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lunedì 5 ottobre 2020

Phenomena (1985)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2020 Qui - Un discreto film che, nonostante gli evidenti (immancabili) difetti di sceneggiatura, riesce a trasmettere fin dal primo minuto un elevato senso di angoscia e terrore, riconfermando l'incommensurabile genialità creativa di Dario Argento. Siamo sicuramente lontani dal livello di Profondo Rosso e soprattutto di Suspiria, ma Phenomena è comunque un bel film, un film dai contenuti interessanti (la diversità in primis) e con una discreta componente horror/splatter. La regia di Argento è memorabile (specialmente nella scena iniziale), così come la fotografia e la scenografia, elementi di spicco di quasi ogni suo film (il regista decide di ambientare tutto in una maestosa e sinistra scuola immersa nei selvaggi boschi svizzeri e questa scelta risulta vincente per trasmettere un senso di pericolo e solitudine perenni, è vero che questa impostazione potrebbe ricordare l'ambientazione di Suspiria molto da vicino, ma in questo caso vale il detto "squadra che vince non si cambia"). Degne di nota anche le prove attoriali, specialmente quella di Jennifer Connelly (già talentuosa e bellissima all'epoca, qui alla prima prova da protagonista), con Donald Pleasence che gli fa da spalla con consumato mestiere, mentre Daria Nicolodi non riesce del tutto a caratterizzare in maniera convincente un personaggio volutamente eccessivo e Dalila Di Lazzaro è relegata a un cameo tutto sommato inconsistente, oltre ad essere doppiata da un'altra attrice. Gli unici difetti di questo buonissimo film sono, come precedentemente detto, la sceneggiatura a tratti scricchiolante, ma comunque ben sviluppata (la trama infatti, malgrado assurdità clamorose e qualche rallentamento nella parte centrale, risulta piacevole e accattivante e vive il suo picco nel delirante finale terrorizzante e strampalato allo stesso tempo), il doppiaggio così così, e soprattutto la scelta di alcuni brani musicali (prevalentemente heavy metal) per niente attinenti alle scene dove sono stati inseriti. La colonna sonora dei Goblin, invece, è come sempre di un livello superiore alla media. In conclusione proprio non male questo film, un film di grande impatto e dalle idee interessanti che sa regalare (ancora) sani brividi. Voto: 7

mercoledì 16 settembre 2020

Profondo rosso (1975)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/09/2020 Qui - Un film pieno di idee buonissime, con alcune scene memorabili (il gioco di specchi in corridoio è una roba magistrale e terrificante), però non è il capolavoro di Dario Argento, che secondo me rimane Suspiria. Tuttavia Profondo Rosso, è insieme al quel grandissimo film il massimo dell'espressione artistica del regista, ed uno dei migliori film di genere horror italiani degli anni '70, di conseguenza di sempre. Il film infatti, seppur imperfetto (l'imperfezione è data da alcuni espedienti forzati, quest'ultimi poco credibili), è manifesto del cinema italiano, di quegli anni, del genere, di un regista. Grande padronanza nell'utilizzo e nel posizionamento della macchina da presa, notevole intelligenza nelle scelte luministiche e cromatiche, suspense genuina e scene di omicidi violenti che fanno paura, con la musica dei Goblin ritornello immortale. La trama "gialla" è sviluppata con (abbastanza) perizia (la sceneggiatura è perforabile) e lascia perfino spazio a un intreccio sentimentale fra i due protagonisti, che però non guasta. Buone le prove di David Hemmings, e della musa del regista Daria Nicolodi, mentre fra i caratteristi bene la grande Clara Calamai (questa fu la sua ultima interpretazione). Nonostante ciò, a mio modesto parere manca sempre qualcosa per farne un capolavoro, ed essere il suo migliore. Sarà la sceneggiatura o cosa ogniqualvolta non so, ma è così. Qualche effetto un po' troppo plateale chissà, in ogni caso gran film. Voto: 7,5