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venerdì 30 agosto 2024

Blue Beetle (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - DC fa un altro tentativo di intaccare il monopolio "supereroistico" di Marvel/Disney. Il risultato è ambivalente: il regista crea un film dal ritmo sostenuto con alcune scene d'azione efficaci. L'ambientazione latinoamericana, benché stereotipata, offre un pizzico di novità. Tuttavia, i problemi emergono con i rallentamenti del ritmo e l'insorgere di dialoghi piatti, inadeguati persino per il genere (ricordando una versione meno riuscita di Spiderman). Gli omaggi agli anni '80 risultano forzati. A salvarsi sono gli effetti speciali, ormai consueti ma non più sorprendenti. Nel complesso, mediocre ma accettabile. Voto: 5,5 [Sky]

lunedì 22 marzo 2021

Speed Racer (2008)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2021 Qui - Cosa si fa per amicizia (seppur virtuale, tra blogger), per amore del Cinema e soprattutto di Christina Ricci? Si rivede un film che mai avresti voluto rivedere, perché la prima volta che lo vedesti ti sconvolse, e in negativo. Dieci anni (e poco più) dopo, rivedendolo ti rendi conto che forse l'effetto cartoonesco era voluto, dopotutto era la trasposizione cinematografica della serie animata giapponese Superauto Mach 5 (nota negli Stati Uniti proprio come Speed Racer) degli anni sessanta (ma tu all'epoca non lo sapevi), però non sarebbe stato meglio se ne avessero fatto di questo progetto (nato dalla mente dei fratelli, ora sorelle, Wachowski, quelli/e di Matrix ma che tu ricordi soprattutto per essere stati gli sceneggiatori di V per Vendetta) un film d'animazione? Anche perché in quel caso, e più probabilmente, non avresti storto gli occhi e il naso di fronte ad uno spettacolo (visivamente e narrativamente) sfarzoso e carnevalesco decisamente estremo e sconclusionato come quello che Speed Racer (purtroppo) ti regala. Spettacolo che in parte poteva anche essere giustificato, con la scusa del voler appunto ricalcare il cartone originale, ma c'è modo e modo di realizzare una pellicola. Va da sé che il target fosse originariamente per bambini (e vederlo in età adulta comporta certamente un certo rischio), però ciò non giustifica una grafica da attacco epilettico che dura per tutta la pellicola né una storia banale e assurda (la parte moralistica dove, tanto per citarne una, si parla spasmodicamente della morte, vera o presunta che sia, del fratello del protagonista ma nessuno batte ciglia per gli altri venti o trenta incidenti mortali del film), nonché noiosa (la durata, piuttosto importante, non gioca certo a suo favore). Meravigliosa come sempre Christina Ricci, ma a prescindere, e non aiuta il film. Un film stupido, visto a cervello spento che, mai più rivedrò. Voto: 4

venerdì 17 luglio 2020

La mia vita con John F. Donovan (2019)

Titolo Originale: The Death and Life of John F. Donovan
Anno e Nazione: Canada, Regno Unito 2019
Genere: Drammatico
Produttore: Nancy Grant, Xavier Dolan
Lyse Lafontaine, Michel Merkt
Regia: Xavier Dolan
Sceneggiatura: Xavier Dolan, Jacob Tierney
Cast: Kit Harington, Natalie Portman, Ben Schnetzer, Jacob Tremblay
Susan Sarandon, Jared Keeso, Kathy Bates, Thandie Newton
Chris Zylka, Amara Karan, Sarah Gadon, Ari Millen
Emily Hampshire, Michael Gambon, Dakota Taylor
Durata: 120 minuti

Xavier Dolan dirige Kit Harington e Natalie Portman in un'opera sul tema del divismo.
Un giovane attore ripercorre il suo controverso rapporto epistolare con una star della televisione.

lunedì 24 giugno 2019

Bad Moms 2: Mamme molto più cattive (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2019 Qui - Con Bad Moms 2: Mamme molto più cattive tornano le mamme più cattive, ribelli, divertenti e oneste del grande schermo (o piccolo se lo si vede in tv): Amy, Kiki e Carla, ma la novità del secondo capitolo sempre scritto e diretto da Jon Lucas e Scott Moore (autori come ben si sa di Una notte da Leoni) è un clima frizzantino, colorato di rosso e ricco di pacchetti, nastri dorati, fiocchi di neve e incredibili (e, a volte, sgradite) sorprese: il Natale. Infatti, dopo il successo del primo Bad Moms, il franchise ritorna con un divertentissimo pretesto: la sfida delle mamme con le nonne nel periodo natalizio. Il risultato è un nuovo film, godibile anche da parte di chi non abbia visto il primo e, soprattutto, divertente non solo per il pubblico delle "mamme". Difatti la pellicola, per l'occasione ribattezzata A Bad Mom's Christmas, a parte qualche esagerazione di troppo, regala tante risate, riuscendo anche a raccontare una storia e a presentare dei personaggi ben caratterizzati e che subiscono una concreta e corretta evoluzione. Sì, perché anche se meno satiriche e meno pungenti rispetto a come ce le ricordavamo (ma comunque divertenti), questo sequel è, senza aspettarsi tanto (ma prenderlo per quello che è, un film esilarante che intrattiene benissimo), all'altezza dell'originale. Certo, non ha una morale bella come il precedente, ma qui è dosato meglio il momento "volemose bene" con quello comico. Certo, l'impresa, di lanciare l'intrepido messaggio di quanto il mondo e la società siano cambiati, di come le tradizioni si siano perse per strada, di come il vecchio dovrebbe insegnare al nuovo (e invece è il nuovo che deve tenere a freno la follia di una vecchiaia mascherata da ritrovata giovinezza) riesce solo a metà, ma questa normalissima commedia un po' sboccata, impertinente, politicamente scorretta e perfino inverosimile, si fa tranquillamente vedere.

domenica 10 marzo 2019

The Meddler (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/05/2017 Qui - Un film mai distribuito in Italia ("acquistato" da Sky ad inizio maggio 2017), e non si sa perché, visto che The Meddler (2015), della giovane regista americana Lorene Scafaria, qui alla sua seconda prova, è una gradevole, deliziosa e malinconica commedia, in cui la settantenne Susan Sarandon, più in forma che mai (merito anche del ruolo frizzante, originale e pieno di sfumature offertogli dalla regista), interpreta una vedova alle prese con il vuoto incolmabile lasciato dal marito defunto e una figlia che, anch'essa profondamente scossa dalla perdita del padre, nonché dalla fine di un rapporto travagliato, fatica a comunicare con la madre. Poiché senza dubbio la relazione fra madre e figlia rappresenta una delle tematiche portanti del film, anche se non l'unica. La brillante commedia della Scafaria infatti sfrutta le pieghe nascoste della sceneggiatura per trattare temi importanti come la solitudine, l'elaborazione del lutto e il dazio imposto dal tempo che passa. Ma riesce anche a fornire un eccellente e dolce-amaro strumento di "compensazione", o quantomeno di astuto bilanciamento delle parti, nel momento in cui si concede timidi slanci di ottimismo e calde rievocazioni di affettuosi momenti familiari. Difatti il difficile rapporto con la madre (preso probabilmente spunto da i trascorsi della regista) viene sviscerato con levità di tocco, sebbene il ventaglio dei sentimenti rappresentati sia assai delicato, e a tratti fortemente drammatico. E riuscire a farlo, ovvero ottenere delle atmosfere agrodolci efficaci, trattando questioni tutt'altro che leggere, non è semplice come si potrebbe di primo acchito pensare. Bisogna lavorare di fioretto e muoversi sulla linea di un equilibrio molto precario, e solo degli attori di razza possono garantire un risultato soddisfacente, come qui è successo.

venerdì 8 marzo 2019

Mothers and daughters (2016)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - MOTHERS AND DAUGHTERS (Drammatico, Usa 2016): Ambientato a Manhattan e incentrato sulle contraddizioni e le difficoltà del rapporto tra madri e figlie durante il giorno della festa della mamma, questo film tutto al femminile (dove si tratta il tema della maternità declinandolo in tutti i modi possibili), nonostante il buon cast, i bei temi e il discreto racconto (leggermente poco credibile in una delle sotto-trame) è un film poco bello, minimamente emozionante, coinvolgente e soprattutto davvero poco interessante. Questo perché anche se moderno, classico del genere e alquanto corale non appassiona, non diverte e rimane vago e ambiguo, troppo. Ovviamente si salva il cast femminile, comprendente Christina RicciCourteney CoxSharon StoneSusan SarandonSelma Blair e Mira Sorvino, ma è davvero poca cosa in confronto ad altri, anche se ad alcune potrebbe piacere per la storia, comunque non eccezionalmente esplorata e convincente. Voto: 5,5

domenica 3 febbraio 2019

Zoolander 2 (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/10/2016 Qui - Se dar vita ad un cult è un'impresa titanica, riuscire a ripetersi in un sequel è qualcosa di miracoloso che infatti puntualmente anche in questo caso non si verifica, anzi, la base ideologica che fungeva da pilastro di Zoolander (che per completezza ho rivisto) in questo capitolo II si sgretola, se nel primo film la demenza era giustificata da un'iconologia della moda, nel secondo l'aspetto 'stupido' prende il sopravvento e soffoca gli aspetti pregevoli della pellicola. Il problema principale di Zoolander 2 (film del 2016 scritto, diretto ed interpretato nuovamente da Ben Stiller) infatti scaturisce dalla sceneggiatura che rielabora goffamente il soggetto, senza riuscire a rielaborare il tutto, perché se la trama cerca diversi appigli, in concreto non trova continuità, ferma in una carrellata infinita di personaggi e semplici guest star con il grosso problema che la risata non diventa mai contagiosa. Il regista difatti mette in scena personaggi e luoghi comuni ma che non hanno l'effetto propriamente desiderato, e che rendono banale e grotteschi i novanta minuti, eccezione fatta per alcuni momenti divertenti che intercorrono, però, con cadenza esasperante. Sicuramente rispetto al primo Zoolander, questo è più commerciale e standard, o, se si vuole, meno serioso, con battute molto più terra-terra e gratuite, molto più dirette e meno costruite e mirate a far riflettere sulla futilità ed estreme vuotezza del patinato mondo della moda. Il numero due appare decisamente la versione annacquata (a parte alcune eccezioni) del primo. Quindi è lecito domandarsi se fosse davvero necessario farlo o no...la risposta probabilmente è no. Detto questo però, non è un film proprio brutto, ma assurdamente bello. Poiché in fin dei conti le trovate molto azzeccate ci sono, ma le vedremo dopo, per adesso concentriamoci sulla trama, che sembra non soffrire il tempo (come gli attori), dato che ricomincia da dove si era concluso il primo esattamente 15 anni prima, quando due giorni dopo l'inaugurazione il Centro Derek Zoolander crolla miseramente, da allora Derek e Hansel vivono oppressi dalla vergogna e isolati, quando entrambi ricevono un invito speciale per partecipare a un grande evento internazionale a Roma. Al loro arrivo però, si rendono conto di come il mondo della moda sia drasticamente cambiato ma, nonostante ciò, vengono reclutati per tentare di fermare un complotto mortale che rischia di distruggere per sempre quell'universo da loro tanto amato. La riuscita della missione potrebbe infatti rilanciare finalmente la loro carriera e permettere a Derek di riavere il figlio. Peccato che liberi involontariamente Mugatu dal carcere, sempre più travestito e sempre più folle, e tutto sarà più complicato, ma riusciranno a cavarsela ancora una volta.

lunedì 26 novembre 2018

The Calling (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/02/2016 Qui - The Calling è un thriller (del 2014) abbastanza cupo e crudo con risvolti mistico-religiosi ambientato in una piccola città del Canada. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Inger Ash Wolfe, pseudonimo del poeta e autore, Michael Redhill. Una serie di macabri omicidi scuotono la piccola e sonnolenta cittadina di Port Dundas, la caccia al serial killer con una 'vocazione' tanto elevata da consentirgli di commettere omicidi raccapriccianti, toccherà alla detective Hazel Micallef, interpretata dal premio Oscar Susan Sarandon. La detective non ha mai avuto molto di cui preoccuparsi nella sua piccola cittadina, ma sulla strada per la pensione, sarà inevitabilmente costretta a confrontarsi con un serial killer che ha terrificato tutto il paese, che vedrà, in questo viaggio raccapricciante nella zona d'ombra che accoglie fede e paura, l'intera sua vita andare fuori controllo. La donna, che con-vive con la madre, insieme ad un divorzio, un mal di schiena lancinante e gli antidolorifici per tenerlo a bada, insieme ad un 'goccetto' occasionale, si ritrova a doversi occupare dell'omicidio di una donna malata terminale, uccisa nella sua abitazione. Ma al contrario di tanti killer, la vocazione è diversa, non c’è violenza ma liberazione. Non sono le solite fanciulle, ragazze, belle donne, a pagare saranno i 12 prescelti per l’al di là. Il compito di indagare su questi delitti orribili non è facile, ma la detective riuscirà a scoprire la chiave celata in ogni omicidio e a smascherare un diabolico ed efferato piano sanguinario.

venerdì 14 settembre 2018

Un matrimonio da favola (2014) & Big Wedding (2013)

Recensioni pubblicate su Pietro Saba World il 20/08/2015 QuiParlo di due film, uno italiano e l'altro americano, che tratta lo stesso argomento, il matrimonio. Il primo è Un matrimonio da favola (2014) diretto da Carlo Vanzina e l'altro è Big Wedding (2013) diretto da Justin Zackham. Due modi diversi di vedere le cose nelle tradizioni e costumi dei loro rispettivi paesi. Ma andiamo con ordine: Daniele (Ricky Memphis) lavora presso un importante gruppo bancario a Zurigo, ma non spicca per doti d'intraprendenza e resta bloccato in un incarico secondario. Per fare carriera decide di sposare Barbara, la figlia del suo capo, nonostante quest'ultimo non abbia la benché minima stima nei suoi confronti. Al matrimonio Daniele decide di invitare i parenti stretti, cioè la madre e uno zio ladro, ma anche i suoi vecchi compagni di scuola che non vede dai tempi del liceo. Infatti, Giovanni, Luca, Alessandro e Luciana erano amici inseparabili e formavano un gruppo molto coeso, ma hanno perso le tracce una volta finita la scuola: peraltro Daniele non era stato ammesso all'esame di maturità e da quel momento non ha più visto i ragazzi. Giovanni, che ai tempi del liceo era il leader del gruppo, è sposato con l'avvocato divorzista Paola e allo stesso tempo ha una relazione clandestina con la giovane commessa Sara. Confidando sull'assenza di Paola al matrimonio, essendo la donna impegnata in una conferenza di lavoro, Giovanni chiede a Sara di accompagnarlo a Zurigo: la ragazza è al settimo cielo, essendo la loro prima uscita pubblica insieme e preludio al matrimonio da lei tanto atteso (Sara ignora infatti che Giovanni è sposato). Luca ha sempre detto di voler girare il mondo, ma si è ritrovato a fare la guida turistica a Roma: il suo stile di vita è molto libertino, ha parecchie donne e nessuna relazione duratura. Alessandro è stato costretto dal padre a seguire la carriera militare e si occupa dell'addestramento delle nuove reclute: in realtà è gay e convive con Roberto, il suo compagno che vorrebbe facesse finalmente coming out.