segue Mickey Flannigan, ex campione caduto in disgrazia, nelle ore che precedono il suo ritorno sul ring. Più che una redenzione sportiva, il match rappresenta un gesto finale verso le persone che ama. Girato in bianco e nero, il film, che di precisi riferimenti cinematografici non ne ha pochi, si muove tra cinema d'autore e racconto sportivo, con atmosfere malinconiche e dialoghi riflessivi. Michael Pitt offre una prova intensa e dolente, affiancato da interpreti di rilievo come Joe PesciRon Perlman e Steve Buscemi. Se le sequenze di boxe risultano meno riuscite, il racconto umano conserva una sua grazia, pur non evitando qualche cliché e prevedibilità. Un'opera apprezzabile, che trova forza nella sua poetica visiva e nella sincerità del protagonista. Voto: 6,5

giovedì 26 ottobre 2023

Guardiani della Galassia Vol. 3 (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Poco da fare, James Gunn è tutta un'altra musica rispetto agli altri. Questo Volume 3 dei "Guardiani" è un altra galassia rispetto a tutti gli ultimi film Marvel. Ed è quello che gli studi Marvel hanno forse un po' perso nell'ultimo periodo. Se anche autori blasonati dirigono i rispettivi film con il freno a mano tirato, James Gunn non lo fa, anche per lo status che si è conquistato. Il film è abbastanza slegato dal MCU (dopo l'introspettivo secondo capitolo, sono successe un po' di cose, c'è stato pure uno speciale natalizio), molto autoconclusivo ed estremamente semplice nella struttura, ma riesce nella sua solidità narrativa ad essere molto equilibrato nei miscelare momenti puramente comici a forti toni drammatici. I momenti comici fanno ridere e i momenti drammatici riescono ad essere anche discreti pugni nello stomaco (il passato di Rocket non è certo una passeggiata di salute). Inoltre ha un tasso violento molto superiore agli altri film. Dopotutto quando hai un autore capace di far resuscitare una creatura morta come la DC (delirante Suicide Squad), la concorrente Marvel gli ha dato mano libera su tutto o quasi. I risultati si vedono. Due ore e passa di grandi visual e di emozioni. Impossibile non piangere. Voto: 8

lunedì 31 luglio 2023

Avatar - La via dell'acqua (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Nel complesso un degno successore del precedente ma che non posso dire aver avuto lo stesso impatto, era impresa ardua. James Cameron infatti ci rifà e ci riporta su Pandora: di nuovo si viene sommersi da effetti speciali di tutti i colori e di tutte le forme (Oscar 2023 indubbiamente meritato), mentre la storia è sempre quella un po' (tanto) già vista del noi contro loro in un mondo di frontiera. Piace sempre parecchio il riferimento all'universo e alla spiritualità dei nativi americani. Detto che in 2D il film perde probabilmente molto, la prima parte sembra un documentario sulle bellezze d'un mondo inesistente: bello ma non il massimo del brio. Poi si sale di quota con almeno un'ora d'azione da leccarsi i baffi. Tecnicamente è difatti incredibile, peccato per la scrittura semplicistica e le caratterizzazioni non definite al meglio dei personaggi, uniche vere pecche del film. Durata monstre comunque ben gestita (anche se l'ho visto in due parti). Non male, ma il primo film era complessivamente più riuscito. Voto: 6+

mercoledì 17 maggio 2023

Vampires vs. the Bronx (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Nulla di memorabile (rimane sempre a metà tra horror e commedia, senza essere né perturbante né comico), un po' citazionista (nel film si cita Blade ma questo assomiglia più a un mix tra I Goonies e Buffy L'ammazzavampiri il film) e a tratti anche simpatico, peccato che nulla aggiunga al genere. La critica sociale è piuttosto blanda ed appena accennata, i vampiri (dopo un entrata in scena notevole) risultano piuttosto anonimi (make up non irresistibile), alcuni passaggi della storia risultano forzati o troppo improbabili e si sente la mancanza di quel minimo di sangue e tensione (il target non permetteva eccessi, però qualcosina si poteva di più). Avrei dato più spazio a Zoe Saldana dato che si è fatta tentare dalla produzione (Netflix), che invece "sceglie" Sarah Gadon che pare però poco azzeccata. Per passare un ora e mezzo si può anche vedere, qualche scena divertente o azzeccata c'è, però si dimentica molto in fretta (scontro finale abbastanza inverosimile contro vampiri centenari), lontano dagli esponenti più riusciti del suo genere. Voto: 5,5

venerdì 31 marzo 2023

I Kill Giants (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Un film che si inserisce in quel filone fantasy intimista non dissimile a 7 minuti dopo la mezzanotte, anzi si può dire gli argomenti stessi affrontati sono molto vicini da un certo punto di vista. Entrambe le pellicole affrontano il mondo dell'infanzia sotto posto ad un forte shock emotivo, una paura o un dolore che in questo caso prende la forma di un gigante da combattere. Rifugiarsi in un mondo a parte per non affrontare l'inevitabilità del reale. Ben sviluppato nei personaggi, bravi gli attori (tra cui Zoe Saldana) ed una regia solida che in qualche modo sostiene il budget ridotto del film. Tuttavia a parte qualche scena fatta bene, il resto è poca cosa. Non raggiunge infatti i livelli di intensità del simile già citato od altri, e quello che resta è una pellicola sensibile e delicata ma riuscita a metà, sufficiente comunque a rendersi partecipativa, e di impossibile sottovalutazione cinematograficamente parlando. Voto: 6

venerdì 16 dicembre 2022

The Adam Project (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Un film che è la naturale continuazione del sodalizio che si è formato da Shawn Leavy come regista e Ryan Reynolds come attore, già in coppia nel precedente Free guy. Questo film non è sicuramente all'altezza del precedente, più riuscito, ma assicura comunque un discreto intrattenimento. L'influenza del filone supereroistico si fa sentire anche per il design e la presenza di comprimari di lusso come la Zoe Saldana e Mark Ruffalo più la Jennifer Garner, ma sono appunto comprimari dello stesso Reynolds con un'opera cucita su misura e dove tutto sommato fa sempre il solito personaggio a cui siamo abituati ultimamente. Trama fluida non originalissima (le citazioni si sprecano) ma senza dubbio sa toccare le corde giuste: il tono è quello scanzonato ed ironico ma non manca il lato tenero che sa emozionare e far scendere una lacrimuccia. Una visione godibile che si porta a termine senza nessuna fatica. Voto: 6,5

mercoledì 27 ottobre 2021

Mister Link (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2021 Qui - Prodotto dallo studio Laika con la tecnica della stop motion, una (l'ennesima) piccola "perla" per qualità tecnica, ma stavolta, al contrario di altre (fantastiche) volte (ParaNorman dello stesso Chris Butler per esempio), non del tutto per i suoi contenuti. Certo, il film sa intrattenere piacevolmente e divertire riuscendo anche, almeno a tratti, a colpire i bersagli (edificanti) che si prefigge, ma la storia non è nuova così come i suoi sviluppi. Tuttavia, filmetto sì minore ma non disprezzabile. Si racconta di un celebre viaggiatore, sempre alla ricerca di un qualche essere leggendario, soprattutto per essere accettato così in un esclusivo club per ricconi. Che poi lui questi esseri straordinari li trova anche, ma non riesce a portare delle prove. In questa avventura avrà a che fare con un Sasquatch (bestia nota soprattutto negli USA) e i suoi lontani parenti Yeti. La grafica è particolare ma interessante, il film è sì una storiella ma ricca di humour, con qualche battuta più riuscita. Il personaggio protagonista (quello umano, intendo) è più riuscito degli altri, che invece sono molto "standard" e scontati. E anche il Sasquatch è molto indovinato, che sarebbe poi il "Mister Link" del titolo (l'originale era Missing link, l'anello mancante, ma entrambi i titoli ci possono stare). Purtroppo il film fu molto più gradito dalla critica (candidato all'Oscar, ma vinse Toy Story 4, mentre il migliore del mazzo era per me Klaus) che dal pubblico: fu un disastroso flop al botteghino, a causa anche dei grandi costi, ma non solo. Alla fine film simpatico però niente di più. Voto: 6+

martedì 7 maggio 2019

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/02/2018 Qui - Se il primo era stato una sorpresa, il secondo è una conferma. Perché Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), film del 2017 scritto e diretto da James Gunn, sequel forse persino superiore del precedente, non delude affatto le aspettative, anzi, divertente, scanzonato e ironico come il primo capitolo, dalla quale riprende e migliora i punti di forza (personaggi idioti, chiari riferimenti ai mitici anni '80 e colonna sonora epica), riesce nell'arduo compito di fare addirittura meglio, cosa più unica che rara. La pellicola infatti, dove il lato migliore rimane l'alone di leggerezza che lo contraddistingue, e in cui non mancano i momenti epici e quelli commoventi (con tanto di lacrimuccia finale sulle note della bellissima Father & Son, il funerale più bello di sempre) ma il tutto senza mai prendersi troppo sul serio e mantenendo una verve comica costante e mai banale, non è soltanto un degno sequel del film originale, ma anche la sua ideale "estensione" tematica e strutturale, un colossal che incarna l'eredità del cinema delle attrazioni e la rilancia verso nuovi orizzonti. Anche perché, se l'antecedente capitolo del 2014 dei Guardiani della Galassia (rivisto per l'occasione e nuovamente adorato) si dimostrò una convincente novità dalle tinte effervescenti e giocose, Guardiani della Galassia Vol. 2 (con quel "Vol. 2" così Tarantiniano), del suo antesignano di tre anni fa, semplicemente ne conferma l'efficacia della formula, esilaranti situazioni, coloratissime atmosfere, dialoghi irriverenti, guizzanti ed a volte sboccati, una punta di sentimento ed un'azione girata con magistrale perizia (epicamente spassosi il piano-sequenza iniziale e le sequenze in slow motion), il tutto diretto dal regista del primo episodio, James Gunn, un cineasta che è stato capace di imprimere la sua delirante autorialità ad una pellicola (due se vogliamo proprio essere precisi) che va ad aggiungersi al magma indifferenziato del Marvel Cinematic Universe, in cui l'impersonale standardizzazione filmica è oramai di casa.

martedì 26 marzo 2019

Star Trek Beyond (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/09/2017 Qui - Premettendo che non sono mai stato un grande fan di Star Trek, e che quindi molte citazioni o rimandi non li ho quasi per niente notati (anche se ho seguito qualche puntata ed ho visto i primi due capitoli), Star Trek Beyond, film del 2016 diretto da Justin Lin, tredicesima pellicola del franchise fantascientifico di Star Trek ideato da Gene Roddenberry e il terzo film della serie reboot, è certamente un discreto film di fantascienza e lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere. Perché non solo regala 2 ore di buonissimo intrattenimento, ma con una buona dose di spettacolare azione e una giusta dose di piacevole ironia, esso appassiona e funziona. Dopotutto per essere pienamente goduto, non necessita nessuna pregressa conoscenza della Saga, quindi adattissimo ai neofiti totalmente a digiuno dei precedenti 50 anni di storia Trek. Ed anche se presenti, gli omaggi e riferimenti indirizzati ai veri fan, non vanno ad intaccare minimamente la godibilità dell'opera da parte dello spettatore totalmente ignaro del mondo Trek. Anche perché la storia è semplice (che serve solo da scusa per un viaggio in qualche nuovo pianeta da esplorare per sconfiggere il cattivo di turno), senza colpi di scena (seppur essi tuttavia pochi ci sono ugualmente), ma solida e ben scritta e senza evidenti plot holes come i due precedenti film. Il nemico pur avendo la più classica delle motivazioni (comunque non chiare allo spettatore per buona parte del film, nonostante i suoi estenuanti "superspiegoni") è mille volte più interessante narrativamente dei due precedenti (anche se esso poiché banale non aiuta tantissimo il coinvolgimento, che qui in ogni caso latita leggermente). Le scene d'azione invece (eccellenti e davvero ben fatte) sono coerenti (e inserite in modo coerente) alla storia.

sabato 23 marzo 2019

La legge della notte (2016)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2017 Qui - La legge della notte (Drammatico, Usa 2016): Gangster movie ambizioso e che parla dell'ascesa al potere di un uomo dall'animo ambivalente, da una parte è un ribelle assetato di soldi e dall'altra una persona che sa amare e che sogna una vita tranquilla. La confezione è perfetta, fotografia, scenografie e costumi stupefacenti, le scene delle sparatorie discrete e le atmosfere noir anni 20 sono altamente affascinanti. Purtroppo a mancare è il pathos, non si entra in empatia con i personaggi, manco col protagonista mono-espressivo Ben Affleck (non particolarmente adatto per questo film, al contrario di The Accountant, bravo solo ad amoreggiare con Sienna Miller e Zoe Saldana), e il plot sembra sfilacciato in molti punti, dove la sceneggiatura (che procede accumulando tanti elementi, ma non avendo tempo per approfondirli in maniera esauriente nonostante la troppa durata) è allungata senza motivo. La trama a volte sembra girare a vuoto, non succede nulla per minuti e minuti, e questo è il più grande difetto del film. Il potenziale c'era, come il discreto (però sprecato) cast comprendente Elle FanningChris CooperBrendan Gleeson ed anche il "nostro" Remo Girone, ma non è stato sfruttato a dovere. Voto: 5,5

mercoledì 9 gennaio 2019

Teneramente folle (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/07/2016 Qui - Opera prima della sceneggiatrice Maya Forbes, Teneramente folle (Infinitely Polar Bear, 2014) è una commedia drammatica ispirata alla vita familiare della regista, ricorrendo alla propria memoria infantile degli anni 70, raccontandoci la sua vita con un padre folle e disoccupato che affascina ed emoziona. Siamo nel  Massachusetts a Boston (nel 1978), la città americana tra le più antiche, la più colta ed aristocratica, la più "Europea". La regista racconta la storia di un uomo meraviglioso ed imbarazzante, geniale ed ingestibile con la tenerezza che solo una figlia innamorata del padre sa elargire a piene mani. I genitori Cam e Maggie si sono conosciuti, innamorati e sposati ma Cam (Mark Ruffalo) è affetto da sindrome bipolare e quando si ammala e perde il lavoro lo stress per Maggie (la bellissima Zoe Saldana) diventa insopportabile ma non cessa il reciproco amore. Cam viene da una famiglia importante di Boston ed è mantenuto dai ricchi genitori, Maggie, ha la pelle nera e non viene dal privilegio e deve rimboccarsi le maniche e lavorare, l'instabilità emotiva e comportamentale rende Cam uomo, marito e padre inaffidabile ma l'amore tra loro resiste più forte di tutto. Per migliorare la sua posizione Maggie decide di riprendere gli studi e si trasferisce temporaneamente a New York lasciando Cam a casa ad occuparsi delle ragazze, che malgrado il suo stato di salute mentale è pieno di buona volontà. Per Cam però non è facile abituarsi alle responsabilità di padre, tanto da demandare le faccende domestiche alle due bambine, fortunatamente molto più mature della loro età. Nel corso delle giornate e dei mesi trascorsi col padre infatti, le bambine impareranno sempre di più a fronteggiare uno stile di vita alquanto singolare che il padre impone loro e soprattutto a relazionarsi col genitore e con le sue crisi. Tra alti e bassi e molta buona volontà da parte di tutti i componenti della famiglia la famiglia continuerà a vivere unita e sentimentalmente legata, anche quando Maggie (dopo essersi laureata nelle grande Mela e dopo non essere riuscita a trovare un lavoro a Boston) capisce che a New York le bambine sarebbero completamente sole, con lei costretta a rientrare tardi dall'ufficio, decide quindi di lasciare le cose come stanno, partendo sola e lasciando le bambine a Cam. Un anno dopo, Amelia e Faith sono finalmente iscritte a una scuola privata e Cam può continuare a prendersi amorevolmente cura di loro.

sabato 22 dicembre 2018

Blood Ties: La legge del sangue (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/04/2016 Qui - Blood Ties: La legge del sangue (Blood Ties) è un quasi inedito e drammatico thriller del 2013, infatti il film in Italia è arrivato nel mercato direct to video solo nel 2015, trasmesso da Sky. Un aneddoto particolare sul regista Guillaume Canet, che ha scritto, diretto e prodotto il film (presentato fuori concorso alla 66ª edizione del Festival di Cannes), la pellicola è il remake di un film del 2008 Les liens du sang, dove Guillaume Canet era protagonista. Il protagonista principale di questo film è invece Clive Owen, di tutto rispetto l'incredibile, stupendo cast femminile, nonostante il livello della produzione, tre bellissime e meravigliose donne, Zoe Saldana, Mila Kunis e Marion Cotillard. Il film, ambientato a Brooklyn negli anni '70, è la storia di due fratelli, uno criminale, l'altro poliziotto. Chris e Frank sono due fratelli che hanno preso strade diverse nella vita. Chris (Clive Owen, bravissimo e calato nella parte quasi perfettamente) è un criminale, un avanzo di galera (letteralmente), che è appena uscito di prigione dopo aver scontato una lunga pena per un omicidio, mentre Frank (Billy Crudrup) il fratello minore è un un onesto poliziotto dalla faccia pulita e dalla morale di ferro, ma che non è mai andato a trovarlo mentre era detenuto. Cresciuti sempre in contrasto ed in lotta per guadagnarsi l'amore e la fiducia del loro padre, che li ha allevati da solo, e che sembra preferire Chris, finiranno con lo scontrarsi, nonostante la volontà di non ferire il padre anziano e malato (James Caan). La speranza di Frank, che ha tentato, invano, di aiutare Chris per vederlo cambiato e pulito, credendo nella possibilità che il fratello possa restare lontano dal mondo del crimine, è però destinata a scontrarsi con la dura realtà. Probabilmente e ingiustamente snobbato dal pubblico, merita un recupero questo noir americano di Guillame Canet, non tanto per la storia: si tratta di un melodramma familiare a tinte fosche, remake (forse effettivamente non necessario) di una pellicola recente, cointerpretata dallo stesso regista. Il film si segnala piuttosto per la pregevole ambientazione "settantiana", la buona caratterizzazione dei personaggi e la scelta del cast, con il ruolo del protagonista affidato a Billy Cudrup, un bravissimo attore.

lunedì 22 ottobre 2018

Guardiani della galassia (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/12/2015 Qui - Straordinario blockbuster della Marvel studios su di un gruppo di fanta-eroi spaziali uniti per la salvezza dell'universo. Guardiani della Galassia (Guardians of the Galaxy) è il decimo film del Marvel Cinematic Universe e basato sugli omonimi personaggi della Marvel Comics. Il film (del 2014) ha anche ottenuto due candidature ai Premi Oscar per i migliori effetti speciali e per il miglior trucco. Al contrario di tanti altri cinecomic non c'è una storia di base, nessuna carriera sfolgorante alle spalle come quelle degli Avengers, nessun pianeta di appartenenza da proteggere con la vita, nessun superproblema (o forse troppi), nessuna famiglia, nessun legame. Sceneggiatura semplice e poco originale, ma non pesa alla riuscita del film perché i personaggi conquistano, tutta quella catena di battute che fa sbellicare e parteggiare per questo gruppo che diviene, inaspettatamente, sempre più unito e forte. Infatti quando i 'singoli' si riuniscono per caso, tutto cambia, la storia assume un senso, un branco di disadattati confusi e soli, rinnegati dall'intero universo, che riescono a formare un gruppo nonostante le differenze, ogni personaggio ha un passato che non può cancellare e con cui deve convivere. Mi ha sorpreso questo film (che quasi sicuramente diverrà una trilogia, infatti tante cose non sappiamo ancora anche dopo questo primo che verranno in seguito svelate), in positivo ovviamente, uno dei migliori film Marvel degli ultimi anni. Ma iniziamo dalla storia...

venerdì 21 settembre 2018

Il fuoco della vendetta (2013)

Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/09/2015 Qui - Il fuoco della vendetta (USA, 2013): Russell (Christian Bale) e il fratello minore Rodney (Casey Affleck) vivono nella zona economicamente depressa della Rust Belt. Da sempre sognano di scappare e di trovare una vita migliore ma, quando uno scherzo del destino porta Russell in carcere, Rodney viene attirato in uno dei giri criminali più violenti e spietati del Nordest degli Stati Uniti. Una volta rilasciato, Russell dovrà scegliere tra la propria libertà o il rischiare tutto e ottenere giustizia per il fratello. Un film riuscito, dalla confezione estetica di struggente e malinconica bellezza. ma non si distingue per originalità né della narrazione né della messinscena. Out of the Furnace è un film di intensa atmosfera, creata attraverso un uso sapiente delle luci, della fotografia livida, delle ambientazioni desolate in una cittadina industriale di quelle che toglierebbero a chiunque la poesia (e proprio per questo hanno una loro poesia disperata). E a dispetto del titolo (che significa "fuori dalla fornace" e fa riferimento all'acciaieria, cuore pulsante della cittadina e strumento di sopravvivenza per l'intera comunità), racconta i suoi personaggi, nessuno escluso, come immersi in un inferno incandescente dal quale è difficile uscire vivi. Complessivamente si tratta di un prodotto mediocre, senza infamia e senza lode, anche se indubbiamente supportato da validissime interpretazioni di Bale, Harrelson e Affleck. Ben confezionato (con DiCaprio come produttore esecutivo) ma non incisivo. Voto: 6