Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2021 Qui - Secondo giro delle avventure tra passato e presente per il gruppo di amici/nemici, più qualche nuovo ingresso, già visti nel precedente film (manca l'aspetto sensuale della Pastorelli e questo è un grosso malus, perché per quanto Giulia Bevilacqua non sia affatto da buttare, la differenza c'è e si vede). Ma se l'idea del cunicolo spazio-temporale che riportava un gruppo di quattro amici al 1982 aveva in qualche modo funzionato (anche se in parte) nel primo (già mediocre) episodio (in Non ci resta che il crimine), in questo secondo le cose sembrano soffrire di evidenti forzature fin dalle prime battute. Stavolta Gassmann, Giallini, Tognazzi e Bruno si ritrovano, insieme al rivale della banda della Magliana Renatino De Pedis (Leo) in trasferta temporale, alle prese con un mercante d'arte (falsa) che li costringerà (tornando indietro nel tempo) a cercare di uccidere il padre di chi ha sparato a uno di loro. Farraginoso nella trama e fiacchissimo nelle battute, Ritorno al crimine rappresenta la classica commediaccia scritta col piede sinistro, nella quale i protagonisti si limitano a calarsi stancamente nel consueto type casting. Pretestuosi quanto inutili i camei della regina del botox Paola Ferrari, dei due ex campioni dell'82 Antonio Cabrini e Bruno Conti nonché di uno spaesatissimo Achille Lauro. Come inutile era ed è questo sequel, e sicuramente sarà anche il terzo capitolo. Voto: 4
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martedì 9 novembre 2021
venerdì 17 luglio 2020
5 è il numero perfetto (2019)
Titolo Originale: 5 è il numero perfetto
Anno e Nazione: Italia, Belgio, Francia 2019
Genere: Drammatico, Noir, Thriller, Gangster
Produttore: Marina Alessandra Marzotto
Mattia Oddone, Elda Ferri
Mattia Oddone, Elda Ferri
Regia: Igort
Sceneggiatura: Igort
Cast: Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso, Iaia Forte
Lorenzo Lancellotti, Vincenzo Nemolato, Mimmo Borrelli
Angelo Curti, Nello Mascia, Gigio Morra, Emanuele Valenti
Lorenzo Lancellotti, Vincenzo Nemolato, Mimmo Borrelli
Angelo Curti, Nello Mascia, Gigio Morra, Emanuele Valenti
Durata: 98 minuti
Toni Servillo, Valeria Golino e Carlo Buccirosso nell'opera prima di Igort, tratta da una sua graphic novel.
Un ex sicario della camorra torna in azione dopo l'omicidio di suo figlio.
lunedì 8 luglio 2019
Ammore e malavita (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/03/2019 Qui - Ammore e malavita (Commedia, Musicale, Italia, 2017): Non avevo intenzione di vederlo, soprattutto per la mia poca propensione a i film musicali, ma essendo un critico cinematografico (di scarsa lega ovviamente) non potevo esimermi nel vedere il film vincitore dei David di Donatello dell'anno scorso (ben 5 premi). Ebbene, mi aspettavo qualcosa di molto peggio, e invece alquanto innovativo ed interessante è questo film, che però non raggiunge (a parer mio) la sufficienza. Se lo spunto e l'attacco del film sono geniali, purtroppo il resto della pellicola, che racconta di un killer senza scrupoli, Ciro (Giampaolo Morelli), sicario di Don Vincenzo (Carlo Buccirosso), a cui gli viene attribuito l'incarico di uccidere un testimone, la persona in questione però è Fatima (Serena Rossi), il suo amore di gioventù, è vessato dai difetti che da parecchio tempo impediscono ai Manetti Bros (che già non mi avevano convinto in Song 'e Napule) di fare il salto di qualità. È vero che il tono connaturato ai due registi è quello di genere (finora veicolata da un'innegabile attitudine pop cui guardare con favore e simpatia, ma dall'iper-citazionismo "colto", sfrenato e manifesto, dalla derivatività ammantata di un certo gusto, dalla faciloneria registico-narrativa, in estrema sintesi, non si scappa, nemmeno questa volta), ma qui come altrove vanno con la mano pesante a ricercare l'eccesso, il sopra le righe, il grottesco. Se all'inizio strappa applausi a scena aperta, purtroppo il film si piega rapidamente al suo stesso gioco, perdendo di smalto e diventando al contempo irriverente ma tradizionale e buonista. Permettendosi un po' di rigore e cinismo in più, Ammore e Malavita avrebbe potuto essere un vero e proprio cult nostrano.
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giovedì 9 maggio 2019
Mamma o papà? (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2018 Qui - Mamma o papà? (Commedia, Italia 2017): Una commedia senza alcun dubbio divertente e provvista di dialoghi esilaranti, ma alquanto paradossale nel suo contesto e pertanto irreale come situazione generale in sé. Preso spunto da una commedia francese, Mamma o Papà infatti, una sorta de La Guerra dei Roses ampliata, nel senso che i dispetti non si limitano a quelli tra marito e moglie ma coinvolgono anche i figli (qui altamente odiosi), non convince lo spettatore nelle varie situazioni che si presentano, appunto, assurde e dunque poco credibili da accettare e così essa non riesce mai a decollare e viene seguita nel suo svolgersi in maniera del tutto superficiale. Perché questa (ripetitiva) escalation di cattiverie, invece che del sano divertimento crea solo momenti di imbarazzo. Si cerca di fare satira, invece sono delle caricature odiose che mettono alla berlina un cast di attori di primissimo piano (Antonio Albanese e Paola Cortellesi) ed un regista capace di ben altre prove. Un film malriuscito, malcondotto ed odioso come la prole suddetta. Perché seppur nel complesso, il film diretto da Riccardo Milani non è ai livelli beceri di un qualsiasi cinepanettone od altro (a seconda delle stagioni), poco ci manca, poiché esso non riesce a essere così spigliato e così divertente da meritare una valutazione positiva. E una buona opportunità si trasforma, quindi, in un film (che qualche sorriso lo strappa con molta fatica) di maniera, gradevole, ma nulla di più. Voto: 5,5
sabato 23 febbraio 2019
Noi e la Giulia (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2017 Qui - Noi e la Giulia, film del 2015 diretto e interpretato da Edoardo Leo, tratto dal libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei, è una commedia fresca e divertente senza volgarità, e di questi tempi non sempre accade, anche se diciamo subito che non stiamo parlando del capolavoro dell'anno ma di un ottima pellicola che, nella sana tradizione della commedia all'italiana che ha reso famoso il nostro cinema nel mondo, ti diverte ma nello stesso tempo ti fa fare qualche riflessione sul nostro presente e sul nostro Paese. Certo, la sceneggiatura scorre tra gag e battute divertenti, e gli attori sono tutti piuttosto in forma, Buccirosso dà vita a una figura di camorrista piena di sfumature, mentre la Foglietta dà conferma del suo notevole talento, ma storia in sé non brilla per originalità, la storia di gruppo di quarantenni in un casale che vorrebbero ripartire dai loro fallimenti da zero, a contatto con la natura e con il duro lavoro delle braccia, e poco importa se nessuno di loro ha la più pallida idea di cosa fare, un minimo di professionalità, di informazione, anche spicciola spicciola, niente. Insomma il sogno, quello si e grande, di vivere e lavorare in tranquillità. Ma ad aprire loro gli occhi ci penseranno, nell'ordine, un camorrista di mezza tacca, un immigrato africano e una ragazza, (quel tanto sciroccata da far pendant con l'ambiente) che alla fine dimostra di avere un minimo di competenze pratiche e buona volontà. E poi lei, la Giulia 1300, splendida ed irriverente protagonista. Eppure alla fine, grazie e nonostante a questa trama sconclusionata, ci si affeziona al gruppo, se non altro perché interpretato da attori un po' meno coatti del solito (su tutti lo stesso Edoardo Leo e la bella Anna Foglietta), e che fanno tenerezza, in certe scene poi si ride di gusto mentre in altre però resta quella sensazione di elementarità (tranquillamente in ogni caso passabili). Ma se a questo poi ci aggiungiamo diverse battute di cui alcune fulminanti, come quella del brindisi dei falliti, ed attori perfettamente calati nei ruoli compresi i comprimari (bene in parte sono in effetti tutti gli attori che sembrano divertirsi davvero sulla scena), non è possibile non considerare il film una discreta e interessante pellicola, special modo in un panorama dove non abbondano bei film, in particolare dei nostri autori. Insomma, a mio parere, un film da vedere. Un film dove Edoardo Leo si conferma un personaggio nuovo nel nostro panorama cinematografico, personaggio che riesce grazie alla ironica e delicata storia di Noi e la Giulia, a farsi apprezzare tantissimo, e di conseguenza il film si segue con allegria e spensieratezza. Apprezzabile anche la conclusione che ridà dignità agli sconfitti. Voto: 6,5
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sabato 3 novembre 2018
Song 'e Napule (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/01/2016 Qui - Song 'e Napule è una commedia del 2013 dei Manetti Bros (che non conosco affatto e che sinceramente secondo me non sono un granché). E' un film che umilia la camorra e ammira la polizia proprio come in un poliziottesco italiano degli anni Settanta. Paco Stillo è un pianista, che da raccomandato, viene arruolato in polizia, per il suo talento parteciperà ad una delicata operazione di polizia per catturare un boss latitante che sarà presente ad un matrimonio, suonando insieme ad un band di neomelodici. Aggiornando il poliziesco all'attuale condizione socio-culturale, i Manetti firmano una sceneggiatura esilarante che precipita in una Napoli governata dalla malavita, refrattaria alla raccolta differenziata e soggiogata dal neomelodico e dal suo (in)credibile rappresentante, Lollo Love. Nonostante alcuni problemi e gag (alquanto grottesche), il buon Paco, riuscirà a compiere il suo lavoro, in modo quasi impeccabile. Interessante ma non eccezionale, dopotutto è un film di serie B. Diversa dalle solite commedie ma il risultato non è così migliore di come ci si aspettava e lasciasse intendere. Voto: 6-
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