Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2024 Qui - Il tema è affascinante: otto storie radicate nel folklore di altrettante nazioni, dirette da registi di vario calibro, alcuni dei quali notevoli. Tuttavia, come spesso succede in progetti simili, la qualità degli episodi varia significativamente, oscillando tra l'eccellente (quello austriaco e turco), il passabile (tedesco e inglese) e il mediocre (polacco, greco e americano). L'episodio indiano, nonostante sia stato girato in un suggestivo bianco e nero, non mi ha trasmesso nulla. L'opera risulta più intrigante nelle sue premesse che nella realizzazione. È un peccato, perché con un maggiore impegno sulle sceneggiature, che talvolta risultano enigmatiche e difficili da interpretare a causa della loro brevità, si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore. Invece, si assiste a qualche sobbalzo e forse un paio di momenti brillanti, ma poca carne al fuoco che alla fine fa attendere con sollievo i titoli di coda. Voto: 5,5
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venerdì 14 giugno 2024
The Field Guide to Evil (2018)
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venerdì 12 aprile 2024
Ninja Scroll (1993)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/04/2024 Qui - Un'opera decisamente matura, non adatta a tutte le età (sicuramente non ai bambini, data la frequenza di scene di sesso e violenza), che mi ha personalmente affascinato e colpito per la crudezza di alcune sequenze. Si rivolge a chi cerca una rappresentazione almeno parzialmente realistica del feroce Giappone feudale, intriso di sangue e leggende. In questo film splatter, che intreccia casualmente mitologia e storia, non vi è alcun personaggio amabile. È un film ricco di volti e corpi distorti, dove l'esagerazione dei duelli si fonde con la maniacale precisione dell'animazione. La trama dei ninja può sembrare banale (nonostante contenga drammi e amori inaspettati), ma va ricordato che il film risale al '93 e che i suoi personaggi hanno influenzato molti altri anime e videogiochi, diventando stereotipi. Nonostante alcuni difetti, come un ritmo non sempre sostenuto e una certa confusione narrativa, è realizzato così magnificamente che si può facilmente trascurare. Questo è Ninja Scroll, un magnifico anime di genere cappa e spada, con un'impronta decisamente action (una perfetta occasione per Yoshiaki Kawajiri di mostrare il suo talento innovativo), che offre una dinamica invidiabile e si colloca tra i migliori del suo genere. È un must per chi, come me, è affascinato dalla figura dei ninja e dei samurai. Voto: 7,5
Wicked City - La città delle bestie incantatrici (1987)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/04/2024 Qui - Conosciuto anche come "La città delle bestie" e erroneamente classificato come hentai, cioè un anime a contenuto pornografico, "Wicked City" (ispirato a un romanzo di Hideyuki Kikuchi) è in realtà un thriller oscuro e violento, con marcata impronta horror e alcune scene sessuali piuttosto esplicite, senza tuttavia cadere nel genere hard-core. In breve, è un'opera di qualità discreta, una rappresentazione ancora grezza delle idee innovative che il regista Yoshiaki Kawajiri (al suo debutto in solitaria) perfezionerà e plasmerà magistralmente in "Ninja Scroll". La qualità delle animazioni è accettabile per l'epoca, risultando abbastanza fluide e realistiche, e la creazione delle creature demoniache, capaci di trasformazioni ben congegnate, è notevole. Alcune situazioni risultano però prevedibili e non aggiungono valore a una sceneggiatura già debole, e anche il tema trattato manca di originalità, con personaggi che si conformano agli stereotipi del genere. L'uso dei colori e le ambientazioni sono tuttavia interessanti. Merita una visione, ma è raccomandato soprattutto ai veri appassionati e agli amanti dell'horror. Voto: 6,5
venerdì 29 marzo 2024
The Head Hunter (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Un fantasy di stampo nordico e medioevale che vive dell'essenzialità dello scritto e dell'estetica degli scenari. Le fredde foreste e le montagne creano paesaggi affascinanti che, mescolati con l'habitus del guerriero, danno vita a un quadro d'insieme sinistro e imprevedibile. Minimali e poco significative le scarne parole pronunciate durante tutto il film che non inficiano la comprensione dei fatti né compromettono il gradimento. Malgrado nei momenti topici non si veda molto, il film riesce lo stesso nell'intento di creare un misto di tensione e attesa che tiene col fiato sospeso. Ad aiutare è anche la breve durata, circa 70 minuti. Buono il tutt'altro che scontato finale. Un film che fa il suo dovere, nonostante un micro budget (30 mila dollari). Voto: 6+ [Prime Video]
Shadow in the Cloud (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Il gremlin che rosicchia le parti dell'aereo fa tornare subito in mente l'episodio di "Ai Confini Della Realtà" (poi riproposto nell'omonimo film del 1981), ambientata la storia durante la seconda guerra mondiale crea un mix tra scene di guerriglia aerea, fantasy ed action. L'inizio è intrigante al punto giusto ed interessante (al netto dei continui irritanti commenti sessisti via radio), più che altro per la claustrofobica ambientazione e l'alone di mistero. Peccato però che detto mistero venga dipanato nel modo peggiore possibile, ovvero evolvendo in una roboante panzana in cui il mostro di turno è ancora la cosa più verosimile. Un solo merito: è tanto sciocco da non lasciare spazio alla noia, però questo neo cine-femminismo, qui insensato, sconforta. Voto: 5 [Prime Video]
venerdì 22 dicembre 2023
Mona Lisa and the Blood Moon (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Fuggita dal manicomio, una ragazza dotata di poteri psichici vaga in un quartiere periferico di New Orleans, vede persone, fa cose. Film (riuscito solo parzialmente) dalle palesi similitudini con il lungometraggio d'esordio (A Girl Walks Home Alone at Night) della regista (Ana Lily Amirpour), compresa l'ambientazione notturna, ma privo della stessa eleganza formale oltre che carente sotto il profilo della sceneggiatura: la protagonista si comporta come una marziana insensibile per cui è difficile provare empatia nei suoi confronti, e anche gli altri personaggi sono tratteggiati in modo sommario. Fuffa autoriale oscillante tra il banale e l'irritante. Non vorrei che quel primo film sia stata la classica botta di fortuna. Non dico che questo film sia diretto male, ma l'ho trovato vuoto nel suo complesso e poco interessante. Un film che esprime poco, che non dice niente e non va da nessuna parte. Voto: 5
Dampyr (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Primo film dell'Universo Cinematografico Bonelli, trasposizione dell'omonimo fumetto, un prodotto di certo non perfetto e a dispetto della fonte d'ispirazione puramente derivativo (Blade e non solo) ma comunque competente ed efficace. Tecnicamente curato, con la giusta dose di azione (discreta) ed un cast che funziona bene (doppiaggio ok). Svolgimento e situazioni sono ben serviti ed anche i dialoghi pur non brillando sono buoni. Se bisogna cercare difetti io direi il digitale non è sempre sfruttato al meglio e il confronto finale sbrigativo. Apprezzabile invece il prologo nel medioevo. Ben curate anche le ambientazioni (riprese in Romania). Non posso fare confronti con il fumetto non avendolo mai letto ma l'ho trovato molto meglio di quanto pensassi e ritengo che meriti più attenzione di quanta ne ha ricevuta. Se è vero che sovente escono fallimenti ci sono le dovute eccezioni, e per me questo film lo è. Voto: 6,5
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martedì 22 agosto 2023
Notte Horror 2023: I delitti del gatto nero (1990)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/08/2023 Qui - Ininterrottamente dal 2016 partecipo a questa bellissima iniziativa, e mi ripresento anche quest'anno (e sempre mi presenterò fin quanto potrò, pure se fosse l'unico post) all'appuntamento, cinematograficamente parlando, più orrido ed orripilante della blogosfera. Un appuntamento tipicamente estivo, e che quest'anno proprio come l'estate che volge al termine, finirà a settembre (l'elenco completo con tutte le date passate e prossime lo trovate a fine post). L'appuntamento è ovviamente quello con la Notte Horror, che quest'anno ha raggiunto lo storico traguardo del decimo anno, ed io vi partecipo per l'ottava (e consecutiva come detto) volta. Come regole comandano, la scelta del film passa attraverso l'obbligo del genere horror, attraverso il vincolo della tamarrata e la preferenza dei decenni che vanno dagli anni '70 ai '90, ebbene questa volta la suddetta è caduta su di un film che nelle vere Notti Horror di Italia 1 è passato spesso negli anni, su di un film che altro non è che l'ennesimo, ulteriore horror ad episodi, formula tanto di moda negli anni '80 in poi soprattutto inerente a questo genere. I delitti del gatto nero infatti, oltretutto tradotto in modo non esattamente felice, quasi una barbaria (esclusivamente italica) volendolo rinominare così, dall'originale Tales from the Darkside: The Movie, è difatti un altro simpatico film ad episodi, un classico anni '90 composto da 3 episodi più uno che funge da cornice, e che si rifà al Creepshow di Romeriana memoria (e successivamente Carpenteriana riverenza, Body Bags del 1993, giusto l'anno scorso visto e recensito per questa simile occasione).
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venerdì 16 giugno 2023
Dellamorte Dellamore (1994)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2023 Qui - Simpatica commedia/horror diretta da Michele Soavi (La setta uno dei suoi non tanti film) tratta da un romanzo di Tiziano Sclavi che a sua volta ispirò lo stesso scrittore nella creazione della serie di Dylan Dog. Malgrado certa fantasia nella sceneggiatura ed una certa illogicità nello sviluppo (qualche guizzo si alterna a svariati momenti veramente trash), Dellamorte Dellamore è una pellicola divertente, che si ricorda con piacere e che è stata diretta con estro da un Soavi in gran forma. La storia è molto creativa e non si fa mancare proprio nulla: abbiamo zombie che risorgono in un cimitero di un paesino, un guardiano molto in stile Dylan Dog (bravo Rupert Everett) tenebroso e solitario, tanto black humour, una Anna Falchi in un triplo ruolo che non nasconde le sue grazie notevoli e degli effetti splatter di buon livello. Inoltre mi sembra doveroso menzionare fra le note liete del prodotto le scenografie ed il finale, forse un po' pretenzioso ma certamente inaspettato. Un mix quindi di elementi e ingredienti per un titolo molto amato ma anche molto odiato per, appunto, la sua anima alquanto bizzarra e fuori dagli schemi (molte le pause e le incertezze, luci e ombre, un po' un pastrocchio, ma apprezzabile è almeno il tentativo di fare qualcosa di originale). Nell'insieme dunque una pellicola divertente che intrattiene a dovere, peccato alcune pecche, che ahimè incidono sul voto finale. Voto: 6
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mercoledì 17 maggio 2023
Errementari - Il fabbro e il diavolo (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Nella metà del 1800 in un remoto villaggio basco, un fabbro solitario e brutale, considerato un essere diabolico dai suoi concittadini, ha rinchiuso un prigioniero nella sua fonderia. Fiaba nera (Errementari ha infatti diverse sfumature horror, ma è indubbio che è una favola nera a cui non manca un certo umorismo altrettanto nero) derivata da una leggenda popolare (di quella zona della penisola iberica) in cui è evidente lo zampino produttivo di Álex de la Iglesia (anche se a livello iconografico non si può negare molte assonanze con il Legend di Ridley Scott nella rappresentazione del diavolo e per le tonalità della buonissima fotografia) ma il regista (l'esordiente Paul Urkijo Alijo) riesce comunque a trovare una propria cifra stilistica tra l'horror e una storia di formazione di cui è protagonista una bambina orfana che impara a vedere al di là delle apparenze. Messa in scena raffinata con ambientazioni suggestive ed effetti speciali piacevolmente artigianali. Personaggi ben caratterizzati, con il demone Sartael che fa la parte del leone. Buone alcune trovate come lo stratagemma dei ceci. Qualche piccolo giro a vuoto nel ritmo nella parte centrale (soffre inoltre qualcosa nella scrittura, mancando di quella zampata che lo possa rendere convincente appieno), ma visione comunque valida che non manca di intrattenere e mostrarsi godibile senza sforzi. Piccolo ruolo per la Itziar Ituno (La casa di carta). Esperimento affascinante ed una storia meno banale di ciò che può sembrare, non è una perdita di tempo dargli un'occhiata. Voto: 6,5
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giovedì 19 gennaio 2023
Unico indizio la luna piena (1985)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/01/2023 Qui - Tratto da un romanzo breve di Stephen King, Silver Bullet è un horror a tema licantropi molto godibile, classico prodotto nato negli anni '80 con tutte le consuete caratteristiche annesse. Caccia al mostro di turno nella classica cittadina di provincia statunitense. La premessa risaputa (quanto lo è la conclusione) è accompagnata da uno svolgimento onesto e tutto sommato avvincente. Come in buona parte dei racconti di King, la storia del terrore è in fondo un pretesto per parlare di valori che con la paura hanno poco a che fare, qui l'affetto famigliare, la fiducia fra fratelli, insomma un po' di "volemose bene". E' un film a tratti ingenuo, con un impianto più per ragazzi che da storia matura, ma l'ho trovato molto piacevole. Ovviamente la pellicola non è né troppo violenta né troppo sanguinosa, ma il mix fra favola per ragazzi e storia dell'orrore funziona, soprattutto nella seconda parte in cui la minaccia si manifesta con più frequenza. Personaggi stereotipati ma non irritanti, per i quali non si fatica a fare il tifo, momenti orrorifici distribuiti con intelligenza e mai stucchevoli, indagini scolastiche ma che tengono alta l'attenzione. La creatura è di Carlo Rambaldi e le trasformazioni in tempo reale, per la prima volta utilizzate in "Un lupo mannaro americano a Londra" di Landis, sono interessanti. Buona la regia (dell'ex-collaboratore di Spielberg Dan Attias), che riesce a realizzare alcune scene e sequenze davvero riuscite (la migliore secondo me è l'incubo del reverendo, quello dove vede i fedeli trasformarsi), curata la fotografia e decente la recitazione. Originali le particolari sedie a rotelle motorizzate utilizzate dal giovane protagonista (ne avrei voluta averne una quand'ero ragazzino). Divertente e, come da genere, decisamente nostalgico. Un filmetto che si guarda con piacere grazie alla sua semplicità e genuinità di fondo. Voto: 6
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mercoledì 30 novembre 2022
Prey (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Lo scenario della foresta amazzonica era lo sfondo ideale del primo e riuscito Predator con l'accoppiata McTiernan/Schwarzenegger. Dan Trachtenberg, già regista del sottovalutato 10 Cloverfield Lane, riesce a ricreare le condizioni del film originale, ambientandolo nella prima metà del Settecento in territorio Comanche e con protagonista una ragazza che vuole diventare un guerriero della propria tribù. Ecco infatti uno scenario naturale ideale per un duello senza esclusione di colpi, superiorità tecnologica contrapposta all'astuzia possibile per prevalere. C'è azione, c'è tensione, senza dimenticare la bravura della Amber Midthunter dal volto molto espressivo. Una regia attenta, una sceneggiatura molto ben equilibrata ed un look del Predator efficace sia nella prestanza fisica che nella qualità della CGI. Se proprio si deve trovare un difetto, i dialoghi decisamente anacronistici, però tutto sommato non è un film basato sui dialoghi, per cui non è un difetto particolarmente grave. Resta comunque il miglior capitolo di questo franchise dopo l'originale. Voto: 6,5
Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Ci voleva Sam Raimi per far sì che questa nuova fase dell'universo cinematografico Marvel riprendesse quota e tornasse (dopo Black Widow, Shang-Chi ed Etenarls, al massimo sufficienti) a livelli degni di un certo cinema che sa coniugare intrattenimento a bellezza visiva (cosa che è riuscito comunque a fare Spider-Man: No Way Home, di cui questo film è il seguito narrativo). Il personaggio e le ambientazioni lasciano al regista (nonostante debba tutto incastrare in un universo già ben definito e quindi in qualche modo limitato) la possibilità di fare ciò che vuole, si passa da autocitazioni a momenti di tensione e di terrore insoliti per questa tipologia di pellicole (carina l'idea di creare una continuità diretta con la fantastica serie WandaVision). E sì, la trama non sarà chissà che, i personaggi secondari non sono approfonditi molto, ma di fronte a tanta spettacolarità si può solo godere. E tuttavia, e seppur non all'altezza del primo fantastico Doctor Strange, secondo capitolo discretamente riuscito e certamente promosso. Voto: 6,5
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giovedì 27 ottobre 2022
Morbius (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Partito bene con un'idea abusata ma interessante per via dei personaggi coinvolti, poi però si perde come fosse un film d'azione normale, perdendo quella bella caratterizzazione che c'era stata all'inizio. Il villain è vero che non è niente male, però alla fine non ha una spiegazione convincente del perché attacchi il dottore suo amico fraterno con quella ferocia. Il finale poi è poco interessante e smorza tutta la pellicola, come se fosse stata tagliata. Un peccato perché delle belle atmosfere cosi dark e quasi horror mi facevano ben sperare e sono anche abbastanza inusuali per i cinecomics, però la considero un occasione sprecata e fondamentalmente evitabile perché non porta avanti nulla nell'universo Marvel. In questo senso è ormai evidente che quasi tutti i personaggi Marvel devono essere necessariamente portati sul grande schermo, ma con risultati molto altalenanti, soprattutto ultimamente. Mi piacciono i film sui supereroi, li vedo tutti, ma ultimamente tra i Venom e questo è una bella lotta tra quale mi ha deluso di più, nonostante l'intrattenimento datomi. Voto: 5
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venerdì 30 settembre 2022
Il seme della follia (1994)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - John Carpenter non delude (quasi) mai, anche in questo film, il suo più apocalittico film, che non a caso chiude una trilogia a tema, principiata con l'eccelso La Cosa e proseguita con Il signore del male (il meno apprezzabile dei tre, a mio avviso) la tensione è sempre sui massimi livelli ma con la grande novità di riuscire a congegnare un abile gioco di incastri tra finzione e realtà che, in alcuni frangenti, può portare a un certo spaesamento nello spettatore ma che regala comunque emozioni e una giusta dose di paura praticamente per tutta la durata del film. Gustoso, pirotecnico e con una giusta (ma non stucchevole) dose di effetti speciali, un buonissimo film che vale la pena vedere anche per i non amanti dell'horror. Ottime scene, bella la realizzazione dei mostri, ottime interpretazioni (straordinario Sam Neill, ma grande piacere anche nel rivedere Charlton Heston purtroppo in una delle sue ultime apparizioni) e soprattutto finale davvero allucinante (un finale che rivela anche il valore meta del film, che in pratica mette in scena se stesso riflettendo sul significato del cinema, oltre che della letteratura) per uno dei migliori film di Carpenter. Un film che rende (splendidamente) omaggio a H. P. Lovecraft. Voto: 7,5
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sabato 30 luglio 2022
The Final Girls (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Per quanto il metacinema
e l'horror siano anni che vanno a braccetto fa
sempre piacere vedere omaggiare e sezionare il genere amato, in questo
caso il sottogenere slasher con particolare attenzione alla saga di
"Venerdì 13". Ci sono delle trovate molto ma molto interessanti e
originali oltre che simpatiche, ma altri punti piuttosto patetici (vedi
la storia madre-figlia che poteva essere un poco smussata).
Gli inserimenti da commedia ben si sposano con l'andamento da slasher
movie che la storia segue e regala momenti ben orchestrati. Non male
neanche il cast, bene anche la regia (dello sconosciuto Todd Strauss-Schulson), ritmo fluido, qualche risata ed
apprezzabili momenti gore. I cliché sono ovviamente voluti per far
arrivare al fatidico finale e
dare allo spettatore la "final girls" come evince il titolo, ovvero la
tipica ragazza/o che in barba a tutto e tutti alla fine si salva.
Nonostante non siamo nemmeno
lontanamente ai livelli di Quella casa nel bosco per esempio (prende
infatti un po' da lì e un po' da là, da Ricomincio da capo a Last Action
Hero fino a Scream), questo The Final Girls è una pellicola che merita e
che
fortunatamente non si prende mai sul serio. Non mi è dispiaciuto in
fondo, ma certamente poteva risultare migliore. Voto: 6
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martedì 9 novembre 2021
A cena con il lupo: Werewolves Within (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2021 Qui - Non conosco il videogioco da cui è tratto perciò non so dire se il taglio grottesco, quasi demenziale, è qualcosa che appartiene già al prodotto Ubisoft o è una scelta voluta solo per il film. Comunque sia, sembra essere funzionale a una visione in disimpegno, dove l'implicazione "mannara" si fonde discretamente con l'alone di sospetto e complotto che attanaglia tutta la storia. Manca però qualche dettaglio in più, in quella che sembra una sceneggiatura poco interessata a fornire un quadro completo su fatti e personaggi ma che riesce comunque a imbastire un prodotto godibile e senza grosse incertezze. Tra i pregi la regia, di Josh Ruben, che riesce a ben bilanciare gli elementi horror con quelli da giallo, la location innevata, l'atmosfera inospitale e il buon affiatamento del cast (comprendente nomi noti e meno noti). Tra i difetti i dialoghi, che sono spesso stupidi, e le dinamiche davvero scontate. Anche gli effetti speciali e lo splatter non esprimono al massimo il potenziale di questo plot. Carino, ma poteva essere anche meglio, peccato. Voto: 6
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martedì 5 ottobre 2021
Sotto shock (1989)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2021 Qui - Altro film horror di Wes Craven dall'idea potenzialmente originale ma che visto sullo schermo non rende purtroppo al meglio. E tuttavia tra alti e bassi è un film ancora guardabile, un film horror fantastico incentrato (come facilmente intuibile) su un folle serial killer che torna in vita sotto forma di elettricità dopo essere sopravvissuto alla sedia elettrica, a cui poco si può contestare sotto l'aspetto tecnico. Comunque il film fatica a mantenere una certa tensione, e di certo non è facile da giudicare, perché al suo interno ci sono sia elementi positivi che delle cadute clamorose. Ancor prima di Scream, ma in maniera meno plateale Wes Craven opera una sorta di autocitazione del proprio cinema in primis e dell'horror in generale, riciclando sé stesso da Nightmare e di altre pellicole di quegli anni. La buona prova di Mitch Pileggi (il Walter Skinner di X-Files) nei panni Horace Pinker offre un serial killer con bastardaggine e cattiveria all'altezza del primo Freddy Krueger e la regia di Wes Craven è più che buona. Si avverte però un notevole disequilibrio con la parte finale del film, a mio parere sopra le righe con quanto si era visto fino a quel momento. Un passaggio fin troppo repentino che non si è ripresentato con il successivo Scream dove horror e ironia sono miscelati in maniera migliore (molto interessante è invece la colonna sonora). Non aiuta nemmeno una sceneggiatura tutt'altro che impeccabile e con evidenti carenze di logica (anche per un horror), ma tutto sommato è un film più sperimentale di quanto mostri. Un film/horror che (appunto) rigioca coi sogni, beffardamente ironico, come si usava all'epoca, ma teso e sanguinario, retto da un Peter Berg (futuro buon regista) impavido eroe sull'orlo di una crisi di nervi. Si poteva fare decisamente meglio questo sì, ma così com'è è pur sempre un prodotto più che dignitoso, un prodotto bizzarro clamorosamente godibile. Voto: 6+
lunedì 14 giugno 2021
Gretel e Hansel (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - Il film del regista Oz Perkins (regista che per la prima volta incrocio) opera una una rivisitazione della favola dei Grimm, senza stravolgere la narrazione della favola, cui rimane piuttosto fedele. La variante più importante sicuramente è mettere al centro della storia Gretel, ragazza divisa tra l'istinto protettivo nei confronti del fratello, come una madre, e la necessita di crescere in un contesto duro in cui la prima necessità è la sopravvivenza. Niente case di marzapane o altre invenzioni kitsch, ma un ottimo apparato visivo che si rivela l'elemento migliore del film, debitore sicuramente a The Witch di Robert Eggers (uno dei migliori horror degli ultimi anni), sotto questo punto di vista, ma capace di essere teso e molto inquietante sia all'interno della casa della strega e nell'aspetto sinistro del bosco, inquietante come tutte le fiabe nere che si rispettino. Discreta la colonna sonora, buone le interpretazioni di Sophia Lillis e soprattutto della strega, inquietante il giusto da giovane e da vecchia (Alice Krige perfetta), mentre il ragazzino che fa Hansel (Samuel Leakey) talvolta risulta molesto. Evitabile qualche eccesso nell'uso della computer grafica. A conti fatti, a parte una sceneggiatura non propriamente solida, un film discretamente riuscito, in cui quel finale ci sta. Un film decisamente apprezzabile nel mescolare elementi architettonici moderni con atmosfere cupe e trascinanti, promosso. Voto: 6,5
lunedì 3 maggio 2021
Scuola di mostri (1987)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2021 Qui - Nelle vesti di regista Fred Dekker dopo Dimensione terrore e prima del crollo con Robocoop 3, realizzò il suo migliore lavoro, ovvero questo film, una commedia dai toni fantastici che, tra omaggio e parodia, scorre via veloce. La storia vede un gruppo di (piccoli) amici appassionati di horror (cresciuti a pane e Stephen King) fronteggiare i "mostri" classici della Universal (ci sono tutti, da Dracula a Frankenstein, da l'Uomo Lupo a La Mummia fino ad Il mostro della laguna nera), in uno scontro divertente ed epico. Davvero I Goonies in versione horror, ci sono tantissime cose che ricordano il vecchio classico: dal doppiaggio italiano fino alla figura di Frankenstein (che nei Goonies era Sloth), inoltre una delle attrici c'è in tutti e due i film, poi una battuta in particolare (peccato per la colonna sonora, piuttosto inconsistente). Si vede che è un film degli anni '80, un film simpatico e piacevole. Visto oggi risulta un bizzarro esperimento parzialmente riuscito, con dei personaggi un po' abbozzati e delle situazioni che vanno dall'infantile all'orrorifico, senza una precisa direzione. Effetti speciali modesti, costumi iperclassici nella rappresentazione dei mostri e una trama dal buon ritmo che inanella citazioni al cinema precedente e contemporaneo, con un'ironia spicciola capace tuttavia di suscitare qualche sorriso. Gustoso, ma sarebbe consigliato vederlo da ragazzini. Sarebbe stato meglio infatti se l'avessi visto 25-30 anni fa, forse sarebbe diventato anche un mio cult, ora come ora è solo un breve viaggio nostalgico, bello ma certamente non memorabile. Voto: 6+
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