Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film non mi ha del tutto soddisfatto, ma non è stato un fallimento totale. Offre una gamma di personaggi eccentrici e opulenti, che sembrano caricature. La critica all'élite è chiara, e il film, nel suo insieme, è godibile e divertente, con un mix di comicità e bizzarria. Però, a tratti perde coerenza, in particolare nel finale che lascia irrisolte molte trame: il futuro di diversi personaggi è incerto. Sebbene le risate siano scarse, il film si dimostra un'ottima vetrina per un Mickey Rourke in grande forma. Luca Barbareschi è tra i produttori e fa anche parte del cast; la sua performance, però, non aggiunge valore, ricordando piuttosto le delusioni dei "cinepanettoni". Pur con alcuni momenti esilaranti, l'impatto complessivo si dissipa in fretta. Roman Polanski (protagonista di un bel documentario come questo) tenta la strada dell'intrattenimento puro, con molte citazioni, ma si discosta dai suoi standard consueti. Voto: 5,5 [Sky]
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venerdì 28 giugno 2024
The Palace (2023)
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Roman Polański,
Teco Celio
giovedì 26 ottobre 2023
Lamborghini - The Man Behind the Legend (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Qui Amazon, nel voler rappresentare la storia dell'imprenditore automobilistico Ferruccio Lamborghini, produce la classica "americanata". Una storia sulla carta assai interessante si trasforma in un prodotto televisivo di scarsa qualità di tipo meramente illustrativo e nel quale non traspare minimamente la personalità del personaggio, tantomeno ne viene evidenziata l'italianità come tratto distintivo. Il film inoltre non contestualizza la vicenda in modo adeguato, specie nel confronto con gli altri personaggi (Enzo Ferrari). Frank Grillo, un buon caratterista, fallisce la prova da protagonista. Insomma, e probabilmente, era meglio non farlo questo film, uno dei peggiori biopic che abbia mai visto. Voto: 4,5
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Romano Reggiani
giovedì 29 agosto 2019
Addio Fottuti Musi Verdi (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2019 Qui
Tema e genere: Lungometraggio (commedia) d'esordio delle webstar The Jackal.
Trama: Ciro è un grafico ultra-qualificato disoccupato. In cerca di lavoro, si ritrova a mandare un curriculum nello spazio, dove troverà attenzione da una società aliena sì meritocratica, ma anche strana e soprattutto ambigua, quali saranno le loro vere intenzioni?
Recensione: Il film che porta al cinema i The Jackal, collettivo di youtubers dallo strepitoso successo di popolarità e visualizzazioni, è una esilissima commedia di fantascienza che prova a ironizzare con brio sul precariato dell'Italia di oggi. Un proposito portato avanti facendo leva sullo sfrenato gusto ridanciano e sulla verve dissacrante e surreale tipica dei The Jackal e della loro massiccia presenza sul web, ma il risultato non è affatto all'altezza delle aspettative: come altri youtubers prima di loro, in primis i The Pills che in tal senso sono il caso più eclatante, gli autori e attori napoletani patiscono il salto dal canale YouTube al grande schermo. Non basta infatti costruire un'impalcatura di sterili e controproducenti ambizioni sci-fi, che sfiorano spesso il ridicolo, per dare ritmo e consistenza alle proprie gag, né si può pretendere che delle pillole, anche molto divertenti, destinate ad altre piattaforme funzionino al cinema senza costruire loro intorno un'idea di scrittura e una valida gestione dei tempi comici e delle situazioni. Gli interpreti, forti della loro ampia visibilità mediatica tra i teenager, non vanno però mai oltre a smorfie e ammiccamenti da show televisivo di bassa lega. Si fa fatica a trovare elementi validi in questo esordio sfasato e zeppo di stonature, che strappa pochissime e stiracchiate risate e prova a vivacchiare di scherzi vari e strizzatine d'occhio ai fan e ai propri stessi tormentoni. Rimane l'amaro in bocca dell'occasione persa, perché alcune trovate avrebbero potuto raggiungere la sufficienza in un contesto meno raffazzonato (su tutte il ruolo di Gigi D'Alessio, tutto da scoprire). I notevoli mezzi a disposizione si vedono nella buona qualità degli effetti speciali. Presenti in un piccolo ruolo congiunto anche Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito. E quindi Addio Fottuti Musi Verdi non è la pellicola che ci si aspettava. Ironia, follia e tempi comici sono i grandi assenti di un esordio cinematografico che poteva essere un grande successo ma che, purtroppo, pecca di tanta, troppa inesperienza.
giovedì 16 maggio 2019
Falchi (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2018 Qui - Falchi (Thriller, Italia 2017): Pare che Napoli, sia diventata la location esclusiva e ottimale, per girare dei film che si occupano di malaffare. E Toni D'angelo, giovane e poco noto cineasta partenopeo, utilizza questa ambientazione, per raccontare una storia in bilico tra noir metropolitano, poliziesco e dramma umano. Peccato che la storia di due "falchi", cioè due agenti della squadra mobile napoletana, che agiscono solitamente in borghese e che si ritroveranno in un'indagine piuttosto complicata che li porterà a frequentare gli ambienti della locale malavita cinese, non porti praticamente a niente. Il film infatti, che non nasconde le sue elevate ambizioni, resta nel guado di una narrazione tesissima, ma che si attorciglia su se stessa, volendo scavare ed interrogarsi all'interno, finisce col diventare velleitaria. Ci sono molti tempi morti che rallentano il film e anche se l'interpretazione degli attori è più che efficace (tra questi Michele Riondino e Fortunato Cerlino), il lavoro non aggiunge niente di nuovo a quanto già visto tante volte, anche perché la sceneggiatura mostra diversi limiti che si traducono innanzitutto nella mancanza di un concept sufficientemente forte da essere sviluppato in un lungometraggio. Tanto che manca un vero collante a Falchi, un motivo che riesca a tenere desta l'attenzione dello spettatore, e l'indecisione sul tono da assumere (di tanto in tanto sono inserire scene d'azione abbastanza decontestualizzate) ne fanno un film con poca personalità. Un film perciò poco riuscito seppur non proprio brutto. Voto: 5
venerdì 22 marzo 2019
Inferno (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2017 Qui - Terzo capitolo per le avventure cinematografiche del professore Robert Langdon interpretato da Tom Hanks, tratto dai libri della famosissima saga letteraria di Dan Brown. Questa volta (lasciatosi alle spalle svelamenti di segreti vari attorno a Cristianesimo e Chiesa Cattolica) la sfida del professore parte da una Firenze molto cupa dove si trova ricoverato in un ospedale, senza memoria curato dalla misteriosa dottoressa Sienna Brooks (Felicity Jones) mentre cerca disperatamente di comprendere i numerosi flashback che affollano la sua mente, tutti legati all'Inferno dantesco. Ma insieme si ritroveranno però a prevenire le azioni di un folle che ha intenzione di scatenare una piaga strettamente connessa appunto con l'Inferno di Dante Alighieri. Il che da un tocco di originalità e professionalità alla pellicola, peccato che Inferno, film thriller del 2016, diretto da Ron Howard, terzo adattamento cinematografico di un romanzo di Dan Brown, dopo Il Codice Da Vinci (2006) e Angeli e Demoni (2009), nonostante la regia sempre molto professionale del grande regista americano riesca a trovare più di una soluzione visiva originale, tocchi invece il suo punto più basso della trilogia. Due ore di azione confusa, dialoghi involontariamente grotteschi, Firenze, Venezia e Istanbul riprese in un modo che più da cartolina non si potrebbe e un product placement insopportabilmente sfacciato. Giacché rispetto a Il codice da Vinci la storia raccontata non sfonda perché Dante e la sua Divina Commedia sono ridotti ai minimi termini, e il film ne risente parecchio.
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