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giovedì 13 luglio 2023

Explorers (1985)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/07/2023 Qui - Grazie a misteriose indicazioni ricevute in sogno, tre ragazzini riescono a costruire un'astronave che li porterà al cospetto di misteriosi e buffi alieni. Explorers è una pellicola per ragazzi simpatica e parecchio datata, un po' ondivaga e sostanzialmente irrisolta, che inizia come una sorta di (pre)teen-comedy, si trasforma in un delizioso racconto di fantascienza vintage e, infine, in maniera un po' bizzarra, in una satira della teledipendenza (con tanto di ridicoli e pupazzosi alieni di gomma). Ma a conti fatti, una favoletta condita a sprazzi da qualche battuta o scena divertente e tanto buonismo. Si vede che manca qualcosa, soprattutto nella parte finale, tutto perde ritmo e forza. Explorers resta però un delicato film di fantascienza per ragazzi(ni), inevitabilmente invecchiato, ma forse proprio per questo maggiormente impregnato del sapore inconfondibile dell'opera lontana ed irripetibile. Esordio cinematografico per un giovanissimo Ethan Hawke, affiancato da un altrettanto imberbe River Phoenix. Direzione di Joe Dante, uno dei registi più originali e in qualche modo "inconfondibili" degli anni '80. In definitiva un film delizioso ma con troppi difetti e ormai decisamente invecchiato. E tuttavia ricordo piacevole dei tempi che furono, tutto sommato grazioso ancora oggi se visto con l'intenzione giusta, ma niente di memorabile, nel suo genere era carino, tutto qua. Voto: 6

sabato 27 febbraio 2021

Stand by Me - Ricordo di un'estate (1986)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2021 Qui - Un piccolo classico del cinema sull'adolescenza, film icona degli anni ottanta, questo è Stand by me (a cui tuttavia personalmente gli ho sempre preferito altri, ma indubbio il suo valore). Un film che sa raccontare, con estrema sincerità e semplicità, il ricordo nostalgico di un adulto (sollecitato da un evento infausto) sul periodo "perduto" della propria adolescenza, soffermandosi sulla straordinaria avventura di quattro ragazzini, che si perderanno di vista nel prosieguo della propria esistenza, ma la cui amicizia perdurerà e continuerà a legarli nelle rimembranze. Rob Reiner è abile nel narrare storie adolescenziali, connotandole di una vena amara (esemplata dalle esperienze familiari di ciascuno di essi tutt'altro che rose e fiori) ma allo stesso tempo riscattandole in virtù dei momenti magici e indimenticabili che i quattro amici hanno vissuto insieme. E' un tributo al tempo fanciullezza che, per quanto possa essere travagliato, rimane pur sempre il periodo più bello dell'esistenza di ciascun individuo. Credo che il bello di questo film sia sempre stato e stia proprio in questa semplicità dichiarata: lo si vede, trascorre leggero, quasi senza che ce ne si accorga. E se a suggello di un'operazione ben congeniata a monte come questa (dopotutto parliamo di un racconto di Stephen King, uno dei suoi pochi non horror), si segnalano una convincente selezione musicale che accompagna i diversi livelli della storia e una perfetta scelta di casting, allora il gioco è fatto (anche se perfetto comunque non è). Per me una piccola gemma, non un capolavoro (o almeno per me non lo è mai stato), ma un excursus di sicura presa in grado di riaprire pagine sopite nel tempo (lo "sbloccaricordi" per eccellenza). Voto: 7,5