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sabato 30 luglio 2022

Eternals (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Gli Eterni non sono certo fra i personaggi di punta dell'universo fumettistico della Marvel. Poco male perché anche con personaggi di secondo piano ci si può ricavare qualcosa di buono (Ant Man), se non addirittura ottimo (I guardiani della galassia e Deadpool). Non è il caso di questo film, che come per Shang-Chi e Black Widow si perde nel vortice della medietà delle ultime deludenti produzioni (ha accenni davvero vaghi all'Universo Marvel). Chloé Zhao fresco Oscar per Nomadland poteva essere una garanzia, ma aldilà della presa paesaggistica del film, il suo apporto mi sembra al livello di pilota automatico. Non aiuta certo il numero alto dei personaggi che non consentono uno scavo approfondito dei caratteri, quindi rimane ovviamente ad un livello di medietà con propensione verso il basso. Se si fa l'esempio della Angelina Jolie, non si capisce per tutto il film se è sbroccata di suo, rimbambita o scoglionata, non è dato sapere. C'erano degli spunti buoni ma nemmeno i dialoghi aiutano vista la loro ovvietà. La narrazione abusa un po' troppo di flashback e francamente mi è sembrato che il ritmo vada in stand-by spesso come la nota legge americana degli spiegoni che colpisce da sempre. Non fa completamente schifo, però ha poco per emergere e soprattutto non sfrutta i buoni spunti che offriva (poco riuscite le parti comiche). Un film di livello medio e nulla di più. Voto: 6

lunedì 14 dicembre 2020

Brimstone (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - Liz è una ragazza muta sposata ad un bravo colono. Perché quindi il Reverendo, quando parla del Male da cui guardarsi, sembra alludere proprio a lei? Perché la ragazza ha paura di lui? Forse lo conosce già? A queste domande, poste tutte dal primo capitolo del film (intitolato "Rivelazione"), daranno adeguata e sconcertante risposta i successivi tre capitoli di questo western cupo e violento: "Esodo", "Genesi", "Castigo". La violenza viene esibita con un gusto quasi sadico, mentre i fatti narrati sono concentrati con una densità talvolta forzata che non può non far ricordare il romanzo d'appendice del secolo 19. Lo spirito che anima lo spietato e indistruttibile villain (un luciferino Guy Pearce) è quello del più bieco integralismo religioso, lo spirito di un Cotton Mather, per intenderci. Lui è l'infernale sacerdote del Male, lei (la brava Emilia Jones da adolescente, l'altrettanto brava Dakota Fanning da adulta) l'eroina sulla quale si addensano, quasi convogliate da un'implacabile predestinazione, tutte le tragedie possibili. La suddivisione del racconto filmico in quattro capitoli gli conferisce una patina letteraria che ha il sapore dell'antico. Film (dell'olandese Martin Koolhoven) che si segue appassionatamente, anche se bisogna ammettere che qualche caduta di tono, qualche scelta narrativa scriteriata (dove in alcuni momenti si sfiora il ridicolo) e alcune forzature soprattutto nel finale gli impediscono di raggiungere livelli più alti. Ma il piacere del racconto attenua questi difetti e li fa quasi dimenticare. Voto: 6

venerdì 17 luglio 2020

La mia vita con John F. Donovan (2019)

Titolo Originale: The Death and Life of John F. Donovan
Anno e Nazione: Canada, Regno Unito 2019
Genere: Drammatico
Produttore: Nancy Grant, Xavier Dolan
Lyse Lafontaine, Michel Merkt
Regia: Xavier Dolan
Sceneggiatura: Xavier Dolan, Jacob Tierney
Cast: Kit Harington, Natalie Portman, Ben Schnetzer, Jacob Tremblay
Susan Sarandon, Jared Keeso, Kathy Bates, Thandie Newton
Chris Zylka, Amara Karan, Sarah Gadon, Ari Millen
Emily Hampshire, Michael Gambon, Dakota Taylor
Durata: 120 minuti

Xavier Dolan dirige Kit Harington e Natalie Portman in un'opera sul tema del divismo.
Un giovane attore ripercorre il suo controverso rapporto epistolare con una star della televisione.

sabato 12 ottobre 2019

Dragon Trainer - Il mondo nascosto (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/10/2019 Qui
Tema e genere: Terzo ed ultimo film del franchise di Dragon Trainer, una saga d'animazione incentrata sul rapporto d'amicizia tra un vichingo ed un drago.
Trama: A Berk vichinghi e draghi convivono sotto la guida di Hiccup e Sdentato. Ma uno spietato cacciatore di draghi costringe i nostri a cercare un altro rifugio. Un rifugio leggendario ai confini del mondo.
Recensione: Concludere una trilogia non è mai semplice, riuscire a dare il giusto senso di chiusura è un onere non indifferente e non sempre i risultati sono soddisfacenti, anzi spesso il terzo capitolo è quello con maggiore criticità. Non è questo il caso, perché Dragon Trainer - Il mondo nascosto (che a scanso di clamorosi ripensamenti è l'ultimo capitolo), che di per sé è un discreto film, chiude soddisfacendo lo spettatore e quindi il fan o amante della saga. Giacché la storia iniziata anni fa si conclude in maniera perfetta e il rapporto tra Hiccup e Sdentato è sviluppato in maniera coerente, sottolineando la crescita di entrambi, nonostante la vicenda qui raccontata si svolga appena un anno dopo rispetto a quella del secondo film. Da una parte il giovane protagonista deve far fronte alle responsabilità di essere il capo del villaggio di Berk, costantemente convinto di non essere all'altezza del padre, dall'altra il suo drago si ritrova per la prima volta di fronte a un esemplare femminile di Furia Buia (una Furia Chiara, per la precisione), situazione che porterà a siparietti divertenti, ma anche teneri e in alcuni casi toccanti. A fare da cornice al tutto animazioni impeccabili, le sole, attualmente, che rendono la saga di Dragon Trainer in grado di rivaleggiare con le pellicole della Pixar e della Disney Animation Studios. Un'estetica insomma a dir poco spettacolare. La resa grafica supera infatti quella dei due film precedenti e trova il suo culmine nel coloratissimo quanto misterioso Mondo Nascosto (peccato solo che Il Regno dei Draghi venga introdotto in tutta la sua magnificenza ma non venga approfondito in modo particolare). Va però detto che, rispetto ai capitoli precedenti, quello conclusivo (che tende a scivolare proprio dai capitoli precedenti di più verso soluzioni tradizionali e quindi prevedibili, anche se un un paio di spunti interessanti, belli e profondi, vengono forniti allo spettatore) pecca di superficialità nella caratterizzazione dei personaggi. Anche quelli già conosciuti si riducono a macchiette divertenti, ma senza una reale profondità.

venerdì 8 marzo 2019

Spooks: Il bene supremo (2015)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - SPOOKS: IL BENE SUPREMO (Azione, Regno Unito 2015): A volte per fare un film non basta un attore, in questo caso Kit Harington (scarsino seppur bravo nei panni di "Jon Snow" in una "famosa" serie), soprattutto se gli affianchi Peter Firth (lo zio odioso di Jenna Coleman in Victoria) e soprattutto se la spy-thriller in questione, vista e ri-vista, è la classica minestra riscaldata, quella di ex-agente che deve rintracciare il suo capo (accusato ingiustamente) ed evitare un attentato trovando un terrorista fuggito. Alla fine ovviamente tutti felici e contenti, tranne gli spettatori che ancora una volta devono sorbirsi sempre le solite baggianate da pseudo moralisti, tra conflitti morali finti e poco credibili. In più l'azione è poca, la suspense inesistente e i dialoghi banali e superficiali, infine di colpi di scena imprevedibili nessuna traccia. Voto: 4,5

sabato 23 febbraio 2019

Il settimo figlio (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2017 Qui - Devo ammettere che mi aspettavo decisamente di meglio da Il settimo figlio (Seventh Son), film del 2014 diretto da Sergej Vladimirovič Bodrov, adattamento cinematografico del romanzo dark fantasy L'apprendista del mago di Joseph Delaney. Le premesse c'erano tutte, grande budget, grandi (chi più chi meno) interpreti, un regista in ascesa (a questo punto però forse già finita), un grande costumista, un buon compositore, e invece sembra che si siano semplicemente accontentati del minimo sindacale. Perché quelle peculiarità che un buon film fantasy necessiterebbe, ovvero una trama originale, la capacità di immedesimazione e tante altre qualità, qui non ci sono. Certo, non m'aspettavo un "Signore degli anelli" o "Dragonheart", "Il labirinto del fauno" o "La storia infinita", però niente viene presentato in modo adeguato, a partire dai personaggi, frettolosamente presentati e poi mandati a morire con una mega moria di cattivi nel finale, sterminati da una suprema arma che si attiva non si sa bene come né perché. Anche la trama di base (la classica battaglia tra il bene e il mare) e tutto il resto viene presentato malissimo, si sa solo che un mago (che poi un vero mago non è, ma solo una specie di fattucchiere) che porta sfortuna ai suoi apprendisti, ne cerca un altro da poter allevare e mandare al macello e a cui piace a dismisura ripetere la frase "tu sei un settimo figlio di un settimo figlio", cosa molto fastidiosa. Infine la sceneggiatura è prevedibile e scontata, sapere già cosa accadrà in un film che non lascia spazio all'immaginazione, al pensiero, alla riflessione, alla sorpresa non aiuta affatto.

martedì 16 ottobre 2018

Testament of youth (2014)

Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/11/2015 Qui - Testament of youth: Questo film (del 2014) narra le vere esperienze di vita di Vera Brittain durante la prima guerra mondiale. Nel libro (e film), pubblicato nel 1933, viene raccontato come l'autrice ha rimandato i suoi studi a Oxford per prestare servizio come infermiera volontaria a Londra, Malta e in Francia nella grande guerra, durante la quale ha perso il suo fidanzato e suo fratello. Dopo la guerra cercò di riprendere la sua vita ma si rese conto di appartenere, in parte, a una generazione perduta. Ritornò a Oxford e diventò una femminista e una scrittrice. Un film di guerra (che non indugia troppo sulle scene di battaglia) visto con gli occhi di una crocerossina, i suoi sogni e desideri mandati in frantumo. Da sottolineare la grande prova della bellissima Alicia Vikander e anche di Kit Harington (Jon Snow del Trono di Spade). Romanzesco. Voto: 6,5