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venerdì 29 settembre 2023

Brado (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Figlio di un allevatore di cavalli aiuta il padre fratturato a un braccio. Kim Rossi Stuart scava nelle vicende personali e tratteggia le collisioni tra padre e figlio. Caricata la parte iniziale (compreso il ruolo della Barbora Bobulova), che man mano ingrana e raggiunge l'apice con l'entrata in scena della Viola Sofia Betti, che dà connotati di autenticità alla vicenda. Le fasi in ospedale sono forzate, con l'insistenza sul fatto che l'uomo può dare/togliere la vita, ma con i cavalli almeno non si va nel penale. Le fasi emozionali potevano essere girate meglio. Fotografia satura, su toni blu. Alla fine solo benino. Voto: 5,5

venerdì 28 aprile 2023

Io sono l'abisso (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Altro passo falso (il terzo consecutivo), dopo i pessimi precedenti, L'uomo del labirinto la penultima opera. Come detto in altre occasioni, non metto in dubbio che Donato Carrisi sia un ottimo scrittore (anche se non saprei non avendo letto alcunché, però forse il difetto sta soprattutto alla fonte), ma dietro la macchina da presa ha parecchie lacune. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a parecchia carne al fuoco assolutamente mal gestita, infatti dopo la prima mezz'ora, il regista non riesce a creare il giusto ritmo e conseguente coinvolgimento emotivo che ci si aspetterebbe. Forse con qualcun altro al timone sarebbe potuto venir fuori qualcosa di migliore. Così è invece, ed appunto, un film lento, sconclusionato e poco funzionante, con certi attori (soprattutto l'attore protagonista) davvero poco efficaci. Il titolo è la cosa più azzeccata, l'abisso cinematografico nel quale sprofonda questo film. Voto: 4

mercoledì 27 ottobre 2021

Sotto il sole di Riccione (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2021 Qui - Se è vero che ne potevamo fare a meno, è anche vero che non è affatto uscito male il primo film scritto da Enrico Vanzina senza il fratello Carlo in cabina di regia. Un ritorno alle origini per segnare una nuova ripartenza, in solitaria, lungo le storie della commedia leggera italiana. Forse un film superficiale, non coraggioso, troppo leggero da non essere consistente se non grazie alle caratterizzazioni di alcuni attori, ma certo non è uno scempio. Semplicemente una commedia dinamica e senza pretese, una commedia giovanile che strizza l'occhio a Sapore di mare, pur mantenendosi su un livello decisamente inferiore. Le vicende sono semplici e scontate ma il film ha il pregio di scorrere senza problemi, grazie a un cast di giovani attori che si impegnano (alcuni/e molto interessanti). Ci sono anche Andrea Roncato (in un ruolo malinconicamente credibile), Isabella Ferrari e Luca Ward (quest'ultima la coppia la più debole, quella nell'economia del film meno interessante e più forzata, con il grande doppiatore che attore non è, e si vede).  Il finale con concerto sa di esagerato e poco credibile, ma ci sta e si può perdonare. Mezzo punto in più per le belle musiche dei Thegiornalisti. Tutto sommato, il film (prodotto da Netflix), malgrado gli stereotipi e alcuni risvolti inverosimili, è godibile, sebbene non meriti affatto di essere visto una seconda volta. Voto: 6