Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Indubbiamente derivativo dalle ben più famose pellicole di John Carpenter e Roman Polanski sul medesimo genere, quello che differenzia la pellicola dai suoi predecessori è un'indubbia rilettura del tema in chiave onirica: Michele Soavi sfrutta un soggetto di Dario Argento per dirigere un film che vive di immagini e suggestione visive (La chiesa non è distante da questa cifra stilistica). Eppure La setta non brillerà per originalità in alcune situazioni, ma comunque fa il suo sporco lavoro, soprattutto nella prima parte, e Soavi dietro la macchina da presa dimostra, come spesso succede, il suo valore, soprattutto con le immagini e le tecniche di ripresa. Talvolta confusionario, La setta diventa molto atmosferico e onirico col passare del tempo, fino ad un finale un po' buttato lì (peccato). Discrete le interpretazioni, che solitamente, in questo genere di film, sono uno dei punti deboli (lo sono stranamente le musiche). In definitiva, La setta è il film di Soavi, che finora, mi ha convinto di meno. Un sufficiente low-budget tuttavia meritevole di una visione, però senza grosse aspettative. Voto: 6
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mercoledì 30 novembre 2022
La setta (1991)
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