Visualizzazione post con etichetta Massimo De Lorenzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Massimo De Lorenzo. Mostra tutti i post

lunedì 31 agosto 2020

Figli (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - Innocuo e buonista Figli ha il grande merito di strappare a più riprese convinte risate, ironizzando con intelligenza sul ruolo di genitore (ma anche su quello dei nonni) nell'attuale contesto sociale. Sicuramente la presenza di Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi fornisce una marcia in più ad un film capace di parlare con schiettezza di situazioni che molti padri e madri ben conosceranno (una coppia che dopo aver avuto il primo figlio, decidono di provarci per il secondo), cadendo però in un finale in cui le perplessità e i disagi vengono messi da parte con troppa leggerezza. Applausi per alcune idee: la sostituzione con un brano di Beethoven del pianto infantile è una trovata non da poco, come merita molto la definizione dei genitori-tipo inseriti in una sorta di limbo. L'analisi sociale parte invece da presupposti sacrosanti ma l'elaborazione della stessa finisce in una semplificazione orientata eccessivamente verso la soluzione accomodante. In ogni caso commedia agrodolce di buona qualità e dal discreto valore. Voto: 6

venerdì 7 giugno 2019

Questione di Karma (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/09/2018 Qui - Questione di Karma (Commedia, Italia 2017): Dopo la felice esperienza con Se Dio vuoleEdoardo Falcone ripropone un'altra coppia di attori, Elio Germano/Fabio De Luigi in questo film, fallendo a mio parere l'obiettivo. La brillantezza della sua pellicola precedente è infatti solo un pallido ricordo di fronte ad un film (che traendo spunto da un'idea abusata voleva forse far riflettere lo spettatore) sostanzialmente imbalsamato in una rigidità (nessun colpo di scena, nessun momento commovente, e nemmeno ci sono particolari scene comiche) che non consente agli attori di esprimere il loro meglio. Non ho riso, neanche sorriso, una volta che è una. Gag invisibili, momenti di riflessione praticamente assenti in una storia che se pur esile nella sua struttura poteva dare adito a qualche spunto buono. De Luigi (odiosamente sibillino) e Germano (odiosamente sopra le righe) proprio non si prendono, nessun tipo di alchimia e il cast di contorno sottoutilizzato (Isabella Ragonese su tutti). E quindi credo che sia uno degli sprechi di attori più grandi che ho visto negli ultimi anni. Un film sbagliato, nel ritmo e nella verve comica (non bastasse che anche il finale lasci con l'amaro in bocca). In definitiva un passo indietro gigantesco se rapportato a Se Dio vuole, perché questo è un film fragile, con poche idee sia nella scrittura che nella regia (che non riesce mai a prendere il volo), parecchio deludente. Voto: 5

martedì 26 febbraio 2019

La scuola più bella del mondo (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/02/2017 Qui - La scuola più bella del mondo, film del 2014 diretto da Luca Miniero, è l'ennesima commedia mediocre che il cinema italiano ha da offrire, poiché lasciando perdere l'ultimo film visto del genere, ovvero l'eccezionale Perfetti Sconosciuti, questo è un film visto e rivisto, in cui gli attori riciclano le loro solite parti, da Christian De Sica a Rocco Papaleo, passando per la Finocchiaro (Angela), con un pittoresco finale in stile 'musicarello' che rende il tutto ancora più farsesco e imbarazzante. Eppure per una volta, la storia è semplice ed ha pure un senso. Una scuola modello toscana cerca un gemellaggio con un istituto scolastico di Accra, ma il bidello sbaglia a leggere ed invia l'email ad una scuola di Acerra, il cui preside è il miglior Lello Arena di sempre (una delle poche note liete). Il resto purtroppo è invece un esilarante, soprattutto posticcio, girotondo di equivoci basati sul razzismo, reciproco, tra nord e sud, con tanti luoghi comuni, ma ugualmente deliranti. Sulla scia del successo del film "Benvenuti al sud", il regista Luca Miniero continua nuovamente a proporre nella sua produzione cinematografica le differenze sociologiche ed ambientali tra il nord e il sud Italia, iniziando ad evidenziare (purtroppo) una certa stanchezza creativa a livello di idee. Il film, per carità, di per se sicuramente è anche gradevole e ciò è da attribuirsi non tanto per la simpatica (si fa per dire) presenza di attori come De Sica (qui comunque più normale e meno antipatico, insomma sopportabile), Papaleo o Angela Finocchiaro (altra presenza fissa di molti film del regista), senza dimenticare la bellissima Miriam Leone, ma soprattutto per il non facile lavoro di selezione e di preparazione nella scelta dei bambini, giovanissimi attori di questa pellicola, che fungono da determinante e vitale linfa vitale per la narrazione della trama, i loro movimenti, le loro brevi battute o il loro pungente sarcasmo, rappresentano probabilmente la vera forza del film.

domenica 30 dicembre 2018

Soldato semplice (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2016 Qui - Soldato semplice è la commedia d'esordio come regista di lungometraggi, ma anche come sceneggiatore e produttore, di Paolo Cevoli, noto al pubblico televisivo come comico di Zelig (era l'improbabile assessore romagnolo). Il film (del 2015) ambientato nel 1917, racconta la storia del maestro elementare Gino Montanari, detto il Patacca, che si arruola nell'esercito italiano che combatte gli austriaci durante la Grande guerra. È un caporale (e un maestro) insolito: ateo, scapolo impenitente e antinterventista. Le sue avventure al fronte lo portano in contatto con un cattivo sergente e un gruppetto di soldati provenienti da varie regioni d'Italia, fra cui un ragazzo di Capri, Aniello detto 'O Scugnizzo, che vede in Gino la figura paterna mai conosciuta. Non voglio stroncare la carriera del simpatico Cevoli ma una cosa sono gli sketch televisivi e tutt'altra cosa è sfornare un film che si possa guardare. Purtroppo negli ultimi anni in troppi stanno facendo il salto dalla TV al cinema senza secondo me, prepararsi adeguatamente. Eccone un altro calzante esempio. Il suo film è difficilmente collocabile come opera cinematografica: la storia è più aneddotica che narrativa, le situazioni sono per lo più implausibili, e Soldato semplice non sa decidere se essere parodistico (e davvero a tratti sembra una parodia di torneranno i prati), comico o drammatico. Nessuna trama accattivante, nessuna originalità, e soprattutto il personaggio principale che fa meno bella figura degli altri. Per esempio in questo caso mi ha fatto molta più simpatia Aniello Pasquale o Pasquale Aniello, non si sa. Sinceramente mi stavo addormentando. Ma poi il voler accentuare quella parlantina romagnola farà davvero ridere? a me non tanto. Voto: 5

domenica 14 ottobre 2018

Fratelli unici (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/11/2015 Qui - Nel film Fratelli unici (2014), Pietro (Raoul Bova) e Francesco (Luca Argentero) sono fratelli, ma avrebbero voluto entrambi essere figli unici. Pietro è un medico affermato con un matrimonio finito alle spalle; Francesco fa lo stuntman ed è un eterno ragazzino che non si è mai legato a nessuna. Per colpa di un incidente Pietro perde la memoria ed ora è come se fosse un bambino all'età di quattro anni (con tutti i problemi che ne conseguono). Francesco se ne prende cura, un po' per dovere e molto per interesse, i  due "fratelli unici" sono dunque costretti a fare di nuovo conoscenza l'uno dell'altro e alla fine torneranno ad essere veri fratelli. Ovviamente la storia d'amore non può mancare, saranno Carolina Crescentini e Miriam Leone a far battere il loro cuore. Forse farò un torto alle donne ma Bova non è adatto per queste commedie, film dove addirittura deve farsi passare per un bambino, non si può vedere e poi non è credibile come in parte anche lo è l'altro protagonista, al contrario delle due bellissime protagoniste molto più credibili nel ruolo. Sceneggiatura debole, regia standard con varie incoerenze logistiche e scarsa attenzione ai dettagli (ma costante attenzione agli sponsor). Fratelli unici sembra il lungo (e pasticciato) episodio di una sitcom televisiva, pieno di imprecisioni e incongruenze. Il miglior Bova è sparito dai tempi del ruolo del capitano Ultimo. Voto: 5