Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film non mi ha del tutto soddisfatto, ma non è stato un fallimento totale. Offre una gamma di personaggi eccentrici e opulenti, che sembrano caricature. La critica all'élite è chiara, e il film, nel suo insieme, è godibile e divertente, con un mix di comicità e bizzarria. Però, a tratti perde coerenza, in particolare nel finale che lascia irrisolte molte trame: il futuro di diversi personaggi è incerto. Sebbene le risate siano scarse, il film si dimostra un'ottima vetrina per un Mickey Rourke in grande forma. Luca Barbareschi è tra i produttori e fa anche parte del cast; la sua performance, però, non aggiunge valore, ricordando piuttosto le delusioni dei "cinepanettoni". Pur con alcuni momenti esilaranti, l'impatto complessivo si dissipa in fretta. Roman Polanski (protagonista di un bel documentario come questo) tenta la strada dell'intrattenimento puro, con molte citazioni, ma si discosta dai suoi standard consueti. Voto: 5,5 [Sky]
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venerdì 28 giugno 2024
The Palace (2023)
Labels:
Commedia grottesca,
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Film drammatico,
Fortunato Cerlino,
Joaquim de Almeida,
Mickey Rourke,
Oliver Masucci,
Roman Polański,
Teco Celio
venerdì 22 dicembre 2023
Il sol dell'avvenire (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Il ritorno di Nanni Moretti porta sempre con sé grandi aspettative, che in parte quest'opera offre sotto forma del suo personaggio, amabilmente sopra la righe come ci piace, dilettevole nella sua parlata ma che, come spesso accade nel suo cinema, tende a sovrastare per carisma tutti gli altri e fagocitare persino il narrato (che mescola autobiografia, politica e amore per il cinema). La pellicola è pervasa di ironia e sa graffiare al punto giusto, meno convincente invece, il ticket da pagare per la solita manfrina sul PCI quant'era bello. Il tutto scorre bene, tralasciando qualche momento di stanca. Belli gli intermezzi musicali, con strascichi anche emozionanti. Il risultato è un bel film, forse a tratti straniante ma a suo modo compiuto. Voto: 6+
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Nanni Moretti,
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Teco Celio,
Valentina Romani
sabato 30 luglio 2022
Tre piani (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Tra (presunti) stupri, processi, morti, calunnie e altre graziose
faccende (nel condominio più sfigato di Roma), tutto
finirà incomprensibilmente a tarallucci e vino: non sembra un film di
Nanni Moretti (Mia madre era certo migliore) e probabilmente il fatto che è tratto da un
romanzo (omonimo) di Eshkol Nevo, evidentemente rimaneggiato anche dallo
stesso regista insieme ad altri, non è
un caso. È difficile parteggiare per qualcuno in una pellicola in cui
tutti i personaggi sono antipatici, e non solo per i difetti imposti dal
copione: i limiti di recitazione sono fin troppo scoperti e solo
Andrea Giannini, Alba Rohrwacher e Margherita Buy lasciano un buon
ricordo di sé sullo schermo. Inutile accanirsi su Moretti, perfetto nel
suo stile recitativo in
levare nelle parti leggere o surreali, ma totalmente fuori parte in un
ruolo drammatico come questo. La morale dovrebbe riguardare il perdono e
la comprensione, ma a fronte di un'opera così sgangherata anche dal
punto di vista logico (soprattutto nell'episodio che ha per protagonista
Riccardo Scamarcio, in cui non ha sostanzialmente mai senso
nulla) è
complicato
prendere sul serio qualsiasi cosa. Un film che espone tanti avvenimenti
ma in definitiva non particolarmente stimolanti. Voto: 4,5
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Tommaso Ragno
La profezia dell'armadillo (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Primo approccio al pensiero, poetica, di Zerocalcare, con questo film (diretto da Emanuele Scaringi)
che racconta la storia di un giovane disegnatore che si interroga su se
stesso dopo un evento luttuoso, un film da cui non mi aspettavo molto e
che forse per questo mi ha piacevolmente colpito. Dialoghi interessanti
conditi da un po' di filosofia e battute spiritose. Una riflessione
(amara) sulla vita.
Un film a cui non mancano cadute di tono (a volte la sceneggiatura
"divaga" un po' troppo e l'Armadillo come coscienza può risultare fuori
contesto), ma generalmente sono decisamente maggiori i momenti riusciti.
Perché nonostante tutto, nella sua semplicità, La profezia
dell'armadillo riesce a conservare l'autenticità e la brillantezza del
primo lavoro di grande respiro del fumettista italiano. Dopotutto va bene che c'è qualche elemento di confusione qua e
là, ma si tratta pur sempre di un film leggero, che diverte, e tanto
basta. Convincente la prova del protagonista Simone Liberati, non meno quella di Pietro
Castellitto in versione Freaks Out. Voto: 6+
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Valerio Aprea
venerdì 31 gennaio 2020
Zoran, il mio nipote scemo (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2020 Qui
Tema e genere: Il regista Matteo Oleotto, qui alla sua prima opera come regista, filma una pellicola all'insegna della dolcezza e della delicatezza, dove i buoni sentimenti ed una positiva speranza trionfano nonostante lo scoraggiamento, il cinismo e l'egoismo sembrino prendere il sopravvento su tutto.
Trama: Paolo vive in un paese vicino al confine sloveno, dove lavora nella mensa di una casa di riposo, e passa il suo tempo libero tra dispetti al nuovo marito dell'ex moglie e il bar. La sua vita cambia improvvisamente con l'arrivo di Zoran, un ragazzo chiuso ma intelligente, che dovrà ospitare per qualche giorno.
Recensione: In un paesello del Friuli la vita trascorre tra poco lavoro e bevute in osteria giocando a freccette. Paolo Bressan (Giuseppe Battiston) è un uomo solo, arrabbiato con il mondo e forse con sé stesso per non essere riuscito a tenersi l'unica persona che abbia mai amato, ovvero la sua ex moglie. Lavora in una mensa per anziani ed è astioso con tutti i suoi concittadini. La sua vita cambia quando in "eredità" da una vecchia zia slovena che non vede da anni, e che forse non ha mai conosciuto, riceve Zoran, un adolescente (interpretato da Rok Presnikar, davvero bravo) che parla un italiano aulico e quasi ottocentesco, il suo compito è ospitarlo fino a quando al ragazzo non verrà trovata una famiglia di accoglienza. Durante la convivenza Paolo, che vive la presenza del nipote come un grande disturbo, si accorge del grande talento di Zoran nel lanciare le freccette e decide di approfittarne. Ma non tutto va per il verso giusto nei desideri di Paolo, che deve fare i conti con i sentimenti di Zoran e soprattutto con se stesso. Pur in chiave da commedia (non mancano scene divertenti dove si ride con piacere) Zoran, il mio nipote scemo è un film di formazione, anche se a crescere e a maturare non sarà Zoran, ma Paolo che poco a poco, grazie alla presenza del nipote, prende coscienza dei propri limiti, del proprio egoismo e del rancore che ha nei confronti dei suoi concittadini. In un finale liberatorio, sarà proprio Zoran ad aiutarlo a capire di aver bisogno degli altri e a riconciliarsi con la propria vita.
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