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venerdì 29 settembre 2023

Brado (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Figlio di un allevatore di cavalli aiuta il padre fratturato a un braccio. Kim Rossi Stuart scava nelle vicende personali e tratteggia le collisioni tra padre e figlio. Caricata la parte iniziale (compreso il ruolo della Barbora Bobulova), che man mano ingrana e raggiunge l'apice con l'entrata in scena della Viola Sofia Betti, che dà connotati di autenticità alla vicenda. Le fasi in ospedale sono forzate, con l'insistenza sul fatto che l'uomo può dare/togliere la vita, ma con i cavalli almeno non si va nel penale. Le fasi emozionali potevano essere girate meglio. Fotografia satura, su toni blu. Alla fine solo benino. Voto: 5,5

lunedì 14 giugno 2021

Cosa sarà (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - Il regista Francesco Bruni, già autore dell'interessante Scialla e del valido Tutto quello che vuoi, si cimenta qui con un film che vuole essere drammatico ma in primis commuovente e ironico: vediamo il protagonista che soffre (Kim Rossi Stuart con la sua aria sbattuta è bravissimo nella parte, bene anche il resto del cast che assolve al compito in maniera convincente) ma finanche che cerca di sdrammatizzare mentre riscopre gli affetti più cari (l'ex moglie, i figli, il padre, la nuova sorella) in un contesto dove tutto sommato il male viene "depauperato" dalla sua valenza più brusca e feroce. Poi c'è la visione della madre che appare sul letto di dolore, le scene dell'infanzia perduta che si affacciano nella mente del protagonista etc, cosicché la vicenda scivola lentamente in una rappresentazione che, seppur ben strutturata, appare troppo artefatta, mentre un'ombra di retorica inquina inesorabilmente tutta la pellicola. Una pellicola non perfetta, forse troppo personale e poco propenso ad allargare il proprio raggio d'azione (è infatti ispirata ad una seria e traumatica esperienza personale del regista), ma comunque meritevole della visione e di una considerazione positiva, battutaccia infelice sulla Juventus a parte. Voto: 6

lunedì 14 dicembre 2020

Gli anni più belli (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - Gabriele Muccino sembra essersi ormai impelagato col cinema nostrano, perché dopo il mediocre A casa tutti bene, ne sforna un altro, di film mediocre ovviamente. Amori e idiosincrasie, sogni e sconfitte, speranze, conquiste, disperazioni: tutto quanto ci sia di umano, troppo umano entra nel copione di questo film, che molto banalmente accosta sfera personale, intima di quattro personaggi e contesto sociale nazionale. Attraverso espedienti sentimentali/sociologici si ripercorrono infatti alcuni anni della nostra storia d'Italia, ma lo fa in maniera piuttosto raffazzonata, mettendo in scena vicende poco incisive. Gli anni più belli difatti segue pedissequamente un canovaccio piuttosto standardizzato che si basa su meccanismi facilotti e prevedibili, che riesce a prima vista ad ammaliare ma che poi ti stanca subito. Al netto della prova professionale del cast (Pierfrancesco FavinoKim Rossi StuartClaudio SantamariaMicaela Ramazzotti, ma anche, in parti laterali, Nicoletta Romanoff e la cantante Emma Marrone, al suo esordio, tutt'altro che disprezzabile, su un set cinematografico), il film fallisce nel rappresentare i personaggi con troppi cliché e una storia che non offre spunti assai coinvolgenti e simile nell'impostazione al suo modello di rifermento, che è C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, tuttavia assolutamente irraggiungibile. Il regista buttandola sull'amarcord, (malamente) ringiovanisce e invecchia gli attori, ma non tutto funziona al meglio, film retorico, opera sentimentale ma senza sentimento. Vengono privilegiati i soliti sentimenti verso un amore finito o il tentativo di riavvicinarsi al figlio non visto da anni. Un film alla fine anche godibile (momenti belli ci sono, decenti le musiche, anche se il pezzo più importante arriva troppo tardi, nei titoli di coda) ma che si dimentica in fretta. Voto: 5