Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - L'esile creatura del titolo non ha stretti legami con la mitologia dei "Grandi Antichi" lovecraftiani: il solitario di Providence non sarebbe fiero del risultato ottenuto su grande schermo e frutto dell'opera del francese Jean-Paul Ouellette (che ne firmerà anche un seguito nel 1993) anche se, nonostante tutto, questo film ebbe il merito di rendere internazionale un horror francese in tempi "cinematografici" poco prolifici per la nazione. Qualche insistito effetto gore riesce comunque a far dimenticare la pochezza dello script (alquanto semplicistico) e della recitazione (molto mediocre, zero carisma). Di positivo infatti, c'è il trucco della creatura (discreto nonostante i pochi mezzi), l'ambientazione (una villa abbandonata oggetto di turpi leggende) e quell'atmosfera tipica degli horror anni '80 (simpatica la canzone "Up there"), ma purtroppo il resto è pochissima roba. Il regista narra difatti Lovecraft come uno slasher adolescenziale ammiccando vagamente all'inarrivabile Sam Raimi, il risultato è nell'insieme alquanto molesto. Guardabile, ma con il cervello staccato. Voto: 5
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