Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/11/2023 Qui - Opera prima di Brian Yuzna nonché mio primo approccio in sua veste da regista, nella sua versione produttore/sceneggiatore invece già ben approcciato, e con buoni risultati, come in questo caso. Society è l'essenza stessa del cinema del regista statunitense, il film che lo rappresenta meglio per la sua impronta stilistica ed il suo modo d'inorridire (low budget e artigianale al massimo come da tradizione). Uno dei body horror più famosi di sempre. Un horror ironico e graffiante che sbeffeggia la borghesia e il Potere in genere. La sua forza sta nell'essere assurdo ed eccessivo senza scadere nel volgare o peggio, nella comicità involontaria. Tutto è ben dosato e, nonostante delle recitazioni discutibili, risulta un film gradevole. Devo ammettere infatti, che nella prima parte si respira un po' di tensione ed inquietudine per gli strani avvenimenti che riguardano il protagonista (a tal proposito un grande complimento per l'uso di disinibite donzelle qua e là). Poi il film esplode in tutto il suo putridume che porta a disgusto ma pure a qualche risata. In questo senso purtroppo, esso non è comunque esente da (grossi) difetti, ma da ricordare soprattutto per il suo "messaggio" (paradossalmente ancora attuale). Un film molto interessante e che spicca per originalità, soprattutto per l'epoca. La metafora che letteralmente si mangia il film, un film fuori dalle righe che decisamente fa centro. Voto: 6,5
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Brian Yuzna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brian Yuzna. Mostra tutti i post
lunedì 13 novembre 2023
Society - The Horror (1989)
Labels:
Ben Slack,
Billy Warlock,
Brian Yuzna,
Commedia grottesca,
Connie Danese,
Devin Devasquez,
Evan Richards,
Horror,
Patrice Jennings,
Tim Bartell
giovedì 12 ottobre 2023
Dagon - La mutazione del male (2001)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2023 Qui - Naufragati sulle coste spagnole due giovani americani si trovano in un villaggio abitato da strane creature. L'accoppiata Brian Yuzna-Stuart Gordon dà vita ad un'altra trasposizione filmica degli scritti di Lovecraft. Stavolta l'ispirazione è presa dai racconti brevi Dagon e soprattutto La maschera di Innsmouth, amalgamandoli ed apportandovi qualche piccola modifica. Come noto, trasferire su pellicola le atmosfere orrorifiche e soprannaturali create dal solitario di Providence è un'impresa quasi impossibile. In questo caso specifico non aiuta né la povera produzione spagnola né l'adattamento della storia ai giorni nostri. Gli sviluppi tecnologici dell'ultimo secolo rendono infatti difficilmente accettabile una vicenda di isolamento totale come quella narrata nel film. Per di più la trama è messa in scena in maniera parecchio ingenua ed il protagonista compie talmente tante idiozie che diventa subito antipatico. D'altro canto, c'è da riconoscere che la coppia di autori cerca di rispettare la pagina scritta e dimostra tutta la sua passione per l'opera del Sommo. L'atmosfera malsana del piovoso villaggio con i suoi mostruosi abitanti ciondolanti e cantilenanti è resa molto bene e pure il finale, con qualche inatteso ma riuscito momento splatter, risulta d'effetto. Punti dolenti sono indubbiamente gli effetti speciali (scadente computer grafica) ed il cast, specialmente l'imbambolato protagonista. Le ragazze per lo meno sono carine, mentre c'è da segnalare la presenza dell'unico nome noto, il vecchio Francisco Rabal (qui al suo ultimo film), che fa una fine orribile. Facendo le necessarie "tare" per le tante ingenuità dovute soprattutto alla scarsità di mezzi, la sufficienza se la merita tutta. Voto: 6
Iscriviti a:
Post (Atom)

