Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/09/2017 Qui - È a metà tra il remake e il sequel questo ennesimo grande film targato Pixar che negli anni ci ha regalato tante perle preziose, dalla trilogia di Toy Story a Ribelle, da Wall-E a Up, fino al recente Inside Out e Il viaggio di Arlo. Tutti film accomunati da un livello tecnico altissimo raggiunto e da riflessioni non banali su famiglia, affetti, identità. E Alla ricerca di Dory (Finding Dory), film d'animazione del 2016, sequel e spin-off di Alla ricerca di Nemo del 2003, diretto da Andrew Stanton, prodotto appunto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures, non è da meno. Il film infatti, grazie anche al suo carattere pedagogico e all'aspetto educativo, non solo fa riflettere, ma commuove, emoziona e diverte, grazie anche all'animazione stupenda qui elargita. Alla ricerca di Dory difatti è una grande ed emozionante avventura, ricchissima di incontri e svolte (affettive e non), un vero e proprio road movie in acqua dove il "Destino" buono non solo passa attraverso un personaggio che porta il Destino nel nome, ma soprattutto attraverso tanti piccoli incontri di amici che ti aiutano a trovare la strada per casa, la compagnia fedele di Marlin e Nemo, foche, polpi, una moltitudine di pesci, tutti a loro modo solleciti nell'aiutare Dory (che quando si ricorda improvvisamente di avere una famiglia che forse la sta cercando parte subito, senza pensarci un attimo e nonostante i suoi "problemi", alla ricerca) che in mezzo a tante mancanze conosce ciò che è essenziale e vi rimane attaccata. Attaccata a un'origine buona, fatta di genitori amorevoli che non perdono mai la speranza e che vedono sempre il positivo in lei, sarà più semplice per la pesciolina blu riscoprire con occhi nuovi la bellezza del mondo, come sottolinea lo splendido finale in mare aperto. Perché tutti i protagonisti scopriranno il valore dell'amicizia, il senso della famiglia e la magia che si cela dietro i loro difetti.
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venerdì 29 marzo 2019
Alla ricerca di Dory (2016)
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domenica 17 febbraio 2019
Natale all'improvviso (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/01/2017 Qui - Quando mi apprestavo a vedere Natale all'improvviso (Love the Coopers), film del 2015 diretto da Jessie Nelson, regista di Mi Chiamo Sam (2001), mi aspettavo un film divertente, invece no, perché anche se ogni tanto si sorride, è un film più sentimentale e romantico di quanto si pensi, infatti come la regista spesso fa e come ha fatto in Nemiche Amiche (1998) e Storia di Noi Due (1999), la sua esuberanza la porta nuovamente ad essere poco incline a nascondere le grandi emozioni. Non che sia un male, ma il film è molto stropicciato e poco deciso o davvero interessante, anche se la storia, che parla d'amore, e soprattutto il finale con una rivelazione canina si fa apprezzare ed emoziona almeno un pochino. Una storia che racconta di due anziani coniugi che hanno deciso di separarsi, ma aspettano di dirlo ai figli e ai parenti solo dopo Natale, per trascorrere un ultimo cenone insieme. In realtà, però, sono tanti i segreti che nascondono tutti i componenti della stravagante famiglia Cooper. Una famiglia composta da un cast di tutto rispetto, da cui però ci si poteva aspettare qualcosina di più anche se la casa Cooper è vissuta al punto giusto (molto viva la scenografia) e la neve che scende così copiosa è bella da vedere. Infatti se il ruolo dei due protagonisti viene affidato a John Goodman e Diane Keaton, essi sono affiancati da altri attori importanti come Olivia Wilde, Ed Helms, Amanda Seyfried, Alan Arkin e Marisa Tomei che recitano in ruoli di minore importanza. La famiglia difatti è una specie di famiglia 'allargata', tutti commensali che vediamo convergere tutti verso casa della coppia protagonista Charlotte (Diane Keaton) e Sam (John Goodman).
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domenica 13 gennaio 2019
Ruth & Alex: L'amore cerca casa (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - Ruth & Alex: L'amore cerca casa (5 Flights Up) è una commedia immobiliare (testualmente così definita) che racconta anche la storia d'amore di una coppia interrazziale, che dura da oltre quarant'anni, da quando Alex ha varcato la soglia della nuova casa a Brooklyn, con Ruth in braccio, appena sposi, come vuole la tradizione, per poi viverci felicemente, lui pittore talentuoso e lei insegnante, riempiendola di oggetti e rendendola sempre più confortevole. All'inizio del film Ruth è in pensione ma vivacissima e piena di interessi (perfetta nel ruolo Diane Keaton), Alex (uno straordinario Morgan Freeman) superate alcune difficoltà sociali, con il cambiamento dei gusti delle nuove generazioni, non dipinge più tanto per mestiere, ma ha conosciuto la notorietà e ha fatto tanta esperienza di vita, da sprigionare buon senso, serenità e amore per Ruth e per il cane Dorothy che rimpiazza i figli che non hanno potuto avere. Comincia, però ad affiorare il problema dei cinque piani di scale ripide che in prospettiva non sono l'ideale per una coppia matura e, visto che la rivalutazione del quartiere è stata notevole, potrebbero vendere la loro casa molto bene e prenderne una a Manhattan, più comoda, con ascensore. Di tutta la faccenda si incarica Lily (una ipercinetica Cynthia Nixon), una scatenata nipote che fa l'agente immobiliare. In pochi giorni le stranezza delle visite aperte che riempiono la casa di persone che per diritto esplorano ogni angolo, l'assillo della modalità di vendita all'asta (fare un'offerta cui in tempi stretti deve seguire la decisione dei venditori) la vita dei nostri perde i ritmi e svela un cinismo che Alex, in realtà poco convinto, prevedeva. Ma un'attentato terroristico rischia di abbassare il valore degli immobili e le decisioni potrebbero prendere altre strade. In apparenza il film (del 2014) sembra una commediola dagli "usati sicuri" (Keaton e Freeman) e potrebbe essere una pièce teatrale (tratto, in realtà, da un romanzo), ambientato in poche stanze e qualche fugace esterno newyorkese, ma nonostante la leggerezza del film, in realtà la pellicola distribuisce parecchi sgradevoli pugni nello stomaco, subito si ammala di brutto l'adorata cagnolina e il taxi che la deve portare in clinica resta bloccato in un immenso ingorgo tra i lamenti della bestiola (chi possiede un animale non penso che si diverta a questa scena). Intanto un 'terrorista' minaccia di far esplodere una bomba nel centro della città (argomento al momento molto spinoso). Nel frattempo che il cane guarisca e che il terrorista venga arrestato passano 90 minuti in frenetiche e angoscianti trattative per vendere la casa e acquistarne un'altra, con un viavai di potenziali acquirenti cinici e disturbati che dovrebbero rappresentare lo specchio della società. In mezzo a ciò flashback del passato dei protagonisti: mancata maternità, discriminazione razziale, difficoltà a trovare lavoro.
venerdì 14 settembre 2018
Un matrimonio da favola (2014) & Big Wedding (2013)
Recensioni pubblicate su Pietro Saba World il 20/08/2015 Qui - Parlo di due film, uno italiano e l'altro americano, che tratta lo stesso argomento, il matrimonio. Il primo è Un matrimonio da favola (2014) diretto da Carlo Vanzina e l'altro è Big Wedding (2013) diretto da Justin Zackham. Due modi diversi di vedere le cose nelle tradizioni e costumi dei loro rispettivi paesi. Ma andiamo con ordine: Daniele (Ricky Memphis) lavora presso un importante gruppo bancario a Zurigo, ma non spicca per doti d'intraprendenza e resta bloccato in un incarico secondario. Per fare carriera decide di sposare Barbara, la figlia del suo capo, nonostante quest'ultimo non abbia la benché minima stima nei suoi confronti. Al matrimonio Daniele decide di invitare i parenti stretti, cioè la madre e uno zio ladro, ma anche i suoi vecchi compagni di scuola che non vede dai tempi del liceo. Infatti, Giovanni, Luca, Alessandro e Luciana erano amici inseparabili e formavano un gruppo molto coeso, ma hanno perso le tracce una volta finita la scuola: peraltro Daniele non era stato ammesso all'esame di maturità e da quel momento non ha più visto i ragazzi. Giovanni, che ai tempi del liceo era il leader del gruppo, è sposato con l'avvocato divorzista Paola e allo stesso tempo ha una relazione clandestina con la giovane commessa Sara. Confidando sull'assenza di Paola al matrimonio, essendo la donna impegnata in una conferenza di lavoro, Giovanni chiede a Sara di accompagnarlo a Zurigo: la ragazza è al settimo cielo, essendo la loro prima uscita pubblica insieme e preludio al matrimonio da lei tanto atteso (Sara ignora infatti che Giovanni è sposato). Luca ha sempre detto di voler girare il mondo, ma si è ritrovato a fare la guida turistica a Roma: il suo stile di vita è molto libertino, ha parecchie donne e nessuna relazione duratura. Alessandro è stato costretto dal padre a seguire la carriera militare e si occupa dell'addestramento delle nuove reclute: in realtà è gay e convive con Roberto, il suo compagno che vorrebbe facesse finalmente coming out.
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