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giovedì 9 maggio 2019

Mamma o papà? (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2018 Qui - Mamma o papà? (Commedia, Italia 2017): Una commedia senza alcun dubbio divertente e provvista di dialoghi esilaranti, ma alquanto paradossale nel suo contesto e pertanto irreale come situazione generale in sé. Preso spunto da una commedia francese, Mamma o Papà infatti, una sorta de La Guerra dei Roses ampliata, nel senso che i dispetti non si limitano a quelli tra marito e moglie ma coinvolgono anche i figli (qui altamente odiosi), non convince lo spettatore nelle varie situazioni che si presentano, appunto, assurde e dunque poco credibili da accettare e così essa non riesce mai a decollare e viene seguita nel suo svolgersi in maniera del tutto superficiale. Perché questa (ripetitiva) escalation di cattiverie, invece che del sano divertimento crea solo momenti di imbarazzo. Si cerca di fare satira, invece sono delle caricature odiose che mettono alla berlina un cast di attori di primissimo piano (Antonio Albanese e Paola Cortellesi) ed un regista capace di ben altre prove. Un film malriuscito, malcondotto ed odioso come la prole suddetta. Perché seppur nel complesso, il film diretto da Riccardo Milani non è ai livelli beceri di un qualsiasi cinepanettone od altro (a seconda delle stagioni), poco ci manca, poiché esso non riesce a essere così spigliato e così divertente da meritare una valutazione positiva. E una buona opportunità si trasforma, quindi, in un film (che qualche sorriso lo strappa con molta fatica) di maniera, gradevole, ma nulla di più. Voto: 5,5

venerdì 28 dicembre 2018

Latin Lover (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/05/2016 Qui - Latin Lover è una garbata commedia tutta italiana, quasi tutta al femminile del 2015. Il film diretto (con mano ferma e senza sbavature o lungaggini) da Cristina Comencini (che firma anche soggetto e sceneggiatura della storia), verrà ricordato soprattutto per essere stata l'ultima (accettabile, discreta) interpretazione dell'indimenticabile Virna Lisi, morta pochi mesi dopo la fine delle riprese. La Comencini ispirata dal padre (da una vena auto-biografica) e dalla tradizione cinematografica italiana ne fa quasi un elogio, in quanto con Saverio Crispo ne riassume le sue peculiarità. Difatti Saverio (interpretato da Francesco Scianna) riassume nella sua carriera 20-30 anni di storia di quel cinema italiano e di quei suoi attori nati nel secondo dopoguerra: dai musical alle commedie degli anni '60, al cinema francese e svedese d'essai, passando per le pellicole politiche impegnate degli anni '70, fino agli spaghetti-western. C’è un finto Il Sorpasso, un finto spaghetti western, un finto La classe operaia va in paradiso, un finto Brancaleone e via dicendo, Crispo sembra riassumere principalmente Gassman, Mastroianni e Volontè. E come un classico divo, anche Saverio ha vissuto le sue esperienze da rotocalco, cambiando mogli ed amanti come si cambiano i calzini e avendo la ventura di mettere al mondo una figlia femmina per ognuna delle sue donne, a ciascuna delle quali conferisce un nome che comincia con la "esse". Ed eccole qui ora le sue figlie nel giorno del decennale della sua morte nel paese natale in Puglia: ognuna diversa non solo per nazionalità, ma anche per interessi, per personalità e atteggiamento nei confronti di un padre che (asseconda delle situazioni di lavoro e del rapporto con l'allora compagna) poteva essere più affettuoso e genitoriale o più distante ed egocentrico. Ed ecco anche due delle mogli residue, entrambe ex-attrici, che fra di loro (nonostante l'imbarazzo e la gelosia iniziali per l'uomo conteso) si ritrovano più facilmente complici perché affratellate dai suoi tradimenti continui.