Visualizzazione post con etichetta James Corden. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta James Corden. Mostra tutti i post

lunedì 28 febbraio 2022

Peter Rabbit 2 - Un birbante in fuga (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Forse sono stato una voce fuori dal coro per quanto riguarda il primo Peter Rabbit, che mi era tutto sommato piaciuto. Molto ironico, un po'  Paddington ma comunque godibile ad ogni età. Questo secondo episodio mi sembra molto categorizzante in quanto a target, concentrandosi su un pubblico giovane. Sicuramente il tema principale è la capacità o la possibilità di rimanere se stessi senza snaturarsi. Stanco di essere additato come personaggio negativo, Peter fugge insieme a un ladruncolo, e iniziano le disavventure. Il film ha ancora nello humour un suo punto di forza, seppure qui sia troppo infantile. La tecnica mista di live action e CGI funziona ancora bene. Molto, troppo di già visto, qualche tratto simpatico ma niente di che. Un sequel che riprende le fila del capitolo precedente (squadra che vince non si cambia, Will Gluck torna alla regia, tornano anche Rose Byrne e Domhnall Gleeson, e Nicola Savino doppia ancora Peter), senza esagerare e senza grandi guizzi creativi, però abbastanza fresco e godibile a vedersi. Voto: 6

lunedì 11 gennaio 2021

Trolls World Tour (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/01/2021 Qui - Tornano i Trolls in versione extralarge e lo fanno in un film che funziona per tutta la famiglia (molto meglio comunque il primo film). Al di là dell'ovvio, visto il target, trionfo dei buoni sentimenti e di valori edificanti, le idee carine non mancano. Tecnica a parte, naturalmente di alto livello (livello ottimale per animazione, grafica e sfondi), ad essere appagati sono sia l'occhio con un trionfo di tutti cromatismi, sia le orecchie con un uso disinvolto, simpatico ed efficace della musica in tutte le sue varianti. E proprio quest'ultimo aspetto sembra essere la migliore freccia all'arco del film, a patto di accettare le tante, troppe, canzoncine, che peraltro non vantano un cast canoro italiano all'altezza come quello in originale. Voto: 6

lunedì 31 agosto 2020

Yesterday (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - L'idea di base (seppur non originale) è a dir poco geniale (Yesterday gioca e scherza con il pubblico nel creare un universo alternativo in cui i Fab Four non sono mai esistiti, assurdo, vero?). Danny Boyle si cimenta egregiamente con la fanta-commedia non mancando di darle sempre il suo istrionico tocco personale come i titoli delle canzoni che scorrono sullo schermo. Ne viene fuori un film particolare, magari non un capolavoro, ma che diverte, che fa ridere, che si fa seguire con interesse ed a tratti che commuove pure (la scena in cui il protagonista incontra John Lennon, è Robert Carlyle a prestargli il volto). Nella prima parte le citazioni alle canzoni dei quattro capelloni di Liverpool sono numerose e spassose e davvero azzeccata è l'idea di rendere tutto più realistico inserendoci come interprete Ed Sheeran (che tra l'altro non se la cava affatto male). Poi nella seconda le musiche dei Fab Four dilagano coinvolgenti come le trovate storiche tipo il concerto sul tetto di un edificio, sono tutte citazioni che fanno piacere soprattutto a chi ha qualche annetto e ricorda quei tempi (ma anche a chi non li ha e conosce solo le loro stupende canzoni), soprattutto fa riflettere una frase che viene detta: come sarebbe peggiore il mondo senza le canzoni dei Beatles (e come sarebbe migliore senza le sigarette, senza Coca-Cola od Harry Potter invece non saprei). Purtroppo l'immancabile storia d'amore (seppur nella loro ingenuità apprezzabile è la loro alchimia/rapporto, tra Himesh Patel, nel cast del nuovo film di Christopher Nolan Tenet, e la solita brava e bella Lily James) risulta un po' lunga e stucchevole e rallenta il ritmo della narrazione ma tra musiche e storia è un film che alla fine si promuove a pieni voti. Un film (una commedia romantica condita di tanta musica, ma comunque senza sfociare nel musical, non è un film sulle canzoni dei Beatles, non è un Across the Universe per intenderci) che trasmette (un grazie va allo sceneggiatore Richard Curtis) la gioia e la connessione che sa dare la musica e trasmette l'importanza dei sentimenti e dell'amore come unica vera bussola nella vita. Semplice, senza grosse pretese, ma efficace. Voto: 7

giovedì 26 settembre 2019

Ocean's 8 (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/09/2019 Qui
Tema e genere: Sequel e spin-off al femminile della trilogia Ocean's, l'heist movie per eccellenza.
Trama: Dopo cinque anni trascorsi in prigione, Debbie Ocean ha in mente il colpo più grande della sua vita: rubare una collana di diamanti dal valore di 150 milioni di dollari. Per riuscirci, mette in piedi una squadra di sole donne pronte a colpire durante una delle serate di gala più importanti di New York.
Recensione: Era un film atteso Ocean's 8 (non da me comunque), il film diretto da Gary Ross che voleva forse replicare il successo ed avere la stessa potenza della trilogia originale ma non ci riesce. Non solo perché la pellicola in sé non ha abbastanza forza stilistica da essere minimamente paragonabile all'originale (ha meno ritmo e più glamour), ma anche per la storia raccontata, che di avvincente non ha nulla (neanche di tanto divertente). Otto donne, tutte diverse tra loro, che devono rubare gioielli di valore inestimabile. Già il soggetto non gode di particolare originalità, se poi si pensa al modo in cui è stato orchestrato il piano e la sua esecuzione, ci rendiamo conto che il tutto si svolge in maniera troppo veloce. Sì, il piano è stato ideato da Debbie e messo a punto in quasi sei anni, ma allo spettatore viene mostrato poco come le protagoniste insieme si siano preparate per metterlo in pratica. Così come la realizzazione dello stesso, i cui dettagli vengono messi in luce solo successivamente, adottando la tecnica del flashback. Quello che manca per aderire completamente al genere è però un senso di suspense classico degli heist movie. Il colpo è talmente ben oliato che nulla ne turba lo svolgimento, grazie alla professionalità delle truffatrici, una buona dose di inverosimiglianza, e colpi di scena non del tutto imprevedibili, e decisamente esagerati. Ma tutto questo è secondario: quello che manca davvero è un antagonista. Insomma tutto è semplice e facile, anche troppo. Inoltre il lungometraggio viene in parte schiacciato anche dal dovere di essere una pellicola interpretata da donne e, per qualche strano motivo, in quanto tale obbligata a piacere prima di tutto alle spettatrici, trasformandosi in più punti un "fashion movie" alla Sex and the City dove gli outfit sfoggiati dalle attrici e dalle star/cameo distolgono l'attenzione da una narrazione già abbastanza fragile e sfilacciata. In Ocean's 8 ritroviamo alcuni interpreti del cast originale, mentre scopriamo che altri, molto probabilmente, non li vedremo più. È sempre bello, però, vedere su schermo dei rimandi a un qualcosa che il pubblico, per la maggior parte, ha amato, o comunque apprezzato molto. E probabilmente è proprio questo il punto forte della pellicola, insieme a una sceneggiatura diretta (ma non propriamente solida) e all'intenzione di rafforzare il concetto di solidarietà fra donne e i forti legami che si possono creare tra i loro. Ognuna di queste donne ha un'abilità specifica, ognuna contribuisce a rendere il piano perfetto, ognuna sa esattamente dove deve essere nel momento esatto in cui dovrebbe essere in quel posto.

venerdì 12 aprile 2019

Trolls (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/12/2017 Qui - Dai registi del quarto capitolo della saga cinematografica DreamWorks dedicata all'orco ShrekMike Mitchell e Walt Dohrn, ecco Trolls, un film d'animazione del 2016 colorato e divertente che regala 80 minuti di intrattenimento leggero ed appagante. L'avvincente, coloratissima e musicale avventura dei piccoli esseri di norvegesi origini è infatti, un divertentissimo (per quanto non originalissimo) lungometraggio d'animazione in grado di regalare al contempo una grande ondata di buon umore e ottimi spunti di riflessione. Giacché dopo aver visto questo film, senza il sorriso stampato in viso, ma soprattutto nel cuore, è praticamente impossibile, perché questo film d'animazione è un'iniezione di felicità allo stato puro, che ti porta a vedere il bicchiere mezzo pieno, che ti invoglia a superare la negatività, che ti fa venire voglia di contagiare il mondo con tutta la felicità che hai dentro. Dopotutto i Trolls sono minuscoli esserini coloratissimi e "puccettosi" che amano ballare, cantare ed abbracciarsi tutto il giorno. Sono felici finché arrivano i bergers, orchi giganteschi ed orrendi che non sanno cosa sia l'amore e la felicità...sino a quando non mangiano un Troll. E qua inizia il film. E' uno spettacolo visivo, artisticamente azzeccatissimo, ed i piccoli Trolls (una delle mode più inspiegabili degli anni '90), originali e divertenti ricordano molto i Puffi per le loro caratteristiche.

sabato 16 marzo 2019

Kill your friends (2015)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2017 Qui - KILL YOUR FRIENDS (Commedia, Gran Bretagna, 2015): Diretto dal regista Owen Harris, la pellicola è una commedia noir basata sulla vita di un manager musicale durante l'era Britpop, che non si fermerà davanti a nulla per fare carriera. Il film infatti, tratto dal romanzo dello scrittore scozzese John Niven, è ambientato nel 1997 e racconta il mondo della scena musicale inglese con occhio critico e satirico. Il film perciò ci va giù duro (forse troppo), di certo non ha problemi a mostrare la dissolutezza e il gore però sempre in senso ironico, quasi da intrattenimento, ma purtroppo a volte va sul disturbante, si mantiene su livelli non propriamente morbidi di violenza ed ha un ironia certamente pungente ma poco coinvolgente. Dopo un inizio difatti niente male, la pellicola arranca un po' nella prima parte fino alla fase centrale per poi non riprendersi del tutto nella seconda parte, quando a far da padrone è droga, alcool, sesso e smembramenti insensati e ingiustificati, poiché nonostante questa sia una black comedy, di divertente non c'è niente. In ogni caso il comparto tecnico è buono e la colonna sonora è quanto mai calzante dato l'argomento. Ma nonostante anche un bravissimo Nicholas Hoult (quanto mai perfetto nel ruolo), questo film che cerca di descrivere il mondo della musica per vie traverse e grottesche, non arriva e non prende, o almeno personalmente non l'ha fatto. Comunque se vorrete vederlo cercate di non aspettarvi troppo, potreste rimaner delusi. Voto: 5+

domenica 30 dicembre 2018

One Chance: L'opera della mia vita (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2016 Qui - La maggior parte delle persone può solo sognare di diventare una superstar, ma, al di là di ogni immaginazione, un ragazzo del Galles c'è riuscito. Questa è la storia della sua avventura. One Chance: L'opera della mia vita (One Chance) è infatti basato sulla vita del cantante britannico Paul Potts. Questo sorprendente film del 2013 diretto da David Frankel (Il diavolo veste Prada), è un film romantico, poetico soprattutto musicalmente, ma anche vivace e divertente nonostante questo semplice ragazzo gallese, Paul Potts (un convincente James Corden), sin da piccolo è vittima di bullismo per la sua stazza e per la sua unica grande passione, il canto e l'opera lirica. Qui un velo di tristezza c'è nel film e in lui, ma quando finalmente riesce a conoscere una ragazza e a frequentare un corso a Venezia per giovani talenti tutto sembra filare liscio. Purtroppo però, il corso si conclude con una deludente audizione davanti al suo grande mito, Pavarotti. Questo sembra far crollare tutte le sue illusioni. Ma dopo aver superato, grazie alla fantastica moglie e, in qualche modo, ai genitori, infinite disavventure, che sembravano costringerlo ad una mediocre vita senza passioni e ideali, decide di partecipare al talent show più famoso d'Inghilterra, e allora vince. Sì perché Paul Potts nonostante i numerosi ostacoli che ha trovato sul suo cammino, è arrivato a vincere la prima stagione di "Britain's Got Talent" e ad incidere il suo primo cd che ha venduto oltre due milioni di copie. A me nonostante la musica lirica non piace, la pellicola mi è piaciuta davvero tanto, non so perché, forse per l'umiltà e gentilezza di questo timido ragazzo che ha sempre creduto nei suoi sogni e ci è incredibilmente riuscito a realizzarli.

giovedì 27 dicembre 2018

Into the woods (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/04/2016 Qui - Into the woods è quel genere di film che generalmente e praticamente odio, ma che inconsciamente piace, perché i musical sono fatti per divertire, per mettere allegria, con messaggi positivi e importanti o almeno i più conosciuti. Certamente però questo non è dei migliori, anzi, dal regista di Chicago (Rob Marshall), un film icona del genere e molto bello, nonostante appunto non piace, mi aspettavo qualcosa di più energico, più vivace ma soprattutto meno scemo e meno caricaturale di questo film musicale del 2014 (di produzione Disney), basato sull'omonimo musical di Stephen Sondheim (lo stesso autore del musical Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street, secondo me il migliore in assoluto, di cui hanno fatto un film con Johnny Depp che qui fa la parte del lupo cattivo abbastanza anonimamente) che si ispira a celebri fiabe tradizionali come Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo dei Fratelli Grimm e Jack e la pianta di fagioli. Il film infatti intreccia queste opere situandolo in un mondo alternativo delle fiabe Grimm, e le estende per scoprire le conseguenze dei desideri e delle missioni dei personaggi, individui alle prese con le proprie scelte di vita, desideri e aspirazioni, in una moderna e favolistica versione. Comunque la storia segue le classiche vicende di queste fiabe, ma in modo originale coinvolgendo un fornaio (James Corden) e la sua bella moglie (Emily Blunt), che rendendosi conto che non possono generare figli, che il loro desiderio di formare una famiglia andrà in pezzi, a causa della maledizione di una strega (Meryl Streep), intraprendono un viaggio nel bosco per trovare gli oggetti necessari per spezzare l'incantesimo, e questo porterà loro alla conoscenza di varie forme di vita residenti nel bosco. Anche se la narrazione e la storia sembrerebbe andare in contro a sentimentalismi inutili e quant'altro di produzione Disney, sorprendentemente non è così, infatti le atmosfere dark non si annacquano, anzi, grazie anche alla convinzione degli interpreti conserva una rinfrescante dose di humour nero, la parte migliore di tutte. La morale della favola, ovviamente, resta: occhio a quel che desideri e attento, perché i bimbi ci guardano. Ma è meno stucchevole di quel che si aspetterebbe. Interessante e importante poi,  l'idea del doppio finale: si può infatti scegliere fra il primo finale, che fa terminare la storia nel classico "E vissero per sempre felici e contenti", e il secondo, che fa riflettere sulle conseguenze dei nostri desideri e sull'eredità che lasciamo ai nostri figli.

sabato 20 ottobre 2018

Tutto può cambiare (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/11/2015 QuiTutto può cambiare (Begin Again) è un film del 2013 scritto e diretto da John Carney (autore di Once, stupendo). Dan Mulligan (Mark Ruffalo), produttore musicale in caduta libera, con una figlia adolescente, un matrimonio fallito alle spalle e il vizio della bottiglia, incontra Gretta (Keira Knightley), una cantautrice inglese (autrice di ballate sentimentali) che si esibisce suo malgrado in un locale dell'East Village. Arrivata a New York col fidanzato quasi celebre (interpretato da Adam Levine, leader dei Maroon 5) e la promessa di una vita da spendere insieme, perderà in un baleno ragazzo e sogni. Ubriaco di sventura ma avvinto dalla sua musica, Dan le propone di lavorare insieme per riprendersi il loro posto nel mondo. Romantico e spassoso, Tutto può cambiare non è assimilabile ad una commedia sentimentale (non esplicita il sentimento e non prelude a una relazione sentimentale), è piuttosto una ballata, un componimento pop(olare) costruito intorno a distinti attimi di felicità.