Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - Naufragati sulle coste spagnole due giovani americani si trovano in un villaggio abitato da strane creature. L'accoppiata Brian Yuzna-Stuart Gordon dà vita ad un'altra trasposizione filmica degli scritti di Lovecraft. Stavolta l'ispirazione è presa dai racconti brevi Dagon e soprattutto La maschera di Innsmouth, amalgamandoli ed apportandovi qualche piccola modifica. Come noto, trasferire su pellicola le atmosfere orrorifiche e soprannaturali create dal solitario di Providence è un'impresa quasi impossibile. In questo caso specifico non aiuta né la povera produzione spagnola né l'adattamento della storia ai giorni nostri. Gli sviluppi tecnologici dell'ultimo secolo rendono infatti difficilmente accettabile una vicenda di isolamento totale come quella narrata nel film. Per di più la trama è messa in scena in maniera parecchio ingenua ed il protagonista compie talmente tante idiozie che diventa subito antipatico. D'altro canto, c'è da riconoscere che la coppia di autori cerca di rispettare la pagina scritta e dimostra tutta la sua passione per l'opera del Sommo. L'atmosfera malsana del piovoso villaggio con i suoi mostruosi abitanti ciondolanti e cantilenanti è resa molto bene e pure il finale, con qualche inatteso ma riuscito momento splatter, risulta d'effetto. Punti dolenti sono indubbiamente gli effetti speciali (scadente computer grafica) ed il cast, specialmente l'imbambolato protagonista. Le ragazze per lo meno sono carine, mentre c'è da segnalare la presenza dell'unico nome noto, il vecchio Francisco Rabal (qui al suo ultimo film), che fa una fine orribile. Facendo le necessarie "tare" per le tante ingenuità dovute soprattutto alla scarsità di mezzi, la sufficienza se la merita tutta. Voto: 6
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giovedì 12 ottobre 2023
sabato 6 novembre 2021
Incubo sulla città contaminata (1980)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/11/2021 Qui - Un ritorno a due facce quello di Umberto Lenzi nel genere horror, otto anni dopo l'ultimo cannibal movie, genere con cui tuttavia tornerà nel 1981 in scena, fu con Cannibal Ferox. In un film del genere bisogna andare infatti a valutare quello che è il reale valore del film, e quello che ha lasciato nelle pellicole prodotte nei periodi successivi. La figura del non-morto velocizzato e capace di azioni strategiche intelligenti è stata un'intuizione a suo modo innovativa e interessante, seppur il film più che non morto proponga in verità degli infetti da radiazioni. Quindi un plauso al regista per questo innegabile merito, ma non bisogna dimenticare anche il resto: il film difatti soffre di numerosi difetti che risaltano con troppa facilità. Partiamo da errori di regia e di montaggio veramente da dilettanti, ma in generale il film elargisce con generosità scene surreali e poco realistiche (anche il trucco lascia parecchio a desiderare). Gli attori non sono disastrosi, ma si parla tuttavia di una recitazione monocorde e piatta, nessuno spicca. Gli effetti splatter sono altalenanti e riescono alle volte a sorprendere (scena dell'occhio), però in altri frangenti fanno calare sconforto nello spettatore. Non sono il massimo neanche le scene di lotta, parecchio ripetitive e fuori luogo. Al film avrei anche dato la sufficienza, ma negli ultimi 10 minuti la vicenda diventa troppo assurda, sfociando in un finale che non ha senso d'esistere. Conclusione: film da guardare per alcune intuizioni importanti, ma sempre tenendo presente il livello della pellicola. Voto: 5,5
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