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venerdì 22 dicembre 2023

Il sol dell'avvenire (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Il ritorno di Nanni Moretti porta sempre con sé grandi aspettative, che in parte quest'opera offre sotto forma del suo personaggio, amabilmente sopra la righe come ci piace, dilettevole nella sua parlata ma che, come spesso accade nel suo cinema, tende a sovrastare per carisma tutti gli altri e fagocitare persino il narrato (che mescola autobiografia, politica e amore per il cinema). La pellicola è pervasa di ironia e sa graffiare al punto giusto, meno convincente invece, il ticket da pagare per la solita manfrina sul PCI quant'era bello. Il tutto scorre bene, tralasciando qualche momento di stanca. Belli gli intermezzi musicali, con strascichi anche emozionanti. Il risultato è un bel film, forse a tratti straniante ma a suo modo compiuto. Voto: 6+

giovedì 31 agosto 2023

Il colibrì (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Non ho letto il romanzo omonimo, ma leggendo in ordine sparso si intuisce che non è materiale semplice da trasporre su schermo. Questa in sostanza è l'impressione che mi ha trasmesso questo film diretto da Francesca Archibugi. La netta sensazione di un qualcosa di incompleto e dell'ambizione di voler trasmettere tanto, ma che in realtà tramette molto meno. Pierfrancesco Favino (sempre Top) è un uomo che come un colibrì resiste ad eventi avversi e tragedie che potrebbero travolgerlo, però trova sempre, anche nelle piccole cose, una speranza per continuare ed avere una vita non come avrebbe voluto, ma abbastanza importante per essere vissuta. Una narrazione a mosaico che tra tanti flashback e flashforward creano solo confusione. E ci sono personaggi che forse avrebbero meritato più spazio vista l'importanza che hanno per il protagonista o altri ridotti a comparse come il fratello. Un film incompiuto. Voto: 5

sabato 30 luglio 2022

Tre piani (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Tra (presunti) stupri, processi, morti, calunnie e altre graziose faccende (nel condominio più sfigato di Roma), tutto finirà incomprensibilmente a tarallucci e vino: non sembra un film di Nanni Moretti (Mia madre era certo migliore) e probabilmente il fatto che è tratto da un romanzo (omonimo) di Eshkol Nevo, evidentemente rimaneggiato anche dallo stesso regista insieme ad altri, non è un caso. È difficile parteggiare per qualcuno in una pellicola in cui tutti i personaggi sono antipatici, e non solo per i difetti imposti dal copione: i limiti di recitazione sono fin troppo scoperti e solo Andrea Giannini, Alba Rohrwacher e Margherita Buy lasciano un buon ricordo di sé sullo schermo. Inutile accanirsi su Moretti, perfetto nel suo stile recitativo in levare nelle parti leggere o surreali, ma totalmente fuori parte in un ruolo drammatico come questo. La morale dovrebbe riguardare il perdono e la comprensione, ma a fronte di un'opera così sgangherata anche dal punto di vista logico (soprattutto nell'episodio che ha per protagonista Riccardo Scamarcio, in cui non ha sostanzialmente mai senso nulla) è complicato prendere sul serio qualsiasi cosa. Un film che espone tanti avvenimenti ma in definitiva non particolarmente stimolanti. Voto: 4,5