Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Un tributo affascinante e giocoso al giallo classico, che, nell'immaginare una versione cinematografica di "Trappola per topi" di Agatha Christie, si diverte con i cliché del genere, ripresentandoli con fedeltà (compreso il prevedibile colpo di scena finale). Nonostante aspiri a superare il solito giallo, alla fine si rivela proprio tale. La trama poliziesca è ben costruita, ma ancora più efficace è quella comica, arricchita da un umorismo sottile e tagliente. Le numerose citazioni cinematografiche costituiscono un altro piacevole gioco di riconoscimento. Anche se alcuni momenti risultano superflui, le scenografie e la ricostruzione storica sono impeccabili (trasportando lo spettatore direttamente negli anni '50), e il cast brilla nelle proprie interpretazioni, con una Saoirse Ronan particolarmente meticolosa e coinvolgente nel ruolo dell'assistente di polizia. Un intrattenimento leggero, ma assolutamente gustoso. Voto: 6 [Disney Plus]
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mercoledì 31 luglio 2024
Omicidio nel West End (2022)
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martedì 28 febbraio 2023
Chaos Walking (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Mah insomma, speravo in qualcosa di meglio anche se non mi è del tutto
dispiaciuto. Da bocciare di sicuro le scene concitate in cui non si
capisce quasi niente. Trama se non altro con un po' di originalità anche
se non nello sviluppo in cui risulta tutto molto prevedibile sin
dall'inizio e scontato per come si evolve compreso il finale. Una
visione alquanto leggera e divertente a tratti, ma sempre con una
sensazione di fondo che gli manchi qualcosa. Tecnicamente nella media,
recitazione così così. Diciamo che non mi sorprende che il film sia
passato un po' inosservato. Brutto no, insipido più che altro. Gradevole
all'esterno ma con poca sostanza, ecco. Di sicuro nulla di
imperdibile. Doug Liman stavolta, dopo buonissime prove, un po' delude. Voto: 5+
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lunedì 28 febbraio 2022
Peter Rabbit 2 - Un birbante in fuga (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Forse sono stato una voce fuori dal coro per quanto riguarda il primo
Peter Rabbit, che mi era tutto sommato piaciuto. Molto ironico, un po' Paddington ma comunque godibile ad ogni età. Questo secondo episodio mi
sembra molto categorizzante in quanto a target, concentrandosi su un
pubblico giovane. Sicuramente il tema principale è la capacità o la
possibilità di rimanere se stessi senza snaturarsi. Stanco di essere
additato come personaggio negativo, Peter fugge insieme a un ladruncolo,
e iniziano le disavventure. Il film ha ancora nello humour un suo punto
di forza, seppure qui sia troppo infantile. La tecnica mista di live
action e CGI funziona ancora bene. Molto, troppo di già visto, qualche
tratto simpatico ma niente di che. Un sequel che riprende le fila del
capitolo precedente (squadra che vince non si cambia, Will Gluck torna alla regia, tornano anche Rose Byrne e Domhnall Gleeson, e Nicola Savino doppia ancora Peter), senza esagerare e senza grandi guizzi creativi, però
abbastanza fresco e godibile a vedersi. Voto: 6
sabato 20 novembre 2021
The Midnight Sky (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - George Clooney porta sullo schermo il libro d'esordio, La distanza tra
le stelle (Good Morning, Midnight), di una giovane autrice americana,
Lily Brooks-Dalton. La storia, con lo sfondo dell'impianto
fantascientifico, è una riflessione sulle fasi che precedono la fine
dell'esistenza e sui bilanci di una vita intera, in cui rimpianti e
rimorsi spesso sembrano prevalere sulle soddisfazioni vere. Il regista
(non alle prime armi, e diligente mestierante, si ricordi Suburbicon) cerca di rendere il travaglio emotivo dei personaggi lavorando sui primi
piani e sui giochi di ombre (non solo Augustin, ma anche gli astronauti
di Aether che tornano a casa senza essere riusciti a comunicare con
nessuno, ignari di quanto sta succedendo sulla Terra) e non rinuncia ad
alcune sequenze spettacolari (quelle nello spazio a tratti ricordano
quelle di Gravity), che gli sono valse addirittura una candidatura agli
Oscar per gli effetti speciali, ma alla fine manca quella scintilla che
renda il film veramente memorabile. Mancano, almeno in parte, tensione narrativa e coinvolgimento emotivo,
ogni tanto però qualche emozione fa capolino, specie nel finale. Non
male, ma neanche troppo bene. Opera comunque godibile e meritevole di visione. Voto: 6
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venerdì 16 luglio 2021
The Cloverfield Paradox (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/07/2021 Qui - Dopo Cloverfield, esperimento mokukaiju riuscitissimo e 10 Cloverfield Lane, di difficile collocazione in un genere e a mio parere riuscito anche questo, arriva The Cloverfield Paradox, che sceglie di percorrere la strada della fantascienza mista a orrore. La sceneggiatura è quasi maldestra ma la messinscena e alcune sequenze (la donna intrappolata dentro una parete) lasciano il segno. Meno potente rispetto ai due film che lo precedono, è comunque un gioiellino d'intrattenimento che sa il fatto suo. Certo, alcune cose risultano alquanto confuse e non ben sviluppate, ma alla fine risulta senza infamia e senza lode, onesto nella sua non originalità. La pellicola, che si salva anche grazie (appunto) ad una impeccabile realizzazione tecnica e ad una convincente prova degli attori (da Gugu Mbatha-Raw a Daniel Brühl, fino a tutti gli altri), cerca di dare una pseudo spiegazione dell'apparizione del gigantesco mostro protagonista del primo capitolo, ma vi riesce solo in parte ed in maniera anche un po' forzata (cosa comunque comprensibile dato che inizialmente non doveva essere collegato agli altri), ma nonostante questo si lascia seguire fino al suo finale ad effetto. Voto: 6
mercoledì 29 maggio 2019
A United Kingdom: L'amore che ha cambiato la storia (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/07/2018 Qui - I politici sono pedine e la politica e il gioco che li muove in giochi di potere che si intrecciano con altre derive come lo sfruttamento del territorio e leggi razziali che tendono a dividere e annullare la democrazia. Tutti sono manovrabili, tutti hanno un prezzo. Fortunatamente ci sono persone che si ribellano a queste ingiustizie e lottano, non senza aspre conseguenze, per la libertà, l'uguaglianza e il rispetto dei popoli. E A United Kingdom: L'amore che ha cambiato la storia (A United Kingdom), film del 2016 diretto da Amma Asante, racconta la (reale e molto interessante) storia di una di queste persone che hanno lottato, e vinto, per i propri diritti e quelli di una intera nazione. E' infatti una storia vera (dopotutto il carattere biografico è molto riconoscibile nel corso del film che ci mostra una serie di avvenimenti che si estendono su un periodo di alcuni anni) quella che la regista mette in scena, raccontando le vicende di Seretse Khama (che non solo diventerà re, ma che sarà anche il primo presidente eletto del Botswana) e di sua moglie Ruth, che al marito e alla popolazione africana consacrerà la sua vita intera. Non a caso il film intreccia vicende politiche a questioni sentimentali, in una cornice forse troppo melò e patinata che rischia di lasciare perplesso lo spettatore (giacché è proprio l'immagine a disturbare l'armonia d'insieme e a prevalere troppo, creando un'allure sofisticata che non era necessaria, perché la storia era già molto importante, forte e ben diretta di suo), spettatore che tuttavia si ritroverà coinvolto in una vicenda appassionante, perché non solo essa tocca argomenti e tematiche sociali di grande impatto, ovvero il razzismo e il colonialismo, ma perché appunto il tema e il cuore della storia (se non ci si fa travolgere dal sentimentalismo in verità un po' troppo strappalacrime) hanno comunque il loro fascino. Una vicenda che in tal senso, può ricordare per certi versi The Help, dove persone dalla pelle bianca e persone dalla pelle nere s'incontrano (si scontrano anche), si confrontano e avviano il percorso verso un cambiamento. D'altronde è il cambiamento a spingere questa coppia interrazziale a non farsi sopraffare dai pregiudizi sociali e politici.
domenica 12 maggio 2019
Queen of Katwe (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/03/2018 Qui - Ero leggermente timoroso nei confronti del soggetto di Queen of Katwe, film del 2016 diretto da Mira Nair, non solo perché io di scacchi ho sempre capito poco (anzi, nulla), ma anche perché molto spesso la Disney esagera nel buonismo, invece, nonostante il suo stile rimanga invariato, la presenza alla regia dell'apprezzata regista indiana (in tal senso davvero bello ed interessante fu Il fondamentalista riluttante), capace di presentare con delicatezza e sobrietà una vita difficile, tra povertà e desolazione, quella della giovane Phiona Mutesi, la prima scacchista ugandese a diventare professionista, è un punto a favore. Basato su una storia vera questo bel film di Mira Nair infatti, pregno di insegnamenti significativi a partire dal gioco degli scacchi, dove "un semplice pedone può diventare Regina" e che rimane con i piedi ben piantati per terra e offre il giusto equilibrio alla pellicola, è un biopic davvero ben fatto, emozionante e capace di trasmettere importanti valori. Certo, sarà anche una storia piuttosto romanzata, ma le splendide ambientazioni africane, la tremenda povertà di fondo, l'umiltà ed il coraggio di queste donne ugandesi rimangono nel cuore.
lunedì 21 gennaio 2019
Interstellar (2014)
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mercoledì 2 gennaio 2019
1981: Indagine a New York (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/06/2016 Qui - 1981: Indagine a New York (A Most Violent Year) è l'ultimo film di J.C. Chandor (in grande ascesa), regista di Margin call, pellicola sulla crisi finanziaria del 2008. Questo drammatico thriller del 2014 invece, racconta di un uomo di origine ispanica che cerca di espandere la
propria attività, vendita e distribuzione di carburante per il
riscaldamento, nel gelido inverno dell’anno più violento della storia di
New York. Ma mentre i concorrenti usano metodi da malavita e la legge fatica a dare una risposta, Abel Morales (Oscar Isaac), un intraprendente proprietario di un'azienda a conduzione familiare che tratta in olio combustibile, e la moglie (Jessica Chastain), figlia di un uomo senza scrupoli, cercano di opporsi al crimine imperante e imporsi con le regole civili della concorrenza e del rispetto delle leggi. Da qualche tempo infatti alcune sue cisterne vengono prese d'assalto da malviventi che le fanno sparire nel nulla con il loro carico. Ciò accade proprio mentre Abel sta per portare a termine l'acquisto di un deposito più grande che gli permetterebbe di compiere il salto in avanti professionale da sempre sognato. Deve trovare il denaro necessario per completare l'acquisizione e contemporaneamente un'indagine da lungo tempo avviata sulla sua attività sta per giungere a compimento con gravi capi di imputazione: Abel sa di essersi sempre comportato in modo corretto ma ora il tempo stringe e potrebbe essere tentato di cercare altre strade. Albert Brooks è l'avvocato della famiglia, e David Oyelowo interpreta il procuratore distrettuale che indaga su Abel e la sua impresa. Partendo dal presupposto che il film non mi ha convinto per niente, non prende, non coinvolge ma soprattutto inesorabilmente lento, è comunque raffinato, di classe e da vedere, ma con molti difetti. Ciò che rende pregevole questa pellicola è senza alcun dubbio la rappresentazione che il regista fa della società di New York nei primi anni '80, i costumi, la fotografia e le ambientazioni innevati sono di livello, peccato però che il risultato in se per se è assai deludente di quanto si potesse immaginare. Difatti in "A Most Violent Year" (il titolo originale), la violenza che imperversava in quell'anno a New York, è solo un tema di fondo (molto a fondo, quasi impercettibile, praticamente inesistente) e questo fa sì che il ritmo lento aggiunto al poco movimento faccia risultare almeno personalmente, tutto abbastanza noioso e soporifero, senza niente di avvincente e interessante da scoprire e vedere nel corso di una pellicola che fa dell'onestà e della correttezza il tema principale, ma senza tutta questa coerenza, anzi, tutto abbastanza ipocrita.
lunedì 19 novembre 2018
Selma: la strada per la libertà (2014)
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domenica 4 novembre 2018
Red Tails (2012)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/01/2016 Qui - Red Tails è un'avvincente action bellico del 2012 prodotto da George Lucas e ispirato ad eventi realmente accaduti. Nel 1944, dopo il razzismo duraturo per tutta la loro assunzione e formazione del programma di formazione Tuskegee, uno squadrone di giovani afro-americani USAAF di piloti sono finalmente mandati a combattere in Italia, ma con dei vecchi aerei in disuso. I piloti di colore (inadatti secondo certi studi) combattono due guerre: quella contro i nemici dall'altra parte dell'oceano e l'altra a casa contro la discriminazione razziale. La storia, racconta le gesta degli Tuskegee Airmen, che nonostante le perdite di personale, faranno la differenza, diventando i più richiesti piloti di scorta dei bombardieri, che come ricompensa fanno dotare lo squadrone di nuovi e fiammanti P-51 su cui saranno dipinte le code di rosso (appunto "Red Tails"). Per il loro coraggio ed eroismo saranno premiati con tante medaglie e riconoscimenti, riscattandosi da chi li ritenevano inutili. Tra gli attori spiccano, Cuba Gooding Jr. e Terrence Howard, le scene dei combattimenti in volo sono veramente spettacolari (che ricordano molto Star Wars), in mezzo ci sono speranze, sogni, alcuni infranti, e la storia che ha sempre molto da dire. Per gli amanti dei film di guerra, è da non perdere. Voto: 6
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martedì 16 ottobre 2018
Nightingale (2014)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/11/2015 Qui - Nightingale: David Oyelowo (Martin Luther King in Selma) è il protagonista di questo toccante dramma HBO candidato a 2 Emmy Awards 2015 (miglior film e attore). Il film (del 2014) esplora il dramma interiore di un veterano di guerra, un uomo solo e mentalmente disturbato, e tocca gli angoli più bui della sua psiche mettendo in luce le difficoltà di reinserimento che tanti reduci si trovano ad affrontare. Un dramma provocatorio, dove Oyelowo interpreta Peter Snowden, un uomo ossessivamente innamorato di un vecchio amico dell'esercito. Mentre si prepara alla riunione con l'oggetto del suo affetto, Peter inizia a cadere in una spirale con delle conseguenze fatali. Nonostante una buona interpretazione e argomento spinoso trattato bene, il film è monotono e leggermente noioso, una sola ambientazione ed un monologo continuo, c'è solo lui a far tutto. Delirante. Voto: 6
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