Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - Divenuta ormai di culto, grazie alle sue esibizioni all'insegna del
kitsch, la principale kermesse canora del Vecchio Continente riceve la
consacrazione di una commedia americana, che un po' la prende
(bonariamente) in giro in stile Zoolander, e un po' ne celebra i
lustrini e gli eccessi (si riconoscono pure alcuni volti già noti della kermesse). Will Ferrell, diretto dal suo vecchio amico
David Dobkin (già regista, tra gli altri, di 2 single a nozze),
interpreta una commedia leggera, spassosa, colorata e persino
punteggiata da un paio di belle canzoni (una tra l'altro, quella bellissima della
finale della rassegna nel film, fu candidatura agli scorsi Oscar) e
qualche battuta rapidamente
entrata nell'immaginario collettivo (una su tutte: "Play Ja Ja Ding
Dong!"). Niente di indimenticabile, intendiamoci, ma il filmetto
funziona bene e raggiunge il suo minimale scopo di intrattenere
piacevolmente, complice anche un buon cast (Rachel McAdams, Pierce
Brosnan, Dan Stevens) che coadiuva lo strabordante (forse troppo?) protagonista.
Voto: 6+
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sabato 20 novembre 2021
Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga (2020)
Labels:
Commedia grottesca,
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Film musicale,
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Will Ferrell
martedì 30 giugno 2020
Il tuo ex non muore mai (2018)
Titolo Originale: The Spy Who Dumped Me
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Azione, Commedia
Produttore: Brian Grazer, Ron Howard
Regia: Susanna Fogel
Sceneggiatura: Susanna Fogel, David Iserson
Cast: Mila Kunis, Kate McKinnon, Sam Heughan, Justin Theroux
Hasan Minhaj, Ivanna Sakhno, Fred Melamed, Kev Adams
Gillian Anderson, Paul Reiser, Tom Stourton
Jane Curtin, Ólafur Darri Ólafsson
Hasan Minhaj, Ivanna Sakhno, Fred Melamed, Kev Adams
Gillian Anderson, Paul Reiser, Tom Stourton
Jane Curtin, Ólafur Darri Ólafsson
Durata: 110 minuti
Spy-comedy al femminile con Mila Kunis e Kate McKinnon.
Due amiche si ritrovano al centro di un intrigo internazionale, inseguite da un killer e da un attraente agente segreto.
martedì 24 marzo 2020
The Vanishing - Il mistero del faro (2018)
Titolo Originale: The Vanishing
Anno e Nazione: Regno Unito 2018
Genere: Thriller, Drammatico
Produttore: Andy Evans, Maurice Fadida, Gerard Butler, Ade Shannon, Sean Marley
Regia: Kristoffer Nyholm
Sceneggiatura: Celyn Jones, Joe Bone
Cast: Gerard Butler, Peter Mullan, Connor Swindells, Søren Malling
Ólafur Darri Ólafsson, Gary Lewis
Ólafur Darri Ólafsson, Gary Lewis
Durata: 100 minuti
Gerard Butler e Peter Mullan in un suggestivo thriller tratto da una storia vera.
Il ritrovamento di una cassa sconvolge la routine di tre guardiani del faro su un'isola scozzese.
mercoledì 15 gennaio 2020
Animali fantastici - I crimini di Grindelwald (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/01/2020 Qui
Tema e genere: Secondo episodio della serie avventuristica di fantasia Animali fantastici, spin-off e prequel della serie cinematografica di Harry Potter, ispirata all'omonimo libro di J. K. Rowling.
Tema e genere: Secondo episodio della serie avventuristica di fantasia Animali fantastici, spin-off e prequel della serie cinematografica di Harry Potter, ispirata all'omonimo libro di J. K. Rowling.
Trama: Evaso dal carcere, Gellert Grindelwald si nasconde a Parigi e progetta di sottomettere il mondo alla sua ideologia. Newt Scamander cerca nuovamente di contrastarlo, spronato dal suo ex professore Albus Silente.
Recensione: Dopo il film del 2016 era salita tantissimo l'aspettativa per il prosieguo della storia di Newt Scamander (Eddie Redmayne), il (simpaticissimo) magizoologo uscito dalla penna di J.K. Rowling, ex studente di Hogwarts e protetto di Albus Silente, soprattutto perché ci si aspettava da questo secondo capitolo un deciso cambio di profondità, una narrazione più originale, e invece niente di tutto ciò. Rispetto al precedente (qui la recensione) non solo la sceneggiatura (già difettata) fa un ulteriore passo indietro ma i punti di forza un po' si scoloriscono. Ora però non voglio dire che questo film sia da bocciare nella sua totalità, anzi, si attesta come un film nella media, senza infamia e senza lode, ma anche se continua ad essere un film (ma comunque meno rispetto al primo) di buon intrattenimento, è innegabile non accorgersi che qualcosa non funzioni. Gli animali fantastici (che qui non sono più elemento importante e risolutivo per lo sviluppo della trama) ci sono (ed uno soprattutto bellissimo) ma molto meno che nel primo film (ritorna almeno l'adorabile Snaso cleptomane, che paradossalmente avrà pure un ruolo decisivo nello svolgimento della storia) ed è un peccato, perché erano davvero uno dei punti di forza della storia. Che questa volta è più cupa, centrata su arrovellate questioni genealogiche, più complessa e fine a se stessa. Animali fantastici - I crimini di Grindelwald mette difatti sul piatto tantissime storyline, troppi colpi di scena, sparando informazioni a raffica senza portare ad una destinazione comune. È vero che i thriller spionistici hanno una trama intricata, dove bisogna stare attenti a non perdere passaggi e a ricordare i volti dei personaggi, pena non capire nulla del film, ma qui siamo di fronte ad un film per un ampio pubblico che potrebbe sentirsi spiazzato di fronte a un puzzle difficile da riassemblare. Le storie infatti, per colpa di regia e sceneggiatura si intrecciano in modo caotico. La prima, che è sempre di David Yates, sembra un po' più stanca, qualche buona idea ma con un montaggio non sempre puntale e meno efficace anche sulle scene d'azione, la seconda, ad opera nuovamente della scrittrice britannica, è a tratti inconsistente, basata su scelte narrative talvolta forzate, o troppo scontate, con personaggi nuovi prima introdotti e poi sacrificati, e quelli vecchi sminuiti.
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venerdì 3 gennaio 2020
Shark - Il primo squalo (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2020 Qui
Tema e genere: Adattamento cinematografico in salsa prettamente action del romanzo horror fantascientifico MEG pubblicato nel 1997 da Steve Alten.
Trama: Un esperto di salvataggi subacquei (ritiratosi dopo un'incidente) viene ingaggiato da una stazione internazionale d'osservazione sottomarina per riportare in salvo una spedizione rimasta intrappolata, dopo aver subito un attacco dal Megalodonte, nelle profondità.
Recensione: Già dal titolo scelto dai titolisti italiani fuori di testa si riscontrano i primi palesi difetti di questo di certo non originale action. L'originale The Meg (che si capisce per cosa sta) diventa senza motivi validi Shark, come se si chiamasse così in inglese (ma non è vero). Poi, secondo titolo, Il primo squalo, che non si capisce che voglia dire, perché anche scientificamente è errato (caso mai, forse, il primo cugino dello squalo, ma forse). Oltre a trasmettere il messaggio che il titolista ha bisogno di ferie e psichiatri, trasmette anche false informazioni scientifiche. Comunque il film sfrutta una struttura piuttosto classica nel genere (forse troppo). Nonostante una durata forse esagerata, in cui si percepisce chiaramente come ci siano dei palesi momenti di stanca e noia, nella sua totale imperfezione, il film di Jon Turteltaub rientra nei perfetti canoni del blockbuster che punta semplicemente ad intrattenere. Intendiamoci, intrattenere non è sempre sinonimo di qualità, e andando a scavare con un po' più di acume nella pellicola, si notano infatti alcuni difetti macroscopici. Le scene di dialogo sono inefficaci e superficiali, non c'è da aspettarsi alcun riferimento scientifico ma soprattutto ci si abbandona al cliché e alle citazioni (una, ovviamente, dedicata a Lo Squalo) elementi fin troppo caratterizzanti di questo genere. Quando però si entra in acqua, e la battaglia inizia a consumarsi, Shark riesce a svolgere discretamente bene il suo lavoro. Jason Statham si conferma uomo fisico, in grado di "portare a casa" con disinvoltura moltissime scene d'azione facendole sembrare persino credibili (ma non cinematograficamente parlando il prodotto nel suo complesso). La squalo non fa paura ma riesce, grazie alle sue dimensioni, a trasmettere quantomeno un senso di minaccia reale che deve essere combattuta. Inoltre, la virata quasi "fantascientifica" verso la fine del film, dimostra la poca volontà di prendersi troppo sul serio.
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