Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2024 Qui - Il film si presenta interessante, sebbene non brilli per originalità nei temi. La regia e l'interpretazione sono ben eseguite, fondendo psicologia, malattia e fede in modo equilibrato per creare un'opera visivamente ed emotivamente coinvolgente. Il risultato è soddisfacente, anche se classificarlo come horror potrebbe sembrare un'esagerazione. La sceneggiatura è essenziale, concentrata sul dualismo irrisolto tra fervore religioso e disturbo mentale della protagonista. Questa scelta si dimostra azzeccata perché la regista, Rose Glass, comunica efficacemente il tema attraverso sequenze impattanti che lasciano il pubblico senza una conclusione definitiva. L'accostamento di una colonna sonora inquietante e una fotografia dai toni scuri intensifica il senso di disagio per lo spettatore. La narrazione lenta valorizza la performance di Morfydd Clark (apprezzata Galadriel ne Gli Anelli del Potere), che è notevole. Il film è raffinato nel trasmettere un'ossessione che culmina in un finale allucinato, con momenti di vero terrore, risolti in chiave metafisica. Un esordio promettente. Voto: 6,5
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venerdì 14 giugno 2024
venerdì 31 marzo 2023
Altruisti si diventa (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Mi tocca particolarmente da vicino (vista la malattia del co-protagonista), ma a parte ciò, cinematograficamente parlando trattasi di un film, seppur non particolarmente originale, ben sceneggiato e ben fatto, e quasi di conseguenza gradevole alla visione. Gli equilibri umani alla Quasi amici vengono infatti mischiati all'on the road tipico americano in un film che, nonostante il linguaggio colorito, viene portato avanti con notevole garbo, evitando (proprio come accadeva nel bel film francese) melodrammi strappalacrime facili e alternando una buona commozione ai sorrisi. Non a caso molti i sentimenti in gioco in questo film, un film un po' retorico e scontato, ma scandito da un ritmo fluido che agevola una visione gradevole e senza grandi eccessi. Nonostante aggiunga poco al genere l'operazione di Rob Burnett può dirsi difatti più che riuscita soprattutto grazie all'affiatamento della coppia protagonista Paul Rudd e Craig Roberts, azzeccata anche la presenza di Selena Gomez, che aggiunge pepe e vivacità. Tuttavia un film credibile sì, ma fino ad un certo punto, tra bizzarrie, esagerazioni e risvolti improbabili. Alla fine però, davvero bella (per certi versi sorprendente) è questa commedia agrodolce. Voto: 6,5
I Kill Giants (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Un film che si inserisce in quel filone fantasy intimista non dissimile a 7 minuti dopo la mezzanotte, anzi si può dire gli argomenti stessi affrontati sono molto vicini da un certo punto di vista. Entrambe le pellicole affrontano il mondo dell'infanzia sotto posto ad un forte shock emotivo, una paura o un dolore che in questo caso prende la forma di un gigante da combattere. Rifugiarsi in un mondo a parte per non affrontare l'inevitabilità del reale. Ben sviluppato nei personaggi, bravi gli attori (tra cui Zoe Saldana) ed una regia solida che in qualche modo sostiene il budget ridotto del film. Tuttavia a parte qualche scena fatta bene, il resto è poca cosa. Non raggiunge infatti i livelli di intensità del simile già citato od altri, e quello che resta è una pellicola sensibile e delicata ma riuscita a metà, sufficiente comunque a rendersi partecipativa, e di impossibile sottovalutazione cinematograficamente parlando. Voto: 6
martedì 21 aprile 2020
Vox Lux (2018)
Titolo Originale: Vox Lux
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Drammatico, Musicale
Produttore: Jude Law, Natalie Portman, Mark Gillespie, Ron Curtis
Regia: Brady Corbet
Sceneggiatura: Brady Corbet
Cast: Natalie Portman, Raffey Cassidy, Jude Law, Stacy Martin
Jennifer Ehle, Maria Dizzia, Christopher Abbott, Meg Gibson
Matt Servitto, Daniel London, Leslie Silva, Willem Dafoe
Jennifer Ehle, Maria Dizzia, Christopher Abbott, Meg Gibson
Matt Servitto, Daniel London, Leslie Silva, Willem Dafoe
Durata: 105 minuti
Natalie Portman e Jude Law nell'intenso dramma di una popstar.
Sullo sfondo degli ultimi anni di storia americana, la parabola di una cantante con un passato segnato da un tragico evento.
Labels:
Brady Corbet,
Christopher Abbott,
Film drammatico,
Film musicale,
Jennifer Ehle,
Jude Law,
Natalie Portman,
Raffey Cassidy,
Stacy Martin,
Willem Dafoe
venerdì 17 gennaio 2020
Il professore e il pazzo (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/01/2020 Qui
Tema e genere: Adattamento cinematografico del libro del 1998 L'assassino più colto del mondo (The Surgeon of Crowthorne: A Tale of Murder, Madness and the Love of Words) scritto da Simon Winchester, film biografico drammatico che narra le vicende di Sir James Murray, che nel 1879 inizia a lavorare alla prima edizione dell'Oxford English Dictionary.
Tema e genere: Adattamento cinematografico del libro del 1998 L'assassino più colto del mondo (The Surgeon of Crowthorne: A Tale of Murder, Madness and the Love of Words) scritto da Simon Winchester, film biografico drammatico che narra le vicende di Sir James Murray, che nel 1879 inizia a lavorare alla prima edizione dell'Oxford English Dictionary.
Trama: La storia dietro la creazione del primo dizionario storico della lingua inglese da parte del professor James Murray, il cui lavoro è divenuto complicato per via della partecipazione del dottor W.C. Minor, paziente di un ospedale psichiatrico.
Recensione: Film biografico e ambizioso che nasce dalla volontà di ripercorrere un momento fondamentale per la lingua inglese (ovvero la realizzazione del primo e rinomatissimo dizionario oxfordiano), Il professore e il pazzo (The professor and the Madman) poggia tutto il suo peso sul valore della storia e su un cast di grandi nomi in cui spiccano Mel Gibson e Sean Penn nel ruolo di co-protagonisti (il primo comunque risulta eccessivo in un ruolo che sicuramente gli piace troppo, con il suo senso di onnipotenza che pervade per tutta la durata del film, mentre il secondo è imprigionato, anche letteralmente, in un ruolo che non gli permette di svecchiarsi e che lo lega a passate interpretazioni, funzionano meglio i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Natalie Dormer, anche se il suo personaggio vive un'avventura fin troppo prevedibile, mentre risulta perfetta nel ruolo di moglie devota e saggia Jennifer Ehle). Un confronto che tutto sommato diventa cuore e anima del film, perché vede il faccia a faccia tra un autodidatta assai volitivo e lucido e un uomo di studi (medico e chirurgo) parzialmente oscurato dalla malattia psichiatrica. Un confronto particolare e interessante che infine troverà nella passione per la lingua, e in tutte le sue sfumature, un terreno fertile di dibattito e unione. Eppure, al netto di un progetto interessante e di una storia con un suo indubbio potenziale, il film diretto da P.B. Shemran (collaboratore dello stesso Gibson che aveva contribuito alla scrittura di Apocalypto) mostra quasi subito le sue molte debolezze, dettate forse in particolar modo dalla non capacità della scrittura di rendere fluida e affascinante una storia con così tanti risvolti, valori e sotto-testi.
Recensione: Film biografico e ambizioso che nasce dalla volontà di ripercorrere un momento fondamentale per la lingua inglese (ovvero la realizzazione del primo e rinomatissimo dizionario oxfordiano), Il professore e il pazzo (The professor and the Madman) poggia tutto il suo peso sul valore della storia e su un cast di grandi nomi in cui spiccano Mel Gibson e Sean Penn nel ruolo di co-protagonisti (il primo comunque risulta eccessivo in un ruolo che sicuramente gli piace troppo, con il suo senso di onnipotenza che pervade per tutta la durata del film, mentre il secondo è imprigionato, anche letteralmente, in un ruolo che non gli permette di svecchiarsi e che lo lega a passate interpretazioni, funzionano meglio i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Natalie Dormer, anche se il suo personaggio vive un'avventura fin troppo prevedibile, mentre risulta perfetta nel ruolo di moglie devota e saggia Jennifer Ehle). Un confronto che tutto sommato diventa cuore e anima del film, perché vede il faccia a faccia tra un autodidatta assai volitivo e lucido e un uomo di studi (medico e chirurgo) parzialmente oscurato dalla malattia psichiatrica. Un confronto particolare e interessante che infine troverà nella passione per la lingua, e in tutte le sue sfumature, un terreno fertile di dibattito e unione. Eppure, al netto di un progetto interessante e di una storia con un suo indubbio potenziale, il film diretto da P.B. Shemran (collaboratore dello stesso Gibson che aveva contribuito alla scrittura di Apocalypto) mostra quasi subito le sue molte debolezze, dettate forse in particolar modo dalla non capacità della scrittura di rendere fluida e affascinante una storia con così tanti risvolti, valori e sotto-testi.
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Eddie Marsan,
Film biografico,
Film drammatico,
Ioan Gruffudd,
Jennifer Ehle,
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Libri,
Mel Gibson,
Natalie Dormer,
Sean Penn,
Stephen Dillane,
Steve Coogan
venerdì 3 maggio 2019
The Forger - Il falsario (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2018 Qui - The Forger - Il falsario (Thriller, Usa 2014): Ancora un film con John Travolta e ancora un altro buco nell'acqua (dopo Criminal Activies), perché l'attore coinvolto in uno strano mix tra thriller e il dramma (e dove il regista Philip Martin sembra non sapere che pesci prendere), riesce nuovamente a non brillare. Anche per colpa appunto di questo film classificato thriller, perché di rapine e truffatori qui si parla (di un boss, un quadro, una truffa e la polizia), che invece funziona meglio nella sua parte drammatica, quello dove il figlio, interpretato da Tye Sheridan (l'unico elemento positivo di un progetto confuso), ha un tumore. Ma la suddetta storia, che per altro non accende nessuna emozione, anche se in parte ripudia i cliché (a parte la parte "truffaldina"), non sempre funziona egregiamente (anche perché complessivamente la trama è da rivedere). La pellicola infatti stenta a decollare e quando lo fa è troppo tardi, perché il finale (seppur ben realizzato) è ormai scontato. Incredibile poi come neanche Christopher Plummer riesca a mettere una pezza bella grossa ad un film non malvagio, ma abbastanza caotico e in cui il ritmo latita parecchio. Voto: 5,5
lunedì 18 marzo 2019
Zero Dark Thirty (2012)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/07/2017 Qui - In quest'ultimo periodo tra liste di film da vedere, da recuperare e non vedere, ho avuto qualche difficoltà di trascrizione, infatti non mi ero reso conto di non aver mai visto Zero Dark Thirty, film del 2012 diretto da Kathryn Bigelow, forse perché mi sembrava di averlo già visto, d'altronde il poco conosciuto (comunque salvabile) film Code name: Geronimo, che ho visto tempo fa, trattava lo stesso argomento, in più credo di aver visto anche un documentario (ma vero e proprio) in merito all'uccisione del ricercato numero Osama Bin Laden, avvenuto durante un'operazione militare che scattò, come da titolo e gergo militare, proprio a "mezzanotte e mezzo" del Primo Maggio 2011. Per cui abbastanza tanto già sapevo, anche se il filo conduttore del film è la ricostruzione (apparentemente veritiera comunque non conosciuta ma certamente romanzata seppur asciutta e onesta) su come il team, grazie all'intuizione di un'agente della CIA, riesca dopo una sfilza di pedinamenti, intercettazioni, interrogatori violenti (infatti si evidenzia l'impiego sistematico della tortura per estorcere informazioni e questo è un merito del film che dice in modo crudo e realistico che senza l'annichilimento fisico e psicologico del nemico non si sarebbe arrivato al risultato) ad arrivare all'ultimo anello, colui che ha accesso diretto al fortino di OBL ad Abottabad in Pakistan. Tuttavia l'opera appare più come un docu-drama che un film vero e proprio, con quelle classiche ricostruzioni televisive con attori per ricreare un particolare evento effetto che impedisce però allo spettatore di immedesimarsi coi personaggi descritti. Il film quindi scorre via (forse troppo) come se fosse un documentario. Nonostante ciò il film ha una sua valenza importante, ma sinceramente ritengo Zero Dark Thirty più un film necessario che utile e certamente imperfetto, anche se per molti questo è un capolavoro, per me no, anzi, secondo me la regista (che in ogni caso si affida allo stesso giornalista-sceneggiatore Mark Boal) non riesce a ripetersi al livello di The Hurt Locker, quello sì davvero appassionante.
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Fares Fares,
Film di guerra,
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Jennifer Ehle,
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Kathryn Bigelow,
Kyle Chandler,
Mark Duplass,
Mark Strong,
Thriller drammatico
venerdì 8 marzo 2019
Spooks: Il bene supremo (2015)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - SPOOKS: IL BENE SUPREMO (Azione, Regno Unito 2015): A volte per fare un film non basta un attore, in questo caso Kit Harington (scarsino seppur bravo nei panni di "Jon Snow" in una "famosa" serie), soprattutto se gli affianchi Peter Firth (lo zio odioso di Jenna Coleman in Victoria) e soprattutto se la spy-thriller in questione, vista e ri-vista, è la classica minestra riscaldata, quella di ex-agente che deve rintracciare il suo capo (accusato ingiustamente) ed evitare un attentato trovando un terrorista fuggito. Alla fine ovviamente tutti felici e contenti, tranne gli spettatori che ancora una volta devono sorbirsi sempre le solite baggianate da pseudo moralisti, tra conflitti morali finti e poco credibili. In più l'azione è poca, la suspense inesistente e i dialoghi banali e superficiali, infine di colpi di scena imprevedibili nessuna traccia. Voto: 4,5
sabato 5 gennaio 2019
Black or White (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2016 Qui - Black or White è un delicato ed interessante film drammatico del 2014 diretto da Mike Binder. Film in cui si racconta di un uomo di mezza età, rimasto prematuramente vedovo, il quale deve continuare ad occuparsi ormai da solo della nipote di colore, figlia della a sua volta ed anzi tempo defunta figlia. Da questo momento la famiglia nera imparentata col padre di colore della piccola (padre che, del resto, mai si è preso una responsabilità della piccola in quanto troppo occupato a drogarsi ed, in alternativa, a disintossicarsi) si fa avanti con la pretesa di occuparsi della bimba con la motivazione di non farle scordare le proprie reali origini. Da qui si evolverà una serie di battaglie legali condotte in tribunale da entrambe le parti sino ad una soluzione intelligente e giusta tesa solo al bene della piccola. Naturalmente, in questa delicata situazione verranno allo scoperto le tensioni interrazziali e altre problematiche di difficile soluzione. Questa commedia, piacevole e divertente, attraverso un clima piuttosto sereno ed ironico in alcune sue parti, affrontando, principalmente il delicato tema dell'affidamento di un minore, e per giunta orfano, è intrisa di buoni e sani principi che, seppure scontati, inducono comunque lo spettatore a riflettere quanto per un bambino sia necessario ed influente l'ambiente in cui cresce e che lo forma. Pertanto, si riesce a comprendere nel corso dell'intera vicenda quanto siano sterili e dannose le controversie portate avanti dai vari contendenti, per lo più quando dettate dal semplice orgoglio personale o per un puro e semplice puntiglio, ma in ogni caso a danno del minore che poi è l'unico elemento a soffrire dell'intera situazione.
giovedì 3 gennaio 2019
Le regole del caos (2014)
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