Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - C'è di tutto in questa stravagante opera di Álex de la Iglesia (soprannominato non per caso, e qui il primo vero assaggio, il Quentin Tarantino spagnolo) che attinge un po' da Oliver Stone, un po' da David Lynch ed un po' da Robert Rodriguez (da una violenza spinta al massimo fino a degli spiazzanti sfoci nel grottesco, senza contare l'alone surreale) e in effetti non sarebbe neanche male se non fosse per una durata estesa a più del necessario e per una sceneggiatura spesso e volentieri sfilacciata, l'intrattenimento è comunque garantito grazie alle prove schizzate della bella (e super sexy) Rosie Perez e di Javier Bardem (con un taglio di capelli improponibile, quasi peggio di quello in "Non è un Paese per Vecchi"), entrambi liberi di sbizzarrirsi (e scopare) a più non posso. Non mancano colpi di scena, vendette, sparatorie e sangue a ettolitri, ma parliamo di una pellicola molto ridondante, capace di intrattenere appunto con gusto, ma comunque inferiore agli altri film del regista spagnolo (ricordiamo il suo ultimo El Bar), un buon esperimento, però niente di più. Ma pur non essendo del tutto riuscito, Perdita Durango è un delirante e bizzarro cocktail di sesso, morte e violenza che merita senz'altro un'occhiata. Voto: 6+
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venerdì 30 settembre 2022
lunedì 1 aprile 2019
Escobar (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2017 Qui - Nick, giovane surfista, raggiunge il fratello in Colombia, pensando di aver trovato finalmente il paradiso. L'incontro con Maria, una bellissima ragazza del posto, segna però l'inizio di un amore che cambierà presto il resto dell'esistenza di Nick. Nel momento in cui tutto sembra perfetto infatti, Maria decide di presentare a Nick suo zio: Pablo Escobar, il capo del cartello della droga colombiano di Medellin, che inevitabilmente lo coinvolgerà nelle sue losche attività. Queste le premesse che ci introducono all'opera prima di Andrea Di Stefano, al suo debutto internazionale come regista e sceneggiatore. Un'opera, un film, Escobar (Escobar: Paradise Lost), del 2014 scritto e diretto dal regista italo-americano, indubbiamente riuscito e discreto seppur non memorabile, che però ancora una volta ci consegna una robusta e magnetica interpretazione di un sempre più affermato Benicio Del Toro, qui calatissimo nella parte di Pablo Escobar, di cui riesce perfettamente a far esaltare luci e ombre, debolezze e manie, regalandoci un affresco impeccabile di uno dei più noti e controversi criminali dei nostri tempi, e lasciando come attore la sua impronta distintiva. Il ruolo di Escobar, infatti, sembra naturalmente pensato per essere indossato da un fenomenale Benicio, che ancora una volta ruba la scena al vero e proprio protagonista, Nico (interpretato da Josh Hutcherson), diventando il centro gravitazionale del film. Inquietante ma affascinante al tempo stesso, la figura di El Patron assume nuove dimensioni, e ci viene presentata in tutte le sue forme più umane e spietate al tempo stesso, prima un uomo e padre modello, un punto di riferimento per il popolo colombiano, un uomo devoto alla famiglia e alla religione ma anche uno spietato assassino che ordina le stragi persino dei suoi collaboratori più fidati, e un narcotrafficante tra i più pericolosi e ricercati al mondo.
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