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martedì 16 luglio 2019

Miss Sloane - Giochi di potere (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2019 Qui
Tema e genere: Thriller politico che tramite una spietata protagonista solleva il velo sull'industria sotterranea e potente delle lobby.
Trama: Una lobbysta aggressiva e vincente abbandona la sua potente agenzia per dedicarsi (per puro interesse) a una nobile causa: la battaglia contro le armi. Sempre con il suo stile spregiudicato.
RecensioneMiss Sloane è un film inizialmente complesso (ma sempre con un ritmo veloce e ottimi dialoghi) ma pian piano si chiariscono come in un puzzle i vari elementi di una battaglia senza esclusione di colpi. La protagonista (lobbista straordinaria, la più ricercata a Washington) è una donna che ha eliminato la propria femminilità (che certo non è riscoperta, istinti a parte, negli appuntamenti a pagamento), dalla battuta sarcastica, che non guarda in faccia a nessuno per ottenere quel che vuole. Come capirà la giovane ma già esperta collega, che le confida un fatto privato e che tale dovrebbe rimanere. Infatti, la protagonista, anche attraverso sistemi non proprio eticamente irreprensibili, userà tutte le sue armi (ed assi nella manica) a disposizione per raggiungere il suo obbiettivo (che in questo caso però è sia nobile che giusto, far approvare la legge sul controllo delle armi), ma, si sa, il troppo accanimento e la sovraesposizione oltre a compromettere i rapporti umani possono portare gli avversari ad alzare il tiro: compromessa, vulnerabile e sotto inchiesta da parte del Senato, Miss Sloane potrebbe finalmente aver trovato pane per i suoi denti. Diretto dal britannico John Madden (Shakespeare in LoveMarigold Hotel, tra gli altri), Miss Sloane è un film dall'ingranaggio rodatissimo, sorretto da una Jessica Chastain ancora una volta sontuosa e supportato da un ensemble di comprimari di prim'ordine. Oscillando con buon ritmo tra il ritratto di una figura professionale borderline e ambigua (al netto di ben più di qualche stereotipo) e la cifra dello spy-thriller politico, con tanto di tecniche di sorveglianza, pedinamenti, doppiogiochismi e via dicendo, il film procede spedito verso l'obiettivo. Un intrattenimento di più che discreto livello, che ricalca in un certo modo opere tutto sommato affini come Le idi di marzo di George Clooney o format centrati sul lavoro d'equipe e sull'isteria di alcune professioni (vedi The Newsroom di Aaron Sorkin), con tanto di (prevedibile) ribaltamento finale e chiusura "con sorpresa" abbastanza forzata e a dir poco inverosimile, ma, tutto sommato, va bene anche così. Il film infatti, a un certo punto inizia ad accumulare colpi di scena, forse troppi e troppo in fretta, però si fa apprezzare, anche nel finale ad effetto, grazie a una lucidità (venata di pessimismo sulla democrazia americana) nell'affronto di temi delicati, a sceneggiatura e dialoghi scritti con grande arguzia e brillantezza, a una regia funzionale ma non piatta e a un'attrice meravigliosa come Jessica Chastain. Difatti, se nel finale alcuni colpi di scena a tamburo battente sembrano far pensare a una chiusura un po' facile e quasi trionfale della vicenda, l'epilogo amaro e dimesso riporta la storia a una dimensione non certo consolatoria, ma di duro attacco a un sistema che mostra il suo lato oscuro.

lunedì 24 giugno 2019

Bad Moms 2: Mamme molto più cattive (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2019 Qui - Con Bad Moms 2: Mamme molto più cattive tornano le mamme più cattive, ribelli, divertenti e oneste del grande schermo (o piccolo se lo si vede in tv): Amy, Kiki e Carla, ma la novità del secondo capitolo sempre scritto e diretto da Jon Lucas e Scott Moore (autori come ben si sa di Una notte da Leoni) è un clima frizzantino, colorato di rosso e ricco di pacchetti, nastri dorati, fiocchi di neve e incredibili (e, a volte, sgradite) sorprese: il Natale. Infatti, dopo il successo del primo Bad Moms, il franchise ritorna con un divertentissimo pretesto: la sfida delle mamme con le nonne nel periodo natalizio. Il risultato è un nuovo film, godibile anche da parte di chi non abbia visto il primo e, soprattutto, divertente non solo per il pubblico delle "mamme". Difatti la pellicola, per l'occasione ribattezzata A Bad Mom's Christmas, a parte qualche esagerazione di troppo, regala tante risate, riuscendo anche a raccontare una storia e a presentare dei personaggi ben caratterizzati e che subiscono una concreta e corretta evoluzione. Sì, perché anche se meno satiriche e meno pungenti rispetto a come ce le ricordavamo (ma comunque divertenti), questo sequel è, senza aspettarsi tanto (ma prenderlo per quello che è, un film esilarante che intrattiene benissimo), all'altezza dell'originale. Certo, non ha una morale bella come il precedente, ma qui è dosato meglio il momento "volemose bene" con quello comico. Certo, l'impresa, di lanciare l'intrepido messaggio di quanto il mondo e la società siano cambiati, di come le tradizioni si siano perse per strada, di come il vecchio dovrebbe insegnare al nuovo (e invece è il nuovo che deve tenere a freno la follia di una vecchiaia mascherata da ritrovata giovinezza) riesce solo a metà, ma questa normalissima commedia un po' sboccata, impertinente, politicamente scorretta e perfino inverosimile, si fa tranquillamente vedere.

venerdì 12 aprile 2019

Trolls (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/12/2017 Qui - Dai registi del quarto capitolo della saga cinematografica DreamWorks dedicata all'orco ShrekMike Mitchell e Walt Dohrn, ecco Trolls, un film d'animazione del 2016 colorato e divertente che regala 80 minuti di intrattenimento leggero ed appagante. L'avvincente, coloratissima e musicale avventura dei piccoli esseri di norvegesi origini è infatti, un divertentissimo (per quanto non originalissimo) lungometraggio d'animazione in grado di regalare al contempo una grande ondata di buon umore e ottimi spunti di riflessione. Giacché dopo aver visto questo film, senza il sorriso stampato in viso, ma soprattutto nel cuore, è praticamente impossibile, perché questo film d'animazione è un'iniezione di felicità allo stato puro, che ti porta a vedere il bicchiere mezzo pieno, che ti invoglia a superare la negatività, che ti fa venire voglia di contagiare il mondo con tutta la felicità che hai dentro. Dopotutto i Trolls sono minuscoli esserini coloratissimi e "puccettosi" che amano ballare, cantare ed abbracciarsi tutto il giorno. Sono felici finché arrivano i bergers, orchi giganteschi ed orrendi che non sanno cosa sia l'amore e la felicità...sino a quando non mangiano un Troll. E qua inizia il film. E' uno spettacolo visivo, artisticamente azzeccatissimo, ed i piccoli Trolls (una delle mode più inspiegabili degli anni '90), originali e divertenti ricordano molto i Puffi per le loro caratteristiche.

giovedì 27 dicembre 2018

Into the woods (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/04/2016 Qui - Into the woods è quel genere di film che generalmente e praticamente odio, ma che inconsciamente piace, perché i musical sono fatti per divertire, per mettere allegria, con messaggi positivi e importanti o almeno i più conosciuti. Certamente però questo non è dei migliori, anzi, dal regista di Chicago (Rob Marshall), un film icona del genere e molto bello, nonostante appunto non piace, mi aspettavo qualcosa di più energico, più vivace ma soprattutto meno scemo e meno caricaturale di questo film musicale del 2014 (di produzione Disney), basato sull'omonimo musical di Stephen Sondheim (lo stesso autore del musical Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street, secondo me il migliore in assoluto, di cui hanno fatto un film con Johnny Depp che qui fa la parte del lupo cattivo abbastanza anonimamente) che si ispira a celebri fiabe tradizionali come Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo dei Fratelli Grimm e Jack e la pianta di fagioli. Il film infatti intreccia queste opere situandolo in un mondo alternativo delle fiabe Grimm, e le estende per scoprire le conseguenze dei desideri e delle missioni dei personaggi, individui alle prese con le proprie scelte di vita, desideri e aspirazioni, in una moderna e favolistica versione. Comunque la storia segue le classiche vicende di queste fiabe, ma in modo originale coinvolgendo un fornaio (James Corden) e la sua bella moglie (Emily Blunt), che rendendosi conto che non possono generare figli, che il loro desiderio di formare una famiglia andrà in pezzi, a causa della maledizione di una strega (Meryl Streep), intraprendono un viaggio nel bosco per trovare gli oggetti necessari per spezzare l'incantesimo, e questo porterà loro alla conoscenza di varie forme di vita residenti nel bosco. Anche se la narrazione e la storia sembrerebbe andare in contro a sentimentalismi inutili e quant'altro di produzione Disney, sorprendentemente non è così, infatti le atmosfere dark non si annacquano, anzi, grazie anche alla convinzione degli interpreti conserva una rinfrescante dose di humour nero, la parte migliore di tutte. La morale della favola, ovviamente, resta: occhio a quel che desideri e attento, perché i bimbi ci guardano. Ma è meno stucchevole di quel che si aspetterebbe. Interessante e importante poi,  l'idea del doppio finale: si può infatti scegliere fra il primo finale, che fa terminare la storia nel classico "E vissero per sempre felici e contenti", e il secondo, che fa riflettere sulle conseguenze dei nostri desideri e sull'eredità che lasciamo ai nostri figli.