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venerdì 31 marzo 2023

Polar (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Un ultimo incarico si trasforma per un killer professionista in una caccia all'uomo diretta dal suo ex datore di lavoro. Un film dalla trama poco originale (a metà strada tra Leon e John Wick), "nobilitato" dalla buona caratterizzazione del personaggio principale ottimamente interpretato da Mads Mikkelsen, che anche in questo caso ed ancora una volta tira fuori il meglio ("cattivi" invece un po' troppo caricaturali). Il film alterna (in modo un po' troppo "meccanico" e con qualche caduta di ritmo) momenti d'azione con la violenza spinta al limite, ad altri più intimisti legati al rapporto tra i due protagonisti. Bella fotografia e buona colonna sonora, per una pellicola gradevole, fresca e sufficientemente adrenalinica, con qualche intermezzo comico azzeccato, ma anche tanti passaggi che in mani migliori avrebbero potuto creare un film decisamente ottimo. Ciononostante è un buon intrattenimento. Voto: 6

lunedì 22 marzo 2021

American Graffiti (1973)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2021 Qui - Iniziatore, nonché capolavoro insuperato del filone nostalgico-giovanilista, questo è American Graffiti, che ha il merito appunto di aver dato il via a una serie di copie più o meno riuscite, il caso più eclatante quello di Stand By Me, simile nei contenuti, differente il target (l'adolescenza), ma ugualmente efficace nel far sognare cinematograficamente una certa età (diventando il manifesto del cambiamento di una generazione) e nel permettere l'immedesimazione nostalgica (paradossale che proprio Richard Dreyfuss sia in entrambi e faccia da "tramite"). In questo caso non solo (i sessantenni di oggi), perché capace di coinvolgere enormemente chi, come me, quei tempi non li ha vissuti (e comunque tutte le generazioni continuano a guardarlo e a sognare, nonostante passino gli anni). George Lucas racconta l'ultima notte da liceali di quattro amici nell'estate del '62 con uno stile episodico e frammentato che ha come unico filo conduttore l'ininterrotta serie di hits pop-rock trasmesse alla radio dal mitico Wolfman Jack (i personaggi sono in ogni caso tutti ben costruiti, il ritmo è sfrenato, le interpretazioni sono di alto livello e tutti gli episodi sono interessanti). Ma dietro l'apparente spensieratezza si nasconde una più amara riflessione sulla fine della giovinezza (e del sogno americano) e l'iniziazione alla vita adulta che per alcuni, come rivelato dalle didascalie finali, non sarà così lieta. Però, e non a caso, George Lucas (che con questa pellicola dà inizio alla sua carriera, mostrando di essere in grado di  rappresentare, attraverso musiche, ambientazioni e carismatici personaggi, una delle rumorose notti brave americane di quegli anni, i quattro amici, diversi per temperamento gli uni dagli altri, vivono le loro esperienze che li condurranno a cercare di far colpo sulle ragazze e a conoscere tanta gente a caso) racconta qui le speranze e le paure dei giovani che si accingono ad affacciarsi al mondo reale di quegli anni. In tal senso è chiaro come American Graffiti sia a tutti gli effetti, anche e soprattutto, un omaggio ai costumi e alle musiche del tempo, quest'ultime di gran livello e qualità (mitici Beach Boys). Ormai considerato un vero e proprio cult movie, è un film che mette in luce tutte le qualità registiche di Lucas che in seguito si darà alla saga di "Guerre stellari". Da segnalare la partecipazione di Harrison Ford in un ruolo minore ma che sarà determinante per la sua carriera, lanciando la fortunata collaborazione con il regista californiano. Per concludere, un film (scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti) che dipinge un quadro dell'epoca al contempo divertente e malinconico (ancora con un filo di speranza), una commedia pregevole, leggera, arguta, intelligente e gradevolissima che ha il pregio di mostrarci il costume ed il pensiero dei giovani americani degli anni '60. Voto: 8

sabato 27 febbraio 2021

Stand by Me - Ricordo di un'estate (1986)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2021 Qui - Un piccolo classico del cinema sull'adolescenza, film icona degli anni ottanta, questo è Stand by me (a cui tuttavia personalmente gli ho sempre preferito altri, ma indubbio il suo valore). Un film che sa raccontare, con estrema sincerità e semplicità, il ricordo nostalgico di un adulto (sollecitato da un evento infausto) sul periodo "perduto" della propria adolescenza, soffermandosi sulla straordinaria avventura di quattro ragazzini, che si perderanno di vista nel prosieguo della propria esistenza, ma la cui amicizia perdurerà e continuerà a legarli nelle rimembranze. Rob Reiner è abile nel narrare storie adolescenziali, connotandole di una vena amara (esemplata dalle esperienze familiari di ciascuno di essi tutt'altro che rose e fiori) ma allo stesso tempo riscattandole in virtù dei momenti magici e indimenticabili che i quattro amici hanno vissuto insieme. E' un tributo al tempo fanciullezza che, per quanto possa essere travagliato, rimane pur sempre il periodo più bello dell'esistenza di ciascun individuo. Credo che il bello di questo film sia sempre stato e stia proprio in questa semplicità dichiarata: lo si vede, trascorre leggero, quasi senza che ce ne si accorga. E se a suggello di un'operazione ben congeniata a monte come questa (dopotutto parliamo di un racconto di Stephen King, uno dei suoi pochi non horror), si segnalano una convincente selezione musicale che accompagna i diversi livelli della storia e una perfetta scelta di casting, allora il gioco è fatto (anche se perfetto comunque non è). Per me una piccola gemma, non un capolavoro (o almeno per me non lo è mai stato), ma un excursus di sicura presa in grado di riaprire pagine sopite nel tempo (lo "sbloccaricordi" per eccellenza). Voto: 7,5

venerdì 7 giugno 2019

Very Good Girls (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/09/2018 Qui - Very Good Girls (Dramma, Usa 2013): Il motivo per cui ho visto questo film è lampante, Dakota Fanning ed Elizabeth Olsen, e in questo senso la scena iniziale, con le due amiche che corrono nude verso il mare, risulta decisamente apprezzata, peccato che poi cominci il film, un dramma adolescenziale profondamente tedioso e privo di qualsiasi spunto originale, mal scritto e peggio interpretato dalle protagoniste e da tutto il cast, comprendente di Demi MooreClark GreggRichard DreyfussEllen BarkinPeter Sarsgaard e Boyd Holbrook. Da quel momento infatti si ha la chiara sensazione di trovarci di fronte a un film di rara piattezza e di disarmante banalità, in cui tematiche e personaggi vengono messi in scena senza il minimo approfondimento o una costruzione narrativa degna di questo nome, e così è. Il film difatti, che racconta di due amiche che decidono di perdere la verginità prima di andare al college e che incredibilmente si innamorano dello stesso ragazzo (facendo così partire un patetico triangolo amoroso), è un progetto mal concepito e peggio realizzato, con una sceneggiatura priva di qualsiasi spunto originale e una messa in scena scolastica in ogni sua componente, che non rende giustizia né ai propri celebrati interpreti né agli importanti temi che cerca vanamente di affrontare. E quindi per colpa di un'imperdonabile pochezza di idee e contenuti, si ha la sensazione di aver assistito a un imperdonabile spreco di tempo e risorse, cosa che viene purtroppo confermata dalla visione di questa mediocre pellicola. Voto: 3