Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Nella metà del 1800 in un remoto villaggio basco, un fabbro solitario e brutale, considerato un essere diabolico dai suoi concittadini, ha rinchiuso un prigioniero nella sua fonderia. Fiaba nera (Errementari ha infatti diverse sfumature horror, ma è indubbio che è una favola nera a cui non manca un certo umorismo altrettanto nero) derivata da una leggenda popolare (di quella zona della penisola iberica) in cui è evidente lo zampino produttivo di Álex de la Iglesia (anche se a livello iconografico non si può negare molte assonanze con il Legend di Ridley Scott nella rappresentazione del diavolo e per le tonalità della buonissima fotografia) ma il regista (l'esordiente Paul Urkijo Alijo) riesce comunque a trovare una propria cifra stilistica tra l'horror e una storia di formazione di cui è protagonista una bambina orfana che impara a vedere al di là delle apparenze. Messa in scena raffinata con ambientazioni suggestive ed effetti speciali piacevolmente artigianali. Personaggi ben caratterizzati, con il demone Sartael che fa la parte del leone. Buone alcune trovate come lo stratagemma dei ceci. Qualche piccolo giro a vuoto nel ritmo nella parte centrale (soffre inoltre qualcosa nella scrittura, mancando di quella zampata che lo possa rendere convincente appieno), ma visione comunque valida che non manca di intrattenere e mostrarsi godibile senza sforzi. Piccolo ruolo per la Itziar Ituno (La casa di carta). Esperimento affascinante ed una storia meno banale di ciò che può sembrare, non è una perdita di tempo dargli un'occhiata. Voto: 6,5
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mercoledì 17 maggio 2023
Errementari - Il fabbro e il diavolo (2017)
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venerdì 30 settembre 2022
Perdita Durango (1997)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - C'è di tutto in questa stravagante opera di Álex de la Iglesia (soprannominato non per caso, e qui il primo vero assaggio, il Quentin Tarantino spagnolo) che attinge un po' da Oliver Stone, un po' da David Lynch ed un po' da Robert Rodriguez (da una violenza spinta al massimo fino a degli spiazzanti sfoci nel grottesco, senza contare l'alone surreale) e in effetti non sarebbe neanche male se non fosse per una durata estesa a più del necessario e per una sceneggiatura spesso e volentieri sfilacciata, l'intrattenimento è comunque garantito grazie alle prove schizzate della bella (e super sexy) Rosie Perez e di Javier Bardem (con un taglio di capelli improponibile, quasi peggio di quello in "Non è un Paese per Vecchi"), entrambi liberi di sbizzarrirsi (e scopare) a più non posso. Non mancano colpi di scena, vendette, sparatorie e sangue a ettolitri, ma parliamo di una pellicola molto ridondante, capace di intrattenere appunto con gusto, ma comunque inferiore agli altri film del regista spagnolo (ricordiamo il suo ultimo El Bar), un buon esperimento, però niente di più. Ma pur non essendo del tutto riuscito, Perdita Durango è un delirante e bizzarro cocktail di sesso, morte e violenza che merita senz'altro un'occhiata. Voto: 6+
giovedì 1 luglio 2021
El bar (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/07/2021 Qui - Un giorno come tanti in un bar nel centro di Madrid. Personaggi pittoreschi che fanno colazione, il primo cliente che esce viene freddato. Le strade si svuotano, nessun telegiornale ne parla, i cellulari sono senza rete. L'incubo è all'esterno o il vero pericolo è all'interno del bar? Álex de la Iglesia è uno dei pochi registi viventi che riconosceresti un suo film già al primo frame. Il suo grottesco è un marchio di fabbrica, a volte cade nello splatter, altre volte nell'horror o nel trash più sconcertante, ma è sempre intriso di genialità. Non parliamo di capolavori, per carità, ma di un cinema divertente e con picchi di grandi trovate. El bar è una pellicola gustosa e che nel suo essere di poche pretese, riesce a nascondere bene alcuni aspetti molto interessanti. Lo fa in modo intelligente, nonostante una sceneggiatura a volte titubante, riesce a creare dei personaggi realistici e a creare situazioni. Buona in questo senso la prova del cast (tra Mario Casas e Jaime Ordóñez, ecco spuntare la bella Blanca Suárez), con personaggi (appunto) abbastanza curati e disparati. Álex de la Iglesia ha fatto film migliori di questo (vedasi Ballata dell'odio e dell'amore o Le streghe son tornate), ma rimane comunque un prodotto discreto. Voto: 6+
mercoledì 2 gennaio 2019
Le streghe son tornate (2013)
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