Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2023 Qui - Simpatica commedia/horror diretta da Michele Soavi (La setta uno dei suoi non tanti film) tratta da un romanzo di Tiziano Sclavi che a sua volta ispirò lo stesso scrittore nella creazione della serie di Dylan Dog. Malgrado certa fantasia nella sceneggiatura ed una certa illogicità nello sviluppo (qualche guizzo si alterna a svariati momenti veramente trash), Dellamorte Dellamore è una pellicola divertente, che si ricorda con piacere e che è stata diretta con estro da un Soavi in gran forma. La storia è molto creativa e non si fa mancare proprio nulla: abbiamo zombie che risorgono in un cimitero di un paesino, un guardiano molto in stile Dylan Dog (bravo Rupert Everett) tenebroso e solitario, tanto black humour, una Anna Falchi in un triplo ruolo che non nasconde le sue grazie notevoli e degli effetti splatter di buon livello. Inoltre mi sembra doveroso menzionare fra le note liete del prodotto le scenografie ed il finale, forse un po' pretenzioso ma certamente inaspettato. Un mix quindi di elementi e ingredienti per un titolo molto amato ma anche molto odiato per, appunto, la sua anima alquanto bizzarra e fuori dagli schemi (molte le pause e le incertezze, luci e ombre, un po' un pastrocchio, ma apprezzabile è almeno il tentativo di fare qualcosa di originale). Nell'insieme dunque una pellicola divertente che intrattiene a dovere, peccato alcune pecche, che ahimè incidono sul voto finale. Voto: 6
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venerdì 16 giugno 2023
Dellamorte Dellamore (1994)
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Fantasy horror,
Film drammatico,
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Romanzo,
Rupert Everett
mercoledì 30 novembre 2022
La setta (1991)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Indubbiamente derivativo dalle ben più famose pellicole di John Carpenter e Roman Polanski sul medesimo genere, quello che differenzia la pellicola dai suoi predecessori è un'indubbia rilettura del tema in chiave onirica: Michele Soavi sfrutta un soggetto di Dario Argento per dirigere un film che vive di immagini e suggestione visive (La chiesa non è distante da questa cifra stilistica). Eppure La setta non brillerà per originalità in alcune situazioni, ma comunque fa il suo sporco lavoro, soprattutto nella prima parte, e Soavi dietro la macchina da presa dimostra, come spesso succede, il suo valore, soprattutto con le immagini e le tecniche di ripresa. Talvolta confusionario, La setta diventa molto atmosferico e onirico col passare del tempo, fino ad un finale un po' buttato lì (peccato). Discrete le interpretazioni, che solitamente, in questo genere di film, sono uno dei punti deboli (lo sono stranamente le musiche). In definitiva, La setta è il film di Soavi, che finora, mi ha convinto di meno. Un sufficiente low-budget tuttavia meritevole di una visione, però senza grosse aspettative. Voto: 6
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sabato 30 aprile 2022
La chiesa (1989)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Esempio ideale dei pregi e difetti del cinema horror italiano di quel
periodo che nel bene o nel male era legato al nome di Dario Argento come
regista e produttore. I pregi senza dubbio è la regia di Michele
Soavi che conferma il talento, seppur solo in parte espresso, nel comunque non memorabile
Deliria. Oltre a
delle buone riprese, mette a frutto le atmosfere suggestive dalla chiesa
e il livello degli attori pur non essendo nulla di trascendentale, è
meno scarso del solito (anche il prologo, ambientato nel Medioevo, non è
malaccio). I difetti stanno in una sceneggiatura che
regge bene nella prima parte, apportando anche qualche piccolo elemento
fantasy ben amalgamato, ma che mostra la corda nella seconda in cui
tende a creare le premesse simili a Dèmoni di Lamberto Bava, senza
peraltro
svilupparle appieno. In poche parole tutto diventa più confuso e c'è un
impantanamento generale in situazioni e personaggi al quale il finale
cerca di mettere una pezza. Il film conserva comunque un grande fascino, grazie all'estetica, agli
ottimi effetti speciali e alle varie citazioni artistiche e letterarie
che ne rendono molto gradevole la visione. In conclusione, un buon film horror con
qualche punto debole e qualche buco temporale qua e là. Voto: 6+
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giovedì 9 settembre 2021
Deliria (1987)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/09/2021 Qui - Debutto alla regia di Michele Soavi, dopo le comparsate in vari film di genere di Dario Argento, Lamberto Bava (in Dèmoni per esempio), Joe D'Amato. Buon esordio il suo, con uno dei primi slasher di stampo italiano. Il regista riesce infatti a confezionare una pellicola interessante e sotto alcuni aspetti davvero caratteristica. Trama solida, dinamica buona, fotografia accettabile sono gli elementi positivi di Deliria. I difetti invece sono gli effetti sonori e la musica, essi allontanano in modo quasi strutturato la tensione, attori improvvisati ma in linea di massima "simpatici". Michele Soavi prende indubbiamente diversi spunti da alcune pellicole del (suo) Maestro Argento, difatti sono evidenti diversi richiami, ma comunque in linea di massima egli riesce a farsi "rispettare" presentando un prodotto accattivante e davvero crudo, dopotutto in questa pellicola lo splatter/slasher è padrone, da notare, sottolineare la crudeltà, il cinismo del Killer che si "sbarazza" facilmente delle sue prede. L'inizio della pellicola è buono, il regista presenta le personalità dei vari protagonisti, i passaggi iniziali ricordano a tratti quelli di "Halloween" pellicola di John Carpenter, ma non la raggiunge in qualità. Come accennato, dinamica ben costruita "incastra" beffardamente tutti nel teatro. Segue una inevitabile, efferata carneficina, grande lavoro della regia che regala allo spettatore omicidi interessanti, particolari (a volte un po' grotteschi) che accompagnati da una valanga di urli e di "sostanza" rossa deliziano (o disgustano, è pura soggettività) il palato di ogni spettatore. Ben curata anche l'icona del Killer, inoltre il suo "abito" è davvero suggestivo. Il finale è abbastanza teso, la trazione non mancherà, il regista riesce a costruire sequenze mozzafiato e molto movimentate. Ovviamente il (forzato) colpo di scena finale è una grossa stonatura, inoltre il regista dona al suo film una (inopportuna) vena umoristica (occhio al Killer nell'ultimissima scena) che fa abbassare inesorabilmente le quotazioni del film. Deliria è in fin dei conti un prodotto da apprezzare, film che sotto alcuni aspetti segue il solito filone cinematografico anni '80 e pone le basi sul solito "gruppetto" di ragazzi che cercheranno di sopravvivere al maniaco di turno, le musiche quasi rock (Must anni 80) come detto risultano essere banali, film che comunque allo stesso tempo si distingue in buona parte dalla massa grazie ad alcune trovate "fantasiose" che oggigiorno scarseggiano "mostruosamente" nel mondo cinematografico Horror. Voto: 6,5
Dèmoni (1985)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/09/2021 Qui - Se non fosse per l'ultima mezz'ora Dèmoni sarebbe un pregevole splatter-movie, realizzato con mestiere e ben elaborato. La pellicola infatti comincia nel migliore dei modi, grazie ad una trama semplice e diretta, che pur non priva di ingenuità e frivolezze, si lascia seguire con entusiasmo (idea interessante sul cinema come luogo dove si compie la maledizione). Lamberto Bava ce la mette tutta dietro la macchina da presa, non è certo ai livelli del leggendario padre Mario (recentemente ho visto Gli orrori del castello di Norimberga), che tra l'altro cita con un chiaro omaggio a La maschera del demonio, ma non delude, forse aiutato anche da Dario Argento. Questi, accreditato come produttore e sceneggiatore, diresse probabilmente in prima persona alcune sequenze. Impossibile inoltre non notare in svariate scene l'utilizzo di luci e colori caratteristico della filmografia Argentiana. Il crescendo orrorifico è ben studiato, nulla di innovativo intendiamoci, ma la tensione regge anche quando il film entra nel vivo dell'azione. Gli effetti speciali sono di buon livello, come anche la colonna sonora, seppur questa, affidata ai Goblin ed a pezzi di note band hard rock, un po' stona (le orecchie). Il cast svolge il compito attestandosi sulla media di queste produzioni. Costituito da volti più o meno noti annovera, tra gli altri, il regista Michele Soavi e Natasha Hovey, starlette lanciata da Carlo Verdone, apparentemente destinata ad una magnifica carriera ed invece scomparsa ben presto nell'anonimato. L'ultima parte però è improponibile, si boccheggia alla ricerca di soluzioni scioccanti per chiudere in bellezza ed invece si scade in ridicolaggini di bassa lega. L'elicottero che si schianta all'interno del cinema, il protagonista che katana alla mano e moto sotto le chiappe affetta demoni a tutto spiano sono invenzioni fin troppo grottesche per poter essere considerate riuscite. Anche il finale è scontato, troppe analogie con i canonici zombie-movie e colpo di scena finale per nulla sconvolgente. A conti fatti non riuscitissimo, ma piuttosto divertente. Voto: 6
lunedì 5 ottobre 2020
Phenomena (1985)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2020 Qui - Un discreto film che, nonostante gli evidenti (immancabili) difetti di sceneggiatura, riesce a trasmettere fin dal primo minuto un elevato senso di angoscia e terrore, riconfermando l'incommensurabile genialità creativa di Dario Argento. Siamo sicuramente lontani dal livello di Profondo Rosso e soprattutto di Suspiria, ma Phenomena è comunque un bel film, un film dai contenuti interessanti (la diversità in primis) e con una discreta componente horror/splatter. La regia di Argento è memorabile (specialmente nella scena iniziale), così come la fotografia e la scenografia, elementi di spicco di quasi ogni suo film (il regista decide di ambientare tutto in una maestosa e sinistra scuola immersa nei selvaggi boschi svizzeri e questa scelta risulta vincente per trasmettere un senso di pericolo e solitudine perenni, è vero che questa impostazione potrebbe ricordare l'ambientazione di Suspiria molto da vicino, ma in questo caso vale il detto "squadra che vince non si cambia"). Degne di nota anche le prove attoriali, specialmente quella di Jennifer Connelly (già talentuosa e bellissima all'epoca, qui alla prima prova da protagonista), con Donald Pleasence che gli fa da spalla con consumato mestiere, mentre Daria Nicolodi non riesce del tutto a caratterizzare in maniera convincente un personaggio volutamente eccessivo e Dalila Di Lazzaro è relegata a un cameo tutto sommato inconsistente, oltre ad essere doppiata da un'altra attrice. Gli unici difetti di questo buonissimo film sono, come precedentemente detto, la sceneggiatura a tratti scricchiolante, ma comunque ben sviluppata (la trama infatti, malgrado assurdità clamorose e qualche rallentamento nella parte centrale, risulta piacevole e accattivante e vive il suo picco nel delirante finale terrorizzante e strampalato allo stesso tempo), il doppiaggio così così, e soprattutto la scelta di alcuni brani musicali (prevalentemente heavy metal) per niente attinenti alle scene dove sono stati inseriti. La colonna sonora dei Goblin, invece, è come sempre di un livello superiore alla media. In conclusione proprio non male questo film, un film di grande impatto e dalle idee interessanti che sa regalare (ancora) sani brividi. Voto: 7
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