Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Reboot del remake (statunitense) del film di Takashi Shimizu. Certamente
ha qualche momento valido dal punto di vista tensivo, grazie a
Jumpscare abbastanza azzeccati, ma sembra tutto fine a sé stesso poiché la novità è ormai spenta e appare come un flebile ricordo. Bisogna dire
che anche l'affastellamento narrativo non è stata una buona soluzione
perché seguire linee diverse non sempre è facile, rischiando di entrare
in confusione o mettere troppe parentesi tra uno snodo e l'altro. Il
(notevole) cast fa la propria parte senza grandi pecche (la Andrea Riseborough se la cava più che dignitosamente), così pure la regia (del
personalmente sconosciuto Nicolas Pesce) che non mostra deficienze
evidenti, anche se non ha particolarità da vantare e la visione scivola
via in maniera cadenzata, senza annoiare ma senza esaltare più di tanto.
Non possedendo quella marcia in più che non lo condanni all'anonimato.
Voto: 5+
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lunedì 28 febbraio 2022
sabato 20 novembre 2021
Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - Produzione
sino americana per questo film d'animazione distribuito da
Netflix che parla di elaborazione del lutto, di piccoli e grandi
delusioni famigliari ma anche di ritrovata serenità e maturità
interiore. Nulla di particolare, ma forse la seconda parte della
storia appare un po' troppo bambinesca sotto l'aspetto visivo, e le
canzonette ogni due scene mettono decisamente alla prova la resistenza
di chi non ama queste ingerenze (purtroppo molto spesso prerogativa di
certi film animati). Il conflitto interiore della protagonista è risolto
rapidamente senza creare empatia alcuna. Molto più interessanti sono le
vicende del fratellino e il suo incontro con la Regina. Graficamente
non eccezionale, c'è di meglio in
giro, ma abbastanza colorato e movimentato per piacere un po' a tutti,
però soprattutto a un pubblico
giovane. Perché target o meno è comunque un buon lavoro, un lavoro
candidato agli ultimi Oscar, diretto da John Kahrs e Glen Keane
(quest'ultimo animatore proveniente dalla Disney, e si vede), e
giustamente dedicato alla memoria della sceneggiatrice Audrey Wells (già sceneggiatrice de Il coraggio della verità - The Hate U Give, suo ultimo).
Forse è stata messa troppa carne al fuoco, forse gli eventi si
susseguono in modo troppo veloce e a volte citazionista ma Over the Moon
è un film sufficientemente godibile e piacevole. Voto: 6
sabato 24 agosto 2019
Searching (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/08/2019 Qui
Tema e genere: Thriller innovativo che segue la storia di un padre alla ricerca di sua figlia, usando esclusivamente il punto di vista di smartphone e computer.
Tema e genere: Thriller innovativo che segue la storia di un padre alla ricerca di sua figlia, usando esclusivamente il punto di vista di smartphone e computer.
Trama: Un uomo da poco rimasto vedovo è scosso dalla sparizione della figlia. In parallelo alle indagini, lui stesso cerca indizi utili a rintracciarla tra password, messaggi, siti web e profili social.
Recensione: Non un semplice filone ma un vero e proprio nuovo genere cinematografico, quello degli screen life movies è un fenomeno che sta prendendo piede negli ultimi anni grazie soprattutto alla figura del regista kazako Timur Bekmambetov, che magari non ci sa esattamente fare quando si tratta di dirigere un film (a lui si devono opere mediocri come Wanted, La leggenda del cacciatore di vampiri e il più brutto di tutti, il remake di Ben-Hur) ma se c'è da farsi venire nuove idee e andare a produrle, bisogna rendergli atto che ha il fiuto per gli affari. A lui si deve quello schizofrenico b-movie girato interamente in prima persona che è Hardcore! di Ilya Naishuller ma anche l'antesignano di questo Searching, vale a dire l'horror Unfriended (che a me tuttavia non convinse). Se avete visto questi film sapete già di cosa sto parlando: l'idea è quella di una narrazione continua in cui l'inquadratura corrisponde sempre al monitor di un computer, con lo spettatore che assiste in diretta all'apertura di finestre web e chiamate face-time fra i vari personaggi. L'idea è semplice ma efficace, soprattutto quando svolta bene come fanno Aneesh Chaganty (regista americano di origina indiana qui al suo esordio dietro la macchina da presa) e John Cho (anche Debra Messing contribuisce però all'efficacia del tutto) in questo piccolo, piccolissimo thriller che sfrutta questo linguaggio per raccontare una storia da giallo che appassiona davvero. Perché se all'apparenza è questa una tecnica forse un po' difficile e "fredda", in verità non lo è, poiché superato il primo impatto, prevale la narrazione, semplice e lineare, che si concede qualche colpo di scena ma che è sempre capace di creare un filo conduttore solido e coerente, che guida lo spettatore fino al fine. Infatti, nonostante il doppio filtro dello schermo dentro lo schermo, è impossibile non fare il tifo per la famiglia Kim. Difatti si empatizza con loro fin da subito, fin dalle primissime scene, che ci raccontano in pochi minuti la nascita e l'evoluzione di una famiglia stroncata da un lutto prematuro: una sequenza asciutta ma ricca di sentimento, che ricorda vagamente l'ormai iconica sequenza d'apertura di Up. Ed è così che il nostro cuore è con il padre David quando, ancora segnato dalla morte della moglie, realizza con dolore che Margot, la sua unica figlia, è scomparsa nel nulla. Cercando affannosamente indizi tra i messaggi privati e i profili social di Margot, David si trova a fare i conti con un'ulteriore amara verità, ovvero che non conosce per nulla sua figlia. Naturalmente non vi dirò come andrà a finire (soprattutto a chi non ha ancora avuto l'occasione di vederlo) ma vi assicuro che la vicenda riuscirà ad appassionarvi. L'anima b-movie che trasuda questa operazione commerciale priva di regia (o con una regia che è presunta tale, mettiamola così) mette in risalto le indubbie qualità narrative di Aneesh Chaganty, che rinuncia in toto al valore cinematografico ed estetico della sua opera per puntare tutte le sue fiches sul bisogno primordiale del racconto, sul piacere del racconto, sulla potenza del mistero e sulla voglia che lo spettatore avrà di svelarlo. Non solo: nel corso dei cento minuti del film la sceneggiatura avvincente dello stesso regista ci coinvolgerà al punto da farci affezionare ai personaggi, alle loro vicende passate e ai loro destini, e nel farlo riuscirà anche a farci riflettere sull'accanimento e la sete che i media e internet hanno nei confronti di determinati fatti di cronaca nera. Il regista Aneesh Chaganty si è proposto insomma di realizzare un film che permettesse di comprendere quanto la tecnologia sia penetrata nella vita quotidiana di ognuno, con scene girate principalmente in soggettiva, e ci riesce, anche perché pur non essendo un film "di denuncia", Searching mette in guardia lo spettatore dai pericoli della Grande Rete, dove l'inganno è praticamente dietro l'angolo.
martedì 26 marzo 2019
Star Trek Beyond (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/09/2017 Qui - Premettendo che non sono mai stato un grande fan di Star Trek, e che quindi molte citazioni o rimandi non li ho quasi per niente notati (anche se ho seguito qualche puntata ed ho visto i primi due capitoli), Star Trek Beyond, film del 2016 diretto da Justin Lin, tredicesima pellicola del franchise fantascientifico di Star Trek ideato da Gene Roddenberry e il terzo film della serie reboot, è certamente un discreto film di fantascienza e lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere. Perché non solo regala 2 ore di buonissimo intrattenimento, ma con una buona dose di spettacolare azione e una giusta dose di piacevole ironia, esso appassiona e funziona. Dopotutto per essere pienamente goduto, non necessita nessuna pregressa conoscenza della Saga, quindi adattissimo ai neofiti totalmente a digiuno dei precedenti 50 anni di storia Trek. Ed anche se presenti, gli omaggi e riferimenti indirizzati ai veri fan, non vanno ad intaccare minimamente la godibilità dell'opera da parte dello spettatore totalmente ignaro del mondo Trek. Anche perché la storia è semplice (che serve solo da scusa per un viaggio in qualche nuovo pianeta da esplorare per sconfiggere il cattivo di turno), senza colpi di scena (seppur essi tuttavia pochi ci sono ugualmente), ma solida e ben scritta e senza evidenti plot holes come i due precedenti film. Il nemico pur avendo la più classica delle motivazioni (comunque non chiare allo spettatore per buona parte del film, nonostante i suoi estenuanti "superspiegoni") è mille volte più interessante narrativamente dei due precedenti (anche se esso poiché banale non aiuta tantissimo il coinvolgimento, che qui in ogni caso latita leggermente). Le scene d'azione invece (eccellenti e davvero ben fatte) sono coerenti (e inserite in modo coerente) alla storia.
giovedì 14 febbraio 2019
Grandma (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/12/2016 Qui - Grandma, pellicola statunitense del 2015, è una commedia briosa e di buon ritmo, girata in modo convenzionalmente brillante da uno specialista dei toni leggeri, quel Paul Weitz, già autore di American Pie e About a boy. Un film in grado di salvarsi da un ordinario anonimato, grazie soprattutto, od esclusivamente, al carisma leonino e alla verve da mattatrice indomita, della simpaticissima Lily Tomlin, attrice comica molto conosciuta in America. Una commedia amara di grande impatto comico e drammatico insieme perché prende di petto una serie di tabù, l'aborto, l'omosessualità femminile, la sanità a pagamento, la violenza domestica, la scomparsa dell'educazione sessuale nelle scuole, le contraddizioni del femminismo militante. Il tutto affrontato attraverso una narrazione elegante e mai scontata, con battute gustosissime, gag spassose, e una sceneggiatura che, come quella di Juno (il film che Grandma ricorda più da vicino per tono e sense of humor, e non solo perché si parla di un'adolescente incinta e di un aborto in predicato), entra ed esce dal politically correct con sorprendente agilità e intelligenza, anche se il film dura davvero poco, solo 70 minuti.
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