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lunedì 14 giugno 2021

L'inganno perfetto (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - La trama ruota tutta intorno alla truffa dell'imbroglione professionista Roy Courtnay ai danni della vedova benestante Betty McLeish interpretati rispettivamente da Ian McKellen, attore feticcio del regista Bill Condon (quello dell'ultimo La bella e la bestia, per intenderci) ed Helen Mirren. Sono proprio i dialoghi ed i duetti tra i due formidabili attori a rendere coinvolgente il film (tratto dall'omonimo romanzo di Nicholas Searle) che dal punto di vista della sceneggiatura presenta alcune evidenti ingenuità ed il colpo di scena finale è abbastanza prevedibile (come prevedibile è la storia, con annesso twist improbabile che non convince pienamente). La recitazione del Gandalf de Il signore degli anelli è perfetta ed è messa in maggior risalto nel corso del film, la Ella de Ella & John - The Leisure Seeker (e tanti altri) è un po' più sorniona quasi a rispettare il ruolo che ricopre. Forse sarebbe stato meglio dare più risalto alla storia principale che concentrarsi sulla parallela storia del vecchio furfante indebolendo un po' il gran finale. Comunque un film non troppo disprezzabile, anche se il regista dirige quasi sottotono e questo (The Good Liar in originale) non è uno di quei film che si ricorderanno nel tempo. Voto: 5,5

martedì 7 maggio 2019

La Bella e la Bestia (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2018 Qui - A nemmeno tre anni dall'apprezzabile e discreta, perché cupa, meno fiabesca e poco musical, versione francese della celebre fiaba con Vincent Cassel e Léa Seydoux, ecco l'ennesima riproposizione in salsa Disney de La Bella e la Bestia (Beauty and the Beast), il (comunque bellissimo) classico che nella versione animata giunse nel 1991 alla nomination all'Oscar come miglior film. Una riproposizione che però non sortisce in parte l'effetto voluto, perché anche se la storia ricalca fedelmente (troppo) l'originale, visto che le novità si esauriscono nell'invenzione di due piccole back story per i protagonisti e nel nuovo adattamento delle parole delle canzoni, a mancare in questa (almeno personalmente deludente) pellicola, è precisamente la magia, quella che dovrebbe rapire lo spettatore e farlo immergere in una favola senza tempo accompagnandolo nella straordinaria storia di un principe, di un incantesimo, di un odio che si trasforma in amore capace di spezzare ogni apparenza, ogni superficiale impressione, ed invece manca tutto ciò, manca un'anima a questo film che, seppur tecnicamente ineccepibile, ben girato, con le musiche passate alla storia, le scene corali, tutto molto ben fatto ma senza trasmettere nulla in più allo spettatore che si vede scorrere la pellicola senza riuscire davvero ad apprezzarne il senso, il focus, giacché non scocca quella scintilla di magia tra film e spettatore, non c'è un vero coinvolgimento, è tutto molto approssimativo, molto superficiale, quasi sbrigativo. Questo live action del 2017 infatti, diretto da Bill Condon, se tuttavia merita appunto un'ampia sufficienza grazie ad un comparto tecnico notevole, grazie a scenografie ed effetti speciali di prim'ordine, senza dimenticare gli scontati ottimi costumi, non riesce insomma a ricreare quella magia e quel coinvolgimento dovuti a film del genere, anche perché il cuore e il pathos dell'originale non si avvertono.

martedì 19 febbraio 2019

Mr. Holmes: Il mistero del caso irrisolto (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/01/2017 Qui - Partiamo subito da un dettaglio importante, Mr. Holmes: Il mistero del caso irrisolto (Mr. Holmes), film del 2015 diretto da Bill Condon e interpretato da Ian McKellen nel ruolo del famoso investigatore Sherlock Holmes, adattamento cinematografico del libro di Mitch Cullin intitolato A Slight Trick of the Mind, pubblicato nel 2005, non è un film giallo. Il titolo in italiano infatti non rispecchia quella che è poi la trama del film in quanto richiama quasi un thriller mentre è decisamente un drammatico. Il titolo esatto è soltanto Mr. Holmes. Sherlock, l'investigatore più famoso del mondo, difatti non esiste più, si è ritirato da decenni in una residenza in campagna dopo aver sbagliato l'esito della sua ultima indagine, purtroppo con risvolti fatali. Tutto qui "il giallo metaforico" del film. Il vero "giallo" è la vita, nella sua complessità di sentimenti ed emozioni. La vita, che non ha mai un vero perché, dove nessuno troverà mai il vero significato se non si interroga veramente da dentro, siamo tutti soli e tutti abbiamo bisogno di amore, ma spesso ce ne dimentichiamo e diamo ragione alle apparenze, cerchiamo misteri dove non ce ne sono e diamo la colpa agli altri delle nostre manchevolezze. In mezzo al frastuono della quotidianità, Mr. Holmes si è ritirato accompagnato sempre dalla sua grande intelligenza ed intuito a vivere fra le api, portatrici di vita e di lavoro, innocui ed innocenti creature, ed ha chiuso fuori il male dalla sua esistenza, dimenticandosi che esiste e dimenticandosi le cose, dandone colpa all'età avanzata, in attesa della morte. Ma la vita non ha ancora concluso, con Mr. Holmes e gli chiede di cominciare a vivere veramente ed a capire che il Male nasce dal far finta che non esista.

venerdì 5 ottobre 2018

Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/10/2015 Qui - Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate, film fantasy del 2014 diretto da Peter Jackson e scritto dallo stesso regista con Fran Walsh, Philippa Boyens e Guillermo del Toro è basato sulla parte finale del romanzo Lo Hobbit e dalle Appendici de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, il terzo e conclusivo capitolo della trilogia de Lo Hobbit che funge da prequel alla trilogia de Il Signore degli Anelli. È stato preceduto da Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (2012) e Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (2013). Il film ha ottenuto una nomination agli Oscar 2015. E' l'unico dei sei film dell'Anello a non cominciare con un flashback, è una delle trovate di adattamento più efficaci del film, gli dona da subito un ritmo sincopato e conferma la forte unità narrativa che questa serie di tre film vuole avere. Il drago Smaug infuriato per il tentativo del nano Thorin Scudodiquercia e della sua compagnia di abbatterlo, vola fuori dal regno di Erebor e attacca Pontelagolungo dandola a fuoco. Mentre i nani, inermi, guardano la scena dalla montagna, in un delirio di fughe disperate solo Bard decide di combattere il drago riuscendo in extremis a penetrare l'unico punto scoperto della sua dura scorza con una sola grande freccia. Sconfitta la creatura si apre uno scenario ancora più truce: la montagna è libera e il tesoro dei nani incustodito, la notizia si sparge in fretta e, vista la bramosia di Thorin nel tenere l'oro per sè, alle porte si prepara un conflitto tra l'esercito degli elfi e degli uomini (desiderosi di vedere rispettata la promessa fattagli dal nano ora "re sotto la montagna"), quello dei nani accorsi a difendere il loro simile e il grande nemico di Thorin, desideroso d'oro e vendetta. In mezzo a tutto ciò Bilbo ha rubato la bramata Arkengemma e deve decidere che farne. Un pericolo più grande però li aspetta, l'oscuro Sauron ha inviato un orda di Orchi spietati a conquistare Erebor, Elfi, umani e nani dovranno combattere insieme se vorranno avere una speranza, anche Thorin dopo aver capito in cosa l'oro lo stava trasformando scende in campo ad aiutare, un'epica battaglia è alle porte. Il film, pur basandosi sull'opera di Tolkien, in realtà si prende come ogni adattamento alcune licenze, mantenendo comunque lo spirito narrativo del libro. Le differenze con il libro, soprattutto nella seconda parte del film (in particolar modo riguardo la battaglia e le narrazioni affini, con i non secondari ruoli ricoperti da Tauriel e Legolas), rendono il terzo capitolo della trilogia quello più liberamente interpretato (e implementato) in sede cinematografica.