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mercoledì 31 maggio 2023

Nostalgia (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Una storia forte alla base di tutto c'è, quello è innegabile, ma il film purtroppo è diluito con una lentezza estenuante (la passeggiata silenziosa di Pierfrancesco Favino all'inizio lunga un'eternità!) che offusca e appesantisce la storia vera e propria (la storia di un viaggio intenso e doloroso che porta il protagonista a riappropriarsi del proprio passato), che risulta quindi senza mordente e assolutamente prevedibile. Dal fatidico incontro col vecchio amico (non memorabile come scena) il film si sfalda e perde la sua veracità. In ogni caso meravigliosa e coraggiosissima Aurora Quattrocchi, interessante il personaggio di Francesco Di Leva, un prete impavido che mena e non le manda a dire, col suo seguito di ragazzi in motorino che sembrano usciti da Gomorra, ma che stavolta stanno dalla parte del bene, ed infine non assolutamente brutto il film stesso, un film (diretto da Mario Martone) pregevole ma non irreprensibile. Voto: 6

venerdì 28 aprile 2023

Siccità (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Il titolo illude sulla centralità del tema ambientale, mentre il film corale di Paolo Virzì è in realtà un quadro deformato delle miserie umane, che l'emergenza climatica ed epidemica rende ancora più spietato e caotico. Troppi i personaggi in (dis)ordine sparso, e solo qualche siparietto divertente da parte dei tanti attori di rilievo ingaggiati. Alla fine si ha la sensazione di un'occasione persa per far riflettere, tra serio e faceto, sulle sfide che ci attendono. Perché come spesso capita nel nostro cinema, l'idea iniziale è carina e potrebbe svilupparsi in mille sfaccettature diverse, ma alla fine, l'idea rimane fine a se stessa e s'inizia a raccontare la solita zolfa: corna, persone infelici, gente che urla, gente che recita come a teatro. Peccato perché si poteva fare di più. Voto: 5,5

sabato 30 luglio 2022

Tre piani (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Tra (presunti) stupri, processi, morti, calunnie e altre graziose faccende (nel condominio più sfigato di Roma), tutto finirà incomprensibilmente a tarallucci e vino: non sembra un film di Nanni Moretti (Mia madre era certo migliore) e probabilmente il fatto che è tratto da un romanzo (omonimo) di Eshkol Nevo, evidentemente rimaneggiato anche dallo stesso regista insieme ad altri, non è un caso. È difficile parteggiare per qualcuno in una pellicola in cui tutti i personaggi sono antipatici, e non solo per i difetti imposti dal copione: i limiti di recitazione sono fin troppo scoperti e solo Andrea Giannini, Alba Rohrwacher e Margherita Buy lasciano un buon ricordo di sé sullo schermo. Inutile accanirsi su Moretti, perfetto nel suo stile recitativo in levare nelle parti leggere o surreali, ma totalmente fuori parte in un ruolo drammatico come questo. La morale dovrebbe riguardare il perdono e la comprensione, ma a fronte di un'opera così sgangherata anche dal punto di vista logico (soprattutto nell'episodio che ha per protagonista Riccardo Scamarcio, in cui non ha sostanzialmente mai senso nulla) è complicato prendere sul serio qualsiasi cosa. Un film che espone tanti avvenimenti ma in definitiva non particolarmente stimolanti. Voto: 4,5

giovedì 31 marzo 2022

Il cattivo poeta (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Un bel film, con un paio di sequenze molto interessanti, ma che ha un po' il retrogusto dell'occasione mancata, anche perché paradossalmente la scena più bella del film non ha niente a che fare con Gabriele D'Annunzio, seppur rappresenti una sintesi perfetta di quell'epoca malata. Ben girato sia nella fotografia che nella recitazione, il problema di questo film è nella mancanza di una strada precisa. Gianluca Jodice non si capisce se vuole concentrarsi sul Vate, sul percorso di redenzione di un gerarca fascista oppure sul declino politico del fascismo degli anni '30. C'è un po' di tutto ed in realtà come quadro generale funziona anche, il problema è che ci si immedesima poco, nelle vicende sentimentali, in quelle politiche ma soprattutto in quella di D'Annunzio che non riesce ad emergere nonostante Sergio Castellitto. Un po' troppo enfatizzata la figura del Duce. Un po' noioso ma di livello. Voto: 6

martedì 17 marzo 2020

Copperman (2019)

Titolo Originale: Copperman
Anno e Nazione: Italia 2019
Genere: Drammatico, Commedia
Produttore: Caterina Carpinella, Guglielmo Marchetti
Regia: Eros Puglielli
Sceneggiatura: Riccardo Irrera, Paolo Logli, Mauro Graiani, Alessandro Pondi
Cast: Luca Argentero, Antonia Truppo, Galatea Ranzi, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno
Sebastian Dimulescu, Angelica Bellucci, Massimo Poggio, Paolo Romano
Durata: 95 minuti

Eros Puglielli dirige Luca Argentero in un toccante inno alla fantasia.
Anselmo, un uomo che ha conservato l'ingenuità dei bambini, indossa un armatura di rame e combatte le ingiustizie.

martedì 3 marzo 2020

Lazzaro felice (2018)

Titolo Originale: Lazzaro felice
Anno e Nazione: Italia, Svizzera, Francia, Germania 2018
Genere: Drammatico
Regia: Alice Rohrwacher
Sceneggiatura: Alice Rohrwacher
Cast: Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Nicoletta Braschi, Luca Chikovani
Sergi López, Natalino Balasso, Tommaso Ragno
Agnese Graziani, Carlo Massimino, Edoardo Montalto
Durata: 118 minuti

Migliore sceneggiatura a Cannes 2018 per il dramma favolistico di Alice Rohrwacher.
L'Inviolata è una comunità rurale in cui, negli anni '90, vivono come mezzadri non pagati, 54 contadini sfruttati da una marchesa. Fra loro c'è Lazzaro, un ragazzo pronto a soddisfare con candore le richieste di tutti.

sabato 9 febbraio 2019

Poli opposti (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/11/2016 Qui - Soggetto ancora più scontato e già visto è invece una brillante (non tanto in effetti) commedia italiana che vorrebbe riuscire ad avvicinarsi a stilemi tipici delle lovecomedy americane, senza riuscirci, anche se qualcosa di buono in Poli opposti, film del 2015 da Max Croci, alla sua prima opera, c'è. E si trova non tanto nel tema, quello della classica storia di lui e lei totalmente diversi, che sono destinati inevitabilmente ad innamorarsi, quanto nella cifra stilistica, garbata, leggera e simpatica. Perché senza grosse pretese e senza volerlo definire un capolavoro, proprio grazie a questo, il film riesce a rendersi passabile. Ma prima di dire altro ecco la trama: Stefano e Claudia fanno due lavori che, apparentemente, non potrebbero essere più diversi, lui è un terapista di coppia che si è appena separato dalla moglie, lei un avvocato divorzista e madre single. I loro uffici, con annessa abitazione, si ritrovano sullo stesso pianerottolo. L'antipatia (e l'attrazione) reciproca sono immediate, e a queste si aggiunge la rivalità professionale quando i pazienti dell'una cominciano a rivolgersi all'altro, e viceversa. Ma i 'poli opposti' sono destinati ad avvicinarsi. Di Poli opposti è meglio dire prima le cose positive, i due protagonisti sono molto belli (bello e bravo anche se sottotono Luca Argentero, solo bella nel caso di Sarah Felberbaum), le scene e i costumi eleganti e costosi, la fotografia perfettamente intonata, le musiche divertenti e adeguate per creare l'atmosfera. Insomma, tutto il contorno necessario per una commedia sofisticata c'è ed è di alto livello. Il grosso problema di 'Poli opposti' è che manca tutto il resto, e cioè la sostanza, una sceneggiatura che funzioni perfettamente, un regista capace di padroneggiarla, una protagonista femminile all'altezza, capace di suscitare empatia. E soprattutto, pecca gravissima, manca il ritmo, elemento fondamentale per questo genere di cinema.

lunedì 8 ottobre 2018

Un ragazzo d'oro (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/10/2015 Qui - Davide Bias scrive racconti brevi e conta i passi che lo separano dall'alienazione. Uno stato di disagio persistente che reprime con gli psicofarmaci e gestisce con una fidanzata confusa e un lavoro da creativo in un'agenzia pubblicitaria. Figlio di Achille Bias, uno sceneggiatore di B movie, Davide non riesce a doppiare suo padre, che muore all'improvviso in un incidente automobilistico. L'avvocato dell'assicurazione, chiamato a indagare sulla dinamica della sciagura, è convinto che si tratti di suicidio. La dichiarazione getta nello sconforto Davide (Riccardo Scamarcio) che adesso vuole capire chi sia l'uomo che ha passato la vita ad odiare, tenterà di fare pubblicare il romanzo autobiografico lasciato incompiuto, nel quale l'uomo racconta il mondo cinematografico e culturale romano che l'ha rifiutato. Al romanzo, però, manca il finale e il figlio decide di trovarne uno affinché possa proporlo ad un editore. Partito per Roma, il giovane finirà per trascurare la fidanzata (Cristiana Capotondi) e per perdere la testa per un'ex attrice reinventatasi editrice (Sharon Stone). La ricerca senza freni e farmaci lo porterà alla verità e al tracollo emotivo. Non è facile riconoscere i doni lasciati in eredità dai padri, trasformare in patrimonio la loro acqua di colonia, Pupi Avati realizza l'ennesimo e nostalgico scavo nel passato, quello di Un ragazzo d'oro che attraverso la contemplazione di suo padre approda alla scoperta di se stesso. Un ragazzo d'oro intreccia la riflessione sull'eclissi della paternità nel mondo contemporaneo e la denuncia delle patologie prodotte dalla società dello spettacolo. Il film è di una noia mortale e di una lentezza sonnacchiosa (non basta la Stone), accentuata da uno Scamarcio mai così monocorde ed in certi passaggi anche incomprensibile tanto si parla dentro. Il finale è brutto, ti fa pensare che forse non avrei perso niente a non vederlo. Voto: 5,5