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venerdì 31 ottobre 2025

Horror Challenge 2025: Parte IV

Post pubblicato su Pietro Saba World il 31/10/2025 Qui - Quarta ed ultima parte di questa ottombrina challenge a tema horror (di genere, sottogenere e varianti), anno 2025. Per questo segmento i principali protagonisti sono zombie e clown assassini, con l'aggiunta di un piccolo speciale di Halloween, ma non mancheranno anche altri luciferini soggetti. Ricordo che la visione di suddetti film è avvenuta per la maggior parte tramite piattaforme streaming legali (e a pagamento), in alcuni casi tramite piattaforme streaming non legali. QUI il post della Challenge comprendente il Banner completo. PARTE I - PARTE II - PARTE III

Apocalisse Z - L'inizio della fine (Horror/Azione 2024) - In un'epoca post-Covid, un nuovo virus simile alla rabbia trasforma le persone in infetti rabbiosi e iperaggressivi. Il protagonista, un giovane avvocato segnato da una tragedia personale, cerca di sopravvivere all'epidemia con il suo gatto Lucullo, affrontando un mondo in rapido collasso. Il film, di produzione spagnola, si rifà ai classici del genere come 28 giorni dopo, senza però introdurre elementi realmente innovativi. La narrazione è divisa in due atti: una prima parte più intimista e credibile, seguita da una seconda più movimentata ma diluita e prevedibile. Nonostante un finale aperto e poco incisivo, la regia è solida e l’interpretazione principale emotivamente efficace. Un'opera dignitosa, che non reinventa il genere ma offre un intrattenimento discreto per chi non cerca sorprese. Voto: 6

Kadaver (Horror/Thriller 2020) - Un horror norvegese post-apocalittico ambientato in un hotel-teatro sontuoso, dove una famiglia affamata accetta un invito a cena seguito da uno spettacolo inquietante. La trama, pur non brillando per originalità, riesce a coinvolgere nella prima parte, salvo poi diventare prevedibile e meno incisiva nel finale. Il pregio è l'eleganza visiva: fotografia, scenografia e ambientazione sono curate e suggestive, con il teatro-hotel protagonista assoluto. Il film gioca con il confine tra realtà e finzione, ma non approfondisce del tutto le sue potenzialità narrative. Più forma che sostanza, con un finale scontato: affascinante da vedere, meno da ricordare. Voto: 6

Madre Notturna (Horror/Thriller 2022) - Più dramma che horror psicologico che ambisce a esplorare la follia femminile attraverso danza, musica e suggestioni mitologiche, ma il risultato è altalenante. L'atmosfera è curata e la fotografia in formato 4:3 crea un senso di isolamento interessante, tuttavia il ritmo estremamente lento e la sceneggiatura priva di reali sviluppi rendono la visione faticosa. La trama si perde in simbolismi e introspezioni che non sempre trovano una direzione, lasciando lo spettatore con la sensazione di un'opera più estetica che narrativa. Un film che può affascinare visivamente, ma che rischia di annoiare chi cerca tensione e sostanza. Voto: 5,5

No Exit (Horror/Thriller 2022) - Un film ambientato in un rifugio isolato durante una tempesta di neve, dove cinque sconosciuti si trovano bloccati. La scoperta di una bambina rapita nascosta in un furgone dà il via a una tensione crescente, giocata tutta sull'ambiguità dei personaggi e sul tentativo di smascherare il colpevole. Il film sfrutta bene l'unità di luogo e mantiene un ritmo sostenuto, con qualche colpo di scena ben piazzato. Tuttavia, la sceneggiatura presenta alcune forzature e il finale, piuttosto grossolano, smorza l'efficacia dell'insieme. Pur non brillando per originalità, resta un prodotto solido e godibile, soprattutto se visto senza troppe pretese. Voto: 6,5

HALLOWEEN MOVIE

Carved - La zucca assassina (Horror/Commedia 2022) - Una commedia horror splatter che non si prende troppo sul serio e riesce a intrattenere con ironia e sangue. Ambientato durante Halloween del 1993, segue un gruppo di comparse bloccate in un villaggio storico, alle prese con una zucca mostruosa in cerca di vendetta. Il film alterna mockumentary e horror classico, con un'estetica retrò e colori accesi. Il regista Justin Harding gioca con i cliché del genere horror e li ribalta in chiave comica, creando situazioni assurde e divertenti. Il cast comico funziona, il ritmo è vivace e gli effetti speciali richiamano il cinema anni '80. Senza pretese, diverte quanto basta. Voto: 6

Morte a 33 giri (Horror 1986) - Un horror anni '80 diventato cult tra gli amanti dell'heavy metal, ma oggi mostra evidenti segni di invecchiamento. La trama segue il classico schema del liceale emarginato che, dopo la morte del suo idolo musicale, evoca il suo spirito per vendicarsi dei bulli. L'idea di base è simpatica, ma lo sviluppo è prevedibile e il film scivola spesso nel trash, con effetti speciali modesti e una dose di splatter piuttosto contenuta. Nonostante la recitazione altalenante e una sceneggiatura piena di cliché, l'atmosfera anni '80 più che la colonna sonora (dipende dai gusti) restano i veri punti di forza. Il film diverte se visto con spirito nostalgico e senza troppe pretese, ma per chi cerca un horror più solido e moderno, rischia di risultare poco incisivo. Un titolo che vive più di affetto generazionale che di reale merito cinematografico. Voto: 6

Terrifier 3 (Horror 2024) - Prosegue la scia splatter con Art il Clown in versione natalizia, tra massacri grotteschi e atmosfere dissacranti. Il film riduce il minutaggio rispetto al secondo capitolo, migliorando il ritmo generale, ma continua a puntare tutto sull'effetto visivo e sulla brutalità, con una trama che si fa sempre più debole e frammentata. La nuova villain risulta meno incisiva rispetto alla misteriosa bambina del capitolo precedente. Damien Leone alza l'asticella degli effetti prostetici, regalando sequenze splatter ben realizzate e visivamente impressionanti, anche se ormai prevedibili per chi conosce il tono della saga. Il film non spaventa davvero, ma diverte chi cerca un horror sopra le righe, con momenti assurdi e ironici come la scena al bar con Babbo Natale. Il finale, ancora una volta virato al fantasy, lascia spazio al prossimo capitolo, ma conferma la necessità di rinnovare la formula per evitare l'effetto déjà-vu. Un prodotto per fan affezionati, meno incisivo per chi cerca novità nel genere. Voto: 6+

venerdì 7 maggio 2021

Starman (1984)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/05/2021 Qui - Sintetizzando, "E.T. is for boys, Starman is for man". Sì perché praticamente un E.T. più adulto quello messo qui in piedi da John Carpenter. Ad accomunare questi film e quelli che si sono succeduti in seguito (ad esempio Cocoon e Navigator tanto per citarne alcuni) è una certa critica sociale dove si evidenzia il limite umano nei confronti del diverso (l'alieno "buono" o "esploratore", fortissimo ma allo stesso tempo innocente, che si trova a doversi confrontare con una razza umana curiosa, primitiva ed egoista). Per fortuna che "nelle situazioni peggiori riusciamo a tirare fuori il meglio di noi". Insolito prodotto il suo, ma egli, alle prese con una storia non proprio nelle sue corde, se la cava più che bene con questo mix divertente ed emozionante di fantascienza, dramma, ironia e road movie. Riesce ad essere delicato e anche commovente (soprattutto nel finale), per quanto raramente entusiasmante e anche un bel po' commerciale. D'altronde Carpenter doveva risollevarsi dall'immeritato flop de La cosa, e lo fa non arrendendosi del tutto alle regole Hollywoodiane ma dirigendo con grande eleganza (dosando bene il sentimento all'azione), una storia che non ha un grandissimo ritmo ma che si segue senza fatica. Gran parte del merito va alla coppia di protagonisti: una dolcissima Karen Allen e un bravissimo Jeff Bridges, che quell'anno si prese una nomination all'Oscar (purtroppo il resto dei personaggi sembrano buttati lì alla rinfusa, il film ruota solo intorno a loro due, ma forse è meglio così). Alla fine un filmetto godibile, incalzante, e perché no, pure divertente. Un filmetto, sì minore tra quelli diretti dal regista statunitense, certamente non Carpenteriano al 100%, perché mancano i colpi di genio, la storia è abbastanza prevedibile ed anche la durata risulta leggermente eccessiva per una vicenda simile, ma in grado di coinvolgere lo spettatore, di funzionare nonostante tutto (bene gli effetti visivi, bellissima la colonna sonora), riuscendo così ad ottenere un risultato più che lusinghiero. Nel complesso infatti, un buon film per il regista americano, lontano dai picchi assoluti ma tuttavia interessante e piacevole. Un film che oggi appare forse un po' datato ma che nel suo complesso si lascia piacevolmente guardare. Voto: 7

lunedì 22 marzo 2021

American Graffiti (1973)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2021 Qui - Iniziatore, nonché capolavoro insuperato del filone nostalgico-giovanilista, questo è American Graffiti, che ha il merito appunto di aver dato il via a una serie di copie più o meno riuscite, il caso più eclatante quello di Stand By Me, simile nei contenuti, differente il target (l'adolescenza), ma ugualmente efficace nel far sognare cinematograficamente una certa età (diventando il manifesto del cambiamento di una generazione) e nel permettere l'immedesimazione nostalgica (paradossale che proprio Richard Dreyfuss sia in entrambi e faccia da "tramite"). In questo caso non solo (i sessantenni di oggi), perché capace di coinvolgere enormemente chi, come me, quei tempi non li ha vissuti (e comunque tutte le generazioni continuano a guardarlo e a sognare, nonostante passino gli anni). George Lucas racconta l'ultima notte da liceali di quattro amici nell'estate del '62 con uno stile episodico e frammentato che ha come unico filo conduttore l'ininterrotta serie di hits pop-rock trasmesse alla radio dal mitico Wolfman Jack (i personaggi sono in ogni caso tutti ben costruiti, il ritmo è sfrenato, le interpretazioni sono di alto livello e tutti gli episodi sono interessanti). Ma dietro l'apparente spensieratezza si nasconde una più amara riflessione sulla fine della giovinezza (e del sogno americano) e l'iniziazione alla vita adulta che per alcuni, come rivelato dalle didascalie finali, non sarà così lieta. Però, e non a caso, George Lucas (che con questa pellicola dà inizio alla sua carriera, mostrando di essere in grado di  rappresentare, attraverso musiche, ambientazioni e carismatici personaggi, una delle rumorose notti brave americane di quegli anni, i quattro amici, diversi per temperamento gli uni dagli altri, vivono le loro esperienze che li condurranno a cercare di far colpo sulle ragazze e a conoscere tanta gente a caso) racconta qui le speranze e le paure dei giovani che si accingono ad affacciarsi al mondo reale di quegli anni. In tal senso è chiaro come American Graffiti sia a tutti gli effetti, anche e soprattutto, un omaggio ai costumi e alle musiche del tempo, quest'ultime di gran livello e qualità (mitici Beach Boys). Ormai considerato un vero e proprio cult movie, è un film che mette in luce tutte le qualità registiche di Lucas che in seguito si darà alla saga di "Guerre stellari". Da segnalare la partecipazione di Harrison Ford in un ruolo minore ma che sarà determinante per la sua carriera, lanciando la fortunata collaborazione con il regista californiano. Per concludere, un film (scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti) che dipinge un quadro dell'epoca al contempo divertente e malinconico (ancora con un filo di speranza), una commedia pregevole, leggera, arguta, intelligente e gradevolissima che ha il pregio di mostrarci il costume ed il pensiero dei giovani americani degli anni '60. Voto: 8

lunedì 4 gennaio 2021

Natale con Bob (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Filmetto edificante sequel di A spasso con Bob, ispirato alla vita di James Bowen, salvato realmente dalla droga dall'amicizia con un gatto che lo ha costretto a prendersi cura di lui. Nel primo (buonissimo) film si è ripercorso la biografia dell'uomo con tanto di apparizione del vero gatto. Se il primo film aveva dalla sua l'originalità della vicenda umana e l'evidenza della realtà, quest'opera (in cui il protagonista ricorda un Natale passato nel quale rischiava di perdere il suo amato gatto) sa di posticcio, di una storia dai buoni sentimenti che dovrebbe rappresentare una speranza per chi è meno fortunato ma è solo costruzione per sfruttare il filone (uno spettacolo moralistico e senza idee). L'unica vera forza del film sta nel felino che è realmente scomparso prima delle riprese dopo aver accompagnato la resurrezione del vero James Bowen dall'inferno della dipendenza. E in tal senso è questa tuttavia una storia gradevole da seguire (il regista non è lo stesso del primo film e si vede) soprattutto per chi ama la compagnia degli animali, ma è solo questo, niente di più. Voto: 5+