Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - Divenuta ormai di culto, grazie alle sue esibizioni all'insegna del
kitsch, la principale kermesse canora del Vecchio Continente riceve la
consacrazione di una commedia americana, che un po' la prende
(bonariamente) in giro in stile Zoolander, e un po' ne celebra i
lustrini e gli eccessi (si riconoscono pure alcuni volti già noti della kermesse). Will Ferrell, diretto dal suo vecchio amico
David Dobkin (già regista, tra gli altri, di 2 single a nozze),
interpreta una commedia leggera, spassosa, colorata e persino
punteggiata da un paio di belle canzoni (una tra l'altro, quella bellissima della
finale della rassegna nel film, fu candidatura agli scorsi Oscar) e
qualche battuta rapidamente
entrata nell'immaginario collettivo (una su tutte: "Play Ja Ja Ding
Dong!"). Niente di indimenticabile, intendiamoci, ma il filmetto
funziona bene e raggiunge il suo minimale scopo di intrattenere
piacevolmente, complice anche un buon cast (Rachel McAdams, Pierce
Brosnan, Dan Stevens) che coadiuva lo strabordante (forse troppo?) protagonista.
Voto: 6+
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sabato 20 novembre 2021
Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga (2020)
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martedì 9 novembre 2021
Che fine ha fatto Bernadette? (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2021 Qui - Già architetta di riconosciuto talento, Bernadette da 20 anni si dedica unicamente a marito e figlia, ma è inquieta, insonne, scostante con gli altri. L'idea di un viaggio in Antartide riuscirà a dare un nuovo corso alla sua vita? Prima parte ravvivata dalle battute misantrope della protagonista, mentre la seconda è impreziosita da splendidi paesaggi ma anche appesantita da troppi dialoghi e dalla retorica sulla difficile scelta femminile tra carriera e famiglia, che però appare poco centrata in questo caso. A metà strada fra commedia e dramma è un film che può contare soprattutto su una bravissima Cate Blanchett, perfettamente calata in un personaggio folle e geniale dai tratti smaccatamente "Alleniani". La vicenda, di per sé piuttosto bizzarra e non pienamente sviluppata, si rivela infatti un pretesto per raccontare la determinazione di una donna libera, indipendente, alla ricerca della propria realizzazione ed emancipazione. Non un'opera memorabile ma può contare su alcuni momenti efficaci, anche se la sensazione è quella di un film a metà. In questo senso Che fine ha fatto Bernadette? (adattamento cinematografico del romanzo del 2012 Dove vai Bernadette?, scritto da Maria Semple) è sicuramente un film più curioso che riuscito, e quasi certamente non uno dei migliori lavori del bravo regista Richard Linklater, che ultimamente ci aveva abituati fin troppo bene. Voto: 6
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lunedì 14 giugno 2021
L'inganno perfetto (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - La trama ruota tutta intorno alla truffa dell'imbroglione professionista Roy Courtnay ai danni della vedova benestante Betty McLeish interpretati rispettivamente da Ian McKellen, attore feticcio del regista Bill Condon (quello dell'ultimo La bella e la bestia, per intenderci) ed Helen Mirren. Sono proprio i dialoghi ed i duetti tra i due formidabili attori a rendere coinvolgente il film (tratto dall'omonimo romanzo di Nicholas Searle) che dal punto di vista della sceneggiatura presenta alcune evidenti ingenuità ed il colpo di scena finale è abbastanza prevedibile (come prevedibile è la storia, con annesso twist improbabile che non convince pienamente). La recitazione del Gandalf de Il signore degli anelli è perfetta ed è messa in maggior risalto nel corso del film, la Ella de Ella & John - The Leisure Seeker (e tanti altri) è un po' più sorniona quasi a rispettare il ruolo che ricopre. Forse sarebbe stato meglio dare più risalto alla storia principale che concentrarsi sulla parallela storia del vecchio furfante indebolendo un po' il gran finale. Comunque un film non troppo disprezzabile, anche se il regista dirige quasi sottotono e questo (The Good Liar in originale) non è uno di quei film che si ricorderanno nel tempo. Voto: 5,5
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lunedì 8 febbraio 2021
Bloodshot (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2021 Qui - Action movie fantascientifico tratto dall'omonimo fumetto con trama ridotta all'osso con protagonista l'invulnerabile nel fisico ma non nell'animo Vin Diesel. Una tecnologia futuristica con utilizzo di naniti permette di ridar vita ad un soldato che si rigenera dalle ferite ed entra nei server fagocitando milioni di informazioni. Oltre alla presenza delle belle Eiza Gonzàlez e Talulah Riley non vi è altro di interessante da aggiungere, forse che, bisogna ammetterlo, è meglio di quanto mi aspettassi. Perché sì, è un prodotto fast food, da consumare in fretta e poi dimenticare, però pessimo non è, anzi, sta di fatto che qualcosa di carino lo fa vedere. Intanto è privo di violenza gratuita (spesso il colpo finale è fuori campo) ed inutili sparatorie, e poi ci sono due scene meritevoli di attenzione: lo scontro in galleria e quella finale dell'ascensore, esagerata (com'è consuetudine in produzioni di serie B come questa, sebbene qui ci siano due star affermate, una delle quali anche produttore, e il cast comprendente nomi sufficientemente validi, come Guy Pearce) ma ben architettata. Purtroppo il film (diretto dall'esordiente David S.F. Wilson) presenta caratteri tagliati con l'accetta, e nonostante l'intrattenimento, non va oltre la mediocrità. Voto: 5+
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giovedì 29 agosto 2019
Alpha - Un'amicizia forte come la vita (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2019 Qui
Tema e genere: Un film sul coraggio e sulla capacità di autodeterminarsi, un racconto di formazione condito dall'amicizia tra un ragazzo e un lupo durante il Paleolitico superiore.
Trama: 20 mila anni fa, durante l'ultima era glaciale, dopo una battuta di caccia finita male, un giovane uomo delle caverne lotta contro una serie di ostacoli per ritrovare la strada di casa. Stringerà così un'improbabile amicizia con un lupo.
Recensione: Ambientato 20 mila anni fa, il film è una classica storia di formazione e di crescita di un ragazzo che diventa grande. Keda (Kodi Smit-McPhee, che si rivelò con The Road e visto poi anche in X-Men: Apocalisse), infatti, è abile con le mani ma non ama cacciare e uccidere animali. Imparerà a farlo perché dovrà sopravvivere per tornare dalla sua famiglia. Centrale nella storia diretta da Albert Hughes (al suo primo lungometraggio da solo, dopo vari diretti insieme al gemello Allen, tra cui La vera storia di Jack lo squartatore), è comunque la sua amicizia con il lupo. Che dapprima è una minaccia per la sua incolumità e poi diventa un prezioso amico e alleato, pronto a intervenire per aiutare il giovane che lo ha salvato. Alpha - Un'amicizia forte come la vita non inventa nulla di nuovo (pur partendo da buoni spunti, ha un canovaccio già visto molte volte e meglio), punta tutto sul senso di avventura e sul rapporto uomo-animale senza troppa retorica (e questo è un bene). Di grande impatto le ambientazioni di natura incontaminata che fanno da sfondo a tutto il film. Peccato per un uso eccessivo di computer grafica che toglie un po' di senso del vero. Peccato soprattutto che manchi il pathos, e in una pellicola dove la premessa è avventuristica e ricca di pericoli, è un'occasione sprecata. Perché l'adrenalina in parte c'è, grazie ad alcune impressionanti situazioni estreme, ma non basta. Nell'avventura manca invece quel pizzico di mistero e di scoperta che avrebbe davvero solleticato l'interesse dello spettatore, così, Alpha - Un'amicizia forte come la vita resta il racconto del percorso di un giovane costretto ad attraversare le terre più inesplorate per tornare al proprio villaggio e riprendersi la sua vita. Insomma gli elementi per un buon film c'erano tutti, e sicuramente potevano essere sfruttati al meglio. Molto più impattante (e riuscito), per rimanere in tema, a mio avviso era stato Il mio amico Nanuk (del 2014), forte storia di amicizia tra un bambino e un piccolo orso bianco, ambientato veramente tra i ghiacci e senza utilizzo di tecnologia. Altra grossa mazzata è l'inevitabile paragone con L'ultimo lupo, il bellissimo film di Jean-Jacques Annaud del 2015: un confronto dal quale Alpha esce inevitabilmente con le ossa rotte. Ma Alpha si fa comunque vedere: un film dignitoso (seppur non sufficientemente), in definitiva, che i ragazzi soprattutto (ma tutti) possono apprezzare perché certe avventure sono senza tempo.
Trama: 20 mila anni fa, durante l'ultima era glaciale, dopo una battuta di caccia finita male, un giovane uomo delle caverne lotta contro una serie di ostacoli per ritrovare la strada di casa. Stringerà così un'improbabile amicizia con un lupo.
Recensione: Ambientato 20 mila anni fa, il film è una classica storia di formazione e di crescita di un ragazzo che diventa grande. Keda (Kodi Smit-McPhee, che si rivelò con The Road e visto poi anche in X-Men: Apocalisse), infatti, è abile con le mani ma non ama cacciare e uccidere animali. Imparerà a farlo perché dovrà sopravvivere per tornare dalla sua famiglia. Centrale nella storia diretta da Albert Hughes (al suo primo lungometraggio da solo, dopo vari diretti insieme al gemello Allen, tra cui La vera storia di Jack lo squartatore), è comunque la sua amicizia con il lupo. Che dapprima è una minaccia per la sua incolumità e poi diventa un prezioso amico e alleato, pronto a intervenire per aiutare il giovane che lo ha salvato. Alpha - Un'amicizia forte come la vita non inventa nulla di nuovo (pur partendo da buoni spunti, ha un canovaccio già visto molte volte e meglio), punta tutto sul senso di avventura e sul rapporto uomo-animale senza troppa retorica (e questo è un bene). Di grande impatto le ambientazioni di natura incontaminata che fanno da sfondo a tutto il film. Peccato per un uso eccessivo di computer grafica che toglie un po' di senso del vero. Peccato soprattutto che manchi il pathos, e in una pellicola dove la premessa è avventuristica e ricca di pericoli, è un'occasione sprecata. Perché l'adrenalina in parte c'è, grazie ad alcune impressionanti situazioni estreme, ma non basta. Nell'avventura manca invece quel pizzico di mistero e di scoperta che avrebbe davvero solleticato l'interesse dello spettatore, così, Alpha - Un'amicizia forte come la vita resta il racconto del percorso di un giovane costretto ad attraversare le terre più inesplorate per tornare al proprio villaggio e riprendersi la sua vita. Insomma gli elementi per un buon film c'erano tutti, e sicuramente potevano essere sfruttati al meglio. Molto più impattante (e riuscito), per rimanere in tema, a mio avviso era stato Il mio amico Nanuk (del 2014), forte storia di amicizia tra un bambino e un piccolo orso bianco, ambientato veramente tra i ghiacci e senza utilizzo di tecnologia. Altra grossa mazzata è l'inevitabile paragone con L'ultimo lupo, il bellissimo film di Jean-Jacques Annaud del 2015: un confronto dal quale Alpha esce inevitabilmente con le ossa rotte. Ma Alpha si fa comunque vedere: un film dignitoso (seppur non sufficientemente), in definitiva, che i ragazzi soprattutto (ma tutti) possono apprezzare perché certe avventure sono senza tempo.
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