Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - L'esile creatura del titolo non ha stretti legami con la mitologia dei "Grandi Antichi" lovecraftiani: il solitario di Providence non sarebbe fiero del risultato ottenuto su grande schermo e frutto dell'opera del francese Jean-Paul Ouellette (che ne firmerà anche un seguito nel 1993) anche se, nonostante tutto, questo film ebbe il merito di rendere internazionale un horror francese in tempi "cinematografici" poco prolifici per la nazione. Qualche insistito effetto gore riesce comunque a far dimenticare la pochezza dello script (alquanto semplicistico) e della recitazione (molto mediocre, zero carisma). Di positivo infatti, c'è il trucco della creatura (discreto nonostante i pochi mezzi), l'ambientazione (una villa abbandonata oggetto di turpi leggende) e quell'atmosfera tipica degli horror anni '80 (simpatica la canzone "Up there"), ma purtroppo il resto è pochissima roba. Il regista narra difatti Lovecraft come uno slasher adolescenziale ammiccando vagamente all'inarrivabile Sam Raimi, il risultato è nell'insieme alquanto molesto. Guardabile, ma con il cervello staccato. Voto: 5
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giovedì 12 ottobre 2023
Dagon - La mutazione del male (2001)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - Naufragati sulle coste spagnole due giovani americani si trovano in un villaggio abitato da strane creature. L'accoppiata Brian Yuzna-Stuart Gordon dà vita ad un'altra trasposizione filmica degli scritti di Lovecraft. Stavolta l'ispirazione è presa dai racconti brevi Dagon e soprattutto La maschera di Innsmouth, amalgamandoli ed apportandovi qualche piccola modifica. Come noto, trasferire su pellicola le atmosfere orrorifiche e soprannaturali create dal solitario di Providence è un'impresa quasi impossibile. In questo caso specifico non aiuta né la povera produzione spagnola né l'adattamento della storia ai giorni nostri. Gli sviluppi tecnologici dell'ultimo secolo rendono infatti difficilmente accettabile una vicenda di isolamento totale come quella narrata nel film. Per di più la trama è messa in scena in maniera parecchio ingenua ed il protagonista compie talmente tante idiozie che diventa subito antipatico. D'altro canto, c'è da riconoscere che la coppia di autori cerca di rispettare la pagina scritta e dimostra tutta la sua passione per l'opera del Sommo. L'atmosfera malsana del piovoso villaggio con i suoi mostruosi abitanti ciondolanti e cantilenanti è resa molto bene e pure il finale, con qualche inatteso ma riuscito momento splatter, risulta d'effetto. Punti dolenti sono indubbiamente gli effetti speciali (scadente computer grafica) ed il cast, specialmente l'imbambolato protagonista. Le ragazze per lo meno sono carine, mentre c'è da segnalare la presenza dell'unico nome noto, il vecchio Francisco Rabal (qui al suo ultimo film), che fa una fine orribile. Facendo le necessarie "tare" per le tante ingenuità dovute soprattutto alla scarsità di mezzi, la sufficienza se la merita tutta. Voto: 6
Le vergini di Dunwich (1970)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - Portare Lovecraft sullo schermo è impresa ardua e lo conferma pienamente anche questo film, che si limita a prendere spunto molto superficialmente da un celebre racconto dello scrittore di Providence per imboccare rapidamente la strada di un horrorino seriale, lontano anni luce dall'atmosfera di angoscia che si sprigiona dalla pagina scritta. E tuttavia non male. L'atmosfera in parte c'è, nella fotografia e nelle scenografie: il regista è infatti lo scenografo Daniel Haller (quello del ciclo di Poe diretto da Roger Corman) che, però, perde colpi nella narrazione. Poche incongruenze sì, ma molta carne al fuoco, forse troppa, e il film ne risente (opinabili comunque certi inserimenti: il rito come iniziazione sessuale che nulla c'entra con Lovecraft). Discutibile inoltre la scelta degli attori principali, il legnoso Dean Stockwell e l'anzitempo sfiorita Sandra Dee. Belle ed ispirate invece, le sequenze in cui appare il mostro, nelle quali si alternano colori, giochi di luce e suoni inquietanti, ed i titoli di testa animati di ispirazione psichedelica (è girato nel '69), di notevole effetto (in un certo senso più lovecraftiani del film in sé), ma non bastano a risollevare le sorti del film. Di un film di alti e bassi, certamente non esaltante ma non inguardabile. Voto: 5,5
Speciale H. P. Lovecraft
Post pubblicato su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - Di lui ne ho già, seppur sporadicamente, ma comunque densamente, parlato, di Howard Phillips Lovecraft, spesso citato come H. P. Lovecraft, ovvio, uno degli autori più influenti nel campo della letteratura fantastica e dell'orrore, che nell'ultimo periodo ho incontrato sempre più spesso. Nel campo videoludico (saga Penumbra, Dagon ed altri), letterario (Necronomicon ed altri) e cinematografico in primis (basta spulciare il blog un po' lì e un po' là). A tal proposito (da qui che l'etichetta di scrittore infilmabile è nata), portare H. P. Lovecraft sullo schermo è un'impresa difficile, perché i racconti di questo scrittore hanno una tale peculiarità, sono così lugubri, malsani ed onirici, che mal si prestano ad essere rappresentati graficamente. Le ambientazioni e le suggestioni ideate da quel geniale scrittore sono perfette per essere lette, perché rapiscono totalmente il lettore nell'oscuro mondo dell'ignoto. Tuttavia, le stesse storie rappresentate in un film perdono molto del loro fascino, perché ci privano dell'elemento più forte che hanno i suoi racconti, cioè la capacità di farci viaggiare con l'immaginazione. Ci riuscì sorprendentemente Richard Stanley con il suo Il colore venuto dallo spazio, ma ben pochi altri son riusciti nell'intento. E in questo senso, proprio in virtù di questa specie di ricerca della "verità" che ho visto questi tre film, tratti dai racconti o riferiti alle opere di Lovecraft. E il risultato è questo, non propriamente eccellente.
venerdì 30 settembre 2022
Il seme della follia (1994)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - John Carpenter non delude (quasi) mai, anche in questo film, il suo più apocalittico film, che non a caso chiude una trilogia a tema, principiata con l'eccelso La Cosa e proseguita con Il signore del male (il meno apprezzabile dei tre, a mio avviso) la tensione è sempre sui massimi livelli ma con la grande novità di riuscire a congegnare un abile gioco di incastri tra finzione e realtà che, in alcuni frangenti, può portare a un certo spaesamento nello spettatore ma che regala comunque emozioni e una giusta dose di paura praticamente per tutta la durata del film. Gustoso, pirotecnico e con una giusta (ma non stucchevole) dose di effetti speciali, un buonissimo film che vale la pena vedere anche per i non amanti dell'horror. Ottime scene, bella la realizzazione dei mostri, ottime interpretazioni (straordinario Sam Neill, ma grande piacere anche nel rivedere Charlton Heston purtroppo in una delle sue ultime apparizioni) e soprattutto finale davvero allucinante (un finale che rivela anche il valore meta del film, che in pratica mette in scena se stesso riflettendo sul significato del cinema, oltre che della letteratura) per uno dei migliori film di Carpenter. Un film che rende (splendidamente) omaggio a H. P. Lovecraft. Voto: 7,5
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lunedì 22 marzo 2021
From Beyond - Terrore dall'ignoto (1986)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2021 Qui - Dopo il più che soddisfacente Re-Animator, Stuart Gordon ci riprovò subito mantenendo le caratteristiche di base dell'esordio, e quindi l'amico Brian Yuzna alla produzione e lo spunto preso da un racconto di H. P. Lovercraft.
Questa volta però non tutto funziona a dovere, anche se nel complesso
un'opera da vedere, un calderone ripieno di vari elementi horror che
malgrado i difetti ha tutt'ora qualcosa da dire. A ridimensionare
parzialmente il titolo abbiamo una sceneggiatura fin troppo confusa
(troppo infarcita di dialoghi e dettagli tecnici che non interessano a
nessuno), con il regista che ad un certo punto sembra farsi prendere un
po' troppo la mano dimenticando la logica. Malgrado questo, la storia
(che è quella del classico scienziato che inventa una stupefacente
macchina, in questo caso un meccanismo che gli permetta di entrare in
contatto con un'ignota dimensione, che si ritorce inevitabilmente
contro) riesce comunque a catturare l'attenzione dello spettatore
dall'inizio alla fine. Le buone intenzioni ci sono, l'atmosfera pure, e
la messa in scena, alla fine, appare più che dignitosa, specie per
quanto riguarda la "gustosa" girandola di effetti speciali, trucchi e
splatter (tutta roba presente in abbondanza). E poi Jeffrey Combs nel ruolo dello scienziato pazzo ormai è una garanzia, come una garanzia nel ruolo di gnocca lo è Barbara Crampton. Insomma, un buon horror/fantasy, divertente, ben realizzato e poco pretenzioso. Non siamo ai livelli di Re-Animator, ma ci siamo vicini. Voto: 6,5
lunedì 5 ottobre 2020
Re-Animator (1985)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2020 Qui - Un film che avevo indubbiamente voglia di vedere, un po' per il regista Stuart Gordon mancato mesi fa e un po' il fatto che il film sia tratto dal racconto del 1922 Herbert West, rianimatore dello scrittore statunitense H. P. Lovecraft (ultimamente presenza fissa qui sul blog, persino nei videogiochi). Altri motivi sono, che è un film del 1985 ed è essenzialmente un B-Movie (roba che ogni tanto sempre piacevole è vedere). Il regista prende infatti uno dei più famosi racconti del solitario di Providence adattandolo ai "giorni nostri" e aggiungendo elementi per raggiungere una durata da lungometraggio, scegliendo il racconto che più si avvicina a quello che era il canone dei tempi (i film di zombie o di vampiri, meglio se spaziali come Space Vampires, stessa pasta), ne esce un buonissimo film, con buoni effetti e buone interpretazioni, che pur non essendo un capolavoro si è guadagnato nel tempo il titolo di cult. E credo giustamente, proprio perché il film d'esordio di Stuart Gordon penso rappresenti uno dei più felici esempi di quel filone del cinema dell'orrore anni '80 caratterizzato da un grande dispiego di effetti speciali artigianali, rudimentali quanto efficaci, e da una certa inventiva a livello visivo che, unita ad una trama bizzarra e fantasiosa, assicuravano un certo divertimento, pur contenendo comunque un minimo di riflessione etica. Re-Animator tuttavia non si prende mai sul serio, e questa è probabilmente la carta vincente. E in tal senso la regia non è soltanto funzionale ma azzeccata, perché offre alcune inquadrature che colpiscono nel segno (le trovate malsane degli ultimi 30 minuti poi, elevano il film a vette interessanti). Gli attori quasi tutti sconosciuti recitano parecchio bene per essere un B-Movie, e in particolare è efficacissima l'interpretazione di H. West da parte dell'attore Jeffrey Combs, che qui appare come il classico nerd americano ossessionato da questi studi sul cervello umano che senza farsi troppi problemi vuole arrivare in fondo al suo esperimento. Parlando di quello che non mi è piaciuto devo sottolineare una sceneggiatura a tratti brillante e a tratti ci sono dei buchi imbarazzanti, che però non pregiudicano la discreta fattura di questa pellicola, una pellicola, mix tra un horror-splatter con un pizzico di thriller e qualche scena trash veramente indimenticabile (una su tutte, chi l'ha visto sa), che seppur mostra qualche lieve ruga dell'invecchiamento, merita di essere vista, soprattutto dagli amanti del genere. Voto: 7
Bellissimi coetanei (1985 Movies)
Post pubblicato su Pietro Saba World il 05/10/2020 Qui - In occasione del Tag sui bellissimi coetanei cinematografici dello scorso anno, che consisteva nell'elencare i miei 10 film preferiti del 1985, l'anno della mia nascita (eccolo qui), ammettei, anche nominandoli, che alcuni titoli, anche importanti, di quell'anno, non avevo ancora visto. E così presi un impegno nel vedere quei film, recuperare appunto certi film da molti considerati cult o semplicemente bellissimi film. Di questi alcuni ho visto durante quest'anno appena trascorso (era luglio 2019), e sicuramente continuerò a vedere in futuro, tuttavia in questa occasione ne ho raggruppati quattro, due scelti già all'epoca e due, di cui ne ho sentito parlare in quest'ultimo periodo, aggregatosi successivamente, tutti comunque visti nei giorni scorsi. Nessuno mi ha troppo entusiasmato, ma contento di averli visti.
Phenomena (1985)
Re-Animator (1985)
Stuff - Il gelato che uccide (1985)
La mia Africa (1985)
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giovedì 20 agosto 2020
Speciale H.P. Lovecraft - Color Out of Space (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2020 Qui - Ogni tanto ci capita di incappare in un déjà-vu, fenomeno unico e particolare ma non raro, anzi, soprattutto in campo cinematografico (e in particolare negli ultimi anni) abbastanza frequente. E' quello che è capitato a me vedendo questo film, Color Out of Space, memore della visione di non pochi giorni fa del film della Notte Horror, ossia Space Vampires, ho notato alcune analogie, e in effetti molte sono le similitudini. Lo spazio (che è anche nel titolo), luogo immenso da dove provengono esseri "estranei", conseguentemente la minaccia aliena, con annessi fasci di luce colorata e strani fenomeni fisici/psicologici, e tanti altri piccoli dettagli, quali stesso genere, siamo sempre infatti dalle parti del fanta-horror. E tuttavia il gap (seppur non elevatissimo) tra le due pellicole c'è e si vede, nonché si sente. A fare la differenza non tanto il fatto che qui donne nude che se ne vanno in giro non ci stanno, neanche che siano state prodotte in epoche diverse, quanto il fatto che nonostante i due film siano entrambi basati su un romanzo/racconto, la differenza tra questi è sostanziale (di caratura, intensità ed ineluttabilità). Color Out of Space, come per alcuni sarà stato ed è facile intuire, è infatti basato su un racconto, Il colore venuto dallo spazio, di Howard Phillips Lovecraft, spesso citato come H.P. Lovecraft, non propriamente uno qualunque. Uno che, anche se non si è letti alcun romanzo o racconto (come me), non si può non conoscere, uno che, a 83 anni dalla sua morte continua ad essere fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo, lo è stato, lo è ancora, e questo nella letteratura così come nel cinema e nella musica (e non solo), uno che, sempre meriterebbe di essere celebrato, come oggi, che a 130 anni dalla sua nascita, viene onorato dalla cricca di blogger (tra questi ci sono anch'io) più cool della blogosfera. Ma dopotutto potevamo mica esimerci nel non decantare uno dei maggiori scrittori di letteratura horror di tutti i tempi? Assolutamente no, ed eccoci tutti qui (ovviamente tutti quelli che l'hanno voluto omaggiare, a fine post troverete tutte le direzioni di navigazione) a parlarvi delle sue opere, e delle trasposizioni filmiche che alcune di esse hanno avuto. Negli anni tantissimi, ma l'anno scorso ecco arrivare quello ad uno dei suoi racconti più celebri e meglio riusciti, già stato trasposto altre volte, ma mai con la carica visiva ed espressiva che è capace di sprigionare questa pellicola.
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