Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Bellissima commedia natalizia firmata da Edoardo Falcone, un film
intelligente e nuovo per quanto riguarda il cinema prettamente italiano.
Atmosfera natalizia, una favola per bambini e non solo, una commedia
italiana ante-volgarità, effetti scenici realizzati molto bene che
portano lo spettatore a vedere grandi città in pochi minuti. E' tutto
ben costruito, e non lo sono da meno i
messaggi importanti che vuole trasmettere, sul miglioramento di sé
stessi, sul recupero sociale dopo un'esperienza negativa, sul non essere
egoisti e con un occhio al vecchio detto "Aiutati che Dio ti aiuta". I
due attori protagonisti sono fantastici, mattatori indiscussi, Gigi
Proietti e Marco Giallini realizzano una prova impeccabile.
Finale forse un po' scontato, ma il film scorre via veloce ed è in un
certo senso, in un periodo così "rumoroso", tranquillizzante. Una delle
più belle pellicole (italiane) di Natale degli ultimi anni, ci
regala l'ultima interpretazione su schermo del compianto Gigi
Proietti, che mai come in tal caso ha scelto di far calare il sipario su
una carriera piena di successi. Voto: 7
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venerdì 16 dicembre 2022
Io sono Babbo Natale (2021)
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mercoledì 16 settembre 2020
Pinocchio (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/09/2020 Qui - Matteo Garrone è uno dei più importanti registi italiani di oggi, ed è giusto attendere (anche e soprattutto dopo Dogman) tanto da un suo nuovo film, e le aspettative non vengono deluse. Nonostante non fossi entusiasta della sua scelta di riportare sullo schermo la fiaba di Carlo Collodi, nonostante non mi sia interessato al progetto come ai precedenti devo ammettere che, la pellicola mi ha piacevolmente sorpreso, perché, anche se resterà probabilmente un'opera minore nel percorso del regista come già lo era Il racconto dei racconti, al tempo stesso questo Pinocchio (vincitore di 5 David di Donatello a fronte di 15 candidature all'edizione 2020) può contare su qualità visive (nonché sonore) e di sostanza tutt'altro che disprezzabili. Purtroppo il regista sconta la circostanza di arrivare tardi a dirigere un adattamento fedele al libro che non può avvalersi della libertà di invenzione di altre versioni precedenti, e questo lo rende meno originale, meno memorabile nel complesso rispetto alla versione di Luigi Comencini, che resta probabilmente la migliore in assoluto pur essendo girata per la televisione. Il regista si avvale della collaborazione dell'attore Massimo Ceccherini per lo script, sicuramente fedele allo spirito e anche alla lettera, per quanto possibile, di Carlo Collodi: la narrazione si dipana in maniera episodica, in maniera abbastanza fluida, con alcune scelte insolite come la Fata Turchina sdoppiata in una versione da bambina e una da adulta. Alcuni personaggi come Mangiafoco fanno una comparsa piuttosto rapida e forse avrebbero necessitato di più spazio, in una galleria di comprimari dove spicca senz'altro il Geppetto reso da Roberto Benigni senza eccesso di istrionismo e con un calore umano sempre tangibile (bravissimo secondo me pure Teco Celio nei panni del Giudice Gorilla). Il Pinocchio che sta al centro del racconto non ha l'incisività e il colore di quello del 1972, ma il regista riesce comunque ad inscrivere il suo romanzo di formazione in una prospettiva moderna a cui giovano i numerosi tocchi realistici presenti soprattutto nella scenografia. E la fotografia riesce a disegnare con la luce quadri tutt'altro che privi di fascino e reminiscenze pittoriche che ammaliano l'occhio dello spettatore. Quindi nel complesso un film forse parzialmente risolto ma che merita sicuramente una visione. Voto: 7
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sabato 1 giugno 2019
Il premio (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/08/2018 Qui - A partire da un curioso spunto on the road, che si rapporta palesemente con un vissuto da figlio d'arte e con i retaggi famigliari di un'esperienza prossima all'autore, Alessandro Gassmann torna dietro la macchina da presa dopo Razzabastarda (film che tuttavia non ho visto e forse mai vedrò..) per il racconto di un viaggio in cui un padre ingombrante e carismatico fa i conti con i propri cari. Un dispositivo non nuovo, al quale Il premio, film italiano del 2017 diretto e interpretato da Alessandro Gassmann, si appoggia per orchestrare uno spostamento da Roma a Stoccolma (dove un anziano scrittore dovrà arrivare per ritirare il premio Nobel alla Letteratura) in cui succederà di tutto e molte tensioni sopite (banalmente) verranno a galla, tra scoperte e malinconie, tra durezza e risate (dopotutto mica normale è la famiglia di Giovanni Passamonte). Dunque poteva essere una prova ricca d'interesse, anche grazie alla partecipazione di Gigi Proietti, in un ruolo atipico rispetto a quelli brillanti, cui il grande artista ci ha abituato, giacché usando il suo carisma recitativo il tentativo in partenza sarebbe anche apprezzabile, soprattutto per la vena riflessiva e al contempo brillante con cui il regista prova a intavolare un confronto generazionale, ma gli esiti finali lo sono molto meno. Il film infatti prende subito la deriva della solita commediaccia all'italiana, farsesca quando va bene e volgare in numerosi snodi. Il tutto difatti si riduce specialmente nel primo tempo ad una serie di gag scontate e con alcune trovate veramente surreali, migliora nella seconda parte ma il danno ormai è fatto. Non per caso Il premio non decolla mai, perché i personaggi, per quanto definiti nelle singole caratteristiche, sono forzati all'inverosimile e appaiono calati dall'alto in maniera innaturale (poco credibile) dentro il racconto, un racconto che continua in questo modo, con tante scene poco credibili, con dialoghi molto forzati, fino alla fine in cui raggiunge l'apoteosi (del non credibile) con l'irrompere nella scena della premiazione, con momento retorico finale più che prevedibile: ben diverso era l'argentino Il cittadino illustre (confrontare i due discorsi di accettazione del premio per credere).
domenica 4 novembre 2018
Ma tu di che segno sei? (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/01/2016 Qui - Ma tu di che segno sei? è una commedia grottesca (del 2014) che tratta delle manie degli italiani nel seguire o meno l'oroscopo, formando la propria esistenza sull'astrologia, seguendo per filo e per segno cosa dice ogni giorno l'oroscopo. Tra questi tante diverse persone con diversi, piccoli problemi. Gigi Proietti, è un avvocato pronto a difendere i peggiori "zozzoni", ma una caduta gli farà perdere la memoria e l'istinto prevaricatore, bravo ma gli ottimi tempi comici vengono sprecati, come capita anche a Ricky Memphis che interpreta un maschilista della peggior specie con evidente disagio. Deludente e ormai quasi inutile Massimo Boldi, un industriale ipocondriaco, che combinerà di tutti i colori ma senza vere risate. Funziona meglio Vincenzo Salemme, un maresciallo dei carabinieri gelosissimo della figlia 17enne la cui missione è allontanare dalla ragazza tutti i possibili fidanzati, che insieme ad Angelo Pintus formano una coppia divertente. Infine, la coppia Pio & Amedeo, forse i migliori di tutti, due amici che sbarcano il lunario l'uno sfornando oroscopi di fantasia, l'altro fingendosi vittima di incidenti stradali per ottenere i denari delle assicurazioni, ma quando nella vita di Andrea entra la bella Monica gli imbrogli dei due amici si moltiplicano e si moltiplicano gag e risate. Un mezzo cinepanettone, un prodotto molto al di sotto delle capacità dei fratelli Vanzina, con battute e gag leggermente troppo becere. Divertente (poco), ma forse era ed è meglio astenersi dalla visione. Voto: 3,5
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