Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/02/2017 Qui -
La scuola più bella del mondo, film del 2014 diretto da
Luca Miniero, è l'ennesima commedia mediocre che il cinema italiano ha da offrire, poiché lasciando perdere l'ultimo film visto del genere, ovvero l'eccezionale
Perfetti Sconosciuti, questo è un film visto e rivisto, in cui gli attori riciclano le loro solite parti, da
Christian De Sica a
Rocco Papaleo, passando per la
Finocchiaro (Angela), con un pittoresco finale in stile 'musicarello' che rende il tutto ancora più farsesco e imbarazzante. Eppure per una volta, la storia è semplice ed ha pure un senso. Una scuola modello toscana cerca un gemellaggio con un istituto scolastico di Accra, ma il bidello sbaglia a leggere ed invia l'email ad una scuola di Acerra, il cui preside è il miglior
Lello Arena di sempre (una delle poche note liete). Il resto purtroppo è invece un esilarante, soprattutto posticcio, girotondo di equivoci basati sul razzismo, reciproco, tra nord e sud, con tanti luoghi comuni, ma ugualmente deliranti. Sulla scia del successo del film "Benvenuti al sud", il regista
Luca Miniero continua nuovamente a proporre nella sua produzione cinematografica le differenze sociologiche ed ambientali tra il nord e il sud Italia, iniziando ad evidenziare (purtroppo) una certa stanchezza creativa a livello di idee. Il film, per carità, di per se sicuramente è anche gradevole e ciò è da attribuirsi non tanto per la simpatica (si fa per dire) presenza di attori come De Sica (qui comunque più normale e meno antipatico, insomma sopportabile), Papaleo o
Angela Finocchiaro (altra presenza fissa di molti film del regista), senza dimenticare la bellissima
Miriam Leone, ma soprattutto per il non facile lavoro di selezione e di preparazione nella scelta dei bambini, giovanissimi attori di questa pellicola, che fungono da determinante e vitale linfa vitale per la narrazione della trama, i loro movimenti, le loro brevi battute o il loro pungente sarcasmo, rappresentano probabilmente la vera forza del film.