Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Figlio di un allevatore di cavalli aiuta il padre fratturato a un braccio. Kim Rossi Stuart scava nelle vicende personali e tratteggia le collisioni tra padre e figlio. Caricata la parte iniziale (compreso il ruolo della Barbora Bobulova), che man mano ingrana e raggiunge l'apice con l'entrata in scena della Viola Sofia Betti, che dà connotati di autenticità alla vicenda. Le fasi in ospedale sono forzate, con l'insistenza sul fatto che l'uomo può dare/togliere la vita, ma con i cavalli almeno non si va nel penale. Le fasi emozionali potevano essere girate meglio. Fotografia satura, su toni blu. Alla fine solo benino. Voto: 5,5
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venerdì 29 settembre 2023
domenica 3 marzo 2019
Gli ultimi saranno ultimi (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/03/2017 Qui - Dopo la brillante e innovativa esperienza vissuta con Perfetti Sconosciuti, un'altra pellicola italiana riesce a fare breccia, riuscendo nonostante alcuni evidenti difetti a sorprendere ed emozionare. Colpa, se così si può dire, dell'ultimo film di Massimiliano Bruno, che dopo il suo non eccellente penultimo lavoro (comunque sufficiente) Confusi e Felici, realizza una drammatica commedia molto interessante, forte e potente, ma soprattutto dannatamente reale, Gli ultimi saranno ultimi, film del 2015 che, in modo credibile, naturale e senza forzature, sembra continuare con la nuova tendenza del cinema italiano a trasporre sul grande schermo le tematiche sociali che più ci affliggono in questo critico periodo della nostra storia, ma in modo non banale e superficiale, ma diretto e convincente. Dato che questo film le tematiche più scottanti le affronta tutte, la mancanza di lavoro in primis, la mancanza di casa, la mancanza di un sostegno economico che ti priva di ogni più elementare necessità (il frigo vuoto, la morosità nel pagare affitti, bollette e quant'altro), le crisi di coppia, il doloroso problema delle scommesse, del gioco, che rovina tante famiglie. Tutto questo il film lo affronta, non in punta di piedi, ma con una forza devastante (anche se in verità non in modo netto e approfondito), come devastante è la prova di una grandissima Paola Cortellesi, il cui bellissimo viso si trasfigura sequenza dopo sequenza, fino a diventare la maschera di disperazione delle sequenze finali. Forse un po' sottovalutata come attrice cinematografica, qui dà prova di una grandissima capacità di coinvolgimento emotivo, dal riso alla rabbia, e che alla fine ti strappa pure qualche lacrima. Lei difatti non smette di sorprendere per bravura in questa versione cinematografica di un testo presentato per due anni a teatro e che la vede come attrice protagonista. Un'interpretazione drammatica della storia di Luciana che nel momento in cui corona il suo desiderio di maternità perde un umile e mal retribuito lavoro dipendente in una piccola azienda della provincia laziale. Quello che rende inaccettabile oltre la causa del licenziamento è il cinismo del datore di lavoro e l'avversione nei confronti di questa sua nuova condizione da parte di donne come lei, le compagne di lavoro che evitano questo fatale incidente in un'epoca, in cui la maternità è tutelata in ogni settore pubblico con il diritto, dopo la gravidanza a rioccupare il posto di lavoro temporaneamente abbandonato.
domenica 17 febbraio 2019
Vacanze ai Caraibi (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/01/2017 Qui - Purtroppo, ancora una volta ci sono cascato, ho provato e ho sbagliato, perché ho avuto la sfortuna di vedere l'ennesimo Cinepanettone e tuttora mi pento di aver sprecato 90 minuti preziosi della mia vita. Questo perché nonostante Vacanze ai Caraibi, film del 2015 diretto da Neri Parenti, cerchi di cambiare approccio cambiando le storie, alla fine è sempre la solita bieca storiella, prevedibile, volgare e inguardabile. Ovviamente del Natale il film, se non della sua uscita, non ha niente a che fare, è solo la classica 'scusa', in più i tre episodi stavolta non intrecciati tra di loro hanno in comune solo il paradisiaco paesaggio esotico, Santo Domingo e i Caraibi. Paesaggio dove assistiamo, a modo loro, a tre storie assurde e grottesche. Iniziamo dalla peggiore ovvero quella con Luca Argentero ed Ilaria Spada (classica bomba sexy) in viaggio con i rispettivi partner che scoprono di avere una grandissima intesa sessuale ma un carattere e gusti completamente diversi. Nonostante ciò si piacciono e fanno tante volte l'amore, punto. La loro parte è solamente questa, non fa fare neanche una mezza risata ed in molte scene viene voglia di mettersi le mani nei capelli. Poi ovviamente ci sono Christian De Sica e Massimo Ghini, stavolta nella parte di due ex ricconi ora pieni di debiti che decidono di combinare un matrimonio d'interesse con la figlia del primo, non sapendo l'uno dei problemi economici dell'altro.
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domenica 10 febbraio 2019
Tutte lo vogliono (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/11/2016 Qui - Tutte lo vogliono, film del 2015, diretto da Alessio Maria Federici e scritto da Valentina Gaddi e altri 6 tra cui lo stesso Federici, è una vivace (deliziosa) ed esuberante commedia che ironizzando sulle rispettive asperità delle proprie confuse esistenze, quella della simpatica coppia Brignano-Incontrada, ci parla della sessualità femminile o piuttosto l'approccio al sesso da parte delle donne, che è sempre stato un tabù. In questa pellicola infatti si osa l'argomento lasciandolo comunque sul fondo e facendo girare intorno la trama dell'uomo conquistatore incallito ed esperto di sesso. Maschilismo ad oltranza mascherato da un finto perbenismo attuato con la comparsa dell'alta società che non ammette imperfezioni di sorta, che rincorre la favola perfetta a discapito dell'amore vero col povero Enrico Brignano, romantico imbranato. Lui difatti interpreta un semplice e bravo giovane, un poco imbranato con le donne, che svolge il proprio lavoro presso un negozio di animali di sua proprietà. Vanessa Incontrada dal canto suo, giovane donna benestante ed addetta ad un'impiego del tutto particolare, quello di "la food designer", non potrebbe che essere la tipologia di donna più lontana da lui. Ma una concomitanza di avvenimenti e coincidenze varie (tra cui l'impiego di un famoso GPS, una nuova versione di gigolò moderno, che promette risultati eccellenti e appaganti, ma che sarà 'scambiato') li conduce uno alla conoscenza dell'altra ed al frequentarsi reciprocamente, sino al lieto epilogo.
giovedì 27 dicembre 2018
Se Dio vuole (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/04/2016 Qui - Se Dio vuole è la commedia d'esordio come regista di Edoardo Falcone, sceneggiatore di tanti film, tra cui Ti ricordi di me? e Confusi e felici. Un esordio 'divino' (per restare in tema) il suo, dato che grazie a questo film del 2015, scritto e diretto interamente da lui, gli ha permesso, e credo meritatamente, di vincere sia il David di Donatello che il Nastro d'argento come miglior regista esordiente, in più al Tokyo International Film Festival il premio del pubblico. Questa, comunque leggera e spensierata commedia, confonde con garbo e pacatezza, senza eccedere nei limiti, sacro e profano, difatti il protagonista del film, Tommaso (Marco Giallini), stimato cardiochirurgo e uomo dalle certezze assolute, sposato con Carla (Laura Morante), casalinga (frustata e infelice) e madre dei due figli Bianca (Ilaria Spada), svogliata e senza alcun interesse, a sua volta sposata con Gianni, e Andrea, giovane brillante promettente studente iscritto a medicina e pronto a seguire le orme del padre, entra in crisi, facendo partire una strana rivoluzione famigliare, quando il suo figlio prediletto annuncia, non di essere gay (non è così importante) ma di volersi fare prete. Per lui, ateo convinto, subito vengono in mente strani pensieri (come una serie di immagini legate ad avvenimenti per i quali la Chiesa si è messa in cattiva luce, nell'ultima immagine di questa scena c'è addirittura Don Matteo), e capisce che quella di Andrea è una volontà da dover cambiare il prima possibile e senza esitare a ricorrere a una vera e propria guerra. Una guerra contro se stesso e contro chi sembra abbia ispirato il figlio su questa strada, un certo Don Pietro (Alessandro Gassman), a metà fra il sacerdote e il santone. A Tommaso non resta quindi che avvicinarlo sperando di scoprirne gli altarini per rivelarli ad Andrea e fargli cambiare idea sul sacerdozio. Riuscirà nell'impresa o cambierà lui stesso e il figlio, idea? Forse sì, forse no, ma infondo chi siamo noi per giudicare chi, cosa e perché se Dio ha voluto così. Che abbia veramente voluto o meno, Dio è il vero protagonista, e che ci crediate o no Dio è comunque amore, e che esista o meno "l'importante è amare".
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sabato 13 ottobre 2018
Arance e Martello (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/11/2015 Qui - Estate 2011. È "il giorno più caldo dell'estate più calda degli ultimi 150 anni dell'Italia unita". Un gruppo di attivisti della sezione del Pd di via Orvieto, nel quartiere San Giovanni a Roma, vuole contribuire alla raccolta di dieci milioni di firme per far dimettere Silvio Berlusconi, e piazza il suo banchetto accanto al banco del pesce del mercato rionale. Quando la radio del quartiere dà la notizia che l'amministrazione locale vuole chiudere il mercato, i commercianti si rivolgono alla sezione perché appoggi la loro protesta. Ma arrivare ad una sinergia non è semplice: servono le consultazioni, il voto, il benestare del partito. La tensione monta, e tutti litigano per difendere i propri interessi e i propri punti di vista. Chi la spunterà, alla fine della giornata? Arance e martello segna il debutto cinematografico di Diego Bianchi, alias Zoro, dopo il successo come autore e conduttore della trasmissione televisiva Gazebo e l'attività di giornalista e blogger. L'idea è quella di creare una storia sulla traccia del Fa la cosa giusta di Spike Lee per raccontare la complessa convivenza di varie etnie, età, interessi e ideologie in un microcosmo urbano nell'epoca presente. Ed è una buona idea, con grande potenziale comico e di racconto dell'Italia di oggi.
venerdì 14 settembre 2018
Un matrimonio da favola (2014) & Big Wedding (2013)
Recensioni pubblicate su Pietro Saba World il 20/08/2015 Qui - Parlo di due film, uno italiano e l'altro americano, che tratta lo stesso argomento, il matrimonio. Il primo è Un matrimonio da favola (2014) diretto da Carlo Vanzina e l'altro è Big Wedding (2013) diretto da Justin Zackham. Due modi diversi di vedere le cose nelle tradizioni e costumi dei loro rispettivi paesi. Ma andiamo con ordine: Daniele (Ricky Memphis) lavora presso un importante gruppo bancario a Zurigo, ma non spicca per doti d'intraprendenza e resta bloccato in un incarico secondario. Per fare carriera decide di sposare Barbara, la figlia del suo capo, nonostante quest'ultimo non abbia la benché minima stima nei suoi confronti. Al matrimonio Daniele decide di invitare i parenti stretti, cioè la madre e uno zio ladro, ma anche i suoi vecchi compagni di scuola che non vede dai tempi del liceo. Infatti, Giovanni, Luca, Alessandro e Luciana erano amici inseparabili e formavano un gruppo molto coeso, ma hanno perso le tracce una volta finita la scuola: peraltro Daniele non era stato ammesso all'esame di maturità e da quel momento non ha più visto i ragazzi. Giovanni, che ai tempi del liceo era il leader del gruppo, è sposato con l'avvocato divorzista Paola e allo stesso tempo ha una relazione clandestina con la giovane commessa Sara. Confidando sull'assenza di Paola al matrimonio, essendo la donna impegnata in una conferenza di lavoro, Giovanni chiede a Sara di accompagnarlo a Zurigo: la ragazza è al settimo cielo, essendo la loro prima uscita pubblica insieme e preludio al matrimonio da lei tanto atteso (Sara ignora infatti che Giovanni è sposato). Luca ha sempre detto di voler girare il mondo, ma si è ritrovato a fare la guida turistica a Roma: il suo stile di vita è molto libertino, ha parecchie donne e nessuna relazione duratura. Alessandro è stato costretto dal padre a seguire la carriera militare e si occupa dell'addestramento delle nuove reclute: in realtà è gay e convive con Roberto, il suo compagno che vorrebbe facesse finalmente coming out.
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