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giovedì 31 marzo 2022

Il cattivo poeta (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Un bel film, con un paio di sequenze molto interessanti, ma che ha un po' il retrogusto dell'occasione mancata, anche perché paradossalmente la scena più bella del film non ha niente a che fare con Gabriele D'Annunzio, seppur rappresenti una sintesi perfetta di quell'epoca malata. Ben girato sia nella fotografia che nella recitazione, il problema di questo film è nella mancanza di una strada precisa. Gianluca Jodice non si capisce se vuole concentrarsi sul Vate, sul percorso di redenzione di un gerarca fascista oppure sul declino politico del fascismo degli anni '30. C'è un po' di tutto ed in realtà come quadro generale funziona anche, il problema è che ci si immedesima poco, nelle vicende sentimentali, in quelle politiche ma soprattutto in quella di D'Annunzio che non riesce ad emergere nonostante Sergio Castellitto. Un po' troppo enfatizzata la figura del Duce. Un po' noioso ma di livello. Voto: 6

martedì 25 giugno 2019

Chiamami col tuo nome (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/01/2019 Qui - Non è facile dare un giudizio obiettivo su quest'ultima opera di Luca Guadagnino. Sicuramente bella ed efficace la rappresentazione dei luoghi nei quali si svolge la vicenda, con un'ottima fotografia e con una raffinata capacità evocativa dei luoghi rappresentati, purtroppo però la sceneggiatura non riesce a scandagliare a fondo nel carattere dei personaggi, restando solo alla superficie delle loro problematiche esistenziali e i dialoghi risultano di una elegantemente sontuosa banalità e qualche citazione colta sparsa qua e là non riesce mai a dare loro spessore. La ricostruzione degli ambienti poi, seppur convincente, appare comunque imprecisa e superficiale. Attenzione però, non è un brutto film, è soltanto anonimo, scialbo, uno sbadiglio dietro l'altro. Non mi ha emozionato per niente (e non c'entra niente l'orientamento sessuale). Il problema personalmente è nella piattezza delle recitazioni (a parte forse il giovane protagonista) e (come già accennato pocanzi) della sceneggiatura. Ancora non riesco a capire come abbia fatto a ricevere persino un Oscar, anzi, forse si, perché l'avevo intuito ed alla fine è stato proprio così, la furba carta vincente è stata mettere una "storia omosessuale" aggiungere celebri Hit degli anni '80, ambientarlo in quel decennio cavalcando l'onda della nostalgia che ormai è di moda tempo e frullare tutto. Mi è parsa quindi solo una furbissima operazione. Dopo aver visto infatti Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name), film del 2017 diretto da regista italiano ormai americano per adozione, la sensazione che si prova è simile a quella di chi, dopo aver acquistato un gioiello presso una oreficeria referenziata, si accorge in seguito di aver comprato una misera patacca, magari ben fatta e pure luccicante come oro zecchino, ma pur sempre una patacca. Una sensazione mista di rabbia per l'imbroglio subito e di ammirazione per l'abilità del falsario.