Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2021 Qui - Sulla scia del Black Live Matter un intensissimo dramma discretamente costruito e con dei dialoghi da brivido. E se il Joker di Todd Phillips ha come riferimento preciso il cinema di Martin Scorsese, American Skin di Nate Parker, oltre ad avere la tutela di Spike Lee in veste di produttore, guarda ai lavori di Sidney Lumet come La parola ai giurati e Quel pomeriggio di un giorno da cani. Egli (già calzante con il suo The Birth of a Nation) prende questi due film e li ingloba in un unico progetto. Un processo non soltanto ad un poliziotto che ha ucciso suo figlio e che rimanda a tanti casi successi di recente negli Stati Uniti. E' un processo ad un sistema giudiziario inefficiente come minimo e forse corrotto in molti casi. Un film del genere con un argomento del genere, la facilità di cadere nella più bieca retorica è un pericolo costante. Tuttavia il regista (qui anche attore) riesce, in un ottica di film di genere, a non far degenerare tutto, anche se qualche concessione è presente. Sono circa novanta minuti molto veloci, che pongono in maniera semplice e diretta un problema che sta diventando ultradecennale. Proprio dalle radici lontane di tale problema emergono le difficoltà di risolverlo, con le parti, in fondo, ostaggio dei propri estremismi e soprattutto con una giustizia inadeguata ad affrontarlo. Per il resto i messaggi che manda il film sono piuttosto chiari cosi come il finale sorprendente. Promosso. Voto: 6+
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sabato 31 luglio 2021
venerdì 7 giugno 2019
Ogni cosa è segreta (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/09/2018 Qui - Ogni cosa è segreta (Thriller, Usa 2014): Ho visto questo film in quanto ammiratore di Dakota Fanning e seppur parzialmente le mie valutazioni possono essere segnate da questo elemento, ho trovato l'intera pellicola poco convincente e troppo psicologica. Difficile è sentirsi davvero coinvolti infatti da Every Secret Thing, diretto da Amy Berg, con Diane Lane, Elizabeth Banks e appunto Dakota Fanning, tratto dal romanzo di Laura Lippman, primo film prodotto dall'attrice Frances McDormand, e vivere di quella tensione sana di un thriller d'alto rango. Innanzitutto perché la vittima di questo film è una bambina, della cui morte vengono colpevolizzate a sua volta due bambine, internate fino ai 18 anni. I protagonisti del film (quasi tutte donne) soffrono di alcuni disturbi psicologici precedenti o successivi all'evento in questione e la sparizione di una bambina anni dopo riporta alla luce gli echi dell'omicidio, vecchie turbe e antichi sospettati. Il lato investigativo è piuttosto povero (anche perché giallo che poi tanto giallo non è viste le poche sorprese che portano allo "svelamento" finale) e si lega soprattutto a interrogatori o flashback. In tal senso Ogni cosa è segreta tenta di rispondere a quesiti molto importanti senza però mai approfondire nulla, e quindi anche se ogni personaggio (odiosa la ragazza interpretata da Danielle Macdonald) è un meccanismo del thriller, esso non basta a rendere il film integro sotto ogni aspetto (l'esito finale orbita difatti attorno a dei personaggi senza una reale temperatura emotiva e ad un'estetica mai appagante), un film che dilapidando gli ingredienti più allettanti risulta (come la recitazione, anche sfortunatamente della Fanning) piatto e freddo. Voto: 4
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lunedì 8 aprile 2019
The Birth of a Nation: Il risveglio di un popolo (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/11/2017 Qui - A metà tra 12 Anni Schiavo e Django Unchained, The Birth of a Nation: Il risveglio di un popolo (The Birth of a Nation), film del 2016 scritto e diretto da Nate Parker (anche protagonista), è la storia di una presa di coscienza di un individuo prima e di un intero popolo successivamente. Il film infatti, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2016 (dove ha vinto il premio del pubblico e il gran premio della giuria), significativo già dal titolo, dato che il regista riprende in modo totalmente audace e impavido il titolo della vergognosa pellicola di Griffith sulle "epiche" gesta dei "coraggiosi" incappucciati del Ku Klux Klan, anche se ne ribalta il contenuto, ci racconta su quali fondamenta è nata l'America, battezzata nel sudore e nel sangue di milioni di esseri umani costretti a perdere la propria umanità, raccontando la storia della rinascita dell'America attraverso le battaglie della popolazione afro-americana in cerca di uguaglianza, riscatto e anche di vendetta, ma sopra ogni cosa, in cerca di giustizia (parola e concetto che spesso viene soffocato e annientato con le torture, le sevizie, il calpestamento dei diritti umani). E lo fa ripercorrendo la vicenda di Nat Turner (un personaggio veramente esistito e di cui si è fatto di tutto per cancellarne le tracce e la memoria), schiavo, predicatore, ribelle. E lo fa restituendo il significato dell'istituzione schiavista in tutto il suo intollerabile abominio, la sua crudele quotidianità capace di annichilire negli uomini e nelle donne ogni rispetto di sé, ogni sentimento, ogni speranza. Certo, la struttura del racconto è classica e non si discosta in maniera particolare da altre pellicole che hanno trattato il tema della schiavitù, ed anzi, non apporta particolari novità sull'argomento, e addirittura la sceneggiatura ha delle evidenti lacune, ma qui ci troviamo di fronte ad un prodotto discretamente riuscito che ne fotografa, sapientemente la vita e le azioni.
domenica 4 novembre 2018
Red Tails (2012)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/01/2016 Qui - Red Tails è un'avvincente action bellico del 2012 prodotto da George Lucas e ispirato ad eventi realmente accaduti. Nel 1944, dopo il razzismo duraturo per tutta la loro assunzione e formazione del programma di formazione Tuskegee, uno squadrone di giovani afro-americani USAAF di piloti sono finalmente mandati a combattere in Italia, ma con dei vecchi aerei in disuso. I piloti di colore (inadatti secondo certi studi) combattono due guerre: quella contro i nemici dall'altra parte dell'oceano e l'altra a casa contro la discriminazione razziale. La storia, racconta le gesta degli Tuskegee Airmen, che nonostante le perdite di personale, faranno la differenza, diventando i più richiesti piloti di scorta dei bombardieri, che come ricompensa fanno dotare lo squadrone di nuovi e fiammanti P-51 su cui saranno dipinte le code di rosso (appunto "Red Tails"). Per il loro coraggio ed eroismo saranno premiati con tante medaglie e riconoscimenti, riscattandosi da chi li ritenevano inutili. Tra gli attori spiccano, Cuba Gooding Jr. e Terrence Howard, le scene dei combattimenti in volo sono veramente spettacolari (che ricordano molto Star Wars), in mezzo ci sono speranze, sogni, alcuni infranti, e la storia che ha sempre molto da dire. Per gli amanti dei film di guerra, è da non perdere. Voto: 6
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