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martedì 17 marzo 2020

Copperman (2019)

Titolo Originale: Copperman
Anno e Nazione: Italia 2019
Genere: Drammatico, Commedia
Produttore: Caterina Carpinella, Guglielmo Marchetti
Regia: Eros Puglielli
Sceneggiatura: Riccardo Irrera, Paolo Logli, Mauro Graiani, Alessandro Pondi
Cast: Luca Argentero, Antonia Truppo, Galatea Ranzi, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno
Sebastian Dimulescu, Angelica Bellucci, Massimo Poggio, Paolo Romano
Durata: 95 minuti

Eros Puglielli dirige Luca Argentero in un toccante inno alla fantasia.
Anselmo, un uomo che ha conservato l'ingenuità dei bambini, indossa un armatura di rame e combatte le ingiustizie.

martedì 21 maggio 2019

Il permesso - 48 ore fuori (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/04/2018 Qui - Il permesso - 48 ore fuori (Thriller, Italia 2016): Poteva essere interessante un film sulle vicende di quattro detenuti con un permesso di 48 ore (fuori dalla cella giusto il tempo di affrontare e, si spera, risolvere i problemi lasciati in sospeso), ma il film è riuscito solo a metà. E' vero che non annoia, che ha ritmo, che coinvolge e che spesso fa tirare il fiato, ma i personaggi sono lasciati troppo in superficie e molti di essi, come le situazioni che li coinvolgono, sono tipici del noir all'italiana degli ultimi anni (superficiali). Le quattro vicende evolvono spesso banalmente come ci si aspetterebbe da film del genere, senza alcuna sorpresa (dato che nelle storie raccontate non c'è nessun guizzo particolare e nessun collegamento che può giustificare l'obiettivo principale, che forse era quello di far vedere la reazione al permesso, ma in tal senso sarebbe stato il caso di approfondire, all'inizio del film, le storie del personaggi, la loro condanna e cosa rappresentava questo evento per loro), e persino il finale è piuttosto prevedibile (anche se al contrario di Fiore, migliore è la scelta della coppia innamorata). Claudio Amendola, alla sua seconda regia dopo il simpatico La mossa del pinguino, ripete quasi uguale il suo personaggio di Suburra e, anche regista, dimostra un narcisismo attoriale raro, tanto che il suo racconto è il meno interessante e coinvolgente. Non è da meno Luca Argentero, perché seppur la sua storia è piuttosto sporca, con uomini balordi, sangue e botte, e seppur buona è la preparazione fisica e credibile abbastanza quella attoriale nella veste di duro in cerca di vendetta, la stessa, ha molti problemi, soprattutto per colpa del peggior criminale finto-napoletano della storia del cinema. Altro difetto del film è che ci mette almeno 20 minuti a partire, ad essere coinvolgente, poteva essere più sprint e con una colonna sonora degna sarebbe stato meglio. Rimangono impressi tuttavia, e in ogni caso bella è la scelta di identificare l'amore come il comune promotore delle azioni dei personaggi (anche se non è sempre efficace), gli amici borgatari romani del detenuto Angelo, interpretato dal giovane e bravo Giacomo Ferrara (in tal senso la sua storia con la ragazza, la bella Valentina Bellè, seppur debole e frivola, coinvolge), che hanno una spontaneità eccezionale ed anche un ché di pasoliniana memoria. Per il resto, come detto, la pellicola, seppur girata con mestiere, appare troppo fine a sé stessa e non apporta nulla di nuovo al genere. Infatti alla fine si rimane con la sensazione di aver visto un film interessante (ma superficiale e banale) che prometteva bene, ma che nel suo svolgimento lascia alla fine con un po' di amaro in bocca. Voto: 5,5

sabato 23 febbraio 2019

Noi e la Giulia (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2017 Qui - Noi e la Giulia, film del 2015 diretto e interpretato da Edoardo Leo, tratto dal libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei, è una commedia fresca e divertente senza volgarità, e di questi tempi non sempre accade, anche se diciamo subito che non stiamo parlando del capolavoro dell'anno ma di un ottima pellicola che, nella sana tradizione della commedia all'italiana che ha reso famoso il nostro cinema nel mondo, ti diverte ma nello stesso tempo ti fa fare qualche riflessione sul nostro presente e sul nostro Paese. Certo, la sceneggiatura scorre tra gag e battute divertenti, e gli attori sono tutti piuttosto in forma, Buccirosso dà vita a una figura di camorrista piena di sfumature, mentre la Foglietta dà conferma del suo notevole talento, ma storia in sé non brilla per originalità, la storia di gruppo di quarantenni in un casale che vorrebbero ripartire dai loro fallimenti da zero, a contatto con la natura e con il duro lavoro delle braccia, e poco importa se nessuno di loro ha la più pallida idea di cosa fare, un minimo di professionalità, di informazione, anche spicciola spicciola, niente. Insomma il sogno, quello si e grande, di vivere e lavorare in tranquillità. Ma ad aprire loro gli occhi ci penseranno, nell'ordine, un camorrista di mezza tacca, un immigrato africano e una ragazza, (quel tanto sciroccata da far pendant con l'ambiente) che alla fine dimostra di avere un minimo di competenze pratiche e buona volontà. E poi lei, la Giulia 1300, splendida ed irriverente protagonista. Eppure alla fine, grazie e nonostante a questa trama sconclusionata, ci si affeziona al gruppo, se non altro perché interpretato da attori un po' meno coatti del solito (su tutti lo stesso Edoardo Leo e la bella Anna Foglietta), e che fanno tenerezza, in certe scene poi si ride di gusto mentre in altre però resta quella sensazione di elementarità (tranquillamente in ogni caso passabili). Ma se a questo poi ci aggiungiamo diverse battute di cui alcune fulminanti, come quella del brindisi dei falliti, ed attori perfettamente calati nei ruoli compresi i comprimari (bene in parte sono in effetti tutti gli attori che sembrano divertirsi davvero sulla scena), non è possibile non considerare il film una discreta e interessante pellicola, special modo in un panorama dove non abbondano bei film, in particolare dei nostri autori. Insomma, a mio parere, un film da vedere. Un film dove Edoardo Leo si conferma un personaggio nuovo nel nostro panorama cinematografico, personaggio che riesce grazie alla ironica e delicata storia di Noi e la Giulia, a farsi apprezzare tantissimo, e di conseguenza il film si segue con allegria e spensieratezza. Apprezzabile anche la conclusione che ridà dignità agli sconfitti. Voto: 6,5

domenica 17 febbraio 2019

Vacanze ai Caraibi (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/01/2017 Qui - Purtroppo, ancora una volta ci sono cascato, ho provato e ho sbagliato, perché ho avuto la sfortuna di vedere l'ennesimo Cinepanettone e tuttora mi pento di aver sprecato 90 minuti preziosi della mia vita. Questo perché nonostante Vacanze ai Caraibi, film del 2015 diretto da Neri Parenti, cerchi di cambiare approccio cambiando le storie, alla fine è sempre la solita bieca storiella, prevedibile, volgare e inguardabile. Ovviamente del Natale il film, se non della sua uscita, non ha niente a che fare, è solo la classica 'scusa', in più i tre episodi stavolta non intrecciati tra di loro hanno in comune solo il paradisiaco paesaggio esotico, Santo Domingo e i Caraibi. Paesaggio dove assistiamo, a modo loro, a tre storie assurde e grottesche. Iniziamo dalla peggiore ovvero quella con Luca Argentero ed Ilaria Spada (classica bomba sexy) in viaggio con i rispettivi partner che scoprono di avere una grandissima intesa sessuale ma un carattere e gusti completamente diversi. Nonostante ciò si piacciono e fanno tante volte l'amore, punto. La loro parte è solamente questa, non fa fare neanche una mezza risata ed in molte scene viene voglia di mettersi le mani nei capelli. Poi ovviamente ci sono Christian De Sica e Massimo Ghini, stavolta nella parte di due ex ricconi ora pieni di debiti che decidono di combinare un matrimonio d'interesse con la figlia del primo, non sapendo l'uno dei problemi economici dell'altro.

sabato 9 febbraio 2019

Poli opposti (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/11/2016 Qui - Soggetto ancora più scontato e già visto è invece una brillante (non tanto in effetti) commedia italiana che vorrebbe riuscire ad avvicinarsi a stilemi tipici delle lovecomedy americane, senza riuscirci, anche se qualcosa di buono in Poli opposti, film del 2015 da Max Croci, alla sua prima opera, c'è. E si trova non tanto nel tema, quello della classica storia di lui e lei totalmente diversi, che sono destinati inevitabilmente ad innamorarsi, quanto nella cifra stilistica, garbata, leggera e simpatica. Perché senza grosse pretese e senza volerlo definire un capolavoro, proprio grazie a questo, il film riesce a rendersi passabile. Ma prima di dire altro ecco la trama: Stefano e Claudia fanno due lavori che, apparentemente, non potrebbero essere più diversi, lui è un terapista di coppia che si è appena separato dalla moglie, lei un avvocato divorzista e madre single. I loro uffici, con annessa abitazione, si ritrovano sullo stesso pianerottolo. L'antipatia (e l'attrazione) reciproca sono immediate, e a queste si aggiunge la rivalità professionale quando i pazienti dell'una cominciano a rivolgersi all'altro, e viceversa. Ma i 'poli opposti' sono destinati ad avvicinarsi. Di Poli opposti è meglio dire prima le cose positive, i due protagonisti sono molto belli (bello e bravo anche se sottotono Luca Argentero, solo bella nel caso di Sarah Felberbaum), le scene e i costumi eleganti e costosi, la fotografia perfettamente intonata, le musiche divertenti e adeguate per creare l'atmosfera. Insomma, tutto il contorno necessario per una commedia sofisticata c'è ed è di alto livello. Il grosso problema di 'Poli opposti' è che manca tutto il resto, e cioè la sostanza, una sceneggiatura che funzioni perfettamente, un regista capace di padroneggiarla, una protagonista femminile all'altezza, capace di suscitare empatia. E soprattutto, pecca gravissima, manca il ritmo, elemento fondamentale per questo genere di cinema.

domenica 14 ottobre 2018

Fratelli unici (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/11/2015 Qui - Nel film Fratelli unici (2014), Pietro (Raoul Bova) e Francesco (Luca Argentero) sono fratelli, ma avrebbero voluto entrambi essere figli unici. Pietro è un medico affermato con un matrimonio finito alle spalle; Francesco fa lo stuntman ed è un eterno ragazzino che non si è mai legato a nessuna. Per colpa di un incidente Pietro perde la memoria ed ora è come se fosse un bambino all'età di quattro anni (con tutti i problemi che ne conseguono). Francesco se ne prende cura, un po' per dovere e molto per interesse, i  due "fratelli unici" sono dunque costretti a fare di nuovo conoscenza l'uno dell'altro e alla fine torneranno ad essere veri fratelli. Ovviamente la storia d'amore non può mancare, saranno Carolina Crescentini e Miriam Leone a far battere il loro cuore. Forse farò un torto alle donne ma Bova non è adatto per queste commedie, film dove addirittura deve farsi passare per un bambino, non si può vedere e poi non è credibile come in parte anche lo è l'altro protagonista, al contrario delle due bellissime protagoniste molto più credibili nel ruolo. Sceneggiatura debole, regia standard con varie incoerenze logistiche e scarsa attenzione ai dettagli (ma costante attenzione agli sponsor). Fratelli unici sembra il lungo (e pasticciato) episodio di una sitcom televisiva, pieno di imprecisioni e incongruenze. Il miglior Bova è sparito dai tempi del ruolo del capitano Ultimo. Voto: 5