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mercoledì 31 luglio 2024

Tartarughe Ninja - Caos mutante (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Il nuovo reboot delle Tartarughe Ninja, guidato da Seth Rogen, un appassionato di vecchia data, si fa notare per la sua grafica rivoluzionaria, che ricorda lo stile dei fumetti, non convenzionale, "sporco" e dinamico, e per l'originalità nel non cadere in cliché prevedibili. Il film esplora il "disagio giovanile" delle tartarughe e gli sforzi di Splinter per proteggerle in un mondo che spesso rifiuta la diversità, un tema trattato con abilità, in particolare nella caratterizzazione dei cattivi, alcuni inediti. Alla regia c'è Jeff Rowe, noto per I Mitchell contro le macchine, e nonostante si ispiri al design di altri lavori di alta qualità (quali Spiderman un nuovo universo e serie tv come Arcane), il film si distingue e convince. La trama è avvincente e ironica, i personaggi sono ben delineati e le scene d'azione sono eseguite con maestria, creando un'opera che piacerà tanto ai fan storici quanto ai nuovi ammiratori. Voto: 6,5 [Paramount Plus]

venerdì 31 maggio 2024

The Killer (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Il film è apprezzabile per la prima mezz'ora e nei momenti in cui il protagonista esprime a voce alta le sue riflessioni introspettive. Tuttavia, ci si aspetterebbe di più dal regista di Mank, non solo un film d'azione con uno script così scontato e una vendetta prevedibile e mal gestita. L'azione è poi fondata su un malinteso. Si distingue solo la scena con Tilda Swinton, che però non basta. Il film si lascia guardare, grazie alla regia precisa di David Fincher, al montaggio incisivo e alle impeccabili colonne sonore del duo abituale del regista. Nonostante ciò, il film dà l'impressione di essere salvato solo dalla maestria di chi lo ha diretto, poiché in mani diverse sarebbe risultato un completo fallimento. Voto: 6 [Netflix]

venerdì 22 dicembre 2023

Spider-Man: Across the Spider-Verse (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Lord & Miller innovano il genere film dopo film, sempre con progetti nuovi e tecniche originalissime. E questo sequel di quel gioiello di Into the Spider-Verse non fa eccezione: è un film bellissimo, assolutamente al livello del precedente, ricco di trovate visive, scritto benissimo e molto molto divertente: sì perché oltre al mitico duo Lord & Miller in produzione, alla regia (seppur in collaborazione) c'è Kemp Powers, già regista di uno dei pochi recenti bei film PixarSoul. Con l'introduzione del multiverso questo secondo capitolo certamente è più ambizioso, anche se l'effetto novità se lo sono giocato sul primo. Tuttavia è veramente straordinario dal punto di vista visivo con l'introduzione di nuovi personaggi che promettono bene per il suo naturale seguito. Perché sì purtroppo, ed è questo uno dei principali difetti, è diviso in due parti, ma per il resto tanta roba. Voto: 8-

Dampyr (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Primo film dell'Universo Cinematografico Bonelli, trasposizione dell'omonimo fumetto, un prodotto di certo non perfetto e a dispetto della fonte d'ispirazione puramente derivativo (Blade e non solo) ma comunque competente ed efficace. Tecnicamente curato, con la giusta dose di azione (discreta) ed un cast che funziona bene (doppiaggio ok). Svolgimento e situazioni sono ben serviti ed anche i dialoghi pur non brillando sono buoni. Se bisogna cercare difetti io direi il digitale non è sempre sfruttato al meglio e il confronto finale sbrigativo. Apprezzabile invece il prologo nel medioevo. Ben curate anche le ambientazioni (riprese in Romania). Non posso fare confronti con il fumetto non avendolo mai letto ma l'ho trovato molto meglio di quanto pensassi e ritengo che meriti più attenzione di quanta ne ha ricevuta. Se è vero che sovente escono fallimenti ci sono le dovute eccezioni, e per me questo film lo è. Voto: 6,5

venerdì 30 giugno 2023

The King's Man - Le origini (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Ho amato il primo film originale (un po' tanto meno il secondo) e ho visto questo (prequel e terzo) episodio sulle origini con poche aspettative, ma la presenza in regia di Matthew Vaughn garantiva fiducia. C'è la Storia (sì la Storia, quella che si studia sui libri), una sceneggiatura non brillante ma capace di tenere alto ritmo/azione/divertimento. Un film che intrattiene e che riserva una paio di sorprese, si avvale di discrete interpretazioni (con Ralph Fiennes a tirare la carretta per tutti) e di qualche scena ben realizzata (la cura negli aspetti tecnici poi è decisamente alta, costumi e scenografie Top). E tuttavia il capitolo più debole della trilogia, si notano infatti alcune ingenuità nella trama, ma ampiamente alla portata del coinvolgimento che sapevano produrre i primi due film, con adrenalina e spettacolarità d'azione che nascondono i difetti (che qui sono: eccesso di patriottismo e rappresentazione a tratti troppo macchiettistica di alcuni popoli) e ne esaltano l'aspetto visivo, portandolo a ottenere, piuttosto agevolmente, una valutazione positiva. Voto: 6+

venerdì 31 marzo 2023

I Kill Giants (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Un film che si inserisce in quel filone fantasy intimista non dissimile a 7 minuti dopo la mezzanotte, anzi si può dire gli argomenti stessi affrontati sono molto vicini da un certo punto di vista. Entrambe le pellicole affrontano il mondo dell'infanzia sotto posto ad un forte shock emotivo, una paura o un dolore che in questo caso prende la forma di un gigante da combattere. Rifugiarsi in un mondo a parte per non affrontare l'inevitabilità del reale. Ben sviluppato nei personaggi, bravi gli attori (tra cui Zoe Saldana) ed una regia solida che in qualche modo sostiene il budget ridotto del film. Tuttavia a parte qualche scena fatta bene, il resto è poca cosa. Non raggiunge infatti i livelli di intensità del simile già citato od altri, e quello che resta è una pellicola sensibile e delicata ma riuscita a metà, sufficiente comunque a rendersi partecipativa, e di impossibile sottovalutazione cinematograficamente parlando. Voto: 6

Polar (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Un ultimo incarico si trasforma per un killer professionista in una caccia all'uomo diretta dal suo ex datore di lavoro. Un film dalla trama poco originale (a metà strada tra Leon e John Wick), "nobilitato" dalla buona caratterizzazione del personaggio principale ottimamente interpretato da Mads Mikkelsen, che anche in questo caso ed ancora una volta tira fuori il meglio ("cattivi" invece un po' troppo caricaturali). Il film alterna (in modo un po' troppo "meccanico" e con qualche caduta di ritmo) momenti d'azione con la violenza spinta al limite, ad altri più intimisti legati al rapporto tra i due protagonisti. Bella fotografia e buona colonna sonora, per una pellicola gradevole, fresca e sufficientemente adrenalinica, con qualche intermezzo comico azzeccato, ma anche tanti passaggi che in mani migliori avrebbero potuto creare un film decisamente ottimo. Ciononostante è un buon intrattenimento. Voto: 6

The Old Guard (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Basato sul fumetto omonimo scritto da Greg Rucka anche sceneggiatore del film, The Old Guard distribuito da Netflix si regge esclusivamente sulla presenza della sempre affascinante e action woman Charlize Theron. La prima mezz'ora è molto travolgente e cattura l'attenzione: l'idea di base è affascinante e dalle potenzialità enormi, perde colpi nella parte centrale per via della trama che, da un certo punto in poi, si intuisce facilmente (tranne un paio di colpi di scena) e da personaggi secondari privi di spessore. Solo Nile ed Andy sembrano avere un minimo di sviluppo, neanche il personaggio di Luca Marinelli (che, per bravura, mi è sembrato l'unico in grado di reggere il confronto con la Theron) mi è sembrato gestito al meglio. Le musiche in un paio di casi, mi son sembrate un po' buttate lì e fuori contesto. Porta a casa il risultato dell'intrattenimento per il rotto della cuffia ma niente di più. Voto: 6

martedì 31 gennaio 2023

Jiu Jitsu (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Una specie di Predator calato nel mondo delle arti marziali, dalla confezione nemmeno tanto male (fotografia e location valgono) ma scritto in modo talmente goffo da risultare indigesto. I personaggi dicono frasi ridicole e cosa ancora peggiore, i combattimenti mostrano tutta la loro falsità, senza mai riuscire a nascondere le coreografie alla base, causa lentezza e brutte inquadrature. Cast curioso, in cui l'unico però che sembra divertirsi un minimo è (lo sguazzatore del trash) Nicolas Cage. La trama pare minacciare sequel ma si spera che tutti si siano pentiti del risultato e rinuncino all'idea. Voto: 4

sabato 30 luglio 2022

La profezia dell'armadillo (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Primo approccio al pensiero, poetica, di Zerocalcare, con questo film (diretto da Emanuele Scaringi) che racconta la storia di un giovane disegnatore che si interroga su se stesso dopo un evento luttuoso, un film da cui non mi aspettavo molto e che forse per questo mi ha piacevolmente colpito. Dialoghi interessanti conditi da un po' di filosofia e battute spiritose. Una riflessione (amara) sulla vita. Un film a cui non mancano cadute di tono (a volte la sceneggiatura "divaga" un po' troppo e l'Armadillo come coscienza può risultare fuori contesto), ma generalmente sono decisamente maggiori i momenti riusciti. Perché nonostante tutto, nella sua semplicità, La profezia dell'armadillo riesce a conservare l'autenticità e la brillantezza del primo lavoro di grande respiro del fumettista italiano. Dopotutto va bene che c'è qualche elemento di confusione qua e là, ma si tratta pur sempre di un film leggero, che diverte, e tanto basta. Convincente la prova del protagonista Simone Liberati, non meno quella di Pietro Castellitto in versione Freaks Out. Voto: 6+

martedì 31 maggio 2022

The Suicide Squad - Missione suicida (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Dopo un discreto David Ayer, che però solo grazie ad alcune maestranze (compresa l'Harley Quinn della inebriante Margot Robbie) riuscì a non troppo sfigurare, è James Gunn a buttarsi a capofitto dirigendo la sua versione della Squadra Suicida, e la differenza c'è e si vede, è infatti decisamente migliore. Egli infatti, che dopo l'ottima doppietta al servizio della Marvel (Guardiani della Galassia), non si fa tanti problemi a passare al franchise rivale della DC, riesce a giocare come pochi, forse nessuno, sugli stereotipi dei film supereroistici e rigirarli come vuole. Battute al fulmicotone, dialoghi brillanti e certamente non proprio politicamente corretto. Con personaggi del genere bisogna giocare in questo modo, rendendolo vivace nelle scene action pompate come si deve. Cambiata completamente la rotta e gli sbagli del precedente film vengono rimediati in pieno. Con un film sicuramente esagerato ed inverosimile ma di sicuro intrattenimento. Tante belle invenzioni visive e non solo che rendono irriverente e adorabilmente sopra le righe non solo la squadra (con alcuni super-eroi davvero bizzarri e divertenti) ma tutta la vicenda, volontà palesemente evidente nell'epilogo surreale fra le strade dell'isola. E al netto di qualche scelta di scrittura discutibile, un film divertente, coloratissimo, adrenalinico, alquanto ben riuscito. Voto: 7

Diabolik (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Non ho mai letto il fumetto italiano (il mio unico punto di contatto Arriva Dorellik del 1967, così per dire) ma da semplice spettatore mi sono chiesto se veramente la personalità del famigerato ladro sia cosi fredda, passiva e senza sentimenti, lo è, però non mi aspettavo che fosse pure un pochino fesso. Diabolik, ultima fatica dei Manetti Bros., tratto da uno dei primi episodi del fumetto, è un film che si preoccupa soprattutto di omaggiare l'opera partorita della mente delle sorelle Giussani, attraverso una messa in scena fedelissima alle tavole e che risponde ad una precisa volontà del duo in regia, una scelta tuttavia solo in parte riuscita, convinta e convincente. Il problema di Diabolik non è (solo) il miscasting (l'unica davvero ottima è Miriam Leone nei panni di Eva Kant), ne la bassa lega dei comprimari, ma il pathos che affoga minuto dopo minuto: troppo lento il ritmo, dilatato a causa di insistiti dialoghi e primi piani notevolmente stucchevoli. L'azione purtroppo latita, ed è un peccato, perché nell'incipit si intravede quanto si poteva spingere sull'artigianato di stunt ed effetti, ed invece Diabolik, supereroe senza poteri, resta una chimera per chi non conosce il fumetto. Nel complesso comunque il film è gradevole, ma mi aspettavo di più. Solamente una sufficiente trasposizione da parte dei Manetti Bros., che paradossalmente firmano con questo film il loro miglior prodotto. Voto: 6

Black Widow (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Il problema vero di questo film è che sia uscito fuori tempo massimo, dopo i fatti di Endgame infatti sappiamo quello che succederà a Black Widow, quindi tutto l'interesse per questo film è scemato inesorabilmente. Preso a sé stante invece non è nemmeno male, buone scene d'azione (anche se Cate Shortland alla regia si impegna ma si vede che l'azione non è il suo genere) e una storia abbastanza interessante, che però avrebbe meritato sicuramente maggior attenzione e approfondimento. La Vedova Nera infatti è uno dei personaggi col passato più enigmatico e interessante, sicuramente c'era spazio per fare molto meglio (rammarico in ogni caso per l'ultima volta di Scarlett Johansson nei suoi panni). Sul suo personaggio avrebbero dovuto imbastire qualcosa di più "fumettoso" e meno drammatico-cervellotico-familiare. Ok, il film intrattiene ed in un paio di occasioni diverte pure, ma alla stessa maniera di altri prodotti simili. In conclusione credo sia (solo) un film da vedere se amanti dell'universo Marvel, che però non aggiunge nient'altro a quello di già visto fino allo scontro con Thanos, se non per aggiungere il personaggio di Yelena che serve alla (mini)serie di Hawkeye (prossima alla visione). Voto: 6

sabato 30 aprile 2022

La terra dei figli (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Quasi non sembra "italiano", questo film drammatico post-apocalittico dall'immaginario vivido e intenso (tratto dall'omonimo fumetto di Gipi), con un cast peraltro assortito in maniera chirurgica ed estremamente solido. Un film minimalista i cui pregi non vanno ricercati nei contenuti già proposti da altre pellicole simili ma nell'ambientazione inconsueta del delta del Po, rarefatta ed inquietante pur nella sua riconoscibilità, e nella buona caratterizzazione dei pochi personaggi in campo, affidati (come detto) a bravi attori (tra cui l'esordiente Leon Faun e l'esperto Paolo Pierobon). La regia e la sceneggiatura (quest'ultima firmata insieme a Filippo Gravino e Guido Iuculano) sono d'altronde di Claudio Cupellini, cineasta che ha già dimostrato di saper fare molto bene, per esempio con Alaska nel 2015 (nel frattempo la parentesi televisiva della serie Gomorra). Un film che vive di alcuni tempi morti non si può negare. La parte a casa dei fratelli è quella più pesante sicuramente, forse andava dato più spazio al villain che arriva subito dopo, ma nel complesso buon film. Voto: 6+

martedì 5 ottobre 2021

Il mostro della palude (1982)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2021 Qui - Alla fin fine ho trovato simpatico questo adattamento da un fumetto della DC. Non l'ho trovato infatti così orribile come lo definiscono in molti. Delude sicuramente in quanto di horror in questa pellicola non ci sia praticamente nulla, mi sembra che si possa accostare più ad una sorta di fiaba nera condita con dell'action e un paio di situazioni che puntano a suscitare l'ilarità dello spettatore. Certo che la regia di Wes Craven in questo caso non si dimostra impeccabile, risultando spesso e volentieri macchinosa e palesemente priva di qualità, probabilmente dovuto anche dai pochi mezzi che si avevano a disposizione. Anche il trucco non è certamente dei migliori che si possano essere visti sullo schermo, e il livello di recitazione in linea generale non è tra i più memorabili (Ray Wise, futuro papà Palmer, però ci sta), nonostante mi senta di salvare assolutamente una sensuale ed affascinante Adrienne Barbeau (saltuariamente già al servizio anche di altri gran registi, da Carpenter a Romero, e quindi all'ennesima presenza tra le mie visioni cinematografiche di quest'anno), che se non altro dimostra un notevole impegno nel ruolo a lei qui affidatole, richiamando durante il corso della visione più e più volte l'attenzione completamente di sé, sia per bravura che (soprattutto) per altro (è davvero un bel vedere quel che fa vedere). Non mi sono dispiaciute le ambientazioni ma nemmeno la fotografia l'ho trovata così brutta, esaltando in particolar modo il colore del verde e le scenografie sporche della palude. Detto ciò sia chiaro, si tratta pur sempre di un prodotto di scarsa qualità in cui non mi stupisce che non abbia ricevuto grossi consensi positivi e dove si cerca di salvare il salvabile giusto per venirgli incontro. Sarà poi che non avevo nessun tipo di aspettativa al riguardo. Ammetto che è riuscito ad intrattenermi senza annoiarmi, e la ritengo già una buona cosa. Per me considerando il tutto una sufficienza mi sento di concedergliela senza grossi problemi. Ho visto pellicole meno datate (o tratte dai fumetti) ben peggiori di questa. Voto: 6

mercoledì 4 agosto 2021

Geekoni Film Festival: Le avventure di Rocketeer (1991)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/08/2021 Qui - Torna, a distanza di due anni dall'ultima volta, la rassegna cinematografica a tema ragazzi rinominata (giustamente e funzionalmente) Geekoni Film Festival, rassegna che, organizzata dalla cricca di blogger Nerd (la Geek League) di cui faccio anch'io parte, con il nickname Pan Fury, arriva quest'anno alla sua terza edizione, edizione che se non fosse per me, con la collaborazione di altri, non si sarebbe probabilmente mai svolta, ma ci siamo riusciti (certamente un bell'incentivo è stato il banner che ho creato per l'occasione, che troverete a fine post, che omaggia inequivocabilmente un caposaldo del genere "per ragazzi", ovviamente film degli anni '80, impossibile non conoscere, in tal senso ricordiamo il regista Richard Donner scomparso un mese fa). E dopo Labyrinth e successivamente Un maggiolino tutto matto, questa volta la mia scelta è ricaduta su di un film alquanto particolare, su di un'avventura ben congeniata che sa divertire, su di un film di fantascienza ambientato negli anni della seconda guerra mondiale nel complesso godibile. Appunto su (questo) The Rocketeer (tratto dal fumetto omonimo creato nel 1981 da Dave Stevens, l'opera più famosa dell'apprezzato fumettista e illustratore morto prematuramente nel 2008 a 53 anni), uno dei primi cinecomic, quando i cinecomic non si sapeva cosa fossero, ed anche uno degli ultimi/pochi film Disney che a dispetto del target non rinunciava (come adesso) alle sparatorie, agli inseguimenti, ai cattivi viscidi ed ai Nazisti per fare un film di questo genere. Un film dalle maestranze di tutto rispetto, dei pezzi da 90, mica pizza e fichi. Al timone ovviamente la Disney, che non ha mai badato a spese per i suoi innumerevoli film, soldi in questo caso spesi abbastanza bene, il film ha raggiunto (proprio quest'anno) i 30 anni ma non li dimostra, il merito è dell'aspetto tecnico della pellicola, di prim'ordine, in cabina (di regia) Joe Johnston, che ha sfornato qualche film discutibile (il recente Lo schiaccianoci e i quattro regni per esempio) ma che ha pure regalatoci quel piccolo cult di Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi, uscito due anni prima a questo e presumibilmente divenuto trampolino, e soprattutto quel grande piccolo cult di Jumanji (quattro anni dopo), però non solo questi due, alla sala comandi gli sceneggiatori Danny Bilson, Paul De Meo (già penne dietro la serie televisiva cult The Flash) e William Dear, alle frequenze (musicali) James Horner, vi dicono niente Titanic ed Avatar?, infine l'equipaggio, con Alan Arkin, Oscar al miglior attore non protagonista nel 2007 per Little Miss Sunshine, con Timothy Dalton, uno dei tanti James Bond cinematografici, con Terry O'Quinn, il John Locke della serie tv Lost, con Jennifer Connelly, vincitrice di un Premio Oscar nel 2002, con i caratteristi Paul Sorvino e Margo Martindale, con il giovane Billy Campbell. Il risultato? Un film decisamente figo, figo il casco (e il costume), figo il zaino a razzo e fighissima la ragazza (come fa girare la testa Jennifer non la fa girare nessuna, all'epoca poi ventenne e straordinariamente fulgida).

mercoledì 23 giugno 2021

X-Men: Dark Phoenix (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/06/2021 Qui - Film un po' deboluccio della saga X-Men. Sarà che la trama sa un po' di brodo riscaldato, dato che la storia riprende quella dell'episodio "Conflitto finale", sempre parlando dei film sugli X-Men. Sicuramente il punto di vista è diverso, gli interpreti sono diversi, e l'intreccio è diverso, ma ci sono dei punti in contatto che fanno sì che questa storia non sembri originalissima. Mettiamoci inoltre un ritmo un po' blando, la quasi assenza di momenti di grosso pathos, e i momenti clou giocati un po' male, ed ecco che questo film degli X-Men si rivela tra i più deludenti quanto meno dell'universo "prequel" (si salvano solo i toni e le atmosfere più cupe del solito, ma diversi momenti lasciano l'amaro in bocca). E' infatti un capitolo finale abbastanza deludente di una saga iniziata bene da Matthew Vaughn e proseguita con il giusto piglio dallo specialista Bryan Singer. Che poi, la CGI è accettabile, la regia modesta (dello sceneggiatore e produttore Simon Kinberg, al suo esordio dietro la macchina da presa) ma dignitosa, il vero problema risiede nella (sua) sceneggiatura (oltretutto piena di espedienti inutili, che si svolge nella maniera più piatta, lineare e anti-climatica possibile, senza un guizzo, un'idea che sia una, con annessi dialoghi banali e ripetitivi), soprattutto il personaggio di Jessica Chastain (che bionda non si può vedere) è privo di qualsiasi profondità. In realtà non aveva senso inserire una villain in questa storia, perché lo era già la protagonista stessa (Sophie Turner, che inoltre qui convince molto poco), senza mettere in mezzo improbabili alieni muta-forma. I personaggi, semplicemente non hanno caratterizzazione: non hanno fascino, non attirano simpatie/antipatie, nulla di nulla. Charles Xavier sembra posseduto da una personalità di Split, Magneto è confuso e non sa nemmeno lui cosa vuole, idem per Hank McCoy. Non ci sono nemmeno le fantastiche sequenze di Quicksilver che avevano salvato ed elevato (forse anche eccessivamente da me) Apocalisse (di cui questo film è sequel). Ci si diverte, nonostante tutto (l'intrattenimento d'altronde è garantito da una regia che sa valorizzare ogni centesimo del budget, con immagini luci e suoni che colpiscono lo spettatore, peccato che la sceneggiatura sia più modesta del solito, soprattutto nell'introspezione dei supereroi), ma era più che lecito aspettarsi di più. Voto: 5

lunedì 8 febbraio 2021

Bloodshot (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2021 Qui - Action movie fantascientifico tratto dall'omonimo fumetto con trama ridotta all'osso con protagonista l'invulnerabile nel fisico ma non nell'animo Vin Diesel. Una tecnologia futuristica con utilizzo di naniti permette di ridar vita ad un soldato che si rigenera dalle ferite ed entra nei server fagocitando milioni di informazioni. Oltre alla presenza delle belle Eiza Gonzàlez e Talulah Riley non vi è altro di interessante da aggiungere, forse che, bisogna ammetterlo, è meglio di quanto mi aspettassi. Perché sì, è un prodotto fast food, da consumare in fretta e poi dimenticare, però pessimo non è, anzi, sta di fatto che qualcosa di carino lo fa vedere. Intanto è privo di violenza gratuita (spesso il colpo finale è fuori campo) ed inutili sparatorie, e poi ci sono due scene meritevoli di attenzione: lo scontro in galleria e quella finale dell'ascensore, esagerata (com'è consuetudine in produzioni di serie B come questa, sebbene qui ci siano due star affermate, una delle quali anche produttore, e il cast comprendente nomi sufficientemente validi, come Guy Pearce) ma ben architettata. Purtroppo il film (diretto dall'esordiente David S.F. Wilson) presenta caratteri tagliati con l'accetta, e nonostante l'intrattenimento, non va oltre la mediocrità. Voto: 5+

sabato 31 ottobre 2020

Movies for Halloween: Trick 'r Treat - La vendetta di Halloween (2007)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2020 Qui - Dopo la mezza uscita dal tema dello scorso anno, con un horror fisico e psicologico però di grande effetto ed impatto, era La casa delle bambole - Ghostland (un buon film, intelligente e disturbante), si ritorna al classico, con un prodotto di puro intrattenimento horror, dedicato per l'appunto alla festività di Halloween, carico di atmosfere giocose, disimpegnato e adattissimo per trascorrere una piacevole serata. Con un film che, credevo di aver visto, e invece non era così, con un film, parzialmente ispirato al cortometraggio splatter/horror Season's Greetings dello stesso regista ed ambientato nella notte di Halloween (festa pagana ormai debitamente sdoganata, festeggiata in qualunque parte del mondo), che nonostante sia stato distribuito solo per il mercato home-video (tuttavia andato in chiaro negli anni su alcuni canali Mediaset), è diventato un piccolo cult. Un piccolo gioiellino così tanto apprezzato che ha spinto Michael Dougherty ad iniziare (seppur decenni dopo) la sceneggiatura per un possibile sequel, così tanto iconico che la DC Comics e la Wildstorm Comics hanno pubblicato nel corso dell'ottobre 2007, un fumetto adattato dal film, scritto dal fumettista Marc Andreyko e illustrato da Fiona Staples. E codesto film horror è ovviamente Trick 'r Treat, un film intelligente nello sfruttare vecchie inquietudini per un perfetto racconto del terrore a più voci. Prodotto da Bryan Singer (produttore nonché regista di film quali X-Men, ben quattro, Superman ReturnsOperazione ValchiriaBohemian Rhapsody), La vendetta di Halloween è infatti un horror debitore dei classici format antologici anni '80/'90 come Creepshow e I racconti della cripta (lo si nota dai titoli di coda realizzati come un fumetto).

mercoledì 30 settembre 2020

Hellboy (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2020 Qui - Torna Hellboy, il demone cacciatore protagonista del fumetto di Mike Mignola, ma prende le distanza dai due (fantastici) capitoli firmati da Guillermo del Toro in un reboot che la butta sull'horror splatter caciarone, pieno di battute scorrette e volgari, mostri di ogni tipo e di ogni misura e riferimenti anche alla saga di re Artù, per via della strega Milla Jovovich, che intera, o fatta a pezzi in cinque parti, resta la cosa più sexy del film. Bravino il nuovo interprete di HellboyDavid Harbour, benché faccia rimpiangere non poco Ron Perlman (anche a causa di un make up che non è che faccia pensare al nuovo attore che lo interpreta), che deve persino combattere contro un uomo cinghiale, servo della strega Jovovich, che ricorda, non poco, quello delle Tartarughe NinjaIan McShane, rimpiazza John Hurt nel ruolo di "padre" di Hellboy, ma, ahimé non lo ricorda affatto, visto che pure lui ci da forte con le volgarità (almeno nell'edizione italiana). Non che siano non necessarie le volgarità, ma, lo sono davvero? Medio, perché anche se dicono che questo film s'avvicina allo stile del fumetto di Mignola, citandolo più volte, fa solo rimpiangere la gestione cinematografica passata, che aveva anche un lato romantico, che qui è completamente assente. Non è male come intrattenimento, ma, come tanti altri remake/reboot, il film non riesce a creare un'atmosfera valida, e dire che Neil Marshall alla regia auspicava delle buone aspettative, considerando che gli horror (The Descent) sa anche farli. Il contrasto fra l'umorismo non sempre funzionante e una violenza con elementi splatter spesso gratuiti (nonché ripugnanti) risulta stridente. In conclusione, pellicola fine a se stessa, da dimenticare. Voto: 5