Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Ci voleva Sam Raimi per far sì che questa nuova fase dell'universo cinematografico Marvel riprendesse quota e tornasse (dopo Black Widow, Shang-Chi ed Etenarls, al massimo sufficienti) a livelli degni di un certo cinema che sa coniugare intrattenimento a bellezza visiva (cosa che è riuscito comunque a fare Spider-Man: No Way Home, di cui questo film è il seguito narrativo). Il personaggio e le ambientazioni lasciano al regista (nonostante debba tutto incastrare in un universo già ben definito e quindi in qualche modo limitato) la possibilità di fare ciò che vuole, si passa da autocitazioni a momenti di tensione e di terrore insoliti per questa tipologia di pellicole (carina l'idea di creare una continuità diretta con la fantastica serie WandaVision). E sì, la trama non sarà chissà che, i personaggi secondari non sono approfonditi molto, ma di fronte a tanta spettacolarità si può solo godere. E tuttavia, e seppur non all'altezza del primo fantastico Doctor Strange, secondo capitolo discretamente riuscito e certamente promosso. Voto: 6,5
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mercoledì 30 novembre 2022
Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)
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giovedì 31 marzo 2022
Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Film a mio parere piuttosto scialbo e privo di elementi particolarmente
interessanti. Un vero peccato, perché da un film Marvel ambientato in
Cina mi sarei aspettato un po' di coraggio in più soprattutto a livello
di regia (da un regista, Destin Daniel Cretton, che tra l'altro viene da
Il diritto di opporsi, genere completamente diverso). Così non è stato,
e in generale Shang-Chi ricalca il prodotto Marvel medio senza essere
troppo esaltante o troppo orribile. Personalmente mi ha divertito, nel
complesso, anche se è lontano dall'essere memorabile. Alcuni espedienti
funzionano bene, soprattutto quelli comici, ma nella parte centrale ci
sono tante di quelle forzature che, rispetto al tono iniziale,
sviliscono il film. Un po' posticci i riferimenti ad altri film Marvel,
ma anche i personaggi sono troppo monodimensionali, se non fosse per un
Tony Leung davvero in forma ma che spesso viene fatto passare per fesso.
Forse un prologo eccessivamente lungo e verboso, i combattimenti sono
invece ben coreografati e gli effetti speciali (candidati agli Oscar)
seppur esasperati sono di gran qualità. Nel complesso il film una
visione se lo merita ma se avessero gestito meglio il tutto sarebbe
stato preferibile, così rimane un prodotto uguale a
tanti altri. Shang-Chi ci lascia dei personaggi
poco carismatici (a parte Awkwafina prezzemolina) e un protagonista fin troppo semplice. Voto: 6
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mercoledì 13 ottobre 2021
Raya e l'ultimo drago (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/10/2021 Qui - Disney costruisce il suo lungometraggio sulla mitologia orientale della quale il drago è uno dei simboli maggiori ma non dimentica di mettere al centro della narrazione, come sempre più spesso le capita, un personaggio femminile forte. Ne deriva un lungometraggio che, pur non all'altezza dei capolavori della casa, è divertente, pieno di azione e può contare su un'animazione impeccabile (un realismo impressionante delle animazioni, una cura del dettaglio che è pura meraviglia) ma soprattutto su scenografie e sfondi da applausi (di qualità anche dal punto di vista musicale). Peccato che la storia sia troppo, ma davvero troppo banale (perché insomma la storia è veramente a prova di cretino, è tipo un videogame) e non ci sia nessun approfondimento dei personaggi. Umorismo un po' eccessivo da parte di troppi personaggi, a cominciare dalla "draga", e un buonismo francamente esagerato nel finale. Al di là di ciò, non mi è spiaciuto, è gradevole, un bel passatempo, realizzato (come detto) tecnicamente benissimo, con bei personaggi che, bene o male, funzionano tutti. Il 59º classico Disney, diretto a quattro mani, anche da Don Hall, già co-regista del bellissimo Big Hero 6, non mi ha entusiasmato, ma è comunque piacevole. In definitiva lo definirei un Disney minore, forse adatto a un pubblico un po' meno smaliziato. Voto: 6
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venerdì 17 settembre 2021
La vita straordinaria di David Copperfield (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - Il romanzo di Charles Dickens non l'ho letto perciò evito di fare paragoni. Il film è piuttosto particolare, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, tra il grottesco e il surreale, ed è in possesso di un ritmo narrativo discreto, una confezione particolareggiata nell'esporre colori, suoni ed emozioni ma anche leggermente pesante in alcuni passaggi che stentano a coinvolgere degnamente. Altalenante, c'è del buono e del meno buono (alcuni momenti British insopportabili ed altri invece geniali), ma sinceramente di "straordinario" c'è ben poco, nella pellicola e nella storia di questo personaggio ingenuamente pittoresco. Il film dura un due orette, si fa seguire volentieri ma manca di qualcosa, non bene definibile, forse omogeneità? Disavventure decisamente troppo episodiche. Perché okay, va certamente riconosciuto ad Armando Iannucci (di cui Morto Stalin, se ne fa un altro apprezzai particolarmente) di non essersi limitato all'ennesima riproposizione di un classico vittoriano tanto corretta quanto anonima: la sua è infatti una commedia brillante dai toni favolistici che smussa gli aspetti drammatici e punta molto sull'eccentricità di alcuni personaggi, se a questa impostazione si aggiunge l'incongrua multi-etnicità del cast, l'impressione è quella di trovarsi di fronte ad un Favoloso mondo di David ultra-politicamente corretto, approccio sicuramente originale, ma può lasciare più perplessi che affascinati, ed è quello che è successo a me. Il film è comunque fatto molto bene, benissimo ambientato, con un cast di livello e in ottima forma (dal protagonista Dev Patel, alla zia Tilda Swinton, a Hugh Laurie e così via), non è però un film che rivedrei volentieri. Voto: 6
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giovedì 1 luglio 2021
Gemini Man (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/07/2021 Qui - Poteva essere un film promettente, in considerazione del tipo di storia che poteva dare adito a buone soluzioni visive e narrative. Se il primo elemento può dirsi in qualche modo compiuto, anche in presenza di discrete scene action, il secondo purtroppo lascia perplessi dalla pochezza dei personaggi. Se il personaggio maturo di Will Smith è un carattere tutto sommato funzionante, purtroppo la sua controparte "clone" è talmente anonimo e sbiadito da essere ai confini dell'inconsistenza, solo un pallido riflesso privo della benché minima sostanza. Non aiuta nemmeno Clive Owen alle prese con il classico villain tagliato con l'accetta con poca sostanza. Quindi mancando i personaggi e con una storia non certo originalissima, già vista troppe volte, il film promette tanto sulla carta, ma alla resa dei fatti è una promessa mancata. La storia di cloni che provano ad uccidere il loro "originale" e di militari senza scrupoli non meritava di essere trattata come un dramma esistenziale ma solo come un action figo e senza pretese, in questo Gemini Man ha sbagliato. Il regista taiwanese Ang Lee ci mette la sua talentuosa eleganza (Billy Lynn era un buon film), ma il film non riesce a volare molto in alto, restando nel mare della mediocrità, peccato. Voto: 5+
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sabato 25 maggio 2019
Prometheus (2012)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/06/2018 Qui - Dopo 33 anni, quattro capitoli e due spin-off, finalmente Ridley Scott torna sul luogo del crimine, verrebbe da dire, per raccontare nuovamente di rapporti tra umani e alieni. Ma purtroppo Prometheus, film di fantascienza del 2012, lascia un po' di amaro in bocca. Il film infatti, intenzionato a ridefinire (e rinnovare non riuscendoci in larga parte) la saga di "Alien" grazie all'enorme potenzialità di un progetto che si voleva originale, ambizioso e notevole, non soltanto dal punto di vista cinematografico, narrativo, ma anche concettuale, delude le aspettative di tutti. Non soltanto dei molti appassionati e affezionati ai precedenti capitoli della saga (della quale il film, inserendosi a metà tra un reboot e un prequel, vuol spiegare gli antefatti ma anche prenderne le distanze, sperando in una nuova serialità o in un'opera con una sua propria autonomia), ma anche di chi vi si approccia spontaneamente. E non tanto perché i richiami ad Alien sono esili a dir poco, e non solo perché il metatesto filosofico nei film di fantascienza (da dove veniamo, qual è l'origine della vita?) è stato sviluppato altrove (sia prima che dopo) in modo ben più convincente e affascinante, ma soprattutto perché Prometheus niente di nuovo aggiunge ad un film dichiaratamente di genere. Certo, il film è uno spettacolo godibile per gli occhi, dopotutto tecnicamente e stilisticamente ogni aspetto è spettacolarizzato in modo estremo e curato (gli effetti speciali visivi straordinari, la fotografia evocativa, le musiche eteree, il montaggio serrato e funzionale, paesaggi e scenografie visionarie, l'iconografia futuristica della serie, affidata di nuovo agli incubi dell'artista surreale Giger, il tentativo di riproposizione di vecchie e nuove figure mitologiche, e altro ancora), e certo non si può negare la capacità del grandissimo Ridley Scott di creare suspense e di dirigere gli attori, ma questa è un'opera diseguale e imperfetta, che deve quasi tutto appunto all'apparato immaginifico, ricco di suggestioni, ma quasi nulla alla sostanza, povera di una struttura coerente e intensa. Proprio perché dietro questa magniloquenza, si avverte però confusione, tante e mal coese linee guida e, soprattutto, la mancanza di fascino in fatto di narrazione, emozioni e riflessioni. Il mito della creazione e il suo concetto infatti, si regge su un fragile piano di superficialità e vacuità. Colpa anche di una debole trama, solo a tratti intrigante e avvincente, che ha al centro l'equipaggio (un improbabile equipaggio scientifico) di un'astronave che alla ricerca delle origini e della prima comparsa del genere umano sulla Terra, si ritroverà in un pianeta ostile e a dover combattere (nel mentre l'androide David 8, comincia a perseguire, all'insaputa del resto dell'equipaggio, quelli che sono i veri obiettivi della missione) una battaglia per salvare il futuro della razza umana.
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