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martedì 30 novembre 2021

Paradise Hills (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2021 Qui - Colori sgargianti, cura visiva maniacale per questo Paradise Hills, centro immerso in un'isola avente lo scopo di rieducare ragazze dell'alta borghesia ad essere ad immagine della propria famiglia. Lo scopo quindi è spersonalizzare i soggetti sottoposti alla cura e renderli più inclini al conformismo. L'immagine è molto importante, l'apparenza domina ma è legato troppo al modello di riferimento, cioè Picnic ad Hanging Rock ma senza la forza ed il fascino misterioso del film di Peter Weir (o della serie omonima), come pure La fabbrica delle mogli di Bryan Forbes. Troppa forma e poco contenuto o almeno quest'ultimo poco solido rispetto all'impianto visivo. Il cast (prettamente femminile) non è male (le bellissime Emma Roberts, Eiza González e Milla Jovovich, più la brava Awkwafina), la regia debuttante (della Alice Waddington) non mostra grandi pecche, ma il ritmo della narrazione e la storia in sé mostrano poca fluidità e scarsa propensione al coinvolgimento vero e proprio. Si lascia vedere, ma rimangono poche tracce. Voto: 5,5

venerdì 16 luglio 2021

Bird Box (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/07/2021 Qui - Anni dopo il non del tutto convincente Una folle passione, seguito da un intermezzo seriale assai più convincente (The Night Manager), la danese Susanne Bier, già autrice di un'opera premiata con l'Oscar per il miglior film straniero (In un mondo migliore), tornando a prendere le redini di una produzione americana finalmente riesce a non deludere (cosa che farà paradossalmente dopo con The Undoing). Nel complesso è infatti un film godibile, che non ha particolari difetti, ma nemmeno quei pregi che rimangono impressi nella memoria (incisiva ma non troppo invadente la colonna sonora, ben usati senza troppo eccedere gli effetti speciali). Nonostante il mestiere della regista emerga difatti in più tratti e il cast funzioni alla perfezione (oltre a Sandra Bullock è da menzionare anche John Malkovich nel ruolo ormai a lui congeniale ma comunque nuovamente efficace del rude bastardo senza scrupoli), Bird Box emerge come un cocktail pure un po' annacquato di E venne il giorno e A Quiet Place. Tutta la prima parte, pur ripercorrendo schemi già battuti (il/la protagonista che si trova improvvisamente al centro di un'apocalittica furia mortale collettiva e trova riparo assieme a un pugno di superstiti) è trascinante e trova un'inedita energia nell'esposizione violenta e implacabile di un racconto teso e serrato, come più non si potrebbe. Nella seconda metà purtroppo scemano idee e vigore e Bird Box incappa nella ripetitività di schemi e modelli già visti troppe volte. Il film risulta inoltre eccessivamente lungo: venti minuti di meno lo avrebbero reso molto più scorrevole. Sufficiente, senza infamia e senza lode, ma con un finale che più fiacco e telefonato non si potrebbe. Voto: 6

venerdì 7 giugno 2019

Ogni cosa è segreta (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/09/2018 Qui - Ogni cosa è segreta (Thriller, Usa 2014): Ho visto questo film in quanto ammiratore di Dakota Fanning e seppur parzialmente le mie valutazioni possono essere segnate da questo elemento, ho trovato l'intera pellicola poco convincente e troppo psicologica. Difficile è sentirsi davvero coinvolti infatti da Every Secret Thing, diretto da Amy Berg, con Diane LaneElizabeth Banks e appunto Dakota Fanning, tratto dal romanzo di Laura Lippman, primo film prodotto dall'attrice Frances McDormand, e vivere di quella tensione sana di un thriller d'alto rango. Innanzitutto perché la vittima di questo film è una bambina, della cui morte vengono colpevolizzate a sua volta due bambine, internate fino ai 18 anni. I protagonisti del film (quasi tutte donne) soffrono di alcuni disturbi psicologici precedenti o successivi all'evento in questione e la sparizione di una bambina anni dopo riporta alla luce gli echi dell'omicidio, vecchie turbe e antichi sospettati. Il lato investigativo è piuttosto povero (anche perché giallo che poi tanto giallo non è viste le poche sorprese che portano allo "svelamento" finale) e si lega soprattutto a interrogatori o flashback. In tal senso Ogni cosa è segreta tenta di rispondere a quesiti molto importanti senza però mai approfondire nulla, e quindi anche se ogni personaggio (odiosa la ragazza interpretata da Danielle Macdonald) è un meccanismo del thriller, esso non basta a rendere il film integro sotto ogni aspetto (l'esito finale orbita difatti attorno a dei personaggi senza una reale temperatura emotiva e ad un'estetica mai appagante), un film che dilapidando gli ingredienti più allettanti risulta (come la recitazione, anche sfortunatamente della Fanning) piatto e freddo. Voto: 4