Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Dopo il successo (forse anche inaspettato) di Ragnarok, Taika Waititi
ci riprova. Il risultato di questo Love & Thunder è però altalenante
e se non ci fossero presenze di grande caratura come Christian Bale e
Russell Crowe,
forse il film convincerebbe ancora meno. La sensazione è che, a tratti,
si sia resa la pellicola più "camp" del necessario (cosa che era
avvenuta in modo del tutto naturale con Ragnarok). La, forse troppa, CGI
appiattisce un po' le recitazioni ma quello che rimane del film è
piacevole (una colonna sonora leggendaria con pezzi dei Guns N'Roses) e
divertente (con situazioni e gag sul filo del demenziale). Godibile (non
annoia grazie a un ritmo frenetico) ma niente di che. Voto: 6
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venerdì 16 dicembre 2022
Thor: Love and Thunder (2022)
Labels:
Action fumettistico,
Avventura fantasy,
Chris Hemsworth,
Christian Bale,
Commedia grottesca,
Jaimie Alexander,
MCU,
Natalie Portman,
Russell Crowe,
Taika Waititi,
Tessa Thompson
venerdì 13 agosto 2021
Lucy in the Sky (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/08/2021 Qui - Astronauta della NASA dopo una missione nello spazio non riesce a tornare con i piedi per terra e l'incapacità di riadattarsi alla quotidianità viene esacerbata da una delusione sentimentale. Il regista Noah Hawley si sforza di dare significati più profondi ad un vicenda di cronaca che suscitò pochi anni fa molto scalpore negli USA nonostante la sua intrinseca banalità, ma il risultato è un film eludente: la protagonista (una comunque volenterosa Natalie Portman) nel suo progressivo distacco dalla realtà (ce lo fa vedere il regista tale disagio cambiando continuamente il formato da 16:9 a 4:3, ma alla lunga tale espediente è fin troppo ridondante) non suscita empatia, i personaggi di contorno come il marito e l'amante risultano sfocati, la lunga durata annoia (e non c'è nulla che possa giustificare l'inserimento di questo film nel genere fantascienza, fantascienza di cosa?!). Assurdo e inutile, giustamente stroncato da quasi tutta la critica. L'esordio dietro la macchina da presa dell'ottimo produttore e sceneggiatore di Legion è infatti pessimo, peccato. Voto: 4
Labels:
Colman Domingo,
Dan Stevens,
Ellen Burstyn,
Fantascienza,
Film drammatico,
Jeffrey Donovan,
Jon Hamm,
Natalie Portman,
Nick Offerman,
Noah Hawley,
Tig Notaro,
Zazie Beetz
venerdì 16 luglio 2021
Annientamento (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/07/2021 Qui - Affascinante, lento ma avvolgente viaggio non tanto in una terra strana e inesplorata (l'Area X, un luogo dove le leggi della fisica e della biologia sembrano non rispondere ai normali canoni umani) quanto nella mente umana. Annihilation, ibrido fra Cronenberg e Villeneuve (con spruzzate alla Tarkovskij), racconta il cancro come mai era stato fatto: applicandolo all'intero pianeta. Fantascienza con pochissima azione (ma con un paio di sequenze molto tese) e anche poche risposte ai tanti quesiti che apre, ma ben fatta, con dialoghi interessanti e una calibrata quanto progressiva discesa negli "inferi". Brava la sempre bella Natalie Portman, che ha anche l'unico personaggio davvero caratterizzato, mentre le sue compagne di viaggio sono abbozzate in modo piuttosto banale. Visivamente molto riuscito, si abusa un po' con i flashback, non sempre necessari. Alcune scene sono decisamente forti e il finale è volutamente ambiguo. Meno solido rispetto a Ex machina, se vogliamo anche più imperfetto, però al tempo stesso rimane un lavoro intrigante. Un lavoro di Alex Garland, che si conferma regista da tenere d'occhio, che scorre via senza infamia né lode dall'inizio alla fine. Color out of the Space, film che cito poiché un po' il romanzo scritto da Jeff VanderMeer a quello di H. P. Lovecraft gli si assomiglia, era/sarà poi migliore, ma Annientamento ha il suo perché e una sua validità. Voto: 6,5
Labels:
Alex Garland,
Avventura,
Film drammatico,
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Horror,
Jennifer Jason Leigh,
Natalie Portman,
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Oscar Isaac,
Romanzo,
Sci-fi,
Sonoya Mizuno,
Tessa Thompson,
Tuva Novotny
venerdì 17 luglio 2020
La mia vita con John F. Donovan (2019)
Titolo Originale: The Death and Life of John F. Donovan
Anno e Nazione: Canada, Regno Unito 2019
Genere: Drammatico
Produttore: Nancy Grant, Xavier Dolan
Lyse Lafontaine, Michel Merkt
Lyse Lafontaine, Michel Merkt
Regia: Xavier Dolan
Sceneggiatura: Xavier Dolan, Jacob Tierney
Cast: Kit Harington, Natalie Portman, Ben Schnetzer, Jacob Tremblay
Susan Sarandon, Jared Keeso, Kathy Bates, Thandie Newton
Chris Zylka, Amara Karan, Sarah Gadon, Ari Millen
Emily Hampshire, Michael Gambon, Dakota Taylor
Susan Sarandon, Jared Keeso, Kathy Bates, Thandie Newton
Chris Zylka, Amara Karan, Sarah Gadon, Ari Millen
Emily Hampshire, Michael Gambon, Dakota Taylor
Durata: 120 minuti
Xavier Dolan dirige Kit Harington e Natalie Portman in un'opera sul tema
del divismo.
Un giovane attore ripercorre il suo controverso rapporto
epistolare con una star della televisione.
Labels:
Ben Schnetzer,
Chris Zylka,
Emily Hampshire,
Film drammatico,
Jacob Tremblay,
Kathy Bates,
Kit Harington,
Michael Gambon,
Natalie Portman,
Sarah Gadon,
Susan Sarandon,
Thandie Newton,
Xavier Dolan
mercoledì 17 giugno 2020
Jane Got a Gun (2016)
Titolo Originale: Jane Got a Gun
Anno e Nazione: USA 2016
Genere: Azione, Drammatico, Western
Produttore: Terry Dougas, Aleen Keshishian, Scott LaStaiti, Natalie Portman
Mary Regency Boies, Zack Schiller, Scott Steindorff
Mary Regency Boies, Zack Schiller, Scott Steindorff
Regia: Gavin O'Connor
Sceneggiatura: Brian Duffield, Anthony Tambakis, Joel Edgerton
Cast: Natalie Portman, Joel Edgerton, Noah Emmerich, Rodrigo Santoro, Boyd Holbrook
Ewan McGregor, Alex Manette, James Burnett, Sam Quinn, Todd Stashwick
Ewan McGregor, Alex Manette, James Burnett, Sam Quinn, Todd Stashwick
Durata: 98 minuti
Natalie Portman in un western con Ewan McGregor e Joel Edgerton.
La moglie di un fuorilegge contatta l'ex amante per difendersi dai nemici del marito e salvare la propria fattoria.
martedì 21 aprile 2020
Vox Lux (2018)
Titolo Originale: Vox Lux
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Drammatico, Musicale
Produttore: Jude Law, Natalie Portman, Mark Gillespie, Ron Curtis
Regia: Brady Corbet
Sceneggiatura: Brady Corbet
Cast: Natalie Portman, Raffey Cassidy, Jude Law, Stacy Martin
Jennifer Ehle, Maria Dizzia, Christopher Abbott, Meg Gibson
Matt Servitto, Daniel London, Leslie Silva, Willem Dafoe
Jennifer Ehle, Maria Dizzia, Christopher Abbott, Meg Gibson
Matt Servitto, Daniel London, Leslie Silva, Willem Dafoe
Durata: 105 minuti
Natalie Portman e Jude Law nell'intenso dramma di una popstar.
Sullo sfondo degli ultimi anni di storia americana, la parabola di una cantante con un passato segnato da un tragico evento.
Labels:
Brady Corbet,
Christopher Abbott,
Film drammatico,
Film musicale,
Jennifer Ehle,
Jude Law,
Natalie Portman,
Raffey Cassidy,
Stacy Martin,
Willem Dafoe
mercoledì 12 giugno 2019
Song to Song (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/10/2018 Qui - Speravo in un cambiamento, un'evoluzione, o quantomeno un lieve discostamento. Niente da fare. Siamo sempre fermi nello stesso identico punto. Perché esattamente come il suo predecessore, questo film dice poco. Perché già con il vacuo e noioso Knight of Cups, Terrence Malick aveva iniziato a mostrare primi segni di cedimento, e con Song to Song, film del 2017 scritto e diretto dal leggendario regista statunitense, le cose non sembrano essere migliorate. Certo, rispetto ai film precedenti (soprattutto l'ultimo) la trama è più lineare ed è chiaro fin da principio dove si voglia andare a parare, ma mai come in questo film tutti gli attori sono ridotti a bellissimi archetipi spersonalizzati, simboli in movimento che in un flusso di coscienza forzatamente poetico si fanno portatori di una morale sintetica e ingannevole, che cerca di sublimare la banalità del messaggio attraverso l'utilizzo della forma. Una forma pretenziosa e ricercata (attraverso immagini sublimemente e lentamente riprese della natura, attraverso location in generale e personaggi, esteticamente sempre molto attraenti) e con numerosi e continui flash back troppo elevata ed affatto necessaria al significato del film (assimilabile nel concetto dell'amore nel suo evolversi e nelle sue diverse sfaccettature ed incongruenze) e pertanto l'opera si appesantisce notevolmente, divenendo "costruita" e poco diretta (d'altronde il regista costruisce questa storia con le stesse ed identiche modalità con cui ha creato le sue pellicole precedenti, ovvero solo tramite immagini e suoni). Insomma un trionfo, quasi eccessivo, dell'estetica che (nuovamente), sì, appaga l'occhio dello spettatore (dopotutto anche qui sempre eccezionale è la fotografia di Emmanuel Lubezki), ma poiché esso viene (nuovamente) ripetuto in continuazione senza aggiungere nulla di nuovo, lo tedia anziché affascinarlo. Perché non possono le immagini sostituire una storia affascinante ma inconcludente come questa, quella di BV (Ryan Gosling), un musicista che cerca il successo con l'aiuto della compagna (Rooney Mara) e del suo produttore Cook (Michael Fassbender, che nel frattempo irretisce la cameriera Rhonda ovvero Natalie Portman) le cui esistenze si intrecciano in un mondo di seduzioni e tradimenti.
Labels:
Callie Hernandez,
Cate Blanchett,
Dramma romantico,
Film musicale,
Holly Hunter,
Linda Emond,
Michael Fassbender,
Natalie Portman,
Rooney Mara,
Ryan Gosling,
Terrence Malick,
Val Kilmer
mercoledì 29 maggio 2019
Knight of Cups (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/07/2018 Qui - Ho apprezzato, seppur non tantissimo, Terrence Malick nei suoi quattro film prima del suddetto, ma questo Knight of Cups, film del 2015 scritto e diretto dal regista statunitense, l'ho trovato molto difficile da portare a termine. Egli punta sempre in alto, e il più delle volte ci riesce bene e con discreti risultati, ma stavolta gli è sfuggita di mano la situazione. La linea è quella di The Tree of Life e To the Wonder, ma portata all'estremo in una sfida allo spettatore in cui la bellezza di certe immagini della natura solo a tratti compensa la fatica di aderire a un percorso esistenziale enigmatico, dove la voice over commenta ma non chiarisce. Se infatti in To the Wonder, il viaggio tormentato nei meandri della psiche del protagonista Ben Affleck, risultava tutto sommato efficace e abbastanza convincente, qui finisce per essere una stancante sequela di sequenze quasi tutte uguali in cui l'originalità e il fascino del mistero delle pellicole di Malick lasciano spazio ad una spiacevole sensazione di noia e di già visto/percepito. Se infatti in The Tree of Life, la ricostruzione di una vicenda umana si incastrava alla perfezione con quel flusso stordente visivo capace di evocare il conflitto tra umanesimo e spiritualità, qui questo raccordo appare molto più sfilacciato, talvolta pretestuoso, e la voce over ostentata e solenne che predica lungo tutto il film crea un maggiore distacco verso l'immagine che non una riflessione di completamento. Tanto che, peggio che in altre occasioni, la parte più difficile diventa tentare di estrapolare una trama comprensibile ai più. Nel film difatti, si susseguono confusamente le relazioni più o meno durature del protagonista, i personaggi entrano ed escono dalla scena secondo una logica non sempre comprensibile e di tanto in tanto il flusso di parole e immagini è illuminato sì da momenti di sfolgorante bellezza, ma di cui si fa fatica a capirne il senso. Tra la sinossi del film e il suo effettivo risultato c'è infatti una discrepanza enorme, perché impegnato com'è a raccontarci ancora una volta di un maschio bianco in crisi esistenziale che cerca la terra promessa nelle proprie amanti senza trovare risposta, Malick conversa più con se stesso che con lo spettatore.
Labels:
Antonio Banderas,
Cate Blanchett,
Christian Bale,
Dane DeHaan,
Dramma romantico,
Imogen Poots,
Isabel Lucas,
Joel Kinnaman,
Natalie Portman,
Nick Offerman,
Shea Whigham,
Teresa Palmer,
Terrence Malick,
Wes Bentley
domenica 19 maggio 2019
Jackie (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/04/2018 Qui - Nella sua ultima opera Pablo Larraín (artefice del bellissimo No: I giorni dell'arcobaleno ma anche del personalmente deludente Neruda) elabora il ritratto di Jackeline Lee Bouvier e lo fa attraverso il resoconto di una intervista che la vedova del presidente americano rilasciò a un giornalista della rivista Life poche settimane dopo il tragico evento. Jackie infatti, film biografico del 2016 diretto dal regista cileno, rievoca i pochi giorni precedenti l'omicidio di Kennedy durante la campagna elettorale del 1963 a Dallas, l'omicidio stesso, nonché la complessa organizzazione dei suoi funerali, in cui le ragioni di stato dei politici e dell'apparato di sicurezza si scontrarono duramente con il dolore di Jackeline e il suo desiderio di seguire a piedi il feretro del marito. Il ritratto che ne esce è quello di una donna al tempo stesso fragile e determinata, molto attenta a evidenziare il ruolo che aveva avuto alla Casa Bianca a fianco del presidente, nonostante fosse a conoscenza delle numerose frequentazioni di Kennedy sia con altre donne, sia con personaggi oscuri della criminalità organizzata, e dei non idilliaci rapporti che intercorrevano tra lei e i tanti rappresentanti della famiglia del marito. Il ritratto di una donna bella, giovane, colta, aristocratica, che due colpi di carabina alla testa del celebre coniuge, insieme al suo vestito rosa macchiato di sangue, consegnarono alla storia. Tuttavia il film, che nel 2017 ha ricevuto tre candidature ai Premi Oscar nella categoria Miglior colonna sonora, Migliori costumi e Miglior attrice protagonista a Natalie Portman (vincendone nessuno), seppur girato con cura e che si avvale di una comunque buona regia (ma privo di anima, di pathos, di spessore emotivo), non convince e non soddisfa. Nessuna empatia per il personaggio, verboso e noioso quanto basta. Eppure la materia trattata (i giorni immediatamente successivi all'omicidio del presidente JFK visti attraverso la prospettiva della madre dei suoi figli) si prestava a una narrazione intensa, persino epica. Invece è come se sul film spirasse un vento gelido che immobilizza i protagonisti e li devitalizza, li "congela" in una dimensione di immobilità spirituale, ancor prima che fisica.
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