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giovedì 27 ottobre 2022

Pelle (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Prodotto da Alex De La Iglesia ne incarna al meglio il piglio dissacrante e fuori dagli schemi ravvisabile soprattutto negli esordi del celebre regista spagnolo. Chiara è la capacità di affrontare temi profondi senza apparire pedanti sfruttando un approccio grottesco, e in questo caso anche disgustoso, a tratti forse gratuito ma in generale utile per gestire la bruttezza, non fisica, bensì quella ristagnante nell'animo umano. Visionario e dissacrante, intrigante e seducente, con una serie di personaggi particolari e scenografie fiabesche, Pieles è un film ricco di spunti e con una bella morale, anche se non proprio fresca. Già dai tempi di Ted Browning e del suo Freaks, ma tant'è riesce a veicolare il suo messaggio. Un film strambo, dialogato e quieto, che sarebbe potuto essere un gioiellino se avesse avuto un minimo di trama. Dopo un po' diventa ripetitivo, superata la curiosità iniziale si spegne, e questo è un difetto, peccato. Voto: 5,5

mercoledì 2 gennaio 2019

Le streghe son tornate (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/06/2016 Qui - Le streghe son tornate (Las brujas de Zugarramurdi) è una pazza, folle, dissacrante ed irriverente horror comedy spagnola, vincitrice in patria nel 2014 (28ª edizione) di ben 8 Premi Goya. Questo comunque divertente film del 2013 è scritto e diretto da Álex de la Iglesia, uno dei registi del cinema spagnolo più geniali e creativi. Il film, anche se sembrerebbe del tutto inventato è invece ispirato alla reali vicende delle streghe di Zugarramurdi, un piccolo villaggio spagnolo della Navarra che vide 31 persone essere sospettate di praticare la stregoneria nella grotte locali e, per questo motivo, processate nel 1610 dall'Inquisizione a Logroño: 6 di queste furono condannate al rogo. A loro è stato dedicato anche un museo e vengono tradizionalmente ricordate con una festa estiva, in cui si cucina dell'agnello arrosto. Ancora una volta, e maggiormente che nelle sue pellicole precedenti (Ballata dell'odio e dell'amore, Oxford Murders e Crimen perfecto, quest'ultimo abbastanza brutto), il regista parla dei due sessi, soprattutto quello femminile, in maniera quanto mai aperta ed esagerata, ma questa volta il regista fa molto di più e regala un piccolo capolavoro che si svincola da un genere precostituito, riabilitando i temi cari della stregoneria. Scatenando in un misto di generi (commedia nera, grottesco, action, pulp, horror) ammassati in una storia debordante e trascinata, che ha però il merito di poter vantare un fantastico, geniale incipit. La storia parte dalla rapina che due giovani uomini disperati (bizzarramente mascherati) compiono in un banco di compra-vendita di oro nel centro di Madrid ed uno dei due, separato e con un figlio piccolo, è arrivato persino a portarsi quest'ultimo con se nel corso dello svolgimento di quest' operazione. Inseguiti dalla polizia, i protagonisti costringono un tassista a condurli in Francia ma per un insieme di circostanze essi finiscono col giungere a Zugarramurdi, un paese nel territorio basco famoso sin dai tempi dell'Inquisizione per essere abitato dalle streghe. Qui essi vengono a contatto con tre donne, rispettivamente madre, figlia e nipote, che sono in realtà delle streghe e che, vedendo il bambino, vogliono subito sacrificarlo in uno dei loro riti.