Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Non ho letto il romanzo omonimo, ma leggendo in ordine sparso si intuisce che non è materiale semplice da trasporre su schermo. Questa in sostanza è l'impressione che mi ha trasmesso questo film diretto da Francesca Archibugi. La netta sensazione di un qualcosa di incompleto e dell'ambizione di voler trasmettere tanto, ma che in realtà tramette molto meno. Pierfrancesco Favino (sempre Top) è un uomo che come un colibrì resiste ad eventi avversi e tragedie che potrebbero travolgerlo, però trova sempre, anche nelle piccole cose, una speranza per continuare ed avere una vita non come avrebbe voluto, ma abbastanza importante per essere vissuta. Una narrazione a mosaico che tra tanti flashback e flashforward creano solo confusione. E ci sono personaggi che forse avrebbero meritato più spazio vista l'importanza che hanno per il protagonista o altri ridotti a comparse come il fratello. Un film incompiuto. Voto: 5
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giovedì 31 agosto 2023
Il colibrì (2022)
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Romanzo
mercoledì 16 settembre 2020
Pinocchio (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/09/2020 Qui - Matteo Garrone è uno dei più importanti registi italiani di oggi, ed è giusto attendere (anche e soprattutto dopo Dogman) tanto da un suo nuovo film, e le aspettative non vengono deluse. Nonostante non fossi entusiasta della sua scelta di riportare sullo schermo la fiaba di Carlo Collodi, nonostante non mi sia interessato al progetto come ai precedenti devo ammettere che, la pellicola mi ha piacevolmente sorpreso, perché, anche se resterà probabilmente un'opera minore nel percorso del regista come già lo era Il racconto dei racconti, al tempo stesso questo Pinocchio (vincitore di 5 David di Donatello a fronte di 15 candidature all'edizione 2020) può contare su qualità visive (nonché sonore) e di sostanza tutt'altro che disprezzabili. Purtroppo il regista sconta la circostanza di arrivare tardi a dirigere un adattamento fedele al libro che non può avvalersi della libertà di invenzione di altre versioni precedenti, e questo lo rende meno originale, meno memorabile nel complesso rispetto alla versione di Luigi Comencini, che resta probabilmente la migliore in assoluto pur essendo girata per la televisione. Il regista si avvale della collaborazione dell'attore Massimo Ceccherini per lo script, sicuramente fedele allo spirito e anche alla lettera, per quanto possibile, di Carlo Collodi: la narrazione si dipana in maniera episodica, in maniera abbastanza fluida, con alcune scelte insolite come la Fata Turchina sdoppiata in una versione da bambina e una da adulta. Alcuni personaggi come Mangiafoco fanno una comparsa piuttosto rapida e forse avrebbero necessitato di più spazio, in una galleria di comprimari dove spicca senz'altro il Geppetto reso da Roberto Benigni senza eccesso di istrionismo e con un calore umano sempre tangibile (bravissimo secondo me pure Teco Celio nei panni del Giudice Gorilla). Il Pinocchio che sta al centro del racconto non ha l'incisività e il colore di quello del 1972, ma il regista riesce comunque ad inscrivere il suo romanzo di formazione in una prospettiva moderna a cui giovano i numerosi tocchi realistici presenti soprattutto nella scenografia. E la fotografia riesce a disegnare con la luce quadri tutt'altro che privi di fascino e reminiscenze pittoriche che ammaliano l'occhio dello spettatore. Quindi nel complesso un film forse parzialmente risolto ma che merita sicuramente una visione. Voto: 7
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giovedì 28 febbraio 2019
Il professor Cenerentolo (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2017 Qui - Da quando nei cinema italiani ha fatto capolino Leonardo Pieraccioni, autore di uno dei più bei film della storia cinematografica italiana (parlo de Il ciclone ovviamente), tutti, compreso me, non riuscivamo a non adorarlo, ma gli anni passano e a ogni suo nuovo lavoro, ognuno di noi in fondo, spera di trovare qualcosa di quel film. Anche questa volta purtroppo un buco nell'acqua. Le battute goliardiche e i doppi sensi ci sono, i personaggi macchiette pure (Davide Marotta per esempio, il nano), ma tutto è costruito sul nulla. Poiché Il professor Cenerentolo, film del 2015 scritto, diretto ed interpretato da lui stesso, convince poco, per non dire affatto. La storia infatti, quella di un recluso in un carcere (Umberto) che viene scambiato per un operatore culturale dalla bella Morgana (che tutto può pensare meno che sia un detenuto), e che approfittando dell'equivoco la frequenta (anche se c'è un orario da rispettare e ogni giorno, proprio come Cenerentola, dato che Umberto deve far rientro in carcere a mezzanotte per evitare che il direttore gli revochi il permesso di lavoro in esterno) è quantomeno debole (esile, banale ed anche molto superficiale, nonché irreale) e i personaggi non hanno caratterizzazioni particolari, fatto che rende il tutto un po' banale, se non infantile.
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